Israele - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Il primo agosto, cluster bomb al bando

22 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst

Il primo agosto entrerà in vigore la convenzione che proibirà l’uso delle bombe a grappolo, le famigerate “cluster bomb”.
Grazie, infatti, alla ratifica di Burkina Faso e Moldova sono state raggiunte le 30 ratifiche necessarie perché il trattato entri in vigore.

La Convezione, siglata a Dublino nel dicembre 2008, vieta la produzione, l’uso e anche il possesso di bombe a grappolo.

Questo tipo di ordigni spesso sono lasciati nelle ex zone di guerra per anni, sono ordigni letali soprattutto per la popolazione civile.
Le cluster bomb sono state usate dalla guerra del Vietnam e anche nei recenti conflitti in Iraq, Libano e Georgia.
Tra i Paesi firmatari figurano Francia, Germania e Spagna che, a differenza di Inghilterra e Italia, l’hanno anche ratificato. Restano fuori dall’accordo potenze come Russia, Cina, Stati Uniti e Israele.

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Nuovamente lampi di democrazia

8 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst

Il governo israeliano ha ammesso, per la prima volta, l’uso del fosforo bianco nell’operazione Piombo Fuso.
L’operazione fu condotta a fine 2008 contro i palestinesi a Gaza.

Il documento israeliano è la riposta al rapporto Goldstone, dove si accusa Israele di crimini contro l’umanità.

Il governo ha ammonito due alti ufficiali (Eyal Eisenberg e Ilan Malka ), l’ammonizione in pratica comporta una nota negativa nel curriculum che potrebbe rallentare la carriera dei due militari, che però in pratica rimangono ai loro posti.

Ammoniti? E che cos’era una partita di calcio? Se hanno commesso l’abuso, nella zona più densamente popolata al mondo, dovrebbero pagare o no? Le norme internazionali vietano l’uso del fosforo bianco nelle zone densamente popolate.
Se si tratta di crimini contro l’umanità può bastare un nota di demerito? Perchè in pratica è di questo che si tratta.

Chi ci rivolge queste accuse non sa che il nostro esercito è uno dei più corretti al mondo. E queste accuse sono totalmente false
16 gennaio 2009 Generale di brigata Avi Benayahu

Ancora lampi di democrazia vero Sig. B?

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Tra luci, monumenti e sogni.

2 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst

E’ uno Stato che è un monumento alla democrazia.
Sig. B. su Israele.

Ho un sogno: anche voi nella Ue
Sig. B. sempre su Israele.

A parte che mi viene da chiedermi quanti sogni ha quest’uomo, sogna una giustizia efficiente (che lo renda intoccabile), un sistema fiscale dove si possa far a meno dei commercilisti ( a quest’ora con il cavolo che Tremonti sarebbe ministro) e ora sogna su Israele. Fortuna che è uno che dorme poco, altrimenti sai quanti onirici materiali avrebbe tirato fuori!

Ho un appunto da fare comunque, Israele non è un monumento di democrazia, è una luce accecante della democrazia, una democrazia che emana bagliori di luce bianca, quella luce che generalmente si sprigiona dalle bombe al fosforo bianco!

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La sete di Gaza

12 novembre 2009 Pubblicato da du hängst

Nel medioevo quando gli assedi duravano a lungo ed un sito risultava inespugnabile, una delle tecniche più usate era quelle di prenderlo per fame e per sete, venivano buttati carcasse di animali nelle falde e nei pozzi per avvelenare l’acqua.

Sono passati secoli ma evidentemente certe tecniche sono ancora valide.

Secondo l’ONU e Amnesty International, il sistema idrico di Gaza rischia il collasso, l’incuria, i mancati investimenti ma sopratutto Israele che chiude i rubinetti impedisce ai palestinesi di approvvigionarsi di quei materiali indispensabili per la manutenzione degli impianti, lo stanno mandando in tilt.

La conseguenza è disastrosa, l’acqua delle piscine di decantazione, che dovrebbe filtrare nella sabbia per andare ad arricchire le falde, risulta piena di liquami non trattati e quindi inquinano le riserve idriche. Le riserve sono sempre più esigue, la siccità a colpito duramente in questi ultimi anni e la costruzione di pozzi scavati dappertutto per raccogliere l’acqua ha svuotato le falde che ora vengono invase dall’acqua marina.

Amnesty International, in un rapporto di 112 pagine, mette in evidenza come il consumo medio dell’acqua di un israeliano è di 300 litri contro i 70 litri di un palestinese. L’80% dell’acqua del fiume giordano viene utilizzata da Israele, che impone ai palestinesi di scavare pozzi solo previa autorizzazione, mentre i serbatoi dell’acqua piovana sui tetti delle case di Gaza di norma vengono usati come bersaglio dai soldati israeliani.

Il blocco delle frontiere, inoltre, ha messo i palestinesi nelle condizioni di non poter fare neanche un minimo di manutenzione.

La sete in fondo è un nemico che non si può battere..
Anche questo è diritto all’autodifesa? O il solo risultato che otterà sara quello di alimentare l’odio.

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Rapporto Goldstone

11 novembre 2009 Pubblicato da du hängst

L’ONU con una risoluzione ha approvato le conclusioni del rapporto Goldstone.
L’inchiesta era stata commissionata dall’Onu e realizzata da un gruppo di esperti coordinata da Richard Goldstone, giurista sudafricano.

Il rapporto denuncia sia le violenze di Hamas, ma in maggior parte quelle di Israele.
Furono 22 i giorni dell’offensiva su Gaza, iniziò a dicembre 2008 per concludersi a gennaio 2009, il bilancio fu di 1400 palestinesi uccisi (molti bambini) e tredici israeliani.

Israele ovviamente come sua consuetudine respinge con forza la risoluzione, continuando a sostenere il suo diritto all’autodifesa.
Chissà se tra questo diritto all’autodifesa c’è anche la guerra dell’acqua che sta portando avanti a Gaza, ve ne parlerò domani.

Per la cronaca l’italia è stata tra le 18 nazioni che hanno votato contro la risoluzione, risoluzione che tra le altre cose non è assolutamente vincolante, ma comunque ha aperto un squarcio sulla reazione di Israele.

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E’ legittima difesa?

5 gennaio 2009 Pubblicato da du hängst

Mi sono rilassato ed estraniato per un periodo dalla blogsfera ne sentivo l’esigenza.

Una cosa che mi ha colpito in questi giorni, è stata l’estrema chiarezza di idee da parte del governo sulla guerra, Israele ha il diritto di difendersi, ma aveva il diritto di affamare i cittadini di Gaza per tutto questo tempo? Di trasformare la striscia in una prigione a cielo aperto? Eppure nessuno ha ricordato tutto questo, nessuno ricorda i morti nelle sale operatorie per la mancanza di elettricità, nessuno..

Secondo qualcuno la reazione era legittima, punto e basta.  A nessuno viene il dubbio che l’unica cosa certa in quel groviglio è che l’odio sia ormai stantio, un odio che ha ormai impregnato anche l’aria e che forse non passerà mai più.

Ormai dietro lo frase “Lotta al terrorismo”, si può fare di tutto, si può far soffrire una popolazione intera, si può fare una guerra.

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Italiano arrestato dagli israeliani

19 novembre 2008 Pubblicato da du hängst

Vittorio Arrigoni, nel suo blog Guerrilla Radio, alla fine di qualche suo post scrive “restiamo umani”. E’ partito con la nave carica di speranza e di medicinali urgenti della missione Free Gaza e si è ritrovato spesso a filmare gli israeliani che sparano sui pescatori palestinesi per impedire loro persino di sfamarsi. Con la nave internazionale hanno provato ad impedire che i palestinesi in mare fossero ammazzati. Sul suo blog ci sono tanti appunti di viaggio e tanti video che mostrano la disumanità degli israeliani mentre sparano su persone disarmate.

Vittorio, Vik (Guerrilla) è stato arrestato dalla marina militare israeliana assieme a 10 pescatori palestinesi e ad altri due pacifisti. Audrey chiede a tutti i blogger aiuto per diffondere questa notizia.

Noi ci siamo.

Per aggiornamenti vai al sito Free Gaza Movement, Blog di Vittorio Arrigoni.

Copiato e incollato da qui.

Update 20 novembre 10:24

Infopal, mercoledì 19 novembre, ore 19.

Abbiamo intervistato Vittorio Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Movement, rapito ieri dalle forze israeliane mentre si trovava in mare con i pescatori di Gaza, anch’essi sequestrati e poi liberati questa mattina.

Al momento, Vittorio è rinchiuso nel carcere di Ramle. Si sente un gran frastuono: i suoi compagni di cella, rifugiati eritrei fuggiti dalla guerra, stanno guardando una partita.

Come stai?
Eh, ora che ho ripreso contatto con il mondo esterno, meglio…La notizia della liberazione dei 15 pescatori mi ha tirato su di morale. Ieri avevamo iniziato uno sciopero della fame, proprio per ottenerne la scarcerazione…

Ci racconti cos’è successo ieri mattina? Sai, un importante quotidiano italiano, che oggi ha riportato un trafiletto sul vostro sequestro, ha parlato di pescatori e attivisti “prelevati” dai militari israeliani… Per il resto, tg e testate più importanti hanno osservato il silenzio assoluto.
Altro che “prelevati”! Si è trattato di un rapimento, di un sequestro di persona in piena regola! Eravamo in mare, a 6 miglia nautiche al largo delle coste di Gaza (per il diritto internazionale si tratta di acque gazesi, ndr), con tre pescherecci, quando ci siamo di trovati di fronte una scena incredibile: navi da guerra, e gommoni Zodiac, da cui sono spuntate teste di cuoio, militari incappucciati e armatissimi. Un attacco bellico in piena regola contro pescatori e pacifisti, da non crederci! Due pescherecci sono stati subito bloccati e le persone a bordo sequestrate. Poi, hanno circondato il nostro. Io mi sono arrampicato sul tetto della barca e ho cercato di parlare al capitano: “Che problema vi creano dei pescatori? Problemi di sicurezza? Di che avete paura?”, ho chiesto. Ma non ne ho ottenuto risposte. Da dietro le maschere, quegli uomini, giovanissimi, ci guardavano con occhi che sprizzavano odio. Un odio animalesco. Li educano all’odio e al disprezzo verso i palestinesi.

Poi, com’è andata a finire?
Sono saltati a bordo, all’arrembaggio. Ho detto loro, mentre mi puntavano le loro armi contro la testa: “Allora, uccidetemi!”. Mi hanno sparato contro con una pistola elettrica, la Taser, made in Usa, che scarica scosse elettriche ad alto voltaggio, molto pericolose. Poi, hanno cercato di buttarmi giù dal tetto, temendo di cadere e rompermi la spina dorsale, mi sono gettato in mare e ho iniziato a nuotare verso riva, inseguito dagli spari di proiettili veri. Dopo mezz’ora non avevo più fiato e mi sono arreso. Mi hanno portato insieme agli altri nella prigione di Ashkelon, dove ho assistito a scene allucinanti, da campo di concentramento: i pescatori sono stati costretti a spogliarsi e sono stati ammanettati come criminali e portati via. Dico, dei pescatori! Io sono finito nella prigione dove tre anni fa fui rinchiuso e picchiato dai soldati israeliani. Che brutti ricordi. Ci hanno accolto con pesanti insulti, ingiurie, risate di scherno…Sono stato rinchiuso con un altro in un cesso, sì, in un cesso, un posto schifoso e angusto. Per spregio, ovviamente. E sono stato tenuto incatenato alle caviglie.

L’ambasciata italiana si sta occupando del tuo caso….
Sì, ho ricevuto la visita del Console. Pensa che si è rivolto alla direzione carceraria dicendo loro che avevo il diritto di telefonargli, “secondo il diritto internazionale”. Ha usato questa espressione, con loro, che del diritto internazionale e umanitario se ne fanno un baffo….

E ora, ti manderanno via…
Stiamo aspettando la sentenza di espulsione…Ho lasciato tutto nel mio appartamento di Gaza – passaporto, documenti…E sono molto dispiaciuto per il buon lavoro che stavamo portando avanti con contadini e pescatori, che con la nostra espulsione verrà interrotto.

Che è esattamente ciò che vogliono…
Già…Cercano di intimidirci. Sono preoccupato anche per i pescatori, a cui hanno sequestrato le tre barche…Esse danno lavoro e sostentamento a circa 50 famiglie. Ma almeno sono liberi…Altri, prima di loro, hanno passato mesi in carcere, nel Negev…

Se vi mandano via, tornerete?
Vorrei tornare con il prossimo viaggio di Dignity, a dicembre. Certo, faranno di tutto per impedircelo.

Copiato e incollato da Alberto

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Senza libri

29 agosto 2007 Pubblicato da du hängst

Carta 

Sentiamo sempre dire che per combattere il terrorismo, l’unico modo è lo studio, cercare di far emancipare, di fare studiare le classi sociali più povere e più arrabbiate, per non dare terreno fertile agli estremismi.

Per studiare occorrono i libri, per i libri occorre la carta, ma se la carta rimane in Israele i libri non si possono certo stampare.

Cinque camion pieni di carta non sono stati fatti partire perchè hanno paura che venga usata per stampare testi con l’ideologia di Hamas.

Senza libri, invece, l’ideologia di Hamas, si fermerà e non troverà seguito tra gli abitanti di Gaza!

Il primo settembre 200.000 bambini andranno a scuola senza libri e anche nell’eventualità che la carta venga inviata subito serviranno circa 20 giorni per stampare tutti i libri di cui necessitano, ad onor del vero altri aiuti, come cibo medicine e carburante,quelli considerati essenziali per intenderci, hanno il permesso di essere consegnati, ma la carta, quella no.

Che strano però, pensavo fosse una prerogativa delle dittature non dare la possibilità di studiare, o comunque condizionare lo studio di una popolazione..

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