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SDRENG

Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Wishlist

30 aprile 2013 Pubblicato da du hängst

Letta ha compilato la sua wishlist o lista dei desideri, che dir si voglia. Non so l’abbia fatto su Amazon o qualche altro sito…

Mi domando ora dove troverà i soldi?

Avrei voluto sentire che per finanziare le sue proposte, avrebbe rinunciato all’acquisto degli F35, che avrebbe riportato a casa i militari dall’Afghanistan, invece neanche un cenno a queste cose.

Tutto quello che ha detto, per adesso, mi sembra un grande spot pubblicitario, che va a vantaggio solo di una persona, quella che per tre anni ha raccontato agli italiani che la crisi non c’era e non esisteva e che ora governa nell’ombra, nuovamente!

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Voi, per tutto il resto, avete MasterCard

17 gennaio 2013 Pubblicato da du hängst

Ieri aperitivo per festeggiare Marz e la riuscita del suo trapianto di cornea. L’appuntamento è al solito bar.
Il paese è piccolo e ci si conosce quasi tutti, almeno di vista.
A fare l’aperitivo c’erano anche due imprenditori della zona, quelli che di soldi ne hanno tanti.

Parlavano e lodavano il Sig. B. e si sprecavano con commenti sulla crisi, lagnandosi che gli operai costano troppo, che sono gli unici fortunati in questo tempo di crisi, perché a loro lo stipendio non cambia.
Tutti i loro commenti erano rivolti alla povera barista, che sopportava alzando gli occhi al cielo a ogni commento.

Arriva d’improvviso la chicca, il più giovane dei due, quasi nostro coetaneo, dice rivolto alla barista e al suo amico: “Gli operai si sono montati la testa, voglio fare le settimane bianche, andare in vacanza, mangiare fuori, fare colazione al bar o spendere soldi per gli aperitivi Sono operai, testa bassa e lavorare.”

Rotì e Marz quasi si strozzano a quell’affermazione, io chiamo la barista, che di corsa con un’espressione di gratitudine sul suo volto, viene da me.
Gli chiedo il conto e chiedo di pagare anche l’aperitivo di quei due.

Lei mi guarda perplessa, ma gli ripeto la richiesta. Pago il tutto e poi mi rivolgo ai due personaggi:

“Scusatemi se vi disturbo, l’aperitivo ve lo offro io, ci sono soddisfazioni che un operaio deve togliersi a volte! Voi, per tutto il resto, avete MasterCard no?”

La barista sì è girata, immediatamente,  a pulire la macchinetta del caffè per non ridergli in faccia, Rotì e Marz molto meno dignitosamente sono esplosi a ridere come dei matti ed hanno rischiato di strozzarsi!
Marz si lamentava, anche, che ridendo a quella maniera rischiava di far schizzar via l’occhio appena operato!

I signori? Beh silenzio totale e dopo cinque minuti se ne sono andati!

Quando è troppo, è troppo!
La barista mi ha dato il premio oscar della provocazione!

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Si vive troppo

12 aprile 2012 Pubblicato da du hängst

L’FMI lancia l’allarme, i conti del welfare sarebbero in crisi e correrebbero un grave rischio a causa dell’allungamento della vita media, in pratica si vive troppo.
La stabilità finanziaria globale sarebbe a rischio perché noi viviamo troppo!

A me sembra che questi non sanno più da che parte girarsi per affrontare la crisi.

La soluzione? Vaga e generica, secondo l’FMI, i governi dovrebbero affrontare la vicenda da più punti di vista, cominciando a prendere consapevolezza del pericolo.

Che significa? Escludendo l’eutanasia, non mi sorprenderebbe che presto o tra qualche anno, s’inizi a parlare di sanità privata come unica soluzione.

Secondo me, inizieranno a dire che la sanità pubblica è un lusso che le nazioni non si possono permettere e in questo modo si privatizzerà tutto, se poi uno abbia o no i soldi per curarsi questo non è mica un problema loro, al massimo si abbasserà l’età della vita media…

Si tratterà di un eutanasia economica! Ma di fronte a conti,si sa, anche la vita ha un valore solo economico, secondo loro!

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Tutti precari?

20 dicembre 2011 Pubblicato da du hängst

Tutti a ripeterci che l’articolo 18 non dovrebbe essere un totem, ma non vedo perché dovrebbe essere un capro espiatorio o un totem al contrario?

L’articolo 18 è il grande accusato della crisi del mercato del lavoro, credo che il problema non sia l’articolo 18 ma le forme di contratto realizzate per creare flessibilità, che applicate senza nessun controllo e abusandone in termini numerici, hanno trasformato la flessibilità in precarietà.

Sono pienamente d’accordo che non ci possano essere due tipi di lavoratori, ma non credo che renderci tutti “flessibili” sia la risposta giusta, anche perché visto l’abuso che hanno fatto con la precarietà, chi garantisce che non si abuserà anche della mancanza dell’articolo 18?  Io estenderei l’articolo 18 a tutti, anche alle aziende con meno di quindici operai e farei pagare salatissimi i contratti a termine (dovrebbero essere usati solo in caso di estrema necessità).

Sentire Bonanni e Angeletti difendere l’articolo 18 a spada tratta, fa anche piacere, ma l’attacco è cominciato a causa loro, quando hanno iniziato a “collaborare” con il vecchio governo, a cedere diritti e dar ragione a Marchionne.

In fondo, la frase che ripeteva sempre Bonanni può essere applicata anche all’articolo 18:

Non ci sono diritti da difendere, se non c’è lavoro.

I diritti si difendono per non far perdere la dignità a una persona, non si svendono per un posto di lavoro.

Che il loro ravvedimento sia tardivo? Non lo so, le crepe nella diga le hanno create loro, speriamo non si allarghino.

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Quello che non c’è.

6 dicembre 2011 Pubblicato da du hängst

Quello che non c’è, prima di tutto, è una patrimoniale. Per carità, i patrimoni non si toccano, in questo paese dove il cinquanta per cento della ricchezza è in mano al dieci per cento dei cittadini.

Quello che non c’è è un’imposta sulle attività finanziarie: e suona patetico gabellare per tale (come ha fatto Grilli) l’aumentino del bollo di Stato sul conto titoli.

Quello che non c’è è un taglio alle spese militari: continuiamo a comprare armi come se stessimo preparandoci a un’invasione aliena.

Quello che non c’è è un passo qualsiasi per abolire i privilegi della Chiesa, dall’Ici in giù: e ci mancherebbe, con l’asse cattolico che ha portato Monti a Palazzo Chigi.

Quello che non c’è è un taglio vero ai privilegi e alle spese della politica: unico punto pervenuto, il dimagrimento delle province, per il resto ciccia.

Quello che non c’è è un passo deciso verso la banda larga e la green economy: solo belle parole e vaghi propositi.

Quello che non c’è è il coraggio di aumentare l’Irpef almeno a chi prende più di 100 mila euro l’anno, e che se pure ne scuce un paio alla comunità in crisi non si suicida di certo.

Quello che non c’è è una severa legge penale tributaria, davvero curioso per un governo i cui membri hanno tutti studiato o lavorato negli Usa, dove le pene per gli evasori fiscali arrivano a 15 anni.

Quello che non c’è insomma è il coraggio di cambiare passo, di mostrare una nuova visione, una cultura diversa, un’ipotesi alternativa di futuro.

E quello che non c’è mi sembra, purtroppo, più importante e brutto di quello che invece c’è.

Di Alessandro Giglioli di Piovono Rane.

 

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Nei Monti franeranno i nostri ultimi diritti?

11 novembre 2011 Pubblicato da du hängst

Non mi sono dimenticato di postare e che sono in attesa di conoscere il nome di chi avrà l’onore di violentare i nostri diritti.

In nome della crisi tutto si potrà fare o quasi, mi domando se il referendum votato poco tempo fa, per l’acqua pubblica, verrà tenuto in considerazione oppure in nome della crisi cancellato? Non rispettarlo significherebbe la morte della democrazia e sinceramente non so se tornerei a votare, se tanto tutto deve essere deciso in base a leggi economiche a che serve il mio parere?

Una volta le dittature avevano un volto, sapevi contro cosa ma soprattutto contro chi dovevi opporti, oggi come si combatte una dittatura mondiale e finanziaria? E con quali mezzi?

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La pernacchia che fa paura.

10 novembre 2011 Pubblicato da du hängst

SPREAD, questa parola ha il rumore simile a quello di una pernacchia.
Superata la paura della possibile guerra nucleare tra i due blocchi contrapposti, oggi mi ritrovo terrorizzato da una pernacchia.

Fa sorridere no?

Sarà una delle tante pernacchie che Bossi ci ha lasciato in eredità nei suoi mirabili discorsi? Cadere in disgrazia per una pernacchia leghista mi darebbe molto fastidio..

Ci terranno in vita, forse, faranno accanimento terapeutico con FMI o Bm o con tutte e due, sono enti che se ne intendono di come tener in vita anche chi non ce la fa più..
Le loro ricette non sono certo di buon senso, non tengono affatto conto degli “effetti collaterali” o forse molto più cinicamente sono semplicemnte calcolati.
Lo scrissi nel lontano 2007 e non avevo idea di quello che sarebbe avvenuto da lì a qualche anno:

La Banca Mondiale.. Forse non sapete che ogni stato in crisi che riceve un pacchetto di credito (Strategie per la riduzione della povertà) dalla Banca Mondiale, riceve anche un set di condizioni, 111 in media, tra queste condizioni, se vi chiamate Ecuador, potreste trovare anche la consegna di una licenza alla British Petroleum per il passaggio dell’oleodotto Trans-Andino.. Volete conoscere, come hanno risolto il problema dell’enorme debito della sanità in Tanzania? La Tanzania ha 1.400.000 persone affette da HIV, è facile intuire come le visite negli ospedali siano moltissime, la Banca Mondiale ha trovato una soluzione a dir poco geniale, l’ha obbligata a far pagare le visite ospedaliere, il risultato si è visto subito, in certi luoghi le visite ospedaliere sono diminuite del 53 percento!

E se il pacchetto toccasse noi questa volta?

+Tagli –Vite, credo che sia questo il modo di riassumere la politica economica di questi enti.

Questo è neo liberismo? O è cinismo spietato? O è un modo alternativo per sottomettere delle nazioni senza l’uso delle armi?

La cosa che fa veramente paura e che ci hanno oscurato la vista, hanno annebbiato qualsiasi visione di un alternativa, non ci è più nemmeno concesso d’immaginare un sistema economico alternativo e diverso da questo!

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No referendum, no democrazia.

4 novembre 2011 Pubblicato da du hängst

Con la mossa di ieri tutto diventa più chiaro e palese, la democrazia quella creata con Atene, con Atene è morta.

E’ morta nel momento in cui Francia e Germania gli hanno intimato l’altolà per il referendum. Il popolo greco non può decidere se accettare l’aiuto capestro o meno, deve solo immolarsi e sacrificarsi in nome del capitalismo più cinico e spietato.

Si parla dei conti greci truccati, ma chi doveva controllarli quei conti? Se poi ci ricordiamo, ad aiutare a truccare i conti sono state banche come Goldman Sachs e altri grandi di Wall Street, da dove è partita la crisi, crisi per cui queste banche sono state ricapitalizzate dagli stati, con i soldi dei cittadini. La verità è che tutti ci hanno guadagnato con la Grecia e con i suoi conti truccati, solo che ora il conto lo deve pagare solo la popolazione!

Quindi meglio che sia la popolazione stessa a decidere quale sia la cura migliore per lei! Le più grandi vittime di questa situazione economica, sono la democrazia e i popoli!

Siam tornati qualche secolo indietro.. Il nostro voto non conta più, conta solo la volontà dei nuovi nobili:

I mercati finanziari.

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Serve ancora votare?

3 novembre 2011 Pubblicato da du hängst

Sono i mercati che lo chiedono.
Sono i mercati che ci chiedono le riforme.
Tutto in funzione dei mercati.

Mi domando che cosa andiamo a votare a fare?
Pensateci bene, in fondo a che serve votare qualcuno o un partito, se poi tanto la politica è imposta dai mercati?
Risparmiamo i soldi delle votazioni e lasciamo fare ai mercati..
Tanto sono loro che decidono, anche se si è votato da poco un referendum per non privatizzare l’acqua!

Per tutto questo, in fondo, io capisco le motivazioni della grecia di fare un referendum sulle condizioni di salvataggio imposte.

Il debito greco è esploso sotto il programma della troika Ue Fmi e viaggia verso il 180% del PIL per il prossimo anno. Con tutti i tagli previsti, il debito greco sarà del 120% del PIL nel 2020 dopo nove anni di depressione. Questo non è una cura, questa è una condanna.

Si sa però, che sono i mercati a richiederlo..
Quando toccherà a noi chiedere qualche cosa ai mercati?

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Governo USA vs Banche

24 ottobre 2011 Pubblicato da du hängst

Il governo statunitense decide di fare causa alle grandi banche che hanno venduto i titoli tossici a Fannie Mae e Freddie Mac, le GSE (Government sponsored enterprise), specializzate nella vendita di mutui, a causa di questi titoli rischiarono il fallimento e furono salvate con i soldi pubblici, quindi dei cittadini.

Il governo ritiene che gli istituti abbiano comunicato false informazioni sulla qualità dei mutui che vendevano, falsificando anche i dati sui redditi dei debitori.

Sono sotto accusa le maggiori banche di investimento USA: Bank of America JPMorgan Chase e Citigroup. Secondo i legali degli istituti la causa potrebbe procurare perdite per 39 miliardi di dollari complessivi.

E speriamo che qui soldi vadano alla gente e non rientrino nel circolo finanziario dalla porta di servizio..

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