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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

A rischio l’accesso ai farmaci per milioni di persone

3 maggio 2010 Pubblicato da du hängst

I negoziati tra UE e India per un accordo di libero scambio potrebbero mettere a rischio il libero accesso ai farmaci per milioni di persone.

Diritto alla vita, diritto alla salute, diritto a una vita dignitosa, quanti bei diritti, ma contano ben poco contro il profitto. Il diritto al profitto prima di tutto, ma questo libero mercato è così grandioso? O diventa semplicemente un mare, dove il pesce più grande mangia il più piccolo, in barba a tutti i bei diritti umani sanciti?

Il ministro indiano del commercio, con il commissario europeo per il commercio, stanno trattando un accordo per il libero scambio, ma nessuno dei due ha escluso ufficialmente dal tavolo delle trattative le disposizioni di accesso ai farmaci generici. Per intenderci quanto siano importanti questi farmaci basta guardare ai dati, l’ottanta per cento dei farmaci antiretrovirali usati da MSF nei propri progetti proviene dall’India, senza queste medicine di qualità e a basso costo, sarebbero a rischio la vita di milioni di persone.  Msf, così altre associazioni temono che l’UE possa compromettere questa situazione. Nella bozza di accordo, vi sono presenti norme sulla proprietà intellettuale e restrizioni, che valicherebbero di molto quanto stabilito già dalle regole del commercio internazionale e in pratica minaccerebbero seriamente l’approvvigionamento di medicinali dall’India.

La disposizione più preoccupante sarebbe quella sull’esclusività dei dati, che se fosse introdotta in India, le aziende produttrici che volessero registrare e immettere sul mercato un farmaco generico sarebbero costrette a ripetere i test clinici. Ciò non solo ritarderebbe o addirittura impedirebbe la registrazione delle versioni generiche di alcuni farmaci, ma sarebbe anche una violazione dell’etica medica, perché i pazienti sarebbero sottoposti a inutili rischi con test clinici i cui risultati sono già noti. Pertanto l“esclusività dei dati” creerebbe una nuova barriera, simile al brevetto, persino quando non c’è più brevetto su un farmaco. I medicinali diventerebbero in questo modo molto più cari e molte persone non potrebbero più curarsi.

Nella bozza degli accordi ci sarebbe anche una disposizione che estenderebbe la durata dei brevetti anche oltre i venti anni, si sospetta inoltre che l’UE voglia forzare l’India a recepire le sue disposizioni sulle direttive doganali, disposizioni che hanno bloccato in parecchi casi farmaci in transito destinati ad Africa e America Latina.

Diritto alla salute, diritto alla vita, si forse se siete cittadini europei, gli altri hanno solo un diritto quello di far fare profitto, anche a rischio della loro vita!

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Sacralità del profitto

19 novembre 2009 Pubblicato da du hängst

660 operai cinesi si sono tutti convertiti all’Islam, fin qui niente di anormale, ognuno è libero di credere e professare qualsiasi tipo di religione.

Lascia perplessi il fatto che gli operai, tutto il diciottesimo gruppo della China Railway, si siano convertiti in massa e lo abbiano fatto per placare le polemiche sorte in Arabia Saudita, per la mancata partecipazione di mussulmani alla costruzione di una ferrovia nella zona sacra di La Mecca.

Infatti è proibito, per chi non è di fede mussulmana, calpestare il suolo delle città sacre di La Mecca e Medina.

Non metto in dubbio che la loro conversione sia realmente sentita! o_O
Sentita in particolar modo dal profitti e perdite della società per la quale lavorano..
Il denaro ormai può tutto..

Per raggiungere il profitto anche la spiritualità deve piegarsi.

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CinUsa

19 marzo 2008 Pubblicato da du hängst

china-and-usa.jpgGli Stati Uniti hanno tolto la Cina dall’elenco dei primi dieci Paesi che violano i diritti umani.

Io non credo che nell’ultimo anno i cinesi siano diventati così rispettosi dei diritti civili, basta guardare quello che sta succedendo in Tibet in questi giorni.

Il motivo principale è molto semplice, molte multinazionali statunitensi hanno già creato strutture di ricerca avanzate in Cina, gli Usa sono i principali destinatari delle esportazioni cinesi, quindi vi è un flusso di dollari che escono, un emorragia difficile da fermare, ma questi dollari tornano indietro, si perché la Cina fa rientrare i dollari e li usa per comprare il debito pubblico statunitense: titoli di stato. In parole povere, per quello che ne posso capire, gli Stati Uniti sono tenuti per le p**e dai cinesi. A pensarci bene è curioso che un paese comunista finanzi sia il commercio che il disavanzo del paese che ha fatto del capitalismo il suo credo.

Probabilmente il prossimo anno sarà tolto anche l’Uzbekistan, visto che ha concesso alle truppe Usa di tornare nella base di Termez per le operazioni in Afghanistan..

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