14 maggio 2010 Pubblicato da du hängst
Religione che fonde oriente e occidente, riunisce infatti aspetti dell’hinduismo, animismo, cristianesimo e islam. Nata nel 1926 tra i suoi spiriti guida vengono annoverati: Krisna, Mosè, Bhudda, Confucio, Gesù, Laozi, Maometto, Sant’Antonio, Giovanna d’Arco, Victor Hugo, Shakespeare, Lenin, Napoleone, Cartesio, Li Tai Pe, Sun Yat Sen e il poeta vietnamita Nguyen Binh Khiem.






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30 ottobre 2009 Pubblicato da du hängst
Il ricorso in appello per Aung San Suu Kyi è stato accettato, ma come era prevedibile in appello sono stati confermati i 18 mesi di detenzione, con questa sentenza la leader birmana non potrà presentarsi alle elezioni del prossimo anno.
Aung San Suu Kyi ha anche incontrato diplomatici occidentali, chiedendo espressamente di revocare le sanzioni imposte dalla comunità internazionale contro la Birmania, sanzioni che ricadono anche sul popolo birmano.
La grande oppositrice della giunta ha quindi ammorbidito la sua posizione.
Non molto tempo fa era irriducibile ed invitava a boicottare la giunta e l’economia a quest’ultima legata. Gli USA, però, hanno cambiato atteggiamento, vogliono mantenere le sanzioni ma allo stesso tempo vogliono iniziare a dialogare con il regime, la donna ha accolto positivamente la nuova situazione, a patto che nel dialogo fosse coinvolta anche l’opposizione.
Aung San Suu Kyi ha scritto una lettera al generale Than Shwe dando la sua disponibilità a collaborare, ha poi incontrato per due volte il ministro del Lavoro Aung Kyi, suo unico interlocutore con il governo e che non incontrava dal 2008. Negli incontri ha ottenuto di vedere alcuni ambasciatori occidentali.
A questo punto non si esclude neppure un incontro tra la donna e il generale Twan Shwe, così come ha detto Nyan Win, uno dei più importanti esponenti del NLD.
Ovviamente la “nuova” Aung San Suu Kyi ha diviso gli attivisti birmani sparsi per il mondo, c’è chi pensa che sia ora di cambiare politica verso la giunta e chi vuole continuare ad isolare il regime. Il timore più grande di quest’ultimi, è che la disponibilità del premio Nobel, venga usata per dare un immagine moderata della giunta a livello internazionale e sfruttare il nuovo clima che si creerà, per consolidare il proprio potere.
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Il 26 settembre 2007 iniziava quella che poi sarebbe stata chiamata la “rivoluzione zafferano”, sono già passati due anni, forse parte del mondo ha dimenticato o accantonato il problema birmano che rimane in tutta la sua tragica realtà. 11 attivisti sono stati condannati con pene che vanno dai 5 ai 10 anni per aver tentato di organizzare manifestazioni in ricordo dell’anniversario. Tre degli attivisti, Ashin Sandimar, Wunna Nwe e Tun Lwin Aung stavano già scontando pene comprese tra gli 8 e i 13 anni per aver violato le norme sull’associazionismo.
Secondo poi l’agenzia birmana Irrawady, nell’ultimo mese molti attivisti anche reclusi hanno tentato di organizzare iniziative in ricordo del 26 settembre 2007, ma la repressione della giunta non si è fatta attendere, molti monaci buddisti sarebbero stati arrestati per evitare manifestazioni, ormai risultano 224 monaci tra i 2119 prigionieri politici detenuti. Nell’ultima amnistia concessa dalla giunta, tra i 7114 detenuti sono 127 erano da considerare prigionieri politici e tra i 127 solo 4 erano monaci.
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30 settembre 2009 Pubblicato da du hängst
U Gambira è rinchiuso a 3 giorni da Mandalay, la madre per raggiungere questa prigione isolatissima, deve fare tre giorni di barca. U Gambira è il fondatore dell’alleanza dei monaci birmani e tra i protagonisti delle rivolte pacifiche del 2007, è condannato a 69 anni di carcere per avere invitato la popolazione a pregare per la liberazione di Aung San Suu Kyi.
La richiesta di appello di Aung San Suu Kyi è stata accettata e il 18 settembre si è aperto il nuovo processo, anche se lei non potrà parteciparvi. Per evitare sorprese intanto Aung San Suu Kyi sta facendo ristrutturare la sua casa, per evitare visite indesiderate.
Dopo l’offensiva di agosto contro l’etnia kokang, non si è ancora arrestata la fuga dei profughi nella regione cinese dello Yunnan, stime dell’Unhcr e delle autorità cinesi parlano di 40mila rifugiati, di cui 20mila sarebbero ancora nei campi di accoglienza allestiti dalle autorità locali. Scappano anche gli uomini d’affari cinesi, che nella regione commerciano pietre preziose e legname, per questo motivo dopo molti anni, Pechino ha rivolto decise rimostranze nei confronti della giunta, ma non sono servite a molto, ora i generali sono impegnati verso il voto del 2010 e non vogliono sorprese.
La Cina alza la voce, ma continua gli affari con la Birmania, sta costruendo un gasdotto che le consentirà di approvigionarsi dei giacimenti off-shore della Birmania.
Lo Shwe Gas Movement, un gruppo di attivisti in esilio in diversi paesi, ha chiesto alla Cina di fermare la costruzione del gasdotto.
La Birmania ha enormi problemi energetici e quindi il gasdotto non farebbe altro che peggiorare ancora di più la situazione. Il gasdotto sarà di 4000 km e dovrebbe essere realizzato dal China National Petroleum Corporation e garantire alla giunta 29 miliardi di dollari di introito.
La Birmania ha annunciato un amnistia per 7114 detenuti, non si sa se vi sono compresi anche prigionieri politici, evidentemente per il consiglio generale dell’ONU, la Birmania, o meglio i suoi generali avevano bisogno di un vestito di gala.. L’ultima amnistia concessa dalla giunta risale allo scorso mese di febbraio, quando 6.313 prigionieri, per lo più criminali comuni ma anche una ventina di oppositori politici, furono rilasciati.
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31 luglio 2009 Pubblicato da du hängst
Ashin Sopaka è un monaco buddista in esilio a Colonia in Germania.
Secondo Sopaka, il popolo birmano è al limite della sopportazione e non esclude che ci saranno nuovamente proteste ancor più clamorose di quelle del 2007, con la partecipazione in massa non soltanto dei monaci ma anche della popolazione.
Sopaka ha ancora i suoi contatti con la Birmania, infatti spiega che la prigione dove si trova Aung San Suu Kyi è inavvicinabile, bisogna rimanere a 300 metri di distanza, a proposito il verdetto è atteso per oggi e nonostante gli appelli probabilmente sarà di colpevolezza.
Nei giorni scorsi 1500 manifestanti hanno tenuto un presidio di fronte alla prigione, la polizia non è riuscita a respingere i manifestanti, ma hanno arrestato due attivisti della National League for Democracy, movimento fondato dalla stessa Aung San Suu Kyi, la quale nel frattempo ha ricevuto il premio “Ambasciatore della coscienza” da parte di Amnesty International.
Duranti il Festival di Cannes, Sopaka ha cercato di attirare l”attenzione dei media internazionali,
insieme a Milena Kaneva autrice del pluripremiato documentario sulla Birmania “Total Denial”, hanno esposto striscioni, pregato davanti alla stampa e distribuito materiale informativo.
I media sembrano essere stati interessati alla questione, ma secondo Sopaka l’occidente dovrebbe aumentare la pressione sulla Giunta, infatti nonostante l’occidente a parole pone pressione al governo birmano, gli investimenti tra il 1998 e il 2002 sono stati di quattro miliardi di dollari, miliardi che finiscono nelle tasche dei militari mentre la popolazione rimane in misere condizioni.
L’esempio del documentario racconta la costruzione di un oleodotto, dove sono coinvolte le aziende TOTAL (francese) e della Unocal (USA).
L’autrice Milena Kaneva ha denunciato più volte il disinteresse mostrato da molti media importanti, tra cui Bbc e Rai, i quali, dopo iniziali contatti, hanno rifiutato di trasmettere il documentario.
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12 giugno 2009 Pubblicato da du hängst
Siamo arrivati alla fine, certo mi rendo conto che vi ho stressato..
Beh questa è l’ultima, potete anche esultare non mi offendo mica..
Le mie conclusioni?
Sono stato conquistato dal mitico sorriso Khmer.
Come dimenticare Prom e tutte le persone che si sono incontrate durante il viaggio? Le esperienze avute e il contatto con le persone.
Spero di poter ricordare le sensazioni provate più a lungo possibile.
Questa terra mi ha conquistato! Tornerò? Forse, forse tra qualche anno, chissà, certamente voglio tornare in Indocina, adoro quella zona non c’è nulla da fare..
Vedremo se ce la farò a risparmiare abbastanza per poter andare il prima possibile.
La loro serenità, nonostante tutte le difficoltà, non la dimenticherò mai e mi sento anche un pochino ladro perché in fondo in fondo egoisticamente ho cercato di rubarne un po’..



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27 novembre 2008 Pubblicato da du hängst
Msf rivela che 25 mila persone rischiano di morire di Aids l’anno prossimo. Scarseggiano infatti i farmaci anti-retro virali. La situazione è, ancor più grave, a causa dello stato di abbandono del sistema sanitario della Birmania.
Frank Smituis, capo di MSF in Birmania, ha chiesto un urgente intervento, perché a causa dell’embargo internazionale il Myanmar riceve quote di aiuti umanitari insufficienti.
Mi domando il perché questi embarghi non funzionino contro la giunta ma invece funzionino benissimo per questa povera gente?
Nel frattempo non si fermano le condanne per gli attivisti.
Sono ormai oltre 80 gli attivisti condannati, alcuni con pene fino a 65 anni di carcere, tra i condannati sono presenti: giornalisti, artisti, monaci e blogger, c’è il leader di Generazione 88 e i capi della “rivoluzione arancione” guidata dai monaci lo scorso anno.
La pesantezza delle condanne non lascia dubbi sulla repressione che stanno conducendo contro qualsiasi forma di opposizione.
Avevo parlato il mese scorso, del giovane blogger birmano Nay Phone Latt, costretto a presentarsi nuovamente davanti ad un tribunale e poi sbattuto in isolamento. Qualcuno mi ha chiesto che cosa avesse fatto?
Il ragazzo ha pubblicato una vignetta, che aveva come protagonista il capo della giunta Than Shwe, per questo “tremendo reato” ha avuto una condanna a 20 anni.
Qui trovate la vignetta con la traduzione.
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30 settembre 2008 Pubblicato da du hängst
Un anno fa, il 26 settembre 2007, iniziarono le repressioni della giunta contro le manifestazioni dei monaci, manifestazioni pacifiche.
E’ passato un anno ed oggi è ancora più difficile manifestare. Non solo, è impossibile ricordare, secondo l’opposizione le strade di Rangoon sono piene di agenti in borghese e vicino al complesso di tempi buddisti, da dove sono partite le manifestazioni, ci sono schieramenti di poliziotti armati.
La situazione in Birmania non è più così tranquilla, nella capitale nell’ultimo mese ci sono stati una serie di attentati dinamitardi, l’ultimo alla vigilia dell’anniversario dell’inizio della repressione, che soffocò le proteste in un bagno di sangue.
Diventa sempre più complicato trovare notizie sulla Birmania.
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27 agosto 2008 Pubblicato da du hängst
Sono trascorsi circa tre mesi dal passaggio devastante del ciclone Nargis, anche se molto è stato fatto, le famiglie e soprattutto i bambini birmani hanno ancora bisogno di aiuti. In questi tre mesi la comunità internazionale è riuscita a far accettare alla giunta l’ingresso degli stranieri nella regione del delta, quella maggiormente flagellata, inoltre è riuscita a far compiere ricognizioni indipendenti per monitorare i reali bisogni della popolazione.
Save the children ha stilato un rapporto sulle condizioni di vita a tre mesi da questo disastro.
Save the children è la più grande organizzazione internazionale che ha risposto all’emergenza nel paese asiatico e ha già raggiunto e soccorso circa mezzo milione di persone a Yangon e nel delta dell’Irrawaddy, di cui 225.000 bambini.
L’8 agosto è stato il ventesimo anniversario della rivolta birmana del 1988, soffocata nel sangue dalla giunta. Non so voi, ma io non ho sentito da nessuna parte commemorare questa data, fortunatamente non tutti dall’altra parte del mondo se ne sono dimenticati.
C’è, intanto, chi continua a fare affari con lo stato birmano, che esporterà il proprio gas a Cina, Indonesia e Corea, non si conosce il reale valore del contratto stipulato.
Speriamo poi, che tutti gli atleti e i turisti recatesi a Pechino per le Olimpiadi, abbiano boicottato, souvenir e gioielli realizzati in giada birmana, per non favorire l’industria estrattiva, che è costellata di abusi, infatti il 90 per cento della giadeite (una varietà di giada), che viene venduta in Cina, proviene dalle miniere birmane di Hpakant, nello stato di Kachin, lungo il confine cino-birmano.
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29 luglio 2008 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi, potrebbe essere liberata dagli arresti domiciliari tra sei mesi, potrebbe..
A darne la notizia è stato George Yeo, ministro degli esteri di Singapore, che ha avuto la notizia direttamente dal suo omonimo birmano: Nyan Win.
Aung San Suu Kyi ha trascorso 12 degli ultimi 13 anni agli arresti.
Questa sarebbe la buona notizia, la brutta notizia invece ha per me dell’incredibile, le ONG presenti sul territorio birmano, ora che l’emergenza del ciclone Nargis sarebbe finita, sarebbero troppo impegnate a scambiarsi reciproche accuse di incompetenza e a farne le spese, come sempre, sono le persone indigenti.
ONG che litigano e gente che muore, non credo sia questo lo scopo per cui sono nate le ONG, mettere da parte gli interessi non sarebbe male in questo caso..
Via Internazionale.
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30 aprile 2008 Pubblicato da du hängst

Tragedia birmana, in 54 sono morti cercando di scappare dal loro paese, sono morti soffocati dentro un camion freezer per il trasporto del pesce, una morte orribile. Gente disperata che ha tentato il tutto per tutto pur di lasciare la dittatura del paese, ma il silenzio della comunità internazionale rimane.
Un manifestante solitario, manifestò da solo nell’agosto del 2007, prima che la protesta raggiunse il suo culmine è stato condannato all’ergastolo, si tratta del sessantenne Ohn Than.
Il 10 maggio in Birmania si voterà per il referendum che dovrebbe portare più avanti alle “libere” elezioni, la bozza è inverosimile, in pratica istituzionallizza il potere dei militari.
Se i birmani votano “sì” il potere dei militari sarà permanentemente garantito per legge; se votano “no” la dittatura proseguirà indefinitamente..
E il mondo sta a guardare..
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