20 novembre 2012 Pubblicato da du hängst
Il sindacato indipendente WAC – MAAN chiede la fine degli attacchi a Gaza, la fine dell’occupazione israeliana, e la soluzione dei due stati basata sui confini del 1967.
Le operazioni militari israeliane iniziate a Gaza mercoledì 14 novembre 2012, sono il risultato di quattro anni di tempo perso da parte del governo di destra di Netanyahu.
Inoltre, sotto la copertura di questa guerra, il governo di Netanyahu cerca di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dai bisogni sociali dei cittadini israeliani.
In alcune zone di Tel Aviv sembra di essere a Beverly Hills, ma ciò che si può vedere oggi nelle città ebraiche e arabe del Negev è povertà, disoccupazione e riduzione dei servizi pubblici. È risaputo che Netanyahu sta progettando un programma draconiano di austerità. Timoroso di perdere voti alle prossime elezioni, sta cercando di capovolgere l’ordine del giorno perseguendo un’inutile guerra che ha già provocato decine di morti ed è lungi dal concludersi.
Come sindacato indipendente che unisce i lavoratori arabi ed ebrei in condizioni di parità, non possiamo restare indifferenti davanti a questa guerra sanguinosa che trascina i lavoratori a sostenere il loro vero nemico di classe. Oggi siamo dalla parte dei nostri fratelli e sorelle palestinesi – i lavoratori e i poveri di Gaza e della West Bank – che stanno pagando il prezzo più alto di questa guerra.
Tutti noi sappiamo che gli unici beneficiari della guerra sono il governo di destra israeliano e il governo di Hamas a Gaza, e che entrambi rifiutano di negoziare. L’estremismo continua a prosperare mentre i lavoratori di entrambi i lati dei confini del 1967 stanno soffrendo.
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31 maggio 2012 Pubblicato da du hängst
A volte penso che la rete, sotto l’onda emotiva di certe situazioni, perda delle occasioni importanti per ottenere molto di più di quello che pretende.
Non sono favorevole alla parata del 2 giugno, sia ben inteso, non mi piacciono le parate militari, sono solo una forma di machismo statale e non servono a nessuno.
Perché non chiedere allora, con la stessa forza, di fermare l’acquisto degli F35 (10 miliardi di euro) anziché i 3 milioni della parata? Quei soldi si potrebbero usare per le zone terremotate e non solo.
Perché non chiedere di ritirare le truppe dalle zone di guerra, quanto ci costano al giorno? E usare quei soldi.
A volte ci si concentra sulle cose più visibili e scontate e non sempre questo è un bene.
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1 febbraio 2012 Pubblicato da du hängst
Per me la storia di gridare al lupo al lupo, è una delle più vere.
Perché mai oggi, dovremmo credere a quello che dice il segretario di stato USA sull’Iran? In fondo dove sono le armi di distruzione di massa che sono state la causa della guerra all’Iraq?
Perché in quest’occasione dovrebbe essere diverso? In fondo dall’incidente dello stretto di Tonchino in poi, è una prassi comune quello di fabbricare false prove per dichiarare guerra a qualche paese!
Un’altra cosa è per me inaccettabile, la guerra preventiva, ma che cos’è? E’ semplicemente inaccettabile un ragionamento del genere, è come se una persona se ne andasse in giro a picchiare tutti, solamente perché ha il sospetto, che un giorno questi, qualcuno potrebbe dargli un pugno! Se una persona si comportasse così la faremmo ricoverare! Perché dovremmo allora accettare un comportamento del genere da una nazione?
Spero che non si arrivi a un’altra guerra.
Basta guerre, veramente basta…
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10 novembre 2011 Pubblicato da du hängst
SPREAD, questa parola ha il rumore simile a quello di una pernacchia.
Superata la paura della possibile guerra nucleare tra i due blocchi contrapposti, oggi mi ritrovo terrorizzato da una pernacchia.
Fa sorridere no?
Sarà una delle tante pernacchie che Bossi ci ha lasciato in eredità nei suoi mirabili discorsi? Cadere in disgrazia per una pernacchia leghista mi darebbe molto fastidio..
Ci terranno in vita, forse, faranno accanimento terapeutico con FMI o Bm o con tutte e due, sono enti che se ne intendono di come tener in vita anche chi non ce la fa più..
Le loro ricette non sono certo di buon senso, non tengono affatto conto degli “effetti collaterali” o forse molto più cinicamente sono semplicemnte calcolati.
Lo scrissi nel lontano 2007 e non avevo idea di quello che sarebbe avvenuto da lì a qualche anno:
La Banca Mondiale.. Forse non sapete che ogni stato in crisi che riceve un pacchetto di credito (Strategie per la riduzione della povertà) dalla Banca Mondiale, riceve anche un set di condizioni, 111 in media, tra queste condizioni, se vi chiamate Ecuador, potreste trovare anche la consegna di una licenza alla British Petroleum per il passaggio dell’oleodotto Trans-Andino.. Volete conoscere, come hanno risolto il problema dell’enorme debito della sanità in Tanzania? La Tanzania ha 1.400.000 persone affette da HIV, è facile intuire come le visite negli ospedali siano moltissime, la Banca Mondiale ha trovato una soluzione a dir poco geniale, l’ha obbligata a far pagare le visite ospedaliere, il risultato si è visto subito, in certi luoghi le visite ospedaliere sono diminuite del 53 percento!
E se il pacchetto toccasse noi questa volta?
+Tagli –Vite, credo che sia questo il modo di riassumere la politica economica di questi enti.
Questo è neo liberismo? O è cinismo spietato? O è un modo alternativo per sottomettere delle nazioni senza l’uso delle armi?
La cosa che fa veramente paura e che ci hanno oscurato la vista, hanno annebbiato qualsiasi visione di un alternativa, non ci è più nemmeno concesso d’immaginare un sistema economico alternativo e diverso da questo!
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23 settembre 2011 Pubblicato da du hängst
Stati e multinazionali comprano terreni, pascoli, boschi.
Oggi i territori non si conquistano più con le armi, ma siamo ben lontani da un periodo di pace, la guerra oggi è fatta con la finanza, che è troppo forte per dei poveri disperati.
Il fenomeno è denominato land grabbing, in 10 anni un territorio grande 7 volte l’italia è stato virtualmente de localizzato!
Ovviamente i terreni rimangono lì, ma i frutti finiscono altrove.
Il rapporto è stato steso da Oxfam, che precisa che non tutti i 227 milioni di ettari sono stati acquisiti con il land grabbing, ma dietro a certe acquisizioni con scarsa trasparenza c’è questo fenomeno. La ricerca è stata condotta sul campo, visitando i luoghi e raccogliendo testimonianze e racconti.
Gli uomini della New Forest Company sono venuti e hanno cominciato distruggere i raccolti e a demolire le case ordinando di andarcene. Picchiavano la gente che non riusciva a scappare.
Lokuda Losil, 60 anni ugandese
La New Forests Company, una società britannica che ha ottenuto ampi riconoscimenti da parte del governo ugandese e dichiara di seguire rigorosi codici di comportamento, smentisce le accuse, ma il rapporto riferisce di migliaia di testimonianze sulle violenze subite da parte dei contadini, sull’arresto dei leader delle comunità locali, sulla distruzione di scuole e strutture sociali.
Tutto questo a che cosa porterà in futuro? A ribellioni anche violente ne confronti delle multinazionali, che saranno protette dagli stati, creando così in giro per il mondo una serie di conflitti locali.
Se non si tratta di neo colonialismo questo..
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29 giugno 2011 Pubblicato da du hängst
Il CNT (Consiglio Nazionale Transitorio Libico) è l’organo di governo dei ribelli che controlla la Cirenaica.
Il governo transitorio ha firmato a Napoli un accordo per il contrasto dell’immigrazione. L’accordo prevede la reciproca assistenza per il rimpatrio degli immigrati senza permesso di soggiorno.
Questa intesa è la stessa di quella siglata nel 2008 con Gheddafi, che è stata più volte criticata a livello internazionale.
Gheddafi era un tiranno che non riconosceva i diritti umani, e i ribelli allora? Non dovrebbero distinguersi proprio su questo fronte dal vecchio leader che stanno combattendo? O forse sono stati “costretti” a firmare l’accordo in cambio di qualche aiuto?
L’accordo ha ricevuto molte critiche; l’ACNUR (agenzia Onu per i rifugiati) ha contestato la politica dei respingimenti, voluta dalla LEGA. I numeri del resto parlano chiaro, i rifugiati che trovano asilo nel nostro paese è minimo, molto inferiore agli altri Paesi europei, appena 56.000.
In Libia c’è una guerra. E le persone che fuggono da un conflitto si chiamano profughi e hanno diritto alle tutele delle leggi internazionali. E’ necessario che tutti i governi accolgano queste persone e accordino loro il diritto d’asilo. Sarebbe inconcepibile un accordo che preveda il respingimento in mare o il rimpatrio.
Guterres il numero uno dell’Acnur
L’Accordo è stato contestato anche dall’Associazione Studi Giuridici Immigrazione (ASGI), infatti, l’intesa dovrebbe essere resa nota in tutti i suoi contenuti e sottoposta al parlamento, per la ratifica. L’accordo impegna l’italia a rimpatriare gli stranieri partiti dalla Libia, violando le norme di diritto internazionale e mettendo a rischio i più elementari diritti umani.
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9 maggio 2011 Pubblicato da du hängst

Nell’aprile del 2000 migliaia di persone scendono in piazza e marciano a Cochabamba contro il governo costretto a revocare la legislazione sulla privatizzazione dell’acqua e il contratto con la multinazionale Bechtel.
Andiamo per ordine:
Nel settembre 1999 il comune di Cochabamba firma un contratto con l’unico concorrente in gara per l’appalto del servizio idrico: il consorzio Aguas de Tunari, controllato per il 50% dalla IWL -International Water Ltd- e per il 25% dalla spagnola ABENGOA S.A.. A sua volta l’impresa IWL è controllata dalla multinazionale statunitense Bechtel e dall’impresa italiana Edison. Quest’ultima risulterà poi essere in realtà controllata dalla AEM di Milano, azienda municipale del capoluogo lombardo.
Una volta assunta la gestione del servizio idrico di Cochabamba, la terza città della Bolivia, nel giro di pochi mesi gli abitanti di Cochabamba vedono aumentare le tariffe del 300%, mentre le condizioni precarie delle reti idriche e fognarie non subiscono alcuna operazione di mantenimento o miglioramento. La spesa media dell’acqua arriva a toccare circa 12 dollari mensili, su un salario medio di 60 dollari, sono imposti l’obbligo di acquisto di permessi per accedere alla risorsa e addirittura un sistema di licenze per la raccolta dell’acqua piovana!
Nel 2000 il 55% degli abitanti continuava a non avere accesso all’acqua.
Nell’aprile del 2000 centinaia di migliaia di persone scendono in piazza e marciano a Cochabamba contro il governo, costretto a fare marcia indietro e a revocare la legislazione sulla privatizzazione dell’acqua. Il contratto con la multinazionale Bechtel è interrotto e il servizio idrico diventa nuovamente pubblico. La vicenda è conosciuta come “Guerra dell’Acqua di Cochabamba”.
Nel 2002 attraverso il CIADI – il centro internazionale interno alla Banca Mondiale per la risoluzione delle controversie relative agli investimenti – le multinazionali chiedono al governo un risarcimento per il mancato lucro di oltre 25 milioni di dollari!
Nel 2005: in seguito ad azioni dimostrative congiunte da parte dei movimenti sociali boliviani, italiani e spagnoli, le multinazionali del consorzio Aguas del Tunari iniziano le trattative con il nuovo governo boliviano per ritirare la richiesta di risarcimento avanzata presso il CIADI per il mancato guadagno.
Nel 2006: parte a Cochabamba un progetto di cooperazione promosso dall’associazione di A Sud e finanziato dall’AATO della Provincia di Venezia attraverso la tassazione di un centesimo per ogni metro cubo d’acqua consumato dai cittadini della provincia di Venezia. Il progetto, completamente innovativo nelle sue forme e per le sue modalità, vede protagoniste le forze sociali della Guerra dell’acqua ed è volto a rafforzare la gestione pubblica e partecipata del bene acqua attraverso la costruzione e l’autogestione da parte delle comunità del sistema igienico-sanitario.
Il 12 e il 13 giugno vota Sì ai due referendum sull’acqua per impedirne la privatizzazione, la vita non può essere privatizzata e l’acqua è vita.
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4 maggio 2011 Pubblicato da du hängst
E’ finito lo squallido siparietto tra Lega e PDL.
Hanno raggiunto un accordo sulla Mozione per la Libia, ammesso che ci sia mai stato un serio disaccordo. Questa non è una sorpresa, così come non lo è, purtroppo, neanche il fatto che l’opposizione non sia riuscita a fare una mozione unica!
Il governo s’impegnerà con gli alleati nel fissare una data per la fine della missione e poi comunicarla al Parlamento.
Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera della Lega Nord.
Il comando Nato ha fatto già sapere che non è possibile fare una previsione sulla fine dell’intervento in Libia, ma immagino, che eventualmente la data prescelta sarà ben oltre la fine di questa legislatura, giusto per evitare rischi e sorprese.
L’impegno dell’Italia in Libia non deve comportare vittime civili.
Sig. B.
Sono d’accordo, non devono esserci vittime civili, quindi intuisco, che da oggi ci impegneremo un pochino di più per aiutare i civili che scappano dalla guerra, anche questi in fondo sono vittime e di una guerra a cui partecipiamo attivamente giusto?
Il governo invierà, dunque, coperte e acqua a sufficienza per accogliere i profughi a Lampedusa e tutto sarà reso efficiente ancor prima di costruire il famigerato campo da golf!
La risposta che le autorità italiane hanno messo in campo per accogliere i profughi è stata del tutto inadeguata e ciò ha ulteriormente aggravato la loro sofferenza. L’organizzazione medico-umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) ribadisce alle autorità italiane di migliorare le condizioni di accoglienza per i nuovi arrivati, in particolare per i più vulnerabili: le donne e i bambini, i minori non accompagnati e le persone che sono state vittime di violenza.
Sarebbe proprio bello se questo governo si occupasse dei civili, vittime della guerra e non solo di scrivere frasi in una qualsiasi mozione che non conta nulla.
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28 aprile 2011 Pubblicato da du hängst
La lega non appoggia il Sig. B. sulla guerra in Libia e ripete anche per bocca di Maroni che sarà d’obbligo un passaggio parlamentare per prendere questa decisione.
Il Sig. B. risponde: Il voto no mi fa paura.
Evidentemente prevede altre giornate di shopping parlamentare.. o_O
In tutto questo casino, chi sta meglio di Giovanardi? Il cui unico scopo è di criticare le pubblicità dell’Ikea..
Quell’ “uomo” a me preoccupa molto, vede attentati alla famiglia ovunque, senza rendersi conto che il vero attentatore è lui, che per salvare un suo ideale di famiglia ne vuole far fuori altri quattro o cinque modelli diversi..
Sicuramente non siam messi bene, uno vede comunisti ovunque, uno attentati alla famiglia ogni cinque secondi..
Che l’italia si trovi in questa situazione perchè governata da pazzi visionari? o_O
P.S: A proposito l’armadio Pax è proprio bello..
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27 aprile 2011 Pubblicato da du hängst
Senza colpo ferire l’italia entra in guerra, poi i politici la chiamino come vogliono, ma quella libica è una guerra.
Senza colpo ferire mi ritrovo d’accordo con la lega e questo mi fa già sentir male!
Senza colpo ferire l’italia partecipa a questa guerra, perché è noto, aldilà delle richieste Nato, Onu, e qualsiasi altra sigla del cacchio, che le bombe portano la pace, che gli ordigni sanno distinguere chi è nel giusto e chi ha torto, che sono il metodo più democratico che conosce l’occidente per portare la libertà.
Si può discutere quanto se ne vuole, ma la realtà è un’altra, l’italia si adegua alla legge economica non scritta; “Più distruggi, maggiore parte avrai nella ricostruzione e quindi maggiori profitti..” E penso sia questo quello che abbia ricordato il premio nobel per la pace al Sig. B.
Chi avrebbe protetto la popolazione libica?
Non saprei sinceramente, chi bombarda il Brasile per gli indios? Chi sta proteggendo la popolazione siriana? Quella cecena? Quella tibetana? Quella birmana? E quella della Costa d’Avorio? Qualsiasi altra popolazione che in questo bastardo mondo è messa in pericolo?
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