La crisi tocca la mia azienda, ieri abbiamo avuto la riunione e la comunicazione che 34 persone saranno mandate in Cassa integrazione ordinaria. La richiesta è stata fatta per 100 persone, ma si riservano di vedere come andrà il mercato prima di sfruttarla tutta.
Non è bello vedere le facce di colleghi, più che colleghi molti sono amici, farsi scure e riempirsi all’improvviso di pensieri oscuri. Non è toccato a me, questa volta, ma non mi sento di essere felice, non si può esultare quando sai che persone a cui sei affezionato si troveranno in difficoltà, puoi solo sperare che presto tutto si risolva, lo puoi sperare ma non è detto che tu ci creda.
La situazione è preoccupante, il brutto è che per la prima volta in vita mia non vedo un spiraglio. Qui se si finisce in mezzo a una strada, non c’è via d’uscita, quasi tutte le fabbriche stanno ricorrendo alla cassa integrazione, nessuno assume e tutti ridimensionano..
Vedremo che succede.
I dati sul ricorso alla cassa integrazione nelle Marche sono bruttini, per non dire catastrofici, per non dire che nuotiamo immersi in un liquido marrone.
Negli ultimi nove mesi del 2008 si parla di un aumento compreso tra 400 e il 500 per cento.
Fino ad oggi la piccola e media impresa esistente nella regione ci ha salvato dalle crisi più grandi, ma in questa occasione si è rilevata inefficace, anzi è stata il nostro punto debole.
Le poche aziende di grandi dimensioni presenti in zona, hanno delocalizzato gli stabilimenti uccidendo, di fatto, tutte le piccole e medie imprese coinvolte nell’indotto.
“Delocalizzato” un termine fin troppo elegante per definire la fuga di imprenditori italiani all’estero, per avere sempre più facili guadagni.
Coinvolto in prima persona mi sono andato ad informare sul funzionamento cassa integrazione.
In televisione i vari Sacconi, Scajola ed esponenti dell’opposizione hanno sempre parlato dell’80 per cento dello stipendio garantito, la solita mezza verità. Odio le mezze verità, a che servono? E’ così difficile dire le cose come stanno quando si è lassù? In parole poche chi finisse in cassa integrazione ordinaria viene retribuito nel seguente modo:
L’integrazione salariale è pari all’80% della retribuzione complessiva che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. Esistono limiti massimi mensili stabiliti ogni anno dalla legge.
Per il 2008 i limiti sono i seguenti:
€ 858,58 mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.857,48 lordi mensili;
€ 1.031,93 mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.857,48 lordi mensili.
Agli importi indicati deve essere poi detratta una percentuale pari al 5,84%.
I periodi di cassa integrazione sono utili per il diritto e per la misura della pensione.
In parole povere c’è un tetto, a secondo del reddito uno potrà prendere al massimo, 808,44 o 971,67 euro al mese netti.
I vuoti nei parcheggi stamattina mi hanno messo ancor più malumore accidenti.