Niger - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

L’altopiano dell’uranio

29 settembre 2008 Pubblicato da du hängst

Altopiano argentino delle Puna.

L’altopiano si trova al confine tra Cile e Bolivia, si scorgono ancora tracce del passato impero Inca, soprattutto nella lingua e nella cultura delle popolazioni che vivono qui.
Nella loro cultura, l’uomo appartiene alla terra, è parte della terra e da essa non si può sottrarre, vivono infatti agricoltura e allevamento, soprattutto montoni e lama.
Il loro equilibrio sta per essere spezzato, sono state presentate al governo federale argentino delle richieste di permesso per lo sfruttamento minerario, si parla di uranio in questo caso.
Le argomentazioni sono sempre le stesse, questo permetterà alla regione di diventare più ricca, si creeranno posti di lavoro e via discorrendo.
Nella realtà dei fatti lo sfruttamento minerario, se verrà concesso, provocherà la distruzione dell’ambiente, prosciugherà le falde acquifere, inquinerà i terreni con l’arsenico usato per pulire i minerali, più o meno quello che è successo in Niger, dove da una quarantina di anni la Francia e la multinazionale Areva estraggono uranio, provocando l’aumento delle malformazioni e di vari tipi di cancro.
Nonostante ci siano già stati che riconosco la pericolosità delle miniere a cielo aperto, lo stato federale ha dato il consenso alle prospezioni.
Siamo alle solite intere regioni diventano serbatoi per altri regioni, le stesse regioni che poi alzano muri, chiudono le frontiere perché le migrazioni sono pericolose.
Si stanno organizzando manifestazioni e speriamo che riescano ad ottenere qualche cosa, anche se questo tipo di economia è molto più spietata di qualsiasi altra cosa e non si fermerà davanti a niente.
Figurarsi se si fermeranno davanti alle proteste di povere agricoltori e pastori.

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Muraglia Verde

21 luglio 2008 Pubblicato da du hängst

Una grande muraglia verde, che dovrebbe estendersi da Dakar a Gibuti, sarà lunga più di settemila chilometri e larga 15, avrebbe lo scopo di tentare di arrestare l’inesorabile avanzata del deserto.
Tutto questo è stato reso noto dal ministro dell’ambiente del Senegal, Djibo Leyti Kâ.
La muraglia attraverserà Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Sudan, Eritrea e Gibuti. E’ prevista anche la realizzazione di 80 bacini idrici nei vari Paesi attraversati e l’introduzione di animali selvatici nella fascia boschiva che verrà realizzata.
Il progetto, in realtà nasce da un’idea dell’ex presidente nigeriano Olesegun Obasanjo, ed avrebbe avuto lo scopo di fermare la desertificazione crescente del continente, la scarsità d’acqua, e come contributo dell’Africa alla riduzione dei gas serra in atmosfera. L’idea è stata ripresa dal Senegal nel 2005. Fino ad oggi erano stati piantati 4.000 ettari di alberi per circa sette chilometri ma in maniera discontinua. I lavori riprenderanno il primo agosto e lo stesso ministro dell’ambiente farà un sopralluogo sul sito interessato al primo cantiere.
Riusciranno in questa impresa? Non so, io non me ne intendo, ma mi sembra un impresa veramente gigantesca.

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