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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Il Perù ferma le trivellazioni.

8 aprile 2013 Pubblicato da du hängst

La foresta amazzonica peruviana è al collasso.

Il governo di Lima ha dichiarato lo stato d’emergenza per i livelli shock di bario, cromo e piombo, usati per l’estrazione del petrolio, che hanno contaminato il terreno.

Novanta i giorni di stop alle attività inquinanti, previsto dal decreto governativo per ristabilire le condizioni di sicurezza.

L’argentina PlusPetrol, che ha sfruttato il sottosuolo dal 2001 a oggi, viene indicata come la principale responsabile dell’inquinamento. Insieme all’americana Occidental Petroleum, che ha trivellato la zona nei decenni precedenti.

Mi sto domandando, perché non far pagare le multinazionali che provocano i danni?

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Sentenza storica sui farmaci a basso costo.

5 aprile 2013 Pubblicato da du hängst

Avevo già seguito la vicenda in altri post durante questi anni, quindi mi fa piacere che per una volta sia finita bene. I post li trovate qua di seguito: 1, 2, 3, 4.

L’india ha concesso i brevetti sui farmaci per conformarsi alle regole del commercio internazionale, ma nella propria legge ha incluso alcune garanzie. Una clausola in particolare impedisce alle aziende di abusare del sistema dei brevetti. La sezione 3D impedisce alle case farmaceutiche di ottenere brevetti sulle modifiche a farmaci già esistenti, al fine di far perdurare all’infinito i propri monopoli.

La Novartis ha citato il governo indiano in tribunale nel 2006 al fine di ottenere una più ampia concessione di brevetti per i propri prodotti. Nella prima causa ha sostenuto che la legge non rispettava le regole stabilite dall’organizzazione Mondiale del Commercio e violava la Costituzione indiana. La Novartis ha perso la causa, ma ha fatto ricorso dinanzi alla Corte Suprema, dove tutte le richieste sono state respinte.

La decisione storica della Corte Suprema indiana tutela l’accesso a farmaci a basso costo e impedisce l’uso indiscriminato dei brevetti e rappresenta una grande vittoria per l’accesso a farmaci a basso costo per i pazienti nei Paesi in via di sviluppo.

È un enorme sollievo per i milioni di pazienti e medici nei Paesi in via di sviluppo che dipendono dai farmaci a basso costo provenienti dall’India, e per i fornitori di cure come MSF. La decisione della Corte Suprema rende ora i brevetti sui farmaci di cui noi abbiamo un disperato bisogno, meno attuabili. Si tratta del segnale più forte possibile per la Novartis e le altre multinazionali farmaceutiche che devono desistere dall’attaccare la legge indiana dei brevetti.
Unni Karunakara, presidente internazionale di MSF.

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Lotto per il diciotto.

15 ottobre 2012 Pubblicato da du hängst

Ci sono stati già dieci licenziamenti tra Asti, Torino e Ancona. Aziende che licenziano 2/3 lavoratori per ragioni economiche, questo solo nel settore metalmeccanico.
Un dato strano è che otto di questi lavoratori sono iscritti alla Fiom.

La causa è nota; lo smantellamento dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, voluto dalla riforma Fornero e dal vecchio governo Berlusconi nella persona dell’ex Ministro Sacconi.

Modificando l’art. 18, secondo le loro tesi, avrebbero dovuto crescere gli investimenti delle multinazionali straniere ma alle frontiere non ci sono frotte di multinazionali pronte a investire, l’unica cosa certa sono i dieci lavoratori senza lavoro.
Maurizio Landini segretario Fiom

Landini parte da Reggio Emilia per promuovere le iniziative del sindacato e la raccolta di firme del referendum per ripristinare l’art. 18 dello statuto dei lavoratori.

Obiettivo utile: cinquecentomila firme entro Natale, l’obiettivo politico sarebbe un milione di firme, che Landini vorrebbe presentare a Gennaio.

L’elenco completo dei gazebo è disponibile, insieme a tutte le informazioni ai quesiti completi, sul sito internet www.referendumlavoro.it.

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Il controllo del cibo.

18 settembre 2012 Pubblicato da du hängst

Dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (i soliti noti Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori.

Per millenni i contadini hanno usato lo scambio delle sementi e ora questo è un reato!

Varie associazioni di volontari, per far fronte a questa imposizione illogica, sono impegnate nel recupero delle varietà antiche e tradizionali, con lo scopo di preservare e distribuire a chi le richiede, sementi fuori dal catalogo “ufficiale” affidato alle multinazionali.

La sentenza del 12 luglio, della Corte di Giustizia Ingiustizia della UE ha confermato il divieto di commerciare le varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte al catalogo.
La sentenza, mette, di fatto, fuorilegge queste associazioni di volontari, il loro scopo è criminale; condividere un bene comune che è quello delle sementi!

Il premier Monti è andato oltre, ha fatto ricorso contro l’agricoltura a km 0. Il governo vuole bloccare degli atti normativi della Regione Calabria, rea di aver legiferato oltre le sue competenze. Secondo il governo, la legge regionale contiene delle disposizioni che favoriscono la commercializzazione dei prodotti regionali e ostacolerebbe la libera, libera? Circolazione delle merci, in contrasto con i principi comunitari. La normativa regionale è considerata alla stregua di un provvedimento di natura quasi autarchica tale che i prodotti regionali avrebbero un vantaggio considerato contrario al principio di libera circolazione delle merci rispetto ai prodotti extraregionali.

E’ chiaro che il ricorso mira a liberare il campo alle multinazionali da qualsiasi tipo di concorrenza.

Quando tutto il cibo apparterrà alle multinazionali come faremo? E’ questa l’anticamera della nuova schiavitù?

Il cibo, l’acqua e poi che cosa? Leggi, che disciplinano i comportamenti più naturali dell’uomo che dalla notte dei tempi si scambiato semi…
Siamo all’assurdo

Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo.
Henry Kissinger, ex Segretario di Stato dell’era Nixon e Ford e membro portante del gruppo Bilderberg.

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Basf rinuncia a commercializzare gli OGM in UE

17 gennaio 2012 Pubblicato da du hängst

La Basf rinuncia allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti OGM che erano destinati per il mercato UE.
La società sembra finalmente prendere atto che la maggioranza dei cittadini dell’Unione Europea (61 per cento) sono contrari ai cibi geneticamente modificato.
La Coldiretti afferma che finalmente si sta prendendo atto che gli OGM spingono verso uno sviluppo omologante, che non si adatta a un agroalimentare che in Europa funziona solo se punta sulla diversità.
Il comportamento della Basf potrebbe essere seguito anche da altre multinazionali, infatti, la superficie coltivata a OGM, è in calo in Europa, solo 91.640 ettari nel 2010, su un totale di ventisette paese dell’Unione Europea solo in sei è stato coltivato mais Ogm (Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, e Repubblica Ceca).
Sono invece solo 450 gli ettari coltivati con patata “amflora” da seme che è presente solo in tre paesi (Germania, Svezia e Repubblica Ceca).

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Nomi e Cognomi

24 novembre 2011 Pubblicato da du hängst

Greenpeace con questo documento riassume, pochi giorni prima dell’inizio dei lavori della conferenza sul clima di Durban, in Sud Africa, chi sta cercando di opporsi a un accordo internazionale sul clima.
Fa nomi e cognomi,  molto chiaramente  è illustrata la strategia che queste multinazionali intendono adottare.
Infatti, Nonostante queste compagnie dichiarino pubblicamente la loro preoccupazione per i cambiamenti climatici e abbiano creato associazioni di categoria apparentemente impegnate a risolvere il problema – quale la World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) – in realtà minacciano di vanificare ogni progresso dei negoziati sul cambiamento climatico e di sviluppo di un’economia verde che sono a tutto vantaggio di quel novantanove per cento della popolazione mondiale che desidera un futuro fatto di aria ed energia pulita.
Si chiariscono i motivi per i quali la questione del cambiamento climatico è diventata secondaria nell’agenda politica e inoltre il rapporto rivela, attraverso una serie di esempi concreti, come una manciata di aziende altamente inquinanti, quali Eskom, BASF, ArcelorMittal, BHP Billiton, Shell e Koch Industries, così come le associazioni di settore delle quali sono membri, stanno influenzando i Governi e i processi politici in materia di legislazione sul clima.

Che poi con questa crisi, chi è che si prenderà la briga di dire alle multinazionali che dovrebbero investire soldi per preservare il clima? Meglio un guadagno immediato che creare posti di lavoro e pensare al futuro no?

Immagine presa da pagina 53 del resoconto di Greenpeace.

 

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Solo 1318

27 ottobre 2011 Pubblicato da du hängst

Uno studio dell’Institute of Technology di Zurigo, pubblicato poi sulla rivista New Scientist, ha trovato dei dati molto interessati.
I dati rivelano che il potere economico è in mano a un gruppo piuttosto ristretto di multinazionali, soprattutto banche.
Bella scoperta eh? Si sapeva già, obbietterà qualcuno!

In realtà, lo studio è il primo a dare una base scientifica a un’affermazione empirica: i ricercatori, infatti, hanno costruito un modello matematico per mappare e costruire il “network of power” a partire dalle reti e dai rapporti di 43mila multinazionali.
Si è scoperto così che solo 1318 soggetti detengono il potere di tutto il sistema.
Il sancta sanctorum poi è fatto da una “super-entity” di soli 147 soggetti strettamente interconnessi tra loro (nella top 20 Barclays Bank, JPMorgan Chase Co, e The Goldman Sachs Group).

We are the 99%
We are the 99%
We are the 99%
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Il Mercato del Cibo.

16 ottobre 2011 Pubblicato da du hängst

I rincari dei prodotti alimentari hanno provocato la povertà assoluta di 44 milioni di persone, tutto questo dal Giugno del 2010. La crisi non è causata dalla mancanza di cibo, ma dal costo eccessivo del cibo e se i prezzi continueranno a salire altre 34 milioni di persone saranno a rischio.

Il costo dei beni alimentari è cresciuto del 50% solamente nell’ultimo anno, per questo motivo sarebbe importante favorire politiche, che permettano di aumentare la produttività agricola dei paesi più poveri. Per sconfiggere l’emergenza alimentare e combattere la povertà (su 1,4 milioni di persone che vivono nella povertà assoluta, il 70% risiede in aree rurali), è necessario promuovere investimenti in progetti d’irrigazione e infrastrutture, garantire l’accesso delle comunità locali al mercato dei fattori, a partire dalla terra e dal credito. Insomma, serve più agricoltura per sfamare il pianeta.

In questa situazione s’inserisce la crisi dei mercati finanziari, si sempre loro, che ha fatto in modo di dirottare certi investitori sulle materie prime. Le banche e gli Edge Funds influiscono ora sul costo del pane in Tunisia, della farina in Kenia o del grano in Messico. La Banca Mondiale fa scattare l’allarme per l’esplosione dei prezzi degli alimenti. Un analista esperto in materie prime spiega che la fame è un “effetto collaterale indesiderato del mercato”.

Un effetto collaterale, ripetetelo anche voi!

Un effetto collaterale.. Che effetto fa sapere che morire di fame è solo un effetto collaterale dei mercati?

Un effetto collaterale creato dalla Borsa di Chicago, la borsa mondiale per le materie prime, dove si decide il prezzo del cibo e così il destino delle persone. Alan Knuckman esperto analista con il viso che s’illumina afferma:

Questo è capitalismo allo stato puro. Sono qui per fare soldi. Non credo nella politica, credo nel mercato che ha sempre ragione.

Il mercato come Dio, con i suoi comandamenti e le sue incontestabili regole, con un prezzo da pagare che non è solo in denaro, ma anche in vite umane.

Non c’è differenza tra cibo, oro, platino, petrolio e qualsiasi altra cosa per il mercato e ovviamente per gli operatori.

Nell’ultimo trimestre del 2010 gli investimenti nelle materie prime agricole sono triplicati, questo perché i mercati hanno grande liquidità che è stata donata dai governi per soffocare la crisi. Trichet parla di ricapitalizzare le banche. Le banche immetteranno denaro nei mercati e quest’ultimi avranno ancora più liquidità per speculare anche sul cibo.

Il pane del mondo attrae gli investimenti di chi fino ad ora sembrava assai poco interessato ai cereali come le società della new economy o i subprime. Stiamo parlando di fondi pensionistici che maneggiano cifre multimilionarie o anche di piccoli risparmiatori in cerca di nuove opportunità d’investimento più sicure, o di banche che offrono scommesse finanziarie all’ingrosso su fondi d’investimento in prodotti agricoli. Il lato oscuro di tutto ciò è che, parallelamente alla forte richiesta di azioni agricole, salgono anche i prezzi degli alimenti e per i poveri del mondo, che riservano al cibo il 70% del loro magro reddito, è una vera minaccia per la sopravvivenza se non una vera e propria condanna a morte.

Il 50% della produzione cerealicola mondiale dei prossimi 5 anni è già stata acquistata dalle multinazionali del commercio alimentare alla borsa agricola di Chicago. Un ristretto numero di grandi compagnie ha per cosi dire prenotato sino al 2016 la manipolazione dei prezzi di beni di consumo essenziali per la sopravvivenza stessa dell’umanità.

Se vi può consolare è solo un effetto collaterale del mercato.. Che poi si possa essere coinvolti da quell’effetto collaterale è solo una spiacevole coincidenza..

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Land Grabbing

23 settembre 2011 Pubblicato da du hängst

Stati e multinazionali comprano terreni, pascoli, boschi.

Oggi i territori non si conquistano più con le armi, ma siamo ben lontani da un periodo di pace, la guerra oggi è fatta con la finanza, che è troppo forte per dei poveri disperati.

Il fenomeno è denominato land grabbing, in 10 anni un territorio grande 7 volte l’italia è stato virtualmente de localizzato!

Ovviamente i terreni rimangono lì, ma i frutti finiscono altrove.

Il rapporto è stato steso da Oxfam, che precisa che non tutti i 227 milioni di ettari sono stati acquisiti con il land grabbing, ma dietro a certe acquisizioni con scarsa trasparenza c’è questo fenomeno. La ricerca è stata condotta sul campo, visitando i luoghi e raccogliendo testimonianze e racconti.

Gli uomini della New Forest Company sono venuti e hanno cominciato distruggere i raccolti e a demolire le case ordinando di andarcene. Picchiavano la gente che non riusciva a scappare.
Lokuda Losil, 60 anni ugandese

La New Forests Company, una società britannica che ha ottenuto ampi riconoscimenti da parte del governo ugandese e dichiara di seguire rigorosi codici di comportamento, smentisce le accuse, ma il rapporto riferisce di migliaia di testimonianze sulle violenze subite da parte dei contadini, sull’arresto dei leader delle comunità locali, sulla distruzione di scuole e strutture sociali.

Tutto questo a che cosa porterà in futuro? A ribellioni anche violente ne confronti delle multinazionali, che saranno protette dagli stati, creando così in giro per il mondo una serie di conflitti locali.

Se non si tratta di neo colonialismo questo..

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Roche, non vende farmaci alla Grecia.

22 settembre 2011 Pubblicato da du hängst

Un paio di giorni fa, avevo chiesto quali potrebbero essere le conseguenze tangibili di un fallimento della nazione italia.
Sinceramente non mi è del tutto chiaro che cosa potrebbe succedere, sicuramente se la nazione viene considerata come un’azienda, la sua insolvenza la penalizzerà nel reperimento di beni e servizi da parte di terzi, che in molti casi sono le multinazionali.
Per fare un esempio, la Roche multinazionale farmaceutica svizzera, non fornirà più medicinali alla sanità greca. Stiamo parlando di medicinali usati per la cura del cancro negli ospedali pubblici!
Ci potrebbero essere altre aziende ospedaliere statali europee nella lista, infatti, secondo “El Pais” la sanità pubblica spagnola sta mostrando i primi segni di cedimento.

Finora dal ciclone sembra esclusa la sanità italiana.

Chi va negli ospedali pubblici a curarsi, sono persone con stipendi medi o al di sotto della media, gente normale che è la maggioranza di un paese e sono queste persone che pagheranno con la loro salute la crisi.

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