Francia - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Buon 25 aprile.

24 aprile 2013 Pubblicato da du hängst

Buon 25 aprile a tutti.

Quest’anno si farà il ponte, la crisi incombe e così al contrario di altre volte non si tornerà a lavorare venerdì, ma solo lunedì.

Intanto chiudo questa fine settimana con una buona notizia, anche in Francia i gay avranno pari diritti, come tutti gli altri.

Tralascio le notizie sulla situazione italiana…
Tanto sembra che ci sia qualcuno che chieda l’invasione teutonica! Beh Facile se si possiede anche una casa a Lugano…

Per la prossima giornata di calcio chiederei un minuto di silenzio per il PD!

Voglio rimanere sereno oggi.

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Trattato sul traffico d’armi.

22 marzo 2013 Pubblicato da du hängst

106 Stati e tra questi paesi troviamo Austria, Belgio, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Messico, Nigeria, R.D. Congo, Spagna, Sudafrica, Svizzera, Turchia e numerosi altri di tutti i continenti, hanno chiesto regole più stringenti per il traffico d’armi.

Dopo aver valutato la bozza finale emersa dalla precedente conferenza del luglio 2012, ritengono fondamentale un suo rafforzamento, perché un trattato debole servirebbe solo a dare una copertura legittima a commerci pericolosissimi, che andrebbero a incrementare conflitti, il crimine organizzato e il terrorismo.
Un altro comunicato separato è stato invece presentato dall’ambasciatore francese Jean-Hugues Simon-Michel a nome di Cina, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia, in cui si richiede un trattato semplice, breve e facile da implementare. In particolare, essi (che sono tra i maggiori esportatori mondiali di armi) rivendicano ripetutamente il diritto sovrano nazionale a decidere comunque in merito alle esportazioni di armi in base a propri criteri specifici. E’, infine, interessante segnalare la posizione della Gran Bretagna, firmataria di ambedue i documenti.

Come si può notare, si prospetta un negoziato non facile non solo per la contrapposizione tra i paesi firmatari dei due documenti, ma anche per un’ulteriore posizione differenziata di altri paesi importanti come l’India, l’Arabia Saudita e altri. Va ricordato, infine, che gli eventuali accordi verranno presi basandosi sulla regola del consenso e non della decisione a maggioranza, fatto che da un lato complica la possibilità di raggiungere risultati concreti, ma dall’altro coinvolge inevitabilmente tutti gli stati parte, grandi importatori e grandi importatori che siano.

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L’Europa dei diritti è ancora lontana.

4 febbraio 2013 Pubblicato da du hängst

In Francia, nonostante la grande manifestazione contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso, il progetto di legge in materia ha cominciato il suo iter in parlamento. Il voto finale è previsto per 12 febbraio.

Teniamo a parte l’italia, dove ormai la campagna elettorale sembra diventata come quella barzelletta, dove ognuno dei personaggi faceva a gara a chi la sparava più grossa e dove l’argomento unioni civili mi sembra non venga più di tanto affrontato.

Non in tutta Europa si stanno facendo passi in avanti nei diritti umani, ci sono dei paesi che invece questi passi in avanti non li fanno proprio, anzi la Russia ha fatto un passo indietro, ha approvato pressoché all’unanimità una legge che vieta la “propaganda dell’omosessualità”. La norma prevede il divieto di fare commenti positivi sull’omosessualità.

La Polonia, invece ha bocciato tre progetti di legge sulle unioni civili per le coppie omo ed eterosessuali.

C’è ancora tanta strada da fare e fortunatamente alcune nazioni stanno tracciando la via, mi piacerebbe che l’italia fosse tra queste, ma ho paura che sia solo un’illusione la mia.

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I patti nucleari ignorati

28 gennaio 2013 Pubblicato da du hängst

L’opinione pubblica conosce tutto o quasi sul pericolo nucleare iraniano, ma dai massa media non viene neanche una parola, su fatti importanti e positivi come la dichiarazione di denuclearizzazione dell’Asia Centrale (con il trattato di Semipalatinsk nel 2006) o la convenzione dell’Ecowas sulle armi leggere del 2009.

Il trattato di Semipalatinsk segue ad analoghi accordi presi in America Latina, Pacifico del Sud, Asia Sud Orientale e Africa, con i quali i paesi firmatari si dichiarano zone nuclear free e rifiutano sia di dotarsi di armi nucleari, sia di consentire la presenza di armi atomiche di altrui sul proprio suolo.

La maggioranza dei paesi al mondo, dunque, sceglie la via del disarmo nucleare, mentre le potenze nucleari (USA, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Israele, Pakistan, India e Corea del Nord), in vario modo, continuano a detenere queste armi.
Fortunatamente il numero delle testate totali è andato diminuendo nel corso degli anni, arrivando a circa 10 mila disponibili.

C’è ancora molto da fare e qualche cosa comunque è stata fatta, ma queste notizie vengono regolarmente ignorate dai Mass Media.

Via Left N. 3

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Ci si fida ancora dei governi?

23 gennaio 2012 Pubblicato da du hängst

Il rapporto Edelman sulla fiducia dei cittadini, che sarà presentato domani, definisce un tracollo il calo di fiducia dei governi.
Le cause sono note, la crisi economica e politica in cui molti paesi sono coinvolti. In diciassette su venticinque meno della metà dei cittadini ha fiducia nel proprio governo, in paesi come la Francia, la Spagna e l’italia, il calo è stato addirittura di dieci punti.
Sinceramente non mi sorprende molto l’esito di questa ricerca, in fondo si sono capite molte cose negli ultimi mesi, da dove viene e chi ha causato la crisi economica, come questa abbia tolto legittimità alla politica, obbligando in pratica gli stati a fare il volere della finanza.
Le cause sono note, le risposte sono state insufficienti, ora la questione a mio avviso non è la perdita di fiducia, ma è bene domandarsi invece a che cosa porterà tutto questo? A una rassegnazione diffusa? A un’instabilità globale? Io non so dare una risposta, ho una visione troppo limitata, ma la mia sensazione è che le cose non stiano proprio volgendo per il meglio.

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No referendum, no democrazia.

4 novembre 2011 Pubblicato da du hängst

Con la mossa di ieri tutto diventa più chiaro e palese, la democrazia quella creata con Atene, con Atene è morta.

E’ morta nel momento in cui Francia e Germania gli hanno intimato l’altolà per il referendum. Il popolo greco non può decidere se accettare l’aiuto capestro o meno, deve solo immolarsi e sacrificarsi in nome del capitalismo più cinico e spietato.

Si parla dei conti greci truccati, ma chi doveva controllarli quei conti? Se poi ci ricordiamo, ad aiutare a truccare i conti sono state banche come Goldman Sachs e altri grandi di Wall Street, da dove è partita la crisi, crisi per cui queste banche sono state ricapitalizzate dagli stati, con i soldi dei cittadini. La verità è che tutti ci hanno guadagnato con la Grecia e con i suoi conti truccati, solo che ora il conto lo deve pagare solo la popolazione!

Quindi meglio che sia la popolazione stessa a decidere quale sia la cura migliore per lei! Le più grandi vittime di questa situazione economica, sono la democrazia e i popoli!

Siam tornati qualche secolo indietro.. Il nostro voto non conta più, conta solo la volontà dei nuovi nobili:

I mercati finanziari.

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Chernobyl: 25 anni dalla tragedia

26 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Alle prime luci dell’alba del 26 aprile 1986, una squadra di operai stava eseguendo un test di sicurezza sul reattore numero quattro dell’impianto nucleare di Cernobyl, nella regione ucraina dell’ex Unione sovietica. Un errore innescò l’esplosione del reattore e la conseguente fuoruscita di una nube radioattiva che fu stimata 100 volte maggiore di quella liberatasi dalle due bombe atomiche sganciate dagli Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki durante la seconda guerra mondiale. I detriti radioattivi si sparsero sull’area circostante l’impianto ucraino, ma parte della nube interessò anche le repubbliche limitrofe di Russia e Bielorussia e radioattività fu rilevata nei giorni successivi anche su molti altri stati europei. L’esplosione uccise due operai, mentre altre ventotto persone, tra staff e squadre di soccorso, perirono nei mesi successivi per la forte esposizione agli agenti radioattivi.

Sono passati venticinque anni dal quel disastro e, ironia della sorte o più probabilmente stupidità umana, quest’anno a ricordarci quella tragedia in maniera più forte c’è la centrale di Fukushima.

Le sostanze radioattive disperse nell’ambiente circostante alla centrale, hanno raggiunto livelli elevati da indurre gli esperti a classificare l’incidente allo stesso livello della centrale ucraina.

Ci saranno molte manifestazioni nelle prossime ore, una si terrà sul Pont de l’Europe. Gli attivisti richiameranno l’incidente di Fukushima, dicendo che i venticinque anni dal disastro di Cernobyl sono trascorsi invano e punteranno il dito contro il vetusto impianto nucleare di Fessenheim, in servizio dal 1977, in un’area densamente popolata della Francia che si trova a meno di due chilometri dalla Germania e a circa quaranta chilometri dalla Svizzera.

L’incidente a riportato paura tra le persone, timori che poi il nucleare non sia così sicuro. Sento dire che la paura è irrazionale, forse sarà anche così, ma la paura è un allarme, un avvertimento che permette all’essere umano di essere prudente ed evitare di farsi del male, quindi sarà anche irrazionale, ma alla parola “nucleare” a me quell’allarme ha sempre suonato.

E poi sarà anche vero che le centrali sono sicure, ma la natura a volte non lo è e quella non la possiamo controllare.

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Le toghe francesi scioperano

11 febbraio 2011 Pubblicato da du hängst

Udite, udite, in Francia hanno problemi con i magistrati, Sarkozy li ha attaccati apertamente, intendiamoci, non li ha definiti un cancro della democrazia e neanche antropologicamente diversi, li ha accusati di non fare abbastanza  e ha minacciato punizioni:

Coloro che hanno coperto o permesso questa fuga, saranno puniti.

Apriti cielo, i magistrati sono scesi in sciopero e hanno rinviato udienze e assemblee nei tribunali da mercoledì, poi sciopero generale giovedì e venerdì.

Che anche in Francia questi comunistacci di giudici stiano cercando di sovvertire il voto popolare?

Non credo, la popolazione è con i giudici, anche perché il budget della giustizia in Francia è stato notevolmente ridotto sotto il mandato dell’attuale presidente e i magistrati si lamentano degli scarsi mezzi a disposizione. Inoltre con tutta probabilità con questa mossa il presidente a perso ancora più consensi di quelli che gli erano rimasti.

Chissà cosa sarebbe successo se avesse detto certe cose che qui si dicono abitualmente..

Chissà magari il Sig. B. proporrà di fare una riforma della giustizia franco italiana, tutto per salvaguardare la democrazia dal demone delle toghe rosse.

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E se l’italia fosse solo davanti ad Haiti?

4 novembre 2010 Pubblicato da du hängst

Nell’ultimo decennio, secondo la classifica stilata dal FMI (Fondo Monetario Internazionale), l’italia è al penultimo posto, solo Haiti ha fatto peggio.

In dieci anni il PIL è cresciuto del 2,43% contro il 12,53 della Francia, il 17,77 degli Usa e il 170% della Cina.

In un lustro sono stati sette gli anni in cui il Sig. B. ha governato..

Le prospettive per il futuro non sono affatto incoraggianti, le previsioni di crescita si attesterebbero all’1%, media inferiore a quella euro.

A questo punto mi viene il dubbio se abbia governato o fatto Bunga Bunga con il nostro di dietro..

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Post Clandestino

29 settembre 2010 Pubblicato da du hängst

In italia la presenza dei migranti ha raggiunto il 7%, contro l’8% della Francia, tutto questo in pochissimi anni. In Francia però, se si sommano anche i migranti che hanno avuto la cittadinanza, si arriva al 23 % della popolazione.

In italia avere la cittadinanza è molto tortuoso e per niente semplice, occorrono dieci anni di di permanenza continuata e regolare, la residenza e un reddito minimo, inoltre chi nasce in italia non è di per se cittadino italiano.

L’italia ha in piedi ancora la legge del ius sanguinis, quindi almeno uno dei genitori deve essere italiano, altrimenti alla maggiore età si rischia di essere rispediti in un paese che uno neanche conosce.

Non parliamo poi della possibilità di voto..

In tutta italia comuni grandi e piccoli hanno fatto leggi discriminatorie, nella maggior parte dei casi, le associazioni che hanno fatto ricorso lo hanno vinto, ma provvedimenti del genere si susseguono anche in altre amministrazioni.

Allora mi domando perché a sinistra l’impegno antirazzista non è più degno di nota? Perché il rispetto dei diritto non è più prioritario? Perché la sinistra sta permettendo la creazione di cittadini di seri B e in certi casi di non cittadini?

Via Carta N. 31

Questo è un post clandestino, dedicato ai clandestini e a quella sinistra che anche lei ormai clandestina, non li tutela più.

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