Tom Tom - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

SDRENG

Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Tom Tom

La novella, che sto per decantare a voi, è alquanto singolare, perché avrà inizio con la fine, percepisco del turbamento in voi, non vi date ansia per me, il mio senno non mi ha ancora abbandonato, non del tutto per lo meno, ma siate coscienti, che la fine di un leggendario guerriero è sempre l’inizio della leggenda del suo rivale….Parecchie lune erano trascorse, il Re Scorpione, sanguinario e formidabile guerriero, era riuscito nel suo intento, battersi con questo nuovo giovane guerriero dal buffo nome.
Non è dato sapere, quale fu la cagione che lo spinse, plausibile è la tesi che mal sopportava i racconti riguardo le leggendarie gesta del suo rivale, mai, il suo orgoglio, gli avrebbe permesso di essere oscurato in fama e terrore da qualchedunaltro.
Stratagemmi, né escogito una miriade per costringerlo a battersi con lui, ma strano tipo si dimostrò il suo mortal nemico, non cadde mai in provocazione alcuna, non si prendeva cura di mostrare chi dei due fosse il più forte.
Le origini del giovine guerriero, erano misteriose, come può esserlo la notte o la volta celeste, alcuna memoria vi era di lui fin quando non apparve sui campi di battaglia, ancor più stravagante era la sua indole, non amava la lotta, benché in lei eccellesse, non né abusava, lottava solo per la sua salvezza o per nobili e giusti ideali, il mistero intorno a lui, nutrì le storie delle gesta da lui compiute, come una giumenta nutre i suoi piccoli.
Minacciando la distruzione, della sua amata Cameranum, a mezzo del suo esercito, il Re aveva raggiunto il suo scopo. Ora, uno di fronte all’altro si scrutavano, il Re nella sua armatura imponente, tutta d’oro e d’argento, sembrava un Dio, i nomi cesellati su di essa erano quelli dei guerrieri da lui sconfitti, un uomo zelante, un lustro avrebbe impiegato a leggerli tutti. Lo sguardo del Re era carico di rabbia, scherno e impavida sicurezza, da troppo tempo desiderava codesto momento, studiò con attenzione il rivale, non vi era traccia alcuna di paura o rabbia, ma una determinazione smisurata. Non vi furono testimoni allo scontro, ma il giovine né usci vittorioso… Non si udirono ne canti né novelle, né lui raccontò mai come andò… finché un giorno non fu rinvenuto il diario del guaritore di palazzo del Re, ove aveva trascritto le sue ultime parole agonizzanti…

“Io ne ho sentite di storie che non potreste immaginarvi.
Corpi smembrati in un sol colpo al largo dei bastioni di Nippur…
Sentii raccontare che si muoveva alla velocità con cui il fulmine attraversa il cielo…
Udii che ogni suo colpo era mortale..
Udii che era invulnerabile…
Udii d’eserciti in fuga di fronte a lui…
Udii di leggende ove si stagliava in cielo e piombava sul cranio dei suoi nemici…
Udii delle sue imprese….
Mi sembravano impossibili…
Finalmente udii il suo nome…
Era buffo il suo nome…
Buffo, si, ma solamente nel nome, io l’ho veduto ora, con i miei occhi!
Non è invulnerabile, ma si può colpire qualche cosa che si muove più veloce della pupilla?
Udii di quelle che avrebbero dovuto essere leggende… ma ora so, erano il vero!
E’ stato un attimo! Un soffio! Un lampo! L’ho visto sparire con un salto in cielo! Troppo tardi era, quando l’ho sentito! Il suo ginocchio colpiva già la mia testa!
La mia testa! La mia povera testa! Sta scoppiando! Le mie tempie battono e sembrano emettere un rumore cupo, una musica di morte, Tom! Tom! Tom! Tom!. Ora mi è dato, mio fidato servitore, di conoscere il senso del suo nome! Ora non mi sembra più buffo! Al contrario, per me ora è un nome terrificante….
Ma tutti questi miei ricordi, andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
E’ tempo di morire….”
Ora fanciulli, conoscete le ultime parole del Re, dopo lo scontro per lui mortale con Tom Tom, e per me è giunto il momento di riposare le mie povere membra stanche.

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