19 novembre 2009 Pubblicato da du hängst
660 operai cinesi si sono tutti convertiti all’Islam, fin qui niente di anormale, ognuno è libero di credere e professare qualsiasi tipo di religione.
Lascia perplessi il fatto che gli operai, tutto il diciottesimo gruppo della China Railway, si siano convertiti in massa e lo abbiano fatto per placare le polemiche sorte in Arabia Saudita, per la mancata partecipazione di mussulmani alla costruzione di una ferrovia nella zona sacra di La Mecca.
Infatti è proibito, per chi non è di fede mussulmana, calpestare il suolo delle città sacre di La Mecca e Medina.
Non metto in dubbio che la loro conversione sia realmente sentita! o_O
Sentita in particolar modo dal profitti e perdite della società per la quale lavorano..
Il denaro ormai può tutto..
Per raggiungere il profitto anche la spiritualità deve piegarsi.
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27 gennaio 2009 Pubblicato da du hängst
Dopo i fatti del duomo di Milano, hanno preso la palla al balzo, sarà vietato sfilare davanti a luoghi di culto di qualsiasi religione.
Considerando che qualsiasi città grande o piccola che sia, è piena di luoghi di culto, sarà praticamente impossibile manifestare o trovare anche solo un percorso idoneo per farlo. Non soddisfatti di questa norma un pochino restrittiva, per chiudere il cerchio hanno pensato bene di mettere anche una cauzione da pagare.
Una cauzione? Ma se non si tratta di partiti o sindacati, chi potrà permettersi di pagare una cauzione? A quanto ammonterà questa cauzione? Secondo me la cauzione varierà a seconda del tipo di manifestazione. Manifestazioni censurate in poche parole, se piacciono cauzioni basse se non piacciono un pochino più alte.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica
Art. 17
Le manifestazione possono essere vietate solo per motivi di sicurezza e incolumità, solo in quell’unico caso possono essere vietate.
Ora che sia diventato così pericoloso passare davanti ai luoghi di culto? Forse uno dei tanti onnipotenti che costellano le varie religioni si sia stancato e intenda incenerire questa umanità impazzita? E lo voglia fare mentre gli si sfila davanti? E’ l’unica spiegazione che mi viene in mente.
Anzi no, me ne viene in mente una molto più brutta.
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27 maggio 2008 Pubblicato da du hängst
“Imprimatur”, è tradotto in 22 lingue e 53 paesi, caso unico tra i romanzi storici italiani a parte, “Il nome della Rosa” di Umberto Eco.
Scopro dal sito di Morgan, che il libro è stato boicottato, così raccolgo il suo appello di divulgare questa notizia. La libertà di stampa è fondamentale.
“Imprimatur” è stato boicottato, perché parla, sulla base di documenti storici trovati presso l’archivio segreto del Vaticano e l’archivio di stato di Roma, di papa Innocenzo XI, il quale fu proclamato beato nel 1956, ma la figura del papa in questo libro ne esce fortemente indebolita e ridimensionata, tanto che poi non è stato più proclamato santo.
Infatti dopo l’undici settembre 2001 il Vaticano voleva e si stava muovendo per organizzare una grandiosa cerimonia di canonizzazione. Innocenzo XI, fu il protagonista della vittoria dei cristiani , nella battaglia di Vienna del 12 settembre 1683, contro i turchi. La scelta di canonizzazione, avrebbe avuto così lo scopo, di appoggiare lo schieramento anti-islam che si stava formando a livello internazionale. Imprimatur, con le sue rivelazioni mandò tutto il progetto in fumo…
Tutta la storia del libro e delle sue disavventure le trovate in questo sito.
Imprimatur è il primo libro di sette, e i titoli dei libri formerebbero una frase in latino, “IMPRIMATUR SECRETUM VERITAS MISTERIUM UNICUM … …”
“Si pubblichino tutti i segreti del mondo, ma la verità è sempre un mistero. Alla fine rimane solo…”. I due titoli mancanti sono tenuti segreti dagli autori e verranno rivelati solo al momento della pubblicazione.
Chi vuole ne parli nel proprio blog, fate conoscere la realtà del mondo editoriale italiano, fate conoscere la verità sulla libertà di stampa in Italia.
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