8 aprile 2010 Pubblicato da du hängst
Il mondo assetato. E’ il titolo del numero di National Geographic di questo mese. Parla del tema dell’acqua a livello planetario, sì, sì continuo con questo tema dopo il posto di ieri.
Passi tratti dal numero di Aprile 2010 di National Geographic.
La quantità d’acqua della terra non è cambiata dal tempo dei dinosauri a oggi. Ce ne sarà abbastanza per un mondo sempre più affollato? Mi domando però se sia cambiata la quantità di acqua potabile.
Abbiamo fondato le nostre civiltà sulle coste e lungo i fiumi. La nostra più grande paura è di rimanere con poca acqua oppure averne troppa. Il fiume Mekong per i laotiani è “la madre di tutte le acque”.
Abbiamo sfruttato falde e deviato fiumi credendo di avere risorse illimitate. Vivendo da gran signori abbiamo prosciugato i nostri conti.
Due miliardi di persone, quasi un terzo della popolazione mondiale, dipendono dai fiumi alimentati dalle nevi e dai ghiacci dell’Altopiano del Tibet.
Quasi il 70% dell’acqua dolce del pianeta è nel ghiaccio. Il resto si trova per lo più nelle falde acquifere che stiamo prosciugando in fretta. Due terzi dell’acqua sono usati per l’agricoltura. Ogni anno sulla terra ci sono ottantatré milioni di persone in più, e il fabbisogno crescerà finché non cambieremo il modo di consumare l’acqua.
Negli USA il consumo quotidiano d’acqua si aggira sui 380 litri. Nei paesi poveri milioni di persone vivono con meno di 18 litri di acqua al giorno. Il 46% della popolazione mondiale abita in case senz’acqua corrente. Le donne dei paesi in via di sviluppo percorrono in media 5 km per andare a prendere l’acqua.
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7 gennaio 2008 Pubblicato da du hängst
Lo immaginavo, il tempo era poco, così non sono mai riuscito a connettermi da dove mi trovavo. E’ stata una bella vacanza, strana per uno come me, chi mi conosce bene sa che io odio il freddo con tutte le mie forze, ma ci sono dei luoghi che vanno visitati in questo
periodo, Mosca è uno di questi.
Sono sopravvissuto al temibile inverno russo! Non è cosa da poco per me! Sono
arrivato che il fiume Moscova scorreva dolcemente e incurante di tutto, due giorni dopo mi sono alzato con il fiume totalmente gelato. Le temperature erano scese bruscamente fino a toccare i -18, nella foresta si è arrivati a toccare i -28, fa uno strano effetto il freddo, dopo un po’ la pelle del viso iniziava a tirare come dopo una giornata di sole!
Mosca è affascinante, il miglior modo per visitarla è la metropolitana. E’ un opera d’arte la metro
moscovita, soprattutto le stazioni del centro sono piene di statue, affreschi e marmo, incredibile! La metro sposta ogni giorno 9 milioni di persone più di quelle di Londra e New York messe insieme. Mosca rappresenta bene le contraddizioni di questa nazione rampante, gente ricca ma anche molti poveri, soprattutto vecchi, le pensioni sono bassissime e non bastano per
vivere, le persone anziane se non hanno qualche giovane a cui appoggiarsi, si trovano in grossa difficoltà e non è raro
vederle mendicare all’interno della metro, dove fa più caldo, per questo motivo molti sono nostalgici del vecchio regime sovietico.
I giovani invece si sono subito adeguati, anche se la loro
visione dell’Italia e leggermente distorta, credono che l’Italia sia bella vita, bei vestiti e belle macchine, rimanevo un pochino basiti, quando spiegavo, che l’Italia non è esattamente questo..
Avrei un milione di informazioni da darvi ma rischierei di annoiarvi, se mai andrete in questa città d’inverno ricordatevi che i moscoviti dicono: “Fino a -30 si va in girio e si fa tranquillamente vita sociale!”, quindi copritevi e visitatela!
Ho lasciato un pezzettino di me la, così come un pezzettino di Mosca è rimasto dentro di me, è stata un splendida vacanza, proprio splendida.






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