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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Criticatemi stando zitti

9 settembre 2009 Pubblicato da du hängst

Che si parli di me, nel bene o nel male, purché se ne parli

In italia qualcuno ha cambiato la versione:

Che si parli di me, ma solamente bene.

Altrimenti partono cause milionarie.

Certo che è strano che colui che ha il monopolio in pratica dell’informazione,  la combatta e parli di disinformazione. Ah dimenticavo che il 90% dell’informazione è in mani cattocomunista!

E’ strano poi che nel suo giornale di famiglia lavori un certo Feltri, giornalista che di perle ne ha scritte..
Per citarne una su tutti, anni fa lanciò l’allarme della lebbra in Sicilia.

Accusa tutti di giornalismo spazzatura, di disinformazione, ma il suo giornale di famiglia non mi sembra che brilli per un informazione imparziale e sia da prendere ad esempio come giornalismo illuminato.

Devo comunque ammettere che è riuscito a portare l’informazione dove voleva lui, a parlare del nulla, ed è una continua gara tra giornali e telegiornali a chi da la notizia più inutile  e quei pochi che escono fuori dalle righe, si tenta di inquadrarli a calcioni con le denunce.

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Oggi Sciopero contro il DDL Alfano

14 luglio 2009 Pubblicato da du hängst

scaricaillogoepubblicalo

Per aderire all’appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana clicca qui.

Immagine anteprima YouTube

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14 luglio

10 luglio 2009 Pubblicato da du hängst

Si avvicina il 14 luglio e qui trovate il sito per cosa fare se volete aderire.

Su questa giornata ho letto in giro parecchie opinioni e le immancabili polemiche.

Capita a tutte le manifestazioni di dissenso, c’è chi è a favore e chi no. In fondo il bello del pensiero e delle opinioni e che sono pluraliste.

Avere idee ed opinioni differenti è una ricchezza, ed è un diritto di diffonderle.

C’è chi protesta e chi dissente dalla protesta, è stato così e sarà sempre così, ed è anche giusto che questo accada.

Io aderirò, qualsiasi forma o anche solo ombra di censura non mi piace e con questo non voglio dire che chi scrive non debba prendersi le proprie responsabilità su quello che riporta.

Leggete e tenetevi aggiornati per il vostro diritto alla rete.

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14 Luglio: il silenzio dei blogger

3 luglio 2009 Pubblicato da du hängst

Riprendo il post di Alessandro Gilioli che ho letto su blog di Alberto:

Qualche volta anche il sindacato dei giornalisti ne imbrocca una, e tra queste c’è la decisione di fare un giorno di silenzio dell’informazione il 14 luglio contro la legge bavaglio sulle intercettazioni: quella fortemente voluta da Berlusconi e fortemente gradita da criminali di ogni sorta (specie quelli della finanza).
Ecco, io credo che in questa occasione la storica antipatia che la gran parte dei blogger nutre nei confronti dei giornalisti dovrebbe essere messa da parte. Non solo perché il bavaglio in questione colpisce tutti i media, nessuno escluso, ma anche perché il ridicolo obbligo di rettifica inserito nel decreto medesimo andrà a colpire e a soffocare chi blogga, chi twitta, chi immette contenuti nei siti di condivisione e via dicendo. Guido Scorza, che insegna informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, parla senza giri di parole di «una legge ammazza-internet».

Una giornata di silenzio dei blogger, per protestare insieme ai giornalisti, credo che sarebbe un bellissimo segno.

Oltre a essere un messaggio di maturità di chi pubblica in Rete, ormai affrancato dallo sciocco dualismo citizen vs. main media e consapevole che qui, i media, li si vuole colpire tutti.

Senza dire che il primo “sciopero dei blog” avrebbe un impatto mediatico straordinario – forse perfino superiore a quello dei professionisti.

Trovate qui anche l’aggiornamento sull’argomento, dove si specifica che i giorni antecedenti dovranno essere preceduti da post sull’argomento e il giorno di “chiusura” dovrebbe essere accompagnato da un post unico o da un banner, che motivi e spieghi li motivo dello sciopero.

Noi partecipiamo e voi? Non dimenticato 14 luglio!

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Pluralità di informazione

6 ottobre 2008 Pubblicato da du hängst

L’informazione è un diritto dei cittadini e uno dei fondamenti della vita democratica di ogni paese, soprattutto per la vita democratica di un paese è fondamentale avere una pluralità d’informazione.

Fu questo che spinse molti anni fa, il parlamento a decidere di stanziare dei fondi pubblici per l’editoria.

A fine luglio però, tutto è cambiato, Tremonti ha tagliato i fondi, ma solo ai giornali di partito, a quelli no profit e cooperativi, lasciando inalterati quelli dei grandi gruppi editoriali, inoltre di fatto ha tolto la certezza di riscuotere i fondi da parte di quest’ultimi.

La stampa nazionale ne ha parlato pochissimo, questo già dovrebbe farci riflettere di come sia fondamentale la pluralità di informazione e di quanto ci sia bisogno di un informazione indipendente.

Certo il sistema può e deve essere migliorato, per evitare gli sperperi che si sono verificati in questi anni e si dovrebbero fare dei controlli seri perché non si verifichino ancora, ma la legge fatta in questo modo sembra essere nata per tappare la bocca ad alcuni, invece di ottimizzare il finanziamento, inoltre ci saranno anche conseguenze economiche, rischiano di essere colpiti anche molti giornali indipendenti locali, creando disoccupazione e crisi nell’indotto del settore.

Inserire la riforma del finanziamento alla stampa, con la quale si decide del diritto di informazione dei cittadini, all’interno della finanziaria, non mi sembra il miglior modo per tutelarci, anzi..

Penso che un disegno di legge serio, si sarebbe dovuto studiare a parte, al di fuori della finanziaria, ma soprattutto collaborando con il settore indipendente, per trovare la maniera di evitare sprechi e colpire chi si è comportato in maniera poco onesta ( giornali fantasma e finte cooperative).

La libera circolazione delle idee, concetti ed informazioni, non può sottostare solamente a delle leggi di mercato, perché le idee hanno un valore inestimabile, che è quello di arricchire le persone, renderle autonome nel loro modo di pensare, evitando di creare un mono pensiero generalizzato.

Pochi giorni fa anche il parlamento europeo si è espresso a favore del pluralismo dell’informazione.

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