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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Gramos lo ricordate?

12 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst

Ieri o ieri l’altro non ricordo molto bene, ho ricevuto questa e-mail che qui vi riporto:

Ciao a tutti,
alcuni di voi non mi sentono da molto tempo, sono accadute nel frattempo solo un paio di cose °_° Vi scrivo perché nel mio nuovo blog ho parlato di Gramos, forse ricordate. Se vi è gradito, potreste condividere nei vostri canali (blog, Facebook, ecc)?
http://sulromanzo.blogspot.com/2010/02/gramos-lo-ricordate.html
Vi ringrazio e vi auguro serenità.
Morgan

 

Ricordo benissimo la storia di Gramos, ricordo anche tutto il rumore di Help 2.0, furono raccolti dei soldi e Morgan si impegnò in prima persona in questa vicenda tenendoci aggiornati e documentadoci sui fondi raccolti, fu stampato un libro di fiabe i cui proventi servivano sempre per aiutare il piccolo Gramos.
Ricordo purtroppo le inevitabili polemiche della blogsfera anche su questo, ma in fondo quelle morirono da solo, l’importante fu riuscire ad aiutare questo piccolo sfortunato bambino.

Il post di Morgan lo trovate qui.

Lo copio e incollo anche qui sotto:

Questo post potrà sembrare ai lettori di Sul Romanzo un classico OT (off-topic), cioè un fuori tema. Infatti lo è, ma lo faccio per una precisa motivazione. Spero che avrete la pazienza di leggermi.
Nell’estate del 2007, quando ancora vivevo a Roma, gestivo da tempo un blog che si chiamava Acme del Pensiero, dedicato al mondo del volontariato, in particolare dei senzatetto. Conobbi a quel tempo la storia di Gramos, un ragazzino kosovaro colpito da una gravissima malattia rara: la tirosinemia.
Così, di comune accordo con la mia associazione di volontariato, e grazie al sostegno di molti blogger, avevamo organizzato una serie di iniziative, non solo on line, per raccogliere denaro con un fine nobile: aiutare economicamente la famiglia di Gramos.
La situazione era disperata, i costi della dieta e dei medicinali esorbitanti, eppure, con convinzione e passione, le idee avevano cercato di affrontare la dura realtà. 

Forse qualcuno ricorderà l’iniziativa Help 2.0, qui il video:

Immagine anteprima YouTube

Ne parlarono in moltissimi, pure alcuni articoli sulla stampa: centinaia di blogger attivati con un obiettivo, uscire dalla rete per entrare con un peso non indifferente nella realtà. Vi fu una colletta meravigliosa, un’esperienza davvero toccante e vi sta scrivendo colui che teneva i contatti con la responsabile italiana che se ne occupava, la signora Miriam, dell’associazione Sos Infanzia nel Mondo.
Era lei a recarsi in Kosovo per creare la situazione logistica ideale per portare Gramos all’ospedale Bambino Gesù di Roma, e non occorre, credo, ricordare qui la situazione del Kosovo. Ne nacque altresì un libro di fiabe, con la preziosissima collaborazione di Sabrina Campolongo, in primo luogo, ideatrice del progetto, e di Renzo Montagnoli, Francesco Giubilei e Remo Bassini.
Ho davanti ai miei occhi quel giorno in cui vidi Gramos per la prima volta all’aeroporto Fiumicino di Roma, prima di essere ricoverato per l’ennesima volta. Sono immagini che ancora oggi mi commuovono a pensarci, ricordo le mille cose da fare, le tante telefonate, la forza del gruppo fu davvero impressionante. Ma non sono importanti i miei ricordi, ora.
Sto scrivendo questo post perché Gramos vive ancora una situazione difficile, legata ai farmaci e alle vicissitudini di argomento economico.
Io non mi sono dimenticato di lui, credo che tanti ricordino benissimo la sua storia.
L’ultima volta che ho sentito Miriam, mi ha detto che la famiglia sarebbe disposta a fare qualsiasi lavoro pur di risiedere in Italia, e così tentare di vedere Gramos crescere, in una continua precarietà purtroppo, ma con più speranze e soprattutto con strutture sanitarie migliori.
Se qualcuno di voi pensa che un piccolo gesto possa significare molto, a volte anche pochi euro fanno la differenza, oppure se pensa di poter aiutare in qualche modo la famiglia di Gramos con un impiego di lavoro, di seguito le informazioni necessarie:

Il sito dell’associazione Sos Infanzia nel Mondo con le possibilità di donazione.
Questo il codice IBAN: IT58X0878739350000000003383, Banca di Credito Cooperativo di Riano.
La pagina dei contatti della signora Miriam, per qualsiasi informazione. 

Per quanto possa valere, soprattutto per chi mi conosce da tempo, come nel 2007, ci metto la mia faccia, il mio nome e il mio cognome sulla serietà della signora Miriam e me ne prendo la più totale responsabilità.
È vero che ci sono milioni di bambini che soffrono nel mondo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

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Regali per Natale

17 dicembre 2009 Pubblicato da du hängst

Siete in crisi con i regali di Natale, non sapete bene che cosa regalare.
Fortunatamente il buon Du Hangst vi viene incontro :-)
Ad essere sincero non è assolutamente merito mio, il merito va tutto a Franz dal quale copierò e incollerò il post. e magari se anche voi avete dei lettori indecisi, potreste fare lo stesso e far girare la voce, (linkate Franz, che è lui che ha fatto tutto il lavoro e non io) è sempre bello regalare qualche cosa che poi si rivelerà utile anche per altre persone meno fortunate di noi.

Un calendario è un regalo simpatico, che è bello fare o ricevere, o anche solo fare a sé stessi; e un oggetto di questo genere si fa perdonare, da parte di chi lo riceve in dono, anche un eventuale piccolo ritardo, dovuto ai tempi di spedizione, rispetto alle feste di fine d’anno.

Scegliere fra le varie proposte, poi, è divertente: lo si può fare in funzione della particolare stima per l’associazione proponente, o per l’aspetto estetico o comunque comunicativo dell’oggetto, o più facilmente da una miscela dei due fattori; anch’io ho fatto la mia scelta, ma per ora non la rivelerò, per non condizionare nessun potenziale ‘giocatore’, e magari per incuriosire qualcun altro.

Posso solo dire che mi sono lasciato guidare maggiormente dal secondo criterio, cioè estetica e messaggio.
Bando alle ciancie, e via con la rassegna.

Ad ogni immagine è linkata la pagina che guida all’acquisto on line.

Come sempre Greenpeace riesce a sposare, nel calendario che propone, l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale (carta riciclata sbiancata senza cloro) con una resa di grandissimo effetto, relativa a soggetti naturali particolarmente spettacolari.
Il titolo della nuova opera è ‘Standing up for the Earth’, che, parafrasando vagamente il testo dell’italico ‘giro-giro-tondo’, potremmo tradurre: ‘Tutti su per la Terra’.

Di un bianco e nero di grande efficacia emotiva sono invece le immagini ad opera del fotografo Armando Di Loreto per Amnesty International.

Storie di donne della Sierra Leone e dei loro bambini, storie di migranti che attraversano il Niger, storie di rifugiati afgani in Pakistan, storie di vita nei villaggi di Soddo in Etiopia ma anche le storie di chi vive e lavora nel nostro paese senza vedersi riconosciuti i diritti fondamentali, a partire dal diritto di avere un’abitazione adeguata, senza veder rispettata la propria dignità.


Alla rivista settimanale ‘Carta’ si è affiancato da tempo l’omonimo giornale quotidiano gratuito on line, che offre una ricchissima rassegna di informazioni dal mondo dell’associazionismo e dei movimenti, “ma anche grandi reportage, inchieste sociali, approfondimenti sui temi più importanti e le notizie dei Cantieri sociali“.

Proprio come il calendario di Amnesty è in bianco e nero ed alterna immagini scattate in Italia e nel resto del mondo.

Si intitola ‘2010 – Dias de Resistencia !’ ; è stato realizzato in collaborazione con l’associazione ‘Ya basta !’ e grazie agli scatti di Simona Granati.


‘Cronache di pace’ è il titolo del nuovo calendario di Emergency: attraverso 12 fotografie riprese nei suoi ospedali, la meravigliosa associazione di Gino Strada racconta il suo lavoro, ma anche gli incontri con i destinatari delle cure: gli uomini, le donne e i bambini.

…Abbiamo collaborato con quanti la paura e la disperazione sospingevano ai margini dell’esistenza umana, perché riacquistassero speranza, futuro e dignità. E li abbiamo scoperti del tutto uguali a noi.

Anche questo dicono le immagini che proponiamo per accompagnare l’anno nuovo”.


Da Emergency a Medici senza frontiere il passo è breve.
Le immagini a colori che ci propone la ONG internazionale già Premio Nobel per la pace (speriamo l’anno prossimo in compagnia di quella di Gino Strada) sono straordinariamente vive; a differenza di tutti gli altri vengono proposte solo in formato da tavolo, come si può osservare nell’immagine iniziale di questo post, quella sotto il titolo.

Volevo arricchire la rassegna, e allora ho provato a chiedere a Google qualcosa intorno a ‘Calendari, 2010, Africa’.
La ricerca è stata fruttuosa: tre associazioni che non conoscevo, e con le quali può essere interessante familiarizzare, propongono gli oggetti seguenti:


‘Binario per l’Africa’ è nata in Lombardia, dall’unione di alcuni volontari che avevano già esperienze in quel continente. Con la nuova associazione sono già riusciti a realizzare varie opere, fra cui un Dispensario medico in Kenya; ora, anche grazie alla vendita dei calendari, il progetto è di portarvi l’acqua potabile. (Per sapere di più sull’associazione, puoi partire da qui).


‘Enzo B’ è un nome un po’ strano per un’associazione di volontariato.

In questa pagina ne sono spiegate l’origine e le finalità.

In collaborazione con l’associazione locale ‘Céu e Terras’, il ricavato dei calendari aiuterà la costruzione, in Guinea Bissau, “di un Centro di Trattamento Ambulatoriale (CTA) rivolto specialmente a madri e donne in gravidanza sieropositive, oltre che ad ammalati di AIDS. Il Centro verrà realizzato a Bissau, capitale del paese. Nella stessa area verranno allestite altre strutture sanitarie con l’obiettivo di formare una realtà multi servizio nell’ambito della salute. Attualmente, in tutta la Guinea, non esistono strutture analoghe“.


‘L’Africa chiama’, infine, è impegnata “a dare risposte diversificate e multisettoriali per affrontare la gravissima emergenza degli orfani dell’AIDS, dei bambini in difficoltà e dei ragazzi di strada in Africa, in particolare in Kenya, Tanzania e Zambia” (per saperne di più clicca qui).

Il calendario che propone è dedicato a tutte le donne africane “che abbiamo incontrato sul nostro cammino: le mamme dei bambini seguiti presso i centri nutrizionali, le insegnanti impiegate presso le scuole, le cuoche che quotidianamente preparano il cibo per le mense scolastiche, le donne che hanno ricevuto il prestito per avviare piccole attività commerciali, le donne della società civile e delle associazioni locali“.

C’è poi la lista dei desideri di Save The Children, dove manderete un cartolina con certificato di donazione al destinatorio del vostro pensiero.
Stesso metodo e stessa utilità i regali di Action Aid, sul sito apposito potrete regalare da una zanzariera, utile come non mai per prevenire la malaria, ad una pompa per l’acqua, altimenti sempre attraverso Action Aid potreste regalarvi un adozione a distanza.

Buona scelta !

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La pace minata dal premio nobel

15 dicembre 2009 Pubblicato da du hängst

Le mine antiuomo hanno causato 5.197 morti lo scorso anno, un terzo dei quali bambini.
Il trattato sulle mine antiuomo è entrato in vigore nel marzo 1999, vieta sia l’utilizzo, la produzione e anche la vendita di questa arma.
156 paesi hanno siglato il trattato, ma le grandi potenze, Russia, Cina, India e Usa non lo hanno ratificato.
Gli USA che grazie al premio Nobel per la pace al loro presidente, potrebbero fare da apri pista alle altre potenze, non lo ratificheranno.

Questa amministrazione ha riesaminato la propria strategia politica e abbiamo deciso che, per quanto riguarda le mine antiuomo, la nostra politica non cambierà.
Ian Kelly portavoce del governo.

Non basta dichiarare di voler cambiare le cose, per diventare una guida illuminata per l’umanità, occorrono azione e comportamenti coerenti, altrimenti sono solo parole e le parole non impediscono alle mine antiuomo di uccidere.

Un premio nobel per la pace che non ratifica il trattato, non è che forse non si è valutato bene a chi darlo? Non mi sembra che il peso morale del premio stia facendo cambiare la politica USA su certi temi.

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Proteggiamo i bambini

16 novembre 2009 Pubblicato da du hängst

I bambini a volte possono morderti, ma aldilà di questo, non sono in grado di farti del male, mentre hanno il dono di strapparti un sorriso in qualsiasi momento e di sorridere sempre.

Aiutiamoli a continuare a sorridere  partecipando alla campagna di Terres des Hommes “Campagna per la prevenzione dell’abuso sui minori”.

Ci proviamo a proteggerli?

Fiocco

Ne hanno parlato anche: Paz e Gwendalyne.

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46 Centesimi

9 ottobre 2009 Pubblicato da du hängst

In Costa d’Avorio il reddito medio mensile è di 30 euro al mese.
Iscriversi a scuola costa 230 euro.
E’ facile intuire, che molte famiglie non possono iscrivere i loro figli a scuola e non possono comprare libri e quaderni per farli studiare.
Molte minorenni per raccogliere il denaro, che permetterebbe loro di studiare, “scelgono” di prostituirsi.
Per avere un rapporto sessuale con una bambina bastano 46 centesimi..
Le famiglie fingono non di sapere, ma ci sono casi anche di abbandono di bambini e bambine.

Soleterre ha aperto nel 2008 un centro d’accoglienza e reinserimento socio-professionale a Bouakè per prostitute minorenni, chi vuole può contribuire facendo una donazione.

Si parla di 5 mila innocenti, tra i 12 e 18 anni, censite nella sola capitale Abidjan.
Molte bambine non hanno i genitori a causa della guerra civile, altre a causa della crisi finanziaria.
La povertà è il principale motivo per cui le bambine diventano schiave sessuali.
Bambini che per ottenere un loro diritto, devono perdere qualche cosa di molto più grande, la loro innocenza.

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Tutti visibili in Piemonte

7 ottobre 2009 Pubblicato da du hängst

Il pacchetto sicurezza rende impossibile per i genitori, che siano migranti irregolari, l’iscrizione all’anagrafe dei propri figli dopo la nascita.

Bambini quindi che non esistono, bambini che non hanno diritti.

Il Piemonte cerca di chiudere uno dei punti più ignobili del pacchetto sicurezza.

Una direttiva infatti, ha affidato alle Aziende sanitarie regionali e ai presidi dove sono attivi dei reparti per la nascita dei bambini, il compito di registrare i bambini nati dai migranti irregolari.

La direttiva chiede al personale di informare i genitori che possono registrare i bambini senza rischiare di essere denunciati.

Speriamo che il Piemonte apra la strada anche ad altre regioni.

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I bambini del Guatemala

17 settembre 2009 Pubblicato da du hängst

Il Guatemala per molto tempo è stato il secondo paese per numero di bambini concessi in adozione.

Gli archivi governativi che riguardano il periodo della guerra civile hanno documenti sconvolgenti in questo senso, hanno immagini di militari che entrano nelle case, uccidono i genitori e poi prendono i bambini per rivenderli. Tutto questo era legato al traffico di bambini, i casi documentati sono 333, ma si suppone che potrebbero essere migliaia.
La situazione adozioni in Guatemala ora è cambiata dal 2007, grazie ad una stretta sui regolamenti, ma evidentemente in quel paese la vita dei bambini è veramente dura.

Mi domando quanto l’uomo possa essere crudele, riesce a far diventare merce anche l’infanzia e l’innocenza dei bambini.

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Essere invisibili

23 giugno 2009 Pubblicato da du hängst

Ammettiamolo dai, chi di noi da bambini, non ha mai sognato di essere invisibile?
Io sicuramente, ero affascinato dal fatto di poter fare tutto quello che volevo senza essere visto, senza la minima possibilità di venire punito.

Beata fanciullezza..

L’invisibilità ha il suo fascino quando si è bambini.. Ha il suo fascino perché siamo coscienti che esistiamo, siamo coscienti che altri esseri umani sanno che noi esistiamo, altrimenti l’invisibilità sarebbe la peggiore delle punizioni, non poter chiedere aiuto quando se ne ha bisogno, avere una vita ai margini e di solitudine, non aver diritti, come può aver diritti un invisibile che nessuno sa che esiste?

Grazie al pacchetto sicurezza, molti bambini realizzeranno questo sogno, incubo, nasceranno invisibili! Vivranno invisibili! Non avranno ne diritti e nessun tipo di assistenza!

Il pacchetto sicurezza renderà impossibile per i genitori migranti irregolari l’iscrizione all’anagrafe dei propri figli dopo la nascita.

Servirà il permesso di soggiorno per iscrivere i figli all’anagrafe! Saranno invisibili ad una società che non li vuole e che li incolpa di che cosa? Di essere venuti al mondo con genitori senza un pezzettino di carta? Vivere una vita intera nell’oscurità li porterà verso una vita onesta? Come possono integrarsi? Come si fa a fare una politica di integrazione se fin dalla prima ora della loro vita saranno semplicemente respinti, indesiderati?

Che le colpe dei padri non ricadano sui figli

Se poi essere senza un pezzettino di carta può essere considerata una colpa!

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Cronache Cambogiane – Bambini

29 maggio 2009 Pubblicato da du hängst

Giochi d'acquaIn quasi tutti i posti che si visitano e possono capitare dei turisti si gira accompagnati dai bambini che tentano di venderti i loro souvenir: cartoline, krama (sciarpa tipica cambogiana), libri su Angkor, braccialetti.

Occhi tristi e labbro all’infuori ti di dicono: “you buy from me, two for one dollar”.

"Ci" piccola venditrice d'acquaSe fingi di non ascoltare passano al francese, poi allo spagnolo e infine all’italiano, se vedono una minima reazione, sorridono e cercano di convincerti.

Con me avevano vita facile, massima resistenza è stata di cinque minuti..

Al terzo giorno avevo lo zaino pieno di qualsiasi tipo di ninnolo, ninnolo che poi ho regalato via via, ad altri bambini durante il mio percorso.

Sti bambini sono furbi gatti, attori e attrici consumate, che fanno le faccine per impietosirti e quando hai comprato ridono come pazzi, le bambine poi se gli chiedi se puoi fotografarle, si mettono in posa come attrici consumate, mi facevano impazzire.

Mettiamoci in posaDue mi sono rimaste impresse, al Wat Phnom, vendevano bottiglie d’acqua, beh sono riuscite a vendermi in pratica l’equivalente di autobotte!

Venivano lì con quei visini tristi, prendevi due bottiglie d’acqua (one dollar) ed erano tutti sorrisi, poi dopo un po’ tornavano e ti dicevano che avevi la faccia stanca e avevi bisogno di comprare ancora acqua.. Alla terza volta ho risposto: “Maybe later..” se ne sono andate saltellando tutte contente, all’uscita le ho ritrovate che mi aspettavano..

Il problema è che avevo finito i dollari, così domando quanto era l’equivalente in Riel:

Five towsend mi risponde.

La guardo un pochino perplesso:

One dollar was four towsend..

I suoi occhi si fanno piccoli piccoli, si porta la mano alla bocca e ridacchia..

Rido anche io..

Ok, five towsend, but it’s a secret don’t tell anybody ok?

Ok!

Se ne va saltellando e gridando, il segreto è durato 10 secondi e così mi è toccato comprarne a quel prezzo anche all’amica..

Ero diventato un acquedotto ambulante..
Mi è venuta sete o_O

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Cronache cambogiane – Miniere

8 maggio 2009 Pubblicato da du hängst

MiniereMiniere (1)Provincia di Ratanakiri, miniere di zirconi.

Buchi profondi dai 5 ai 10 metri, quando dico buchi intendo proprio buchi, ci entra giusta giusta una persona.

I minatori si calano in questi pertugi scavati in una terra rossissima.

Una terra così rossa e fine che si insinuava in ogni dove, non vi dico il colore dell’acqua durante la doccia.

Risale e sorrideMinatore (1)
Non è un bel lavoro, non so quanta polvere respirino laggiù in fondo, non è un lavoro sicuro e il loro guadagno dipende dalla fortuna o meno di trovare qualche cosa.

BottinoLa zona sembra una groviera, il caldo è allucinante e non mi riesco a capacitare di quanto caldo possa fare laggiù in fondo.

Ad ogni passo si apre una “miniera”, non ci sono segnali ad indicarne la posizione e quelle già sfruttate iniziano ad essere nascoste dall’erba.

I bambini vivono e giocano là in mezzo spensierati..

Penso che sia pericoloso, ma credo sia molto più facile che ci cada dentro io che non conosco affatto la zona, piuttosto che uno di quei “bardasci” nati e cresciuti lì.

Un lavoro durissimo eppure tutti ci sorridevano e se si faceva qualche domanda ti rispondevano sempre con gentilezza e calma.

Chi vive tra le miniere

Chi vive tra le miniere

Chi gioca tra le miniere

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