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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Il Titanic

3 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst

L’Alcoa vuole chiudere gli stabilimenti, perché dovrebbe ridare allo stato italiano i soldi per il prezzo di favore concordato sull’energia elettrica.
La Fiat ha usufruito degli incentivi, ha comprato la Chrysler, ma vuole chiudere Termini Imerese perché non competitiva.
CASSA INTEGRAZIONE che in breve tempo potrebbe trasformarsi in disoccupazione.

Oggi però parlare di proletariato è antiquato, guai a pronunciare le parole CLASSE SOCIALE, guai a vedere in questo tipo d’imprenditore un antagonista, lo si deve considerare un alleato.
In quante trasmissioni ho sentito dire: “L’imprenditore è il vostro migliore alleato”, “E’ la vostra ancora di salvezza che dovete aiutare per uscire dalla crisi” “Sia l’imprenditore sia voi operai siete sulla stessa barca”.

Peccato che questa barca assomigli sempre di più al Titanic, gli operai sono in terza classe e gli imprenditori, almeno quelli di queste grandi multinazionali, stanno in prima, in caso di uno scontro cun un iceberg, loro sono sicuri di salvarsi, mentre per gli operai non ci saranno le scialuppe di salvataggio!

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Ogni tanto spunta la crisi

12 ottobre 2009 Pubblicato da du hängst

Tra una escort e l’altra, tra un sentenza e l’altra, quando non deve criticare la consulta o il presidente della repubblica, quando questi maledetti bolscevichi lo lasciano in pace e non cercano di distruggerlo con notizie false costruite dai giornali o processi confezionati su misura, ai quali risponde con leggi confezionate su misura, sento dire al Sig. B. e al suo commercialista T. che siamo quasi fuori dalla crisi.

La crisi è stata ben affrontata e non è stata così tragica come quei sovietici della Banca d’Italia o altri enti prevedevano.

Se siamo quasi fuori dalla crisi, perché qui nella zona l’API ha messo in cassa integrazione 140 persone e un altra azienda, la Mait mette in cassa integrazione 100 persone? Si rendono conto che cosa significa aziende in crisi per città piccole come quelle che ci sono in zona?

La realtà è un po’ diversa dalle mezze verità che ci propinano i politici, la verità è che in queste aziende la crisi c’è e non è affatto passata.

Sarebbe ora di coordinarsi e iniziare a mandare e-mail al governo di tutte le aziende che stanno in crisi, magari si svegliano.

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La crisi vista da molto vicino

2 dicembre 2008 Pubblicato da du hängst

La crisi tocca la mia azienda, ieri abbiamo avuto la riunione e la comunicazione che 34 persone saranno mandate in Cassa integrazione ordinaria. La richiesta è stata fatta per 100 persone, ma si riservano di vedere come andrà il mercato prima di sfruttarla tutta.

Non è bello vedere le facce di colleghi, più che colleghi molti sono amici, farsi scure e riempirsi all’improvviso di pensieri oscuri. Non è toccato a me, questa volta, ma non mi sento di essere felice, non si può esultare quando sai che persone a cui sei affezionato si troveranno in difficoltà, puoi solo sperare che presto tutto si risolva, lo puoi sperare ma non è detto che tu ci creda.

La situazione è preoccupante, il brutto è che per la prima volta in vita mia non vedo un spiraglio. Qui se si finisce in mezzo a una strada, non c’è via d’uscita, quasi tutte le fabbriche stanno ricorrendo alla cassa integrazione, nessuno assume e tutti ridimensionano..

Vedremo che succede.

I dati sul ricorso alla cassa integrazione nelle Marche sono bruttini, per non dire catastrofici, per non dire che nuotiamo immersi in un liquido marrone.

Negli ultimi nove mesi del 2008 si parla di un aumento compreso tra 400 e il 500 per cento.

Fino ad oggi la piccola e media impresa esistente nella regione ci ha salvato dalle crisi più grandi, ma in questa occasione si è rilevata inefficace, anzi è stata il nostro punto debole.

Le poche aziende di grandi dimensioni presenti in zona, hanno delocalizzato gli stabilimenti uccidendo, di fatto, tutte le piccole e medie imprese coinvolte nell’indotto.

“Delocalizzato” un termine fin troppo elegante per definire la fuga di imprenditori italiani all’estero, per avere sempre più facili guadagni.

Coinvolto in prima persona mi sono andato ad informare sul funzionamento cassa integrazione.

In televisione i vari Sacconi, Scajola ed esponenti dell’opposizione hanno sempre parlato dell’80 per cento dello stipendio garantito, la solita mezza verità. Odio le mezze verità, a che servono? E’ così difficile dire le cose come stanno quando si è lassù? In parole poche chi finisse in cassa integrazione ordinaria viene retribuito nel seguente modo:

L’integrazione salariale è pari all’80% della retribuzione complessiva che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Esistono limiti massimi mensili stabiliti ogni anno dalla legge.
Per il 2008 i limiti sono i seguenti:
€ 858,58 mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.857,48 lordi mensili;
€ 1.031,93 mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.857,48 lordi mensili.
Agli importi indicati deve essere poi detratta una percentuale pari al 5,84%.
I periodi di cassa integrazione sono utili per il diritto e per la misura della pensione.

In parole povere c’è un tetto, a secondo del reddito uno potrà prendere al massimo, 808,44 o 971,67 euro al mese netti.

I vuoti nei parcheggi stamattina mi hanno messo ancor più malumore accidenti.

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