9 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst
Poco fa sono andato a fare la spesa, spesuccia in realtà.
Un ragazzo, che scoprirò poi, essere irlandese, stava girando con un barattolo di yogurt in mano, era un pochino spaesato, vedendomi mi si avvicina e mi domanda:
C’è la cocaina qui?
Du: Mmmm, cioè credo che in questa città ci sia come in tutti gli altri posti..
Irish: Sì ma qui non c’è? Dove posso trovarla?
Du pensando: Ma perché in Irlanda vendono cocaina nei negozi alimentari?
Du: Dove puoi trovarla, non lo so sinceramente, ma non mi sembri nel posto giusto se cerchi certe cose.
Irish mimando il gesto di mangiare lo yogurt: Niente cocaina? Strano però..
Stavo per morire dalle risate quando ho capito che cercava un cucchiaino..
Lo accompagnato a trovarli e gli ho spiegato cosa mi aveva chiesto, anche lui ha fatto fatica a non cadere per terra dalle risate!
La mia preoccupazione ora, è la vecchiaccia zitella che ha origliato la nostra conversazione, non voglio immaginare che starà dicendo in giro o_O
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9 dicembre 2009 Pubblicato da du hängst
20 miliardi di dollari sono il totale di prestiti e servizi finanziari ,che istituti di credito e banche occidentali, hanno fornito a otto industrie che producono le bombe a grappolo, le famigerate cluster bomb.
Tutto questo nonostante nel dicembre scorso sia stato vietato il sostegno e il finanziamento di queste armi nella Convezione di Oslo.
Lo rivela il “Worldwide investments in cluster munitions: a shared responsability”.
Metà delle industrie che producono questa temibile arma hanno sede negli USA, due in Corea del Sud, una in Turchia e una a Singapore.
C’è anche una banca italiana tra le finanziatrici, si tratta di IntesaSanPaolo che tiene rapporti con la statunitense Lockheed Martin, una delle più grandi produttrici di armi al mondo.
In attesa che la Convenzione di Oslo sulle cluster bombs sia legalmente vincolante, per arrivare al limite di 30 mancano sette ratifiche da parte di 100 dei Paesi firmatari, ci sono però già Stati e istituzioni che hanno deciso di seguire i dettami dell’accordo internazionale. I Parlamenti di Belgio, Irlanda e Lussemburgo hanno già approvato delle leggi che vietano gli investimenti nelle cluster bombs, mentre i fondi pensione di Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia e numerose banche etiche di tutta Europa già da tempo hanno troncato qualsiasi legame con le compagnie produttrici.
Si riuscirà a mettere una volta per tutte al bando questa terribile arma, si riuscirà a far rispettare la convenzione una volta diventata vincolante o come sempre prevarranno altri interessi?
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29 maggio 2008 Pubblicato da du hängst
Giusto una anno fa più o meno parlai di questa arma terribile.
A Dublino si è svolta la conferenza internazionale sulle Cluster Bombs.
L’obbiettivo finale sarebbe quello della messa la bando di queste terribili armi, che quando arrivano a terra inesplose diventano a tutti gli effetti delle mine antiuomo.
Purtroppo la posizione europea sulla messa al bando non è stata univoca, inoltre fatto ancor più grave, mancavano produttori cruciali come Stati Uniti, Cina, Russia. Siamo alle solite.. tanto parlare ma pochi e nemmeno tanto evidenti fatti..
Almeno sarebbe stato il caso di cambiare il colore delle cluster bombs, che sono gialle, come i pacchi delle derrate alimentari per i profughi, ma poi che farne di quelle già costruite..
Quando tutto sembrava perduto il mio feed mi porta la buona notizia, c’è stato l’accordo per la messa al bando delle bombe a grappolo, nonostante l’assenza dei paesi succitati che ora sono in minoranza, vediamo ora se i patti verranno rispettati, speriamo bene, io incrocio le dita.
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