3 aprile 2013 Pubblicato da du hängst
La Lega nazionale per la democrazia, partito di opposizione birmano guidato da Aung San Suu Kyi, ha tenuto il primo congresso della sua storia. Si è trattato del primo congresso da quando il partito è stato fondato oltre 24 anni fa. Al congresso, hanno partecipato circa 900 membri del partito, provenienti da 260 città nel Paese. I membri della Lega hanno dovuto scegliere una nuova leadership, e definire le future linee politiche e i programmi. La leader Aung San Suu Kyi aveva detto che i membri del comitato esecutivo del partito devono essere eletti democraticamente, ma in passato non è stato possibile a causa dello sfavorevole clima politico.
Aung San Suu Kyi è stata comunque rieletta presidente del LND, all’unanimità. La leader ha precisato che il partito deve definire una strategia e voltare pagina sulla clandestinità, ma superare anche i conflitti interni.
E’ molto importante che rimaniamo uniti in questo momento, non lasciare che i sentimenti personali mettano in pericolo il futuro del paese. Dobbiamo cogliere la nostra opportunità. In caso contrario, sarà una perdita non solamente per la Lnd, ma anche per il paese.
Aung San Suu Kyi
Il premio nobel per la pace ha anche ricevuto dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia il sigillo dell’università.
Intanto in Birmania, da pochissimi giorni, ~ I nuovi giornali fanno parte delle sedici pubblicazioni autorizzate dal governo, rispetto alle 25 che avevano presentato la richiesta. Per fine aprile è prevista anche la prima uscita del quotidiano della Lega nazionale per la democrazia.
Fin qui le buone notizie… Purtroppo continuano le violenze tra buddisti e minoranze mussulmane, a testimoniare come il fanatismo da qualsiasi parte arrivi sia sempre una cosa negativa.
Ci sono state Moschee incendiate, i fanatici buddisti hanno scatenato veri e propri pogrom contro queste minoranze e come spesso accade a farne le spese sono stati i più deboli, i bambini.
Questo massacro sta passando sotto silenzio, cercherò di tenervi aggiornati più spesso e speriamo che si faccia qualche cosa per fermare queste violenze.
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7 gennaio 2013 Pubblicato da du hängst
A Rangoon decine di migliaia di persone, per la maggior parte giovani, hanno assistito ai fuochi d’artificio, alle esibizioni di diversi cantanti birmani e al conto alla rovescia per il nuovo anno su un grande schermo allestito davanti alla Pagoda Shwedagon, il tempio buddista alto 98 metri che domina l’ex capitale Rangoon. Sembra una cosa normale, ma in Birmania, era la prima volta dopo 50 anni che le autorità autorizzano una grande cerimonia pubblica.
L’evento è stato visto come una nuova prova del grande cambiamento in atto nel paese, dove per cinquant’anni le grandi manifestazioni pubbliche erano state vietate dal regime militare.
Negli ultimi due anni il governo di Thein Sein, insediato nel marzo del 2011 prendendo il posto di una giunta militare che governava il paese dal 1962, ha introdotto delle riforme e ha intrapreso una serie di azioni per rispondere alle richieste di apertura della popolazione e della comunità internazionale. Il governo ha abolito la censura per i giornali, allentando il controllo sulla libertà di espressione, ha permesso il rilascio del premio Nobel Aung San Suu Kyi, detenuta per vent’anni, ha concesso amnistie per centinaia di detenuti politici e ha intrapreso gesti di apertura verso i gruppi etnici armati che combattono da decenni il regime. A dicembre il governo ha dichiarato che permetterà la diffusione di giornali privati, vietati dal regime militare, con la concessione delle prime licenze da aprile.
Nonostante i cambiamenti, però, molti problemi restano ancora irrisolti e la Birmania continua a essere uno dei paesi più poveri al mondo. Le questioni più spinose riguardano soprattutto il rapporto del governo centrale con le numerose minoranze etniche e religiose diffuse nel paese. Nello stato del Rakhine, nella Birmania occidentale, continuano da mesi gli scontri tra i buddisti e i musulmani della minoranza rohingya, non riconosciuti come cittadini dal governo centrale e vittime di gravi violazioni dei diritti umani.
Nella Birmania settentrionale, invece, negli ultimi giorni si sono intensificati i combattimenti tra l’esercito birmano e i ribelli del Kachin Indipendence Army (KIA), la minoranza etnica Kachin che chiede l’indipendenza dal governo centrale. L’esercito in questi giorni ha condotto dei raid aerei in una zona nei pressi di Laiza, il quartier generale dei ribelli vicino alla frontiera cinese, per riconquistare un accampamento. Gli scontri tra i ribelli Kachin e i soldati birmani sono ripresi nel giugno 2011, dopo 17 anni di tregua, costringendo quasi 75 mila persone a lasciare le proprie case.
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3 dicembre 2012 Pubblicato da du hängst
Certo è stato un momento storico, impensabile solo poco tempo fa. Due premi nobel si sono incontrati, uno sicuramente meritato, l’altro un po’ meno dal mio punto di vista, ma questo è un altro discorso.
Obama ha incontrato Aung San Suu Kyi, un riconoscimento assoluto e soprattutto Obama la riempie di elogi:
E’ un’icona della lotta per la democrazia, ha ispirato tante persone e non solo nel suo paese: mi ci metto anch’io. Qui, proprio qui (indica la casa, ndr) ha dimostrato la forza della dignità, di chi lotta per la libertà.
Mi permetto di aggiungere che è anche la testimonianza che si può lottare in maniera differente!
Pochi giorni dopo però, tutto rientra nella triste routine di questo fortunato paese, con un blitz la polizia birmana ha disperso una protesta contro una miniera di rame nel centro-nord del Paese causando decine di feriti tra i dimostranti, ed evidenziando i limiti della libertà di manifestazione recentemente introdotta nel Paese.
Gli agenti in tenuta anti-sommossa sono intervenuti alle 3 di notte sul sito, dove dovrebbe sorgere la miniera di Monywa, un progetto birmano-cinese già esistente nella regione di Sagaing, ma di cui ora è programmata un’espansione di ulteriori 3.200 ettari, che ha già provocato lo sfratto, in molti casi senza risarcimento, dei residenti dei villaggi coinvolti.
Le foto diffuse da alcuni media birmani mostrano il divampare di fiamme sul luogo della protesta, secondo diverse testimonianze in seguito a ordigni lanciati dalle forze dell’ordine. Secondo Shin Oattama, uno dei monaci che ha assistito gli abitanti, il blitz ha causato il ferimento di 10 monaci, di cui tre in modo grave.
La protesta contro la miniera, realizzata dall’esercito birmano e da un’azienda cinese, durava pacificamente da tre mesi, e dal 18 novembre i lavori sul sito erano stati bloccati.
Ma negli ultimi giorni le autorità avevano fatto capire che la loro pazienza stava per esaurirsi; martedì, ai dimostranti era stato comunicato che se entro 24 ore non avessero sciolto il loro presidio, le forze dell’ordine sarebbero intervenute. La leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi è in arrivo oggi nella zona, per ascoltare le lagnanze dei dimostranti, in una visita programmata prima del blitz della scorsa notte.
Nel paese il risentimento verso la penetrazione economica cinese è molto diffuso. Un anno fa – il presidente Thein Sein, che con le sue riforme sta cercando di attirare investimenti occidentali per smarcarsi da Pechino, a sorpresa ordinò la sospensione della costruzione della diga di Myitsone, un enorme progetto cinese nel nord del Paese che aveva provocato una forte opposizione tra la popolazione.
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31 agosto 2012 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi ha preso per la prima volta la parola in parlamento, lo scorso luglio, ed ha lanciato un appello per la protezione dei diritti delle minoranze etniche del paese, sostenendo un progetto di legge presentato a tale scopo da un esponente del partito di regime.
Per fare diventare il Paese una vera unione democratica, mi appello a tutti i membri del Parlamento affinché mettano in atto delle leggi necessarie per proteggere i diritti delle minoranze etniche.
Aung San Suu Kyi
Aung San Suu Kyi ha rimarcato come le aree in cui si concentrano le minoranze, provenienti da oltre 130 etnie riconosciute, per un totale di circa un terzo della popolazione, siano più povere di quelle a maggioranza birmana.
In Birmania è partito un progetto di microcredito, promosso dalla Ong Pact, il progetto potrebbe risollevare le condizioni di vita del villaggio di Mawbi, a sud di Rangoon. Il villaggio vive di sola agricoltura ed è praticamente impossibile per i contadini ottenere prestiti per la semina dal sistema finanziario birmano. Il microcredito potrebbe rappresentare la strada per alleviare la piaga della povertà in Birmania.
Cinque anni fa – spiega la redattrice di un settimanale di Rangoon - non potevamo scrivere di politica. Aung San Suu Kyi non poteva avere copertura da parte nostra e l’espressione “regime militare” era vietata. Adesso possiamo fare tutto questo”
Sì, perché la Birmania ha deciso di abolire alla censura preventiva sui mass media. Dopo mezzo secolo di dura e attenta repressione, i fautori dell’informazione, e spesso anche della controinformazione, non avranno più l’obbligo di far passare i loro pensieri attraverso una lente d’ingrandimento capace di soffocare le libertà personali.
La scelta di ridurre la censura è sicuramente un passo importante per l’affermazione di un popolo che è sempre stato sfruttato e represso dal regime dittatoriale, il quale ha affermato la sua supremazia attraverso l’eliminazione fisica dei dissidenti e l’efferata censura con cui ha consolidato il proprio potere.
Il presidente della Birmania, Thein Sein, ha annunciato il 28 agosto, con una dichiarazione sul suo sito web, un profondo rimpasto di governo giudicato dagli analisti come una mossa fondamentale per far avanzare il processo delle riforme. 29 carche ministeriali subiranno variazioni.
Il nuovo Parlamento, a cui è stata ammessa anche la storica leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi (Premio Nobel per la Pace tenuta agli arresti domiciliari durante il dominio dei militari) ha avviato un importante processo di riforme che per radicalità e velocità ha stupito la comunità internazionale convincendola ad allentare le sanzioni. Da com’è stato annunciato il rimpasto di governo, dovrebbe prevedere 15 nuovi vice ministri.
Il cambiamento più espressivo è la sostituzione dell’ex ministro dell’Informazione, Kyaw Hsan, considerato come sostenitore della linea dura, un “falco” direbbero negli Stati Uniti della censura e del controllo. E’ stato sostituito da Aung Kyi, già ministro del Welfare e autore della mediazione tra il governo e Aung San Suu Kyi.
Il presidente Thein Sein ha informato che quattro ministri uscenti, tra i più riformatori, entreranno invece a far parte del gabinetto presidenziale.
Il rimpasto è un ulteriore indicatore del cambiamento in atto in Birmania, è stata portata una gran quantità di riformatori in ministeri chiave.
Bridget Welsh, professore associato di scienze politiche alla Singapore Management University.
Il presidente birmano ha anche annunciato, attraverso il suo portavoce, Nay Zin Latt, che il governo ha eliminato 2.082 persone dalla nota lista nera che comprende dissidenti, giornalisti e diverse figure considerate una minaccia per la sicurezza nazionale dall’ex giunta militare.
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2 luglio 2012 Pubblicato da du hängst
Nell’ultimo mese, ci sono stati violenti scontri religiosi tra mussulmani e buddhisti nell’ovest della Birmania, tanto che l’ONU ha iniziato l’evacuazione del personale internazionale. La capitale dello Stato di Rakhine, in Birmania occidentale, è stata posta sotto il coprifuoco dopo le violenze tra buddisti e musulmani che hanno provocato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre 17.
L’hanno annunciato i media locali spiegando che la misura sarà in vigore anche in altre città dello stato durante la notte.
Gli stati uniti allentano le restrizioni agli investimenti in Birmania, la Coca Cola tornerà così dopo 60 anni nel paese. L’azienda di Atlanta ha annunciato di essere pronta a “investimenti importanti” nel Paese nei prossimi tre – cinque anni e si è impegnata a rispettare le norme etiche, i diritti umani e a non versare tangenti. Chissà perché in un paese dove i diritti umani sono in sostanza inesistenti, non riesco a credere alle promesse di questa multinazionale.
Dopo più di due decenni Aung San Suu Kyi è tornata in Europa, ovunque è stata accolta con calore, a Ginevra all’Organizzazione Internazionale del Lavoro, a Oslo, a Londra e Parigi.
A Ginevra, la signora, ha chiesto, in un intervento di 20 minuti, ai delegati dell’Organizzazione internazionale di investire in Birmania, favorendo uno sviluppo democratico che non ignori i diritti dei lavoratori.
Per favore, incoraggiate i vostri governi ad aiutarci a costruire una nuova società”. Sono consapevole che le aziende straniere non vengono soltanto per altruismo, ma mi auguro che non solo i loro profitti siano condivisi con il nostro popolo ma si rendano conto di tutto il potenziale rappresentato dalla gioventù del suo paese, vittima di un’enorme carenza educativa.
L’arrivo di Aung Suu Kyi coincide con l’abolizione dell’Ilo di alcune delle restrizioni imposte al governo birmano fra il 1999 e il 2000. La nuova giunta insediata nel marzo 2011 ha avviato una serie di riforme, fra cui una legge sul lavoro che autorizza la creazione di sindacati, riconosce il diritto di sciopero e si impegna a porre fine al lavoro forzato entro il 2015. In un comunicato del ministero del Lavoro birmano pubblicato oggi dal quotidiano ufficiale La nuova luce del Myanmar, si legge: “Grazie al sollevamento delle restrizioni il Paese potrà ottenere speciali benefici nel commercio con l’Ue”.
Non dimentichiamo però che la strada è ancora lunga, in Birmania ogni settimana vento arruolati due bambini, venduti per 40 dollari e un sacco di riso o una tanica di benzina….
La leader Birmana si dice pronta, intanto, a dirigere nel 2015 il paese.
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30 maggio 2012 Pubblicato da du hängst
Oggi Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione democratica in Myanmar, ha incontrato i migranti birmani che da anni vivono e lavorano nella confinante Thailandia. Per la Nobel per la pace è il primo viaggio all’estero in oltre 24 anni, di cui 15 trascorsi agli arresti domiciliari nella sua casa a Yangon per la lotta a favore dei diritti umani e della libertà nel suo Paese.
Aung San Suu Kyi è stata di recente eletta in parlamento e non ha mai lasciato la Birmania per paura che la giunta militare non la facesse più rientrare, una scelta non facile perché non le ha permesso nemmeno di assistere il marito malato terminale, morto a Londra.
In giornata Aung San Suu Kyi ha visitato Mahachai, un’area circa 30 km a sud di Bangkok, abitata in gran parte da lavoratori migranti birmani. Le persone hanno accolto la “Signora”, simbolo della lotta democratica contro l’esercito e il regime, intonando slogan e brandendo cartelli con scritto “Birmania libera” e “Vogliamo tornare a casa”.
Siamo riconoscenti per la visita de “La Signora” perché è una persona di valore e fonte d’ispirazione per i lavoratori birmani.
Il signor Somchai e la signorina Bow esuli birmani.
Mi viene da dire che “La signora” è fonte d’ispirazione non solo per il suo popolo, ma anche per tutti quelli che hanno seguito la sua vicenda…
A seguire, il primo giugno Aung San Suu Kyi interverrà al Forum economico mondiale, dedicando il proprio intervento al “ruolo della donna” per lo sviluppo nei Paesi Asean, l’associazione che riunisce 10 nazioni del Sud-est asiatico. Il giorno successivo visiterà la provincia settentrionale thai di Tak, dove vivono 100mila migranti appartenenti alle minoranze etniche del Myanmar, fuggite dai territori di origine per scampare alle guerre e alle repressioni della giunta militare.
Il presidente birmano Thein Sein arriverà in Thailandia solo il 4 e il 5 giugno, forse per evitare di condividere il palcoscenico internazionale con la leader dell’opposizione e venirne oscurato, come successo nelle recenti elezioni suppletive dove la Nld ha conquistato 43 dei 45 seggi disponibili, surclassando il partito di governo.
Importante affermazione del ministro birmano dell’Informazione, in una rara intervista concesse alla britannica Bbc.
Andranno avanti per cercare di trovare un terreno comune e lavorare insieme per il paese.
Kyaw Hsan
Pochi giorni dopo la visita in Thailandia, Aung San Suu Kyi si recherà in Europa per visitare Svizzera, Gran Bretagna e Norvegia, dove ritirerà il premio Nobel per la Pace assegnatole nel 1991 quando era già agli arresti domiciliari.
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30 aprile 2012 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi ha disertato il giuramento della costituzione.
Ha vinto alle elezioni del primo aprile, aggiudicandosi 43 seggi su 45 e diventando il maggior partito di opposizione, ma ha chiesto al presidente Thein Sein di abolire il giuramento sulla costituzione, perché giurare, significherebbe non intaccare i diritti dei militari, che attualmente hanno la possibilità di nominare il 25 per cento dei membri del Parlamento. La formula non è stata cambiata e quindi la neo eletta ha disertato il giuramento.
L’Ue nel frattempo viste le aperture alla democrazia in Myanmar è pronta a sospendere le sanzioni verso il paese.
Un’altra buona notizia; il premio nobel dopo 24 anni potrà lasciare il paese per un viaggio in Gran Bretagna e Norvegia. Lo ha reso noto il portavoce della ‘Lega nazionale per la democrazia’ spiegando che la San Suu Kyi avrebbe accettato l’invito del premier britannico David Cameron. In un primo momento, la leader si sarebbe limitata a ringraziare pubblicamente il Primo ministro inglese per l’invito offertole ma senza fornire una risposta definitiva.
Sembrerebbe l’ennesima conferma del processo di democratizzazione del paese.
Un mese fa, mentre ero a Yangon, ho avuto la possibilità di visitare sia la sede del partito, che la casa dove Aung San Suu Kyi è stata agli arresti domiciliare per più di venti anni. Era solo qualche mese che era possibile farlo, nella sede si possono acquistare gadget per finanziare la campagna elettorale che si stava svolgendo in quel momento, ho acquistato così una t-shirt e un adesivo con il simbolo del partito.
Giorni fa, inoltre sono stato a vedere il film di Luc Besson: The Lady. Il film è molto bello o forse per me è stato ancora più bello per aver visitato il paese e averlo visto in trasformazione, non saprei dirlo questo… Sicuramente il film rende bene l’idea della grandezza di questa donna, lo consiglio a chiunque voglia farsi un’idea su Aung San Suu Kyi.
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2 aprile 2012 Pubblicato da du hängst
Finalmente sono riuscito a mettermi in paro con il lavoro e posso iniziare nuovamente a postare regolarmente.
Ieri 1 aprile in Birmania si svolgevano le elezioni amministrative.
Per la prima volta “La signora”, come la chiamano in Birmania, ha potuto partecipare alla campagna elettorale, purtroppo qualche giorno fa, forse a causa dello stress, Aung San Su Kyi si è sentita male ed ha dovuto interromperla.
Ho trovato una situazione molto diversa da come me l’aspettavo e da com’era descritta nella mia guida, dove si consigliava vivamente di non fare domande sulla Signora, per non mettere in difficoltà le persone.
Appena arrivato invece, mi è stato spiegato che le cose negli ultimi mesi erano cambiate velocemente, si poteva parlare apertamente di Aung San Suu Kyi, molti portavano la maglietta con la sua immagine e quella di suo padre; Aung San (padre dell’indipendenza birmana).
C’è stata la possibilità di visitare la sede del partito e la casa dove è rimasta prigioniera per gli ultimi venti anni e devo dire che vedere la gente parlarne o portare ciondoli con le foto del padre e della signora mi ha emozionato, in fondo ne ho parlato così spesso negli ultimi anni, che non sono riuscito a rimanere indifferente e un brivido mi ha fatto venire la pelle d’oca mentre visitavo quei luoghi.
La gente ama questa donna e lei ha sacrificato tutta la sua vita per dar loro una speranza verso il cammino della libertà e forse dopo tanto tempo e tanta pazienza i primi risultati arriveranno, anche se le prime notizie in arrivo non sono delle più confortanti, si parla di brogli in tutto il paese.
Lo spero veramente tanto per tutte le persone che ho incontrato, tutte gentili e sempre sorridenti.
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1 marzo 2012 Pubblicato da du hängst
Il partito di Aung San Suu Kyi, che rivendica un seggio alle elezioni parziali di aprile, sta subendo una serie di restrizioni imposte dalla commissione elettorale per la sua campagna in vista delle elezioni. Le autorità hanno deciso di porre il veto ai raduni elettorali negli stadi, perché la leader birmana attira enormi folle nelle province del Myanmar.
Dobbiamo combattere contro varie difficoltà in campagna elettorale, se la situazione non cambierà, non vedremo elezioni giuste.
Nyan Win Portavoce della Lnd
La sensazione è che si voglia ostacolare la campagna di Aung San Suu Kyi.
La donna, alcuni giorni fa, ha lanciato la sua campagna elettorale a Kawhmu, circoscrizione di Rangoon, ed è stata accolta da migliaia di sostenitori con le bandiere del partito e le fotografie del padre della donna, un eroe dell’indipendenza birmana.
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31 gennaio 2012 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi ha presentato la sua candidatura alle elezioni legislative parziali del primo aprile, per la prima volta nella sua carriera politica.
La donna, premio Nobel per la pace, si presenterà con LND, la Lega nazionale per la democrazia, nella circoscrizione di Kawhmu, vicino Rangoon, questa consultazione sarà il primo vero test per vedere se il percorso verso la democrazia è una cosa seria o solo di facciata.
Nel primo appuntamento della compagna elettorale, la leader ha avuto un bagno di folla, è così iniziata la sua campagna per ottenere un scranno in Parlamento nelle elezioni del 1 aprile.
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