21 maggio 2013 Pubblicato da du hängst
La senatrice Finocchiaro ha presentato un disegno di legge che in pratica impedirebbe al M5S di presentarsi alle prossime elezioni politiche.
Il PD tentenna sempre quando si parla d’ineleggibilità del Sig. B., più volte ho sentito dire che non sarebbe un bene eliminare il Sig. B. con un trucco giuridico e che in fondo è stato comunque votato da 9 milioni di elettori.
Allora chiedo al PD, se per il Sig. B vale questo principio, perché non dovrebbe valere per il Sig. G. e il M5S?
Anche il M5S è stato votato da milioni di elettori e non sarebbe giusto eliminarli per via legislativa anziché politica.
Non capisco che cosa stia diventando il PD, ma se prima mi piaceva poco, ora inizia veramente a non piacermi per niente.
Chi mi leggesse per la prima volta potrebbe pensare che sia un grillino, ma niente è più distante da me del M5S, ho già un padrone e nella vita uno è più che sufficiente, non mi va di averne uno anche politico, che m’indichi che cosa dire o che cosa pensare, come e quando esprimere un mio pensiero.
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26 febbraio 2013 Pubblicato da du hängst
The winner is…
Nobody!
In realtà per me ci sono due vincitori, il Sig. B. e il Brillo in movimento.
Grande sconfitto il centro sinistra, che è l’unica triste costante di tutte le elezioni nella penisola.
La più grande sconfitta è l’italia, che allo stato attuale delle cose si ritrova senza un governo, vedo difficile una qualsiasi coalizione. Speriamo almeno riescano a cambiare la legge elettorale, perché questa è semplicemente scandalosa.
Una cosa è certa, se il PD avesse troppa voglia di governare e cercasse la grande alleanza con il PDL, di fatto di lì a pochi mesi, consegnerebbe il paese al Brillo in movimento e questa ipotesi non mi fa sentire così tranquillo.
Un bel guazzabuglio da cui faccio veramente fatica a orientarsi.
Voi avete qualche idea di come evolveranno le cose?
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13 novembre 2012 Pubblicato da du hängst
Io ho la netta impressione che si stia facendo di tutto per fare in modo di portare nuovamente Monti al governo, anche dopo le elezioni.
Andare a votare con il Porcellum è veramente da vomito, ma certo che quello che propongono Casini & C. è ancora peggio o per lo meno a me sembra così.
Qui non si tratta di difendere il porcellum, ma di provare a non andare a votare con qualche cosa di peggio e che servirebbe solo a lasciare al governo chi già c’è!
Se deve essere così, almeno risparmio tutti i soldi che servono per le elezioni e usiamoli per qualche cosa di meglio…
Mi sembra tanto il gioco delle tre carte, se giochi perdi.. Solo che qui ti fanno giocare per forza!
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13 luglio 2012 Pubblicato da du hängst
Monti, ieri, Passera e Fornero oggi, la concertazione è stato il male dell’italia negli ultimi anni…
Che significa? Si devono accettare tutte le decisioni di lor signori senza battere ciglio? Beh ma quel sistema funziona in una caserma, dove s’impartiscono gli ordini..
Lui… (Non Valdemor purtroppo) ma proprio lui, il Sig. B. torna, si ripresenterà alle prossime elezioni… Poveri noi, già immagino la sua campagna elettorale, una gara a chi la spara più grossa con il Sig. G. (anche lui padrone, non di un partito, lo chiama movimento, ma sempre padrone è), quello che mi domando è questo, se in un movimento o partito che sia, c’è un padrone, che libertà di movimento hanno i suoi iscritti?
Stai a vedere che il Sig. B. e il Sig. G., pur essendo diversissimi, sono molto più simili di quel che sembra, padri e padroni dei loro partiti/movimenti.
Il resto è ancora più tragico, licenziamenti invece di assunzioni in tempo di crisi, tagli, tagli e ancora tagli…
Io penso, che in questo incubo, solo un uomo ci possa tirare fuori, chi degli incubi ha fatto il suo lavoro, l’indagatore dell’incubo: Dylan Dog.
Dylan Dog, Primo Ministro.
Groucho Marx suo addetto stampa.
Buttiamola a ridere, che di questi tempi serve…
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31 gennaio 2012 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi ha presentato la sua candidatura alle elezioni legislative parziali del primo aprile, per la prima volta nella sua carriera politica.
La donna, premio Nobel per la pace, si presenterà con LND, la Lega nazionale per la democrazia, nella circoscrizione di Kawhmu, vicino Rangoon, questa consultazione sarà il primo vero test per vedere se il percorso verso la democrazia è una cosa seria o solo di facciata.
Nel primo appuntamento della compagna elettorale, la leader ha avuto un bagno di folla, è così iniziata la sua campagna per ottenere un scranno in Parlamento nelle elezioni del 1 aprile.
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19 dicembre 2011 Pubblicato da du hängst
In Bulgaria, il partito Nuova Bulgaria, candida un asino alle elezioni comunali da sindaco.
Novelli Caligola..
Peccato che siate rimasti così indietro, noi grazie all’evoluzione, involuzione della specie abbiamo avuto negli ultimi venti anni solo asini a due zampe, che si sono candidati e hanno anche vinto! Ed hanno governato uno stato mica una città..
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8 novembre 2011 Pubblicato da du hängst
Un sondaggio realizzato da Reuters ha valutato che le dimissioni di Silvio Berlusconi valgono 100 punti base dello spread in caso di governo tecnico, la metà in caso di elezioni anticipate e porterebbe ad una crescita del 5% della borsa italiana.
Tutto ciò è stato dimostrato ieri quando sono circolate le voci di dimissioni poi smentite.
Quelle voci circolate a quella maniera a dir poco strano, hanno fatto guadagnare qualcuno, sicuramente non noi.
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17 maggio 2011 Pubblicato da du hängst
A volte è proprio bello essere sintetici.
E’ nuvolo, piove e fa anche freddino, anche se siamo a maggio, ma nonostante tutto, oggi è uno di quei giorni in cui è un piacere svegliarsi, perché sai già che sei di buon umore..
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30 novembre 2010 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi è stata liberata, è un momento molto importate per la Birmania, ma non è stata la prima volta, fu liberata già nel luglio del 1995 e nel maggio del 2002.
La sua liberazione ha fatto nascere speranze e attese.
Quando Aung San Suu Kyi era agli arresti domiciliari, alcune voci che provenivano sia dall’interno della Birmania sia dall’esterno, mettevano in dubbio la sua popolarità e ipotizzavano che non rappresentasse più la maggioranza dei birmani. Lo sbaglio di quelle voci era grossolano, i birmani non l’hanno dimenticata, subito dopo la sua liberazione, molte persone si sono radunate davanti alla sede della Lega Nazionale per la Democrazia e tra queste c’erano anche molti giovani che non l’avevano mai vista da vicino.
I militari hanno deciso di correre il rischio di liberarla, evidentemente il fatto di controllare il paese li rende sicuri, infatti, la dittatura birmana ha molti appoggi, la Cina ha sostenuto le elezioni e anche l’ASEAN (Associazione delle nazioni dell’Asia sud orientale) ha definito il voto, (un voto farsa), un significativo passo avanti e invita la Birmania a continuare nel processo di conciliazione e democratizzazione nazionale per la stabilità e lo sviluppo del paese.
Aung San Suu Kyi cercherà di riprendere, dove aveva lasciato e quindi di avviare un dialogo politico serio con i suoi avversari, sempre che la giunta sia disposta a farlo.
I generali in pratica stanno usando il simbolo della Birmania per consolidare il controllo sul paese, resta da vedere se questa loro manovra riuscirà, di fatto, però alcuni paesi si dichiarano disponibili ad allentare le sanzioni e probabilmente questo era uno degli scopi che hanno portato alla liberazione della grande donna birmana.
Via Internazionale N. 873
Intanto dopo dieci anni la donna riabbraccia il figlio Kim Aris.
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28 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Il 25 ottobre è scoppiato un incendio in un pozzo petrolifero, non si conoscono le cause, ma nella disgrazia hanno perso la vita 14 persone e 58 sono rimaste ferite, il bilancio per adesso è provvisorio e sembra che le fiamme non siano ancora state domate.
Il ciclone Giri ha colpito la costa occidentale della Birmania e migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case. Le informazioni sono state riferite da alcuni residenti. Dopo un periodo di silenzio da parte della giunta, i suoi media hanno diramato notizie ufficiali, sembra che i morti a causa del ciclone sia almeno 27 e i dispersi 15. Il tifone, con venti fino a 193 km orari ha distrutto 2800 case.
La Toyota, dopo tre anni di pressioni da parte di investitori responsabili, ha venduto tutte le sue quote di partecipazione in una joint venture automobilistica con Suzuki e il governo del Myanmar. Brava Toyota.
La giunta militare a poco più di due settimane dalle elezioni, ha cambiato nome ufficiale al paese, la bandiera e l’inno nazionale. Il nuovo nome è Repubblica dell’Unione di Myanmar; sostituisce il precedente Unione di Myanmar introdotto nel 1989. La nuova bandiera, una stella bianca su sfondo a bande orizzontali giallo, verde e rosso, è stata issata davanti al municipio di Rangoon.
L’avvocato Khin Htay Kywe ha presentato un nuovo appello contro la condanna della dissidente Aung San Suu Kyi. La corte suprema birmana ha accettato di esaminare l’appello, ma la data dell’udienza non è stata ancora annunciata. La condanna della San Suu Kyi scadrà il 13 novembre, alcuni giorni dopo le elezioni del 7 novembre. I suoi avvocati sperano di vederla libera per quel giorno, ma intanto continuano a dar battaglia per far annullare la sua condanna.
La giunta militare ha comunicato che non sarà ammessa la stampa durante lo svolgimento delle elezioni. Nulla di strano purtroppo, per un paese che è sotto la guida di una giunta militare capeggiata dal generale Than Shwe. Il generale ha tutti i poteri nelle sue mani e può a suo piacimento compiere rimpasti di governo. Le ultime elezioni, che erano state vinte dal partito guidato da Aung San Suu Kyi furono invalidate, correva l’anno 1989.
Le autorità birmane hanno informato Aung San Suu Kyi, che era stata iscritta sulle liste elettorali. Aung San Suu Kyi inizialmente non era iscritta ma il suo nome figurava su una lista supplementare. La leader birmana considera questo scrutinio non democratico, il 6 maggio scorso il suo partito ha perso lo status legale, nonostante fosse regolarmente registrato per elezioni di novembre e per questo motivo rinuncerà a votare.
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