15 giugno 2010 Pubblicato da du hängst
Che la crisi avesse cambiato le carte in tavola è una cosa che si poteva immaginare, ma quello che è accaduto ci sta portando indietro e quest’accordo, che Sacconi giudica buono e che farebbe dell’italia un paese più moderno, è pericolosissimo a mio avviso, creerà un precedente, cui presto o tardi tutte le altre imprese grandi o piccole si vorranno uniformare.
I lavoratori di Pomigliano non hanno scelte, è di questo che la Fiat si fa forte, ma fino a che punto può tirare la corda o sarebbe il caso di parlare di ricatto?
Tra le condizioni che il gruppo torinese ritiene irrinunciabili, la più clamorosa è quella che introduce provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento, per il lavoratore che aderisce a uno sciopero che, in qualsiasi modo, metta in discussione l’accordo.
La valutazione è a totale discrezione dell’azienda, che in questo modo deroga all’articolo quaranta della nostra Costituzione
Enzo Masini, responsabile Fiom
Nel caso si verifichino picchi di assenteismo anomalo, l’azienda non pagherà la quota di malattia che le impone il contratto nazionale. Né pagherà i tre giorni trascorsi al seggio elettorale dai rappresentanti di lista, come invece vorrebbe la legge elettorale.
Tutto questo farebbe dell’italia un paese più moderno? La crisi sta solo facendo pendere l’ago della bilancia dalla parte delle grandi aziende, vuoi lavorare? Sì? Allora lo farai solo alle nostre condizioni altrimenti chiudiamo tutto..
Non c’è che dire, tutto questo rende il paese più moderno! Gli industriali sono più felici, i lavoratori un po’ meno lavoratori, ma sicuramente un po’ più sfruttati.
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14 luglio 2009 Pubblicato da du hängst

Per aderire all’appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana clicca qui.
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10 luglio 2009 Pubblicato da du hängst
Si avvicina il 14 luglio e qui trovate il sito per cosa fare se volete aderire.
Su questa giornata ho letto in giro parecchie opinioni e le immancabili polemiche.
Capita a tutte le manifestazioni di dissenso, c’è chi è a favore e chi no. In fondo il bello del pensiero e delle opinioni e che sono pluraliste.
Avere idee ed opinioni differenti è una ricchezza, ed è un diritto di diffonderle.
C’è chi protesta e chi dissente dalla protesta, è stato così e sarà sempre così, ed è anche giusto che questo accada.
Io aderirò, qualsiasi forma o anche solo ombra di censura non mi piace e con questo non voglio dire che chi scrive non debba prendersi le proprie responsabilità su quello che riporta.
Leggete e tenetevi aggiornati per il vostro diritto alla rete.
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3 luglio 2009 Pubblicato da du hängst
Riprendo il post di Alessandro Gilioli che ho letto su blog di Alberto:
Qualche volta anche il sindacato dei giornalisti ne imbrocca una, e tra queste c’è la decisione di fare un giorno di silenzio dell’informazione il 14 luglio contro la legge bavaglio sulle intercettazioni: quella fortemente voluta da Berlusconi e fortemente gradita da criminali di ogni sorta (specie quelli della finanza).
Ecco, io credo che in questa occasione la storica antipatia che la gran parte dei blogger nutre nei confronti dei giornalisti dovrebbe essere messa da parte. Non solo perché il bavaglio in questione colpisce tutti i media, nessuno escluso, ma anche perché il ridicolo obbligo di rettifica inserito nel decreto medesimo andrà a colpire e a soffocare chi blogga, chi twitta, chi immette contenuti nei siti di condivisione e via dicendo. Guido Scorza, che insegna informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, parla senza giri di parole di «una legge ammazza-internet».
Una giornata di silenzio dei blogger, per protestare insieme ai giornalisti, credo che sarebbe un bellissimo segno.
Oltre a essere un messaggio di maturità di chi pubblica in Rete, ormai affrancato dallo sciocco dualismo citizen vs. main media e consapevole che qui, i media, li si vuole colpire tutti.
Senza dire che il primo “sciopero dei blog” avrebbe un impatto mediatico straordinario – forse perfino superiore a quello dei professionisti.
Trovate qui anche l’aggiornamento sull’argomento, dove si specifica che i giorni antecedenti dovranno essere preceduti da post sull’argomento e il giorno di “chiusura” dovrebbe essere accompagnato da un post unico o da un banner, che motivi e spieghi li motivo dello sciopero.
Noi partecipiamo e voi? Non dimenticato 14 luglio!
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