20 novembre 2009 Pubblicato da du hängst
Ne avevo parlato poco più di una settimana fa.
C’era il serio rischio della privatizzazione dell’acqua.
Virginia me lo ha già anticipato in un suo commento, il rischio privatizzazione non esiste più, da oggi l’acqua è privatizzata.
Il governo aveva posto la fiducia, meglio non correre il rischio che qualcuno ragioni con la propria testa.
Il governo ha posto la fiducia, senza valutare le ulteriori 30 mile firme raccolte in pochi giorni per protestare contro questa legge, senza considerare la legge d’iniziativa popolare per la gestione pubblica dell’acqua, che ha raccolto oltre 400.000 firme, ma che nessuno dei governanti ha degnato di uno sguardo.
Si parla già di un referendum abrogativo, ma intanto il decreto è legge.
Al solito l’opposizione strilla, ma a cose fatte, ma che si muova un pochino in anticipo.
Non vi dico di brindare con un bicchier d’acqua, non sono sadico fino a questo punto, ma datemi retta, bevetevi un sorso di acqua in più oggi, il prossimo non si sa quanto potrebbe costare.
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10 novembre 2009 Pubblicato da du hängst
L’articolo 15 del decreto legge n. 135, è passato in Senato il 4 novembre, se il testo passerà alla Camera, arriveranno i decreti attuativi entro il 31 dicembre 2009, allora di fatto, l’acqua da bene comune diverrà una merce. In pratica l’acqua sarà di proprietà dello stato, ma verrà gestita da privati.
L’articolo 15 renderà obbligatorio il ricorso alle gare per la concessione della gestione dei servizi pubblici, l’unica alternativa è l’affidamento a società miste, con capitale pubblico/privato, ma con un tetto del 30% massimo, per la partecipazione degli enti locali alla società.
In un altro comma, viene messa la parola fine agli affidamenti diretti a società per azione però a totale controllo pubblico, società del tipo della romana ACEA o della bolognese Hera per intenderci.
L’ACEA ora è controllata per il 51% dal comune di Roma, entro il 2012 il comune di Roma dovrà cedere ai privati le quote in più della società per rientrare nei termini di legge, si parla di un valore di 200 milioni di euro, lo stesso dovrà fare la Hera e tutte le altre società di questo tipo, in pratica il mercato dell’acqua diverrà terreno di caccia delle maggiori multinazionali del settore, tra cui le francesi VEOLIA e SUEZ, in totale finiranno sul mercato un miliardo di euro in azioni che andranno ai privati.
Le tariffe dell’acqua sono aumetate del 47%, impennata seconda solo alle tariffe del petrolio, negli ultimi dieci anni, ma sono stati realizzati solo il 56% degli investimenti previsti. In Toscana, ad esempio, dove è più forte la presenza di privati, ogni famiglia spende in media per l’acqua 330 euro all’anno a fronte di una dispersione del 34%, in pratica la formuletta magica è questa: meno investimenti, tariffe più alte= Maggiori profitti..
Facile no? Sarà questo molto probabilmente il futuro..
Intanto però nei cassetti delle istituzioni si trova la legge di iniziativa popolare per il ritorno della gestione pubblica dell’acqua, la legge ha raccolto circa 400 mila firme! Si invoca il popolo per non far arrestare il Sig. B., ma a quello stesso popolo viene tolta l’acqua consegnandola al “libero” mercato per specularci sopra? Ma la volontà del popolo o vale sempre o non vale mai..
L’acqua è un bene comune ed è un diritto universale, non si può e non si deve trattarla da merce!
Qui trovate le varie iniziative per cercare di fermare la privatizzazione dell’acqua.
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2 ottobre 2009 Pubblicato da du hängst
L’Uruguay è il primo paese al mondo, a dichiarare nella costituzione che l’acqua è un diritto umano fondamentale. Nel 2004 il 64% dei votanti decisero in questo senso la riforma sull’acqua.
La riforma prevede, che il servizio idrico debba essere gestito esclusivamente dallo stato o da enti statali: Sancisce inoltre, che è prioritario l’interesse umano rispetto agli interessi privati delle multinazionali ed è possibile per i cittadini partecipare alla gestione ed al controllo delle fonti d’acqua.
Implementare i meccanismi che garantiscono la partecipazione popolare.
Questo è il punto specifico della regolamentazione.
Veniamo in italia ora..
Una riforma approvata dal parlamento 10 settembre, che riguarda i servizi pubblici, porta in pratica verso la totale privatizzazione del sistema idrico.
La riforma è stata votata, a seguito della conversione del decreto legge 112 in legge, ovviamente è stata approvata con il voto di fiducia.
In italia però non si parla mai di quello che sta accadendo all’acqua. Non si trovano mai notizie, eppure c’è chi vota queste riforme e vorrei sbagliarmi ma mi sembra che non ci sia chi voti contro e se c’è lo fa nel silenzio più assoluto, che è ugualmente grave! Non dovrebbero sentire l’opinione dei cittadini prima di privatizzare un bene come l’acqua?
Come mai un paese come l’Uruguay considera l’acqua un diritto umano fondamentale e invece nel mondo più o meno industrializzato si sta tentando di andare nella direzione opposta, vedi conferenza di Instambul.
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