2 luglio 2009 Pubblicato da du hängst
L’ordine, dato ai carabinieri di caricare i manifestanti in via Tolemaide, fu non solo illegittimo, ma palesemente ingiustificato e sproporzionato alla situazione, mentre la reazione delle tute bianche fu, fino ad un certo punto, giusta e a difesa dei propri diritti costituzionali.
Giudizi che sembrerebbero uscire dalla bocca di uno come Casarini e che, invece, vengono scritti da giudici dello Stato italiano.
La stampa, però, non ha dato grande rilievo alle motivazioni delle sentenze.
La ricordo io, visto che si sta avvicinando un altro G8.
Sarò d’accordo con questo tipo di riunioni quando diventeranno G1198!
Sapete se Tremonti sarà lì a sfilare e protestare visto che è diventanto un fervente oppositore della globalizzazione?
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17 dicembre 2008 Pubblicato da du hängst
Si avvicina la fine dell’anno ed è tempo di premi:
A Veltroni va il premio: “Uomo dell’anno 2008″.
Motivazione: Solo un autentico genio poteva far trionfare il Sig. B. nonostante le porcate combinate da quest’ultimo. Sembra che il PD presto cambierà nome, da Partito Democratico a PerDenti.
Al Sig B. va il premio: “Uomo ecologicus 2008″
Motivazione: Pur essendo altamente inquinante e nocivo, riesce sempre a riciclarsi e a far credere a una metà degli italiani che è salutare come la vitamina C.
Al PRC va il premio: “Isolati d’oro 2008″
Motivazione: Per aver esultato ad una vittoria di un loro ex esponente in un reality come fosse una vittoria alle elezioni! Come è distante il “Sol dell’avvenire”..
Rubo una battuta di una vignetta di Vauro: “Avevo paura che il comunismo fosse estinto.. Ora lo spero!”
A Rotì va il premio: “Inseminator V”
Motivazione: Se frequentate il Blog da parecchio tempo non credo ve la debba spiegare.
A Tremonti va il premio: “No Global irriducibile 2008″
Motivazione: Lui l’aveva detto che la globalizzazione era una fregatura, infatti a Genova sfilò e urlo tutto il suo disappunto, tanto che sembra, sia stato lui la causa della dura repressione avvenuta in seguito.
A Obama va il premio: “Abbronzato dell’anno 2008″
Motivazione: Non c’è! Ma il voto decisivo del Sig. B. gli ha permesso di battere nel rush finale Carlo Conti!
Alla Lega va il premio: “Coerenza Verde 2008″
Motivazione: Riescono a parlare di integrazione, pur promuovendo leggi xenofobe e razziste, riescono a sedere nel parlamento italiano pur andando a fare congressi in Svizzera e sognare di bruciare il tricolore, dicono che l’italiano si impara meglio, se gli stranieri vengono messi in classi separate.
A Scajola va il premio: “Animo d’oro 2008″
Motivazione: Qualche vita umana per la costruzione della centrale di Civitavecchia è un prezzo più che accettabile secondo lui.
A George W. Bush va il premio: “Miglior presidente Usa 2008″ (Anche perché c’è ne può essere solo uno per volta..)
Motivazione: Lui ci mette sempre la faccia! O quasi..
Il Governo si aggiudica anche: viaggio premio a Chernobil con soggiorno in un Hotel a 1.000 microroentgen l’ora. Avranno la possibilità di studiare da vicino quanto sia sicura l’energia nucleare e rimanere in loco per tutto il tempo necessario, a nostre spese naturalmente!
A voi tutti, amici ed amiche virtuali e non, va il premio: “Impavidi 2008″
Motivazione: Ve lo devo anche scrivere? Per il coraggio e la pazienza di frequentare questo spazio, visto quello che scrivo.
A me dedico il premio: “Fulminato dell’anno 2008″
Motivazione: Dopo quello che ho scritto me lo merito..
Se volete continuate con le premiazioni nei commenti o sui vostri blog.
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8 maggio 2008 Pubblicato da du hängst
Sabato 10 maggio si celebrerà la giornata mondiale del commercio equo solidale e dell’International Fair Trade Association, che riunisce più di 300 organizzazioni in 70 paesi.
La maggioranza dei prodotti viene dalle popolazioni più povere di tutto il mondo, la loro produzione comporta sicuramente un impatto ecologico più leggero, perché queste popolazioni non hanno accesso con la stessa facilità alle fonti d’energia, inoltre non conoscono nessun vantaggio dato dalla globalizzazione, anzi regole di mercato estremamente ingiuste tolgono loro le principali risorse a un costo irrisorio, impedendo di fatto il crearsi di mercati locali autonomi e sostenibili.
Ironia della sorte, queste popolazioni subiscono gli impatti più devastanti del riscaldamento della terra, le alluvioni del 2007, ad esempio, hanno colpito più di 250 milioni di persone in Asia meridionale, Africa e Messico.
Il numero dei prodotti certificati sta crescendo, dagli alimenti, ai tessuti, ai mobili. Si inizia a fare molta attenzione anche agli imballaggi che vengono ormai ridotti al minimo, gli imballi provengono sempre più da materia prima riciclata, alcuni prodotti sfusi non alimentari, come i detersivi, cominciano ad essere venduti “alla spina”, riducendo l’uso dei contenitori plastici.
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31 gennaio 2008 Pubblicato da du hängst
Sull’Internazionale ho trovato un interessante articolo che parla della globalizzazione e economia, del lato oscuro dell’economia ribattezzata “Economia canaglia“.
Ci sono molti esempi di prodotti, dall’oro alla banane, dal pesce ai profumi, dalla moda ai geni del nostro corpo, come dice l’autrice dell’articolo e del libro Loretta Napoleoni:
La quasi totalità dei prodotti che consumiamo ha una storia nascosta e oscura. Una storia di schiavitù, pirateria e contraffazione…
La frase che però mi ha lasciato senza parole è stata questa:
Oggi il prezzo di uno schiavo è circa un decimo dei quello praticato nella Roma Antica, quando il concetto di democrazia era inesistente.
Ma è possibile? Come siamo arrivati a tanto? Tutto questo in nome di un economia libera e globale?
Inizio seriamente a pensare che l’economia globale sia oggi la più grande dittatura, “globale”, che l’umanità abbia mai visto! Credo che sia anche quella più difficile da rovesciare purtroppo..
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23 gennaio 2008 Pubblicato da du hängst
Si vede che per questa settimana dovevo concentrarmi sul continente africano.
Mi sa che questa la capiscono in pochi.. o_O
Va bene torniamo a noi, nel 1994 un imprenditore italiano Giuseppe Vassallo, si trovò a visitare un posto incredibile all’interno della giungla gabonese, un posto dove ci sono fantastici salti d’acqua e pigmei. Ne rimase così incantato, che si prodigò per far si che quell’area fosse protetta, infatti divenne un parco nazionale.
Le più belle cascate dell’Africa centrale sono all’interno di questo parco, protette dalla giungla e si pensavano ormai al sicuro, visto la politica ambientalista intrapresa ormai cinque anni fa dal governo, ma d’un tratto tutto è cambiato..
La globalizzazione ha i suoi obbiettivi e non si ferma davanti a niente, non valuta i danni che una politica economica così invasiva può arrecare, ha un solo obbiettivo il massimo profitto.
Tutto ruota intorno alla miniera di ferro di Belinga, una delle più ricche al mondo, la concessione dello sfruttamento della miniera di ferro è stata data per venticinque anni alla Cmec (China National Machinary Equipment Import Export Corporation), l’intesa prevede anche la costruzione delle infrastrutture necessarie: una ferrovia, un porto,
una centrale idroelettrica.
La centrale, è stato deciso, si farà con una diga sulla cascata di Kongou, la decisione è stata presa senza interpellare il ministero delle Foreste!.
Uno studio del 1966 dimostra che è un altro, quello di Tsengué Lélédi, il salto d’acqua più adatto a una diga, è la tesi che portano le ong per cercare di difendere questo paradiso, nulla da fare il presidente Bongo, si è barricato dietro l’ipotesi che gli ambientalisti, ispirati dall’Occidente, vogliano impedire lo sviluppo del Paese.
Evidentemente i milioni possono far vacillare anche un paese “verde” come il Gabon! Ma i milioni finiranno in tasca ai cinesi, infatti sembra che verrà fondata una società per lo sfruttamento della miniera che sarebbe controllata per l’85% dalla Cmec, inoltre il Gabon, che non chiederà alla Cmec il pagamento di imposte, si è assunto le responsabilità in caso di incidenti o danni ambientali, l’unico guadagno sarebbe in infrastrutture e posti di lavoro. Troppo poco! Infatti la stampa locale attacca :
Nemmeno le compagnie petrolifere sono trattate così:
Pagano tasse e concessioni, e dividono la produzione. In nome di cosa vendiamo la nostra immagine di Paese attento all’ambiente?
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