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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Wishlist

30 aprile 2013 Pubblicato da du hängst

Letta ha compilato la sua wishlist o lista dei desideri, che dir si voglia. Non so l’abbia fatto su Amazon o qualche altro sito…

Mi domando ora dove troverà i soldi?

Avrei voluto sentire che per finanziare le sue proposte, avrebbe rinunciato all’acquisto degli F35, che avrebbe riportato a casa i militari dall’Afghanistan, invece neanche un cenno a queste cose.

Tutto quello che ha detto, per adesso, mi sembra un grande spot pubblicitario, che va a vantaggio solo di una persona, quella che per tre anni ha raccontato agli italiani che la crisi non c’era e non esisteva e che ora governa nell’ombra, nuovamente!

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Italiani di seconda generzione.

19 dicembre 2012 Pubblicato da du hängst

Il Sig. B. ci ha detto che abbiamo bisogno di lui…
Si come un bosco arido ha bisogno di un mozzicone di sigaretta acceso!

C’è chi ha bisogno del presidente Napolitano, sono tutti quegli italiani di seconda generazione.
Amir, un rapper che più volte ha dato voce ai ragazzi di seconda generazione, chiede al Presidente Napolitano di porre la questione dello ius solis durante il consueto discorso di fine anno come impegno che la politica dovrà prendere nel 2013. Lo fa attraverso un videoclip musicale e una petizione su Change.org: https://www.change.org/caropresidente.

Immagine anteprima YouTube

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Siamo ai titoli di coda

21 marzo 2012 Pubblicato da du hängst

Siamo ai titoli di coda.

E’ un anno che in azienda si lotta contro la delocalizzazione della produzione in Tunisia, a noi lo scudo dell’art. 18 non sembrava un mezzo obsoleto e ideologico, non ci sembrava la causa della mancata modernità di questo paese, anzi ci sembrava il contrario…

Ora lo toglieranno, sì lotterà ugualmente ma saremo più vulnerabili e ricattabili, sarà ancora più difficile rimanere uniti.

Il mondo del lavoro diventerà più “moderno” e forse ci sarebbe la possibilità, secondo gli assurdi teoremi economici liberisti, che la ditta non delocalizzi più, perché convinta dalla nuova riforma a rimanere nel nuovo e più moderno e sfavillante mercato del lavoro italiano.

Succederà invece, che con la scusa di una crisi molti di noi, quelli scomodi e meno accomandanti, saranno messi fuori, pagando una penale ridicola.
Un lavoratore al massimo costerà solo ventisette mensilità?

Che volete farci, in fondo un lavoratore vale meno di un macchinario, non è ammortizzabile e presto potrà essere dismesso più facilmente di un qualsiasi utensile aziendale!

Ormai ha più diritti una macchina di un lavoratore…

E c’è chi la chiama modernità!
E c’è chi la chiama riforma!

La perdità di un diritto non è mai un passo verso la modernità e non è mai una riforma, è sempre e solo un ingiustizia!

Si ringrazia della partecipazione:
Il ministro “lacrime di coccodrillo” Fornero.
Il presidente del consiglio “Salva Italia ma non italiani” Monti.

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Si bombarda in Afghanistan?

8 febbraio 2012 Pubblicato da du hängst

Giorgio Napolitano domani presiederà un Consiglio supremo di difesa, che si dovrà esprimere sia sull’acquisto dei costosissimi cacciabombardieri F-35, sia sulla decisione di autorizzare i bombardamenti di aerei italiani in Afghanistan .

Monti, quando Lilli Gruber gli ha posto la domanda sugli F-35, ha balbettato qualche cosa di nebuloso, strano è sempre così molto chiaro su altri argomenti, ma, di fatto, ha scaricato tutto sulle spalle del Ministro della Difesa Di Paola.
Il ministro della difesa ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, tutte concernenti l’assoluta necessità di non fermare il programma sugli F-35, quindi sicuramente non ci saranno passi indietro su questo fronte, si può sperare in minime riduzione o dilazioni. La spesa sarà di tredici miliardi! Ecco a che servono i nostri sacrifici, per comprare armamenti, non per un sostegno sociale; asili, sanità o edilizia popolare, ma per comprare armi!

L’altra questione riguarda la “riqualificazione dell’impegno italiano nelle missioni militari”, riguarda la scelta di rimuovere i “caveat” che non permettevano ai nostri cacciabombardieri AMX (saranno rimpiazzati dagli F-35) di bombardare l’Afghanistan.

Voi avete sentito qualche politico protestare per questo? Casini, fervente cattolico, protesta? Eppure non credo che due bombette abbasseranno lo spread, poiché in tutte le interviste televisive, loda sempre il governo per l’abbassamento del differenziale, vorrei sapere se lo loda anche in questa decisione! Bersani? Di Pietro (che io personalmente non stimo molto), Vendola? Uno, ci fosse uno che abbia alzato la voce.

Ignazio La Russa non osò prendere questa decisione senza l’avallo del parlamento e alla fine vi rinunciò.

Il ministro Di Paola si è limitato a comunicarla alle commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato, senza sottoporla alla minima discussione per un parere. Anzi, la cosa è venuta fuori in commissione solo perché il senatore Pd Gian Piero Scanu glielo ha esplicitamente chiesto, dopo che Di Paola aveva genericamente parlato di misure per rafforzare la sicurezza del contingente italiano in Afghanistan.

Lo stesso senatore Scanu, che aveva inizialmente dichiarato a La Repubblica che “ogni cambiamento dei caveat deve essere deciso in modo formale davanti alle Camere e non notificato durante un’audizione”, ha più voluto parlare dell’argomento. E online l’ha ripetutamente sollecitato un suo ulteriore commento, ma ci ha risposto che prima doveva capire quale fosse, se vi fosse, una posizione ufficiale del suo partito. Visto che la posizione alla fine è stata quella del “silenzio-assenso”, è rimasto silente anche lui.

Sono veramente schifato!

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Napoli recepisce il referendum sull’acqua.

8 novembre 2011 Pubblicato da du hängst

A Napoli il 27 settembre è stato fatto il primo importante passo per rendere nuovamente pubblico il servizio idrico.
E’ il primo comune a recepire la volontà popolare emersa dal referendum del 12 giugno.
Il comune di Napoli ha deliberato la nascita della nuova azienda pubblica che gestirà le risorse idriche del capoluogo partenopeo, si tratta di un soggetto giuridico collettivo che riceve anche il plauso del Forum dei movimenti per l’acqua i quali sperano che l’esempio sia seguito da altri comuni italiani.

Chissà se questa crisi annullerà anche il valore di quei referendum.

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Se mettevo il titolo era, un imprecazione!

26 ottobre 2011 Pubblicato da du hängst

Per il 2014 la Camera ha avvertito il Tesoro che avrà bisogno degli stessi finanziamenti usati sino ad’oggi, solamente che a settembre Calderoli annunciava un disegno di legge per dimezzare il numero dei parlamentari.
Quindi i conti non tornano.. O non dimezzeranno i parlamentari o costeranno il doppio!

Signor ministro, per incarico del presidente della Camera dei deputati, Le comunico che l’Ufficio di presidenza ha deliberato di mantenere l’importo della dotazione per l’anno finanziario 2014 nella medesima misura già prevista per gli anni 2012 e 2013. L’importo della dotazione richiesta per ciascun anno del triennio 2012-2014 è quindi pari a euro 992.000.000».
Firmato: il segretario generale Ugo Zampetti.

992.000.000 di euro! Fate un po’ voi le vostre considerazioni.

La House of Commons inglese che ha 650 deputati, venti in più di quelli italiani spende meno della metà dei nostri deputati..

Ma con gente come questa, veramente speriamo di salvarci? Ma ci crediamo veramente?

Fatti i conti, mentre tutto il sistema economico in luglio stava collassando, la Camera si tagliava le spese correnti di un 0,71% e il Senato di un 0,34%.
Se non vi basta vi aggiungo questo:
Un’agenzia LaPresse:

Per gli assenteisti in commissione decurtazione della diaria, mentre per i “sempre presenti” un incentivo.

Un incentivo per fare quello per cui sono stati votati, non per fare di più!
Non mi si parli di produttività delle aziende private quindi, dove per raggiungere gli obiettivi che ti permettono di avere pochi soldi in più, devi praticamente avere le ali a piedi!

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Due milioni di migranti in dieci anni

5 maggio 2011 Pubblicato da du hängst

L’italia ha bisogno di due milioni d’immigrati in dieci anni.

Non lo dico io, quindi non fate quelle facce, basta andare qui, sul sito del Ministero del lavoro, per trovare la conferma dei dati.

Nel decreto flussi di quest’anno, ne sono previsti cento mila da gennaio in poi e sessanta mila per i lavori stagionali.

Strano che la lega non strilli per queste cifre, anzi che le faccia passare sotto silenzio, ed è interessante osservare come, sempre la Lega, tenga i riflettori ben puntati su Lampedusa. In questo modo meschino si raccolgono voti, anche se sono raccolti sulle disgrazie di queste persone.

Quanti voti prendeva la lega per ogni barcone che respingeva?

Quanti voti prendeva la Lega ogni volta che veniva sventolato il famigerato accordo con Gheddafi? E sapevano benissimo che chi era rimandato in Libia non aveva nessuna possibilità di vedere rispettati i suoi diritti, non dico di migrante, ma di essere umano.

Quanti voti prende oggi, per ogni barcone che arriva e per cui deliberatamente non è stata organizzata un’accoglienza decente, allo scopo di far sembrare questi sbarchi un’invasione?

Se i tanto temuti e pericolosissimi migranti sparissero domani, l’agricoltura al sud si fermerebbe. Si fermerebbero anche altri settori, dalle imprese edili, che continuano a prosperare solo grazie ai lavoratori dell`Est e maghrebini, molti dei quali in nero o costretti ad aprirsi improbabili partite Iva per non essere licenziati. Al lavoro domestico, di assistenza e cura che garantisce a milioni di famiglie un risparmio enorme. All`esternalizzazione a cooperative di stranieri di servizi pubblici che altrimenti costerebbero molto di più all`intera collettività. Alle industrie manifatturiere competitive solo grazie a lavoratori non italiani, disposti a grandi sacrifici.

Una situazione a rischio, perché in previsione ne arriveranno sempre di meno, secondo una ricerca della BBC e del Sole 24 Ore, s’ipotizzano grandi cambiamenti nei flussi migratori da qui al 2050. I flussi si sposteranno verso zone in forte crescita, quindi verso l’Asia, abbandonando così l’Europa, soprattutto i paesi più colpiti dalla crisi, tra questi l’italia.

L’italia così sarebbe più povera più vecchia e in sostanza quasi senza futuro, perché è chiaro salvo che non si voglia essere ciechi, che le fasce basse del mercato non sono generalmente coperte dalle nuove generazioni (agricoltura, edilizia, assistenza e cura, pulizie, lavoro domestico, etc.) e che a breve avremo un bisogno disperato di forza lavoro straniera.

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Il gioco delle tre carte

20 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Colpo di scena, ma neanche tanto, era nell’aria la mossa del governo.

Il governo per voce del Ministro Tremonti fa un passo indietro sul nucleare. Le motivazioni sono più che valide e riguardano i costi di costruzione e di messa in sicurezza delle centrali nucleari.

Con questa decisione il governo di fatto potrebbe portare al superamento del referendum sul ritorno all’atomo in calendario il 12-13 giugno.

Qui sta la nota dolente, si parla di abrogazione di alcuni punti del testo del governo sulla moratoria nucleare, ma è un’abrogazione a tempo, in pratica una sospensione.

Ccon questo governo mi sembra di giocare al gioco delle tre carte.. Riesce sempre a fregarti in qualche maniera.

Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Consiglio dei Ministri adotta la strategia energetica nazionale nella definizione della quale il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione Europea e a livello internazionale in materia di scenari energetici e ambientali.

In pratica si ha l’impressione che la procedura sia sospesa e che sia solo un altro stratagemma per evitare il referendum, che questa volta, molto probabilmente sarebbe arrivato al quorum.

Certo non la trovo una scelta molto etica e democratica, poiché, di fatto, in questo modo il governo rifiuta un confronto con i suoi cittadini, sperando di ripresentare la norma in tempi migliori.

E per un governo che si vanta di ascoltare gli italiani, mi sembra una presa di posizione molto discutibile.

La mia paura ora è che l’interesse per i referendum cada e si rischi seriamente di non arrivare al quorum, bisogna andare a votare perché d’importante c’è anche il referendum sulla privatizzazione dell’acqua. L’acqua deve rimanere pubblica non può essere privatizzata. Andiamo ugualmente a votare.

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Un contratto parallelo

4 gennaio 2011 Pubblicato da du hängst

Io sono abituato, ma probabilmente anche voi, che in questo paese si possa dire tutto e il contrario di tutto, tutti hanno ragione e nessuno ha mai torto, ed è difficile in condizioni come queste farsi un’idea precisa su determinati argomenti.
Prendiamo il caso Marchionne/Fiat, chi lo esalta, chi lo distrugge, ma capire come stanno le cose diventa difficile.

La sostanza del contratto in pratica è più o meno questa:

1.       Il contratto in realtà non riguarderà solo una singola fabbrica, ma si tratta di un vero e proprio contratto alternativo di categoria al quale potranno aderire tutte le aziende metal meccaniche che lo desiderano.
2.       Il salario prevede un miglioramento rispetto al contratto dei metalmeccanici, circa 80 euro al mese con un effetto reale di 15 euro al mese di salario in più.
3.       Gli scatti di anzianità già acquisiti sono consolidati in busta e il calcolo ricomincia da zero, un evidente vantaggio solo per gli operai più anziani.
4.       La mezz’ora di mensa sarà spostata a fine turno e dovranno lavorare per sei giorni a settimana notte compresa.
5.       L’azienda può costringere i dipendenti a effettuare 120 ore di straordinario all’anno senza contrattare con i sindacati e con il loro assenso possono aggiungere altre ottanta ore.
6.       I giorni di malattia non saranno pagati, se effettuati in occasione di “assenteismo anomalo”
7.       Gli scioperi non potranno essere effettuati sulle materie oggetto dell’accordo e chi lo farà, sarà punibile con sanzioni disciplinari.

Questi sono i punti del contratto, giudicate voi, ma mi sembra che non sia granché e anche il modo in cui è stato imposto (ricatto) mi sembra che tutti questi vantaggi ai lavoratori non li porti.

Aggiungo solo una considerazione, in questi mesi Marchionne ha continuato a sparare a zero sulla produttività e su i dipendenti italiani, ma resta un fatto incontestabile che su dieci macchine vendute in italia solo tre siano FIAT.
Non credo che anche questo sia colpa della produttività e dei lavoratori e allora quando la dirigenza FIAT pagherà di tasca sua la scarsa produttività?

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L’ONU rosso

14 luglio 2010 Pubblicato da du hängst

C’è chi continua a dire che il ddl intercettazioni è necessario e che sono gli italiani a chiederlo, mi verrebbe  da fare la battuttona.. “Ci dica tutti i nomi e cognomi di chi lo vuole Sig. B”

Sarà necessario, sarà che lo vogliono la maggioranza di quelli che guardano l’isola dei famosi degli italiani, ma se anche l’ONU lo boccia non deve essere un capolavoro questa legge sulle intercettazioni, ma magari mi sbaglio io eh!

Il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione
Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione.

Magari si scoprirà più avanti che anche l’ONU è un pericoloso covo di comunisti!

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