15 dicembre 2009 Pubblicato da du hängst
Le mine antiuomo hanno causato 5.197 morti lo scorso anno, un terzo dei quali bambini.
Il trattato sulle mine antiuomo è entrato in vigore nel marzo 1999, vieta sia l’utilizzo, la produzione e anche la vendita di questa arma.
156 paesi hanno siglato il trattato, ma le grandi potenze, Russia, Cina, India e Usa non lo hanno ratificato.
Gli USA che grazie al premio Nobel per la pace al loro presidente, potrebbero fare da apri pista alle altre potenze, non lo ratificheranno.
Questa amministrazione ha riesaminato la propria strategia politica e abbiamo deciso che, per quanto riguarda le mine antiuomo, la nostra politica non cambierà.
Ian Kelly portavoce del governo.
Non basta dichiarare di voler cambiare le cose, per diventare una guida illuminata per l’umanità, occorrono azione e comportamenti coerenti, altrimenti sono solo parole e le parole non impediscono alle mine antiuomo di uccidere.
Un premio nobel per la pace che non ratifica il trattato, non è che forse non si è valutato bene a chi darlo? Non mi sembra che il peso morale del premio stia facendo cambiare la politica USA su certi temi.
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30 novembre 2009 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi è riapparsa in pubblico dopo anni di prigionia, ha incontrato il segretario di stato statunitense, Kurt Campbell. Il riserbo sugli argomenti trattati è totale. C’è chi parla di una distensione fra gli USA e la giunta militare con a capo Than Shwe, che non era presente all’incontro, c’era il primo ministro Thei Sein, in pratica sembrerebbe essersi aperto uno spiraglio diplomatico, con gli USA impegnati a cercare di assicurare la regolarità delle elezioni del 2010.
Un responsabile governativo della giunta, Min Lwin, in visita a Singapore, ha annunciato che Aung San Suu Kyi, potrebbe essere rilasciata per permetterle di partecipare alle prossime elezioni generali. Speriamo solo che non siano dichiarazioni di facciata utile per raggiungere qualche altro scopo.
In una lettera data 11 novembre la leader dell’opposizione birmana ha chiesto un incontro con il capo della giunta. Nella lettera si dichiara disposta a collaborare per l’interesse della Birmania.
A muovere le acque, dovrebbe essere stato l’appello di Barack Obama, che ha offerto alla Birmania di riprendere i rapporti se farà’ aperture democratiche e libererà’ i prigionieri politici, tra cui la stessa Leader. Sarebbe il primo incontro con l’uomo forte della giunta, dopo il suo arresto nel 2003.
Il 13 novembre la leader dell’opposizione ha presentato l’appello contro l’ultima condanna a 18 mesi di arresti domiciliari. La condanna impedirebbe alla Aung San Suu Kyi di partecipare alle elezioni, nonostante le dichiarazioni di Min Lwin.
Nel 1990 il partito del premio nobel vinse le elezioni ma il risultato fu annullato dalla Giunta.
L’ONU condanna la Birmania per le violazioni dei diritti umani.
La motivazione della condanna parla di “ sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali del popolo birmano”.
Le accuse sono state tutte ovviamente respinte dal generale Than Swe, che ha definito la risoluzione “carente in modo palese “ e “un mezzo per mantenere le pressioni insieme alle sanzioni”.
La mozione dell’ONU non è vincolante ovviamente.
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23 aprile 2009 Pubblicato da du hängst
Gli agenti CIA agirono in buona fede e non saranno puniti.
Saranno resi pubblici i documenti mantenendo salva la loro identità.
Una cosa mi lascia un pochino perplesso, gli agenti CIA agirono in buona fede perché esecutori di ordini, ma chi diede quegli ordini? Soprattutto, anche chi ordinò le torture era in buona fede? Il mandante degli ordini non dovrebbero essere punito?
No, perché questa nel video è una delle torture usate, ed è indecente e non mi sembrano tanto innocenti gli esecutori..
Mah..
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10 novembre 2008 Pubblicato da du hängst
Gli Stati Uniti sono il paese delle opportunità
L’Italia è il paese degli opportunisti..
Spiegazione data da un vecchietto che dovrebbe avere quasi novant’anni, al barista che gli domandava il perché in Italia non nasceva e non si intravedeva nemmeno all’orizzonte, un personaggio come Barack Obama..
E’ affascinante e scolvongente allo stesso tempo, come queste persone riescano a rispondere e a dare spiegazioni con una semplicità e un pragmastismo unici. Adoro questa loro filosofia schietta e contadina.
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