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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Birmania Aprile 2013

7 maggio 2013 Pubblicato da du hängst

In Birmania  c’è stata la  festa di Thingyan, il capodanno buddista: i festeggiamenti durano quattro giorni e si celebrano in molti modi, ma quello principale è a colpi di gavettone. Gli occidentali la chiamano “la festa dell’acqua” proprio perché durante i festeggiamenti ci si schizza con pistole ad acqua, bottigliette o semplici secchi. In alcune zone delle città principali vengono eretti ai lati delle strade dei palchi, dai quali vengono lanciate secchiate d’acqua sui passanti. Essere colpiti dall’acqua simboleggia il gesto di lavare via la sfortuna e le cattive azioni che si sono accumulate nel corso dell’anno appena terminato.

Con il nuovo anno sia USA che UE hanno tolto le sanzioni verso il governo birmano, eccetto l’embargo sulle armi. Rimane il fatto che ci sono ancora tante situazioni non risolte riguardanti i diritti umani e non vorrei che la decisione sia stata presa più per aiutare noi invece che aiutare la Birmania.

Nel frattempo almeno 42 persone sono state arrestate in Birmania e rischiano di essere processate per il ruolo avuto nelle violenze settarie avvenute a marzo a Meikhtila, nel centro del Paese. Lo rende noto la polizia birmana, precisando che 30 degli arrestati sono buddisti e aggiungendo che per il momento non è stata fissata alcuna data per i processi, poiché le indagini sono ancora in corso. Le violenze comunque continuano e farne le spese sono sempre i più deboli.

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Trattato sul traffico d’armi.

22 marzo 2013 Pubblicato da du hängst

106 Stati e tra questi paesi troviamo Austria, Belgio, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Messico, Nigeria, R.D. Congo, Spagna, Sudafrica, Svizzera, Turchia e numerosi altri di tutti i continenti, hanno chiesto regole più stringenti per il traffico d’armi.

Dopo aver valutato la bozza finale emersa dalla precedente conferenza del luglio 2012, ritengono fondamentale un suo rafforzamento, perché un trattato debole servirebbe solo a dare una copertura legittima a commerci pericolosissimi, che andrebbero a incrementare conflitti, il crimine organizzato e il terrorismo.
Un altro comunicato separato è stato invece presentato dall’ambasciatore francese Jean-Hugues Simon-Michel a nome di Cina, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia, in cui si richiede un trattato semplice, breve e facile da implementare. In particolare, essi (che sono tra i maggiori esportatori mondiali di armi) rivendicano ripetutamente il diritto sovrano nazionale a decidere comunque in merito alle esportazioni di armi in base a propri criteri specifici. E’, infine, interessante segnalare la posizione della Gran Bretagna, firmataria di ambedue i documenti.

Come si può notare, si prospetta un negoziato non facile non solo per la contrapposizione tra i paesi firmatari dei due documenti, ma anche per un’ulteriore posizione differenziata di altri paesi importanti come l’India, l’Arabia Saudita e altri. Va ricordato, infine, che gli eventuali accordi verranno presi basandosi sulla regola del consenso e non della decisione a maggioranza, fatto che da un lato complica la possibilità di raggiungere risultati concreti, ma dall’altro coinvolge inevitabilmente tutti gli stati parte, grandi importatori e grandi importatori che siano.

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F-35: in Parlamento c’è una maggioranza per il no.

19 marzo 2013 Pubblicato da du hängst

Bisogna assolutamente rivedere il nostro impegno per gli F-35, la nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro e quei soldi sono da destinare a scuole e ospedali.
Per Pierluigi Bersani.

Gli F-35 servirebbero solo come aerei da turismo. Gli impegni sono da mantenersi, ma devo dire che non mi sognerei mai oggi di fare una spesa cosi e anche il fatto di aver votato come Pdl a favore del programma non significa che eravamo d’accordo. Io sono sempre stato contrario agli F-35 e anche alle portaerei.
Silvio Berlusconi.

Per noi l’ipotesi di non comprare i caccia non è neanche una domanda, è come chiedere”vuole eliminare la pedofilia? È una domanda che non esiste, noi vogliamo eliminare gli apparecchi da guerra, perché non vogliamo la guerra, siamo contro, c’è un articolo della Costituzione che va rispettato, non voglio armamenti, come il Costa Rica che non ha un esercito, noi non vogliamo gli F-35, perché la gente non arriva alla fine del mese.
Beppe Grillo.

C’è poi, il no di Nichi Vendola e SEL che hanno aderito alla “Agenda Disarmo e Pace”.

Taglia le ali alle armi auspica che queste parole non siano solo vane promesse elettorali. La quotidiana e continua evidenza di problemi tecnici e dell’esplosione di costi (che incideranno sulle tasche dei contribuenti italiani per decenni) per il caccia F-35, ha forse aperto gli occhi ai maggiori leader politici di questo paese, che ora devono dare una risposta concreta alla stragrande maggioranza dei cittadini, per i quali l’acquisto di questi aerei militari è una follia.

La campagna elettorale, signori, è finita, quindi ora bisogna rispettare le promesse fatte e sarebbe il caso di annullare la partecipazione italiana al programma più costoso della storia militare.
Taglia le ali alle armi ricorda che è ancora possibile non procedere all’acquisto di nuovi aerei (salvo i tre già comprati) ed arrivare anche a cancellare interamente la partecipazione italiana al caccia F-35.

I fondi pubblici così risparmiati sul bilancio statale sia del 2013 che degli anni a venire (budget stimato in oltre 50 miliardi per tutta la vita del progetto, e su cui si sta aprendo un’indagine della Corte dei Conti) potrebbero in alternativa venir destinati al rafforzamento delle politiche sociali, alla scuola, all’università, ai servizi sociali per le famiglie.

Tralasciando la posizione del PDL che non è affidabile per natura, ma voi grillini, siete sicuri di non voler votare la fiducia? In questa maniera il rischio che si continui in questa spesa folle c’è e non potrete incolpare solo chi ha fatto l’acquisto, se non interverrete per impedirne l’acquisto.

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I patti nucleari ignorati

28 gennaio 2013 Pubblicato da du hängst

L’opinione pubblica conosce tutto o quasi sul pericolo nucleare iraniano, ma dai massa media non viene neanche una parola, su fatti importanti e positivi come la dichiarazione di denuclearizzazione dell’Asia Centrale (con il trattato di Semipalatinsk nel 2006) o la convenzione dell’Ecowas sulle armi leggere del 2009.

Il trattato di Semipalatinsk segue ad analoghi accordi presi in America Latina, Pacifico del Sud, Asia Sud Orientale e Africa, con i quali i paesi firmatari si dichiarano zone nuclear free e rifiutano sia di dotarsi di armi nucleari, sia di consentire la presenza di armi atomiche di altrui sul proprio suolo.

La maggioranza dei paesi al mondo, dunque, sceglie la via del disarmo nucleare, mentre le potenze nucleari (USA, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Israele, Pakistan, India e Corea del Nord), in vario modo, continuano a detenere queste armi.
Fortunatamente il numero delle testate totali è andato diminuendo nel corso degli anni, arrivando a circa 10 mila disponibili.

C’è ancora molto da fare e qualche cosa comunque è stata fatta, ma queste notizie vengono regolarmente ignorate dai Mass Media.

Via Left N. 3

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La corte dei conti USA sugli F35

18 maggio 2012 Pubblicato da du hängst

L’ultimo rapporto della Corte dei conti statunitense (GAO), sul programma degli F35 (Joint Strike Fighter), descrive il cacciabombardiere come gravemente difettoso. Saranno necessarie modifiche progettuali che faranno aumentare i costi.

Dalla lettura del documento si capisce chiaramente che sia gli USA, sia noi, stiamo gettando miliardi per velivoli che non funzionano ancora perché non collaudati!

Per me sarebbero soldi buttati, anche se funzionassero perfettamente, non ci servono armi e quei soldi si potrebbero usare per qualsiasi cosa che abbia un utilità sociale!

Dal 2001 a oggi, per rimediare alle deficienze emerse nei collaudi, il costo complessivo del programma è passato da 183 a 312 miliardi di euro e il costo di ogni singolo aereo da 63 a 127 milioni di euro, ma per il GAO il peggio deve ancora venire!

Le modifiche saranno ancora molte, poiché la maggior parte dei collaudi di volo sono ancora da fare e i costi probabilmente continueranno a salire…

Il rapporto è stato reso pubblico il 20 marzo e ai nostri politici, tecnici e non, deve essere sfuggito… Così com’è sfuggito a tutti i mass media italiani…

L’Italia vuole comprare 90 unità a un costo di almeno 10 miliardi di euro.

E’ questa la fase della crescita signor Monti?

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Si bombarda in Afghanistan?

8 febbraio 2012 Pubblicato da du hängst

Giorgio Napolitano domani presiederà un Consiglio supremo di difesa, che si dovrà esprimere sia sull’acquisto dei costosissimi cacciabombardieri F-35, sia sulla decisione di autorizzare i bombardamenti di aerei italiani in Afghanistan .

Monti, quando Lilli Gruber gli ha posto la domanda sugli F-35, ha balbettato qualche cosa di nebuloso, strano è sempre così molto chiaro su altri argomenti, ma, di fatto, ha scaricato tutto sulle spalle del Ministro della Difesa Di Paola.
Il ministro della difesa ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, tutte concernenti l’assoluta necessità di non fermare il programma sugli F-35, quindi sicuramente non ci saranno passi indietro su questo fronte, si può sperare in minime riduzione o dilazioni. La spesa sarà di tredici miliardi! Ecco a che servono i nostri sacrifici, per comprare armamenti, non per un sostegno sociale; asili, sanità o edilizia popolare, ma per comprare armi!

L’altra questione riguarda la “riqualificazione dell’impegno italiano nelle missioni militari”, riguarda la scelta di rimuovere i “caveat” che non permettevano ai nostri cacciabombardieri AMX (saranno rimpiazzati dagli F-35) di bombardare l’Afghanistan.

Voi avete sentito qualche politico protestare per questo? Casini, fervente cattolico, protesta? Eppure non credo che due bombette abbasseranno lo spread, poiché in tutte le interviste televisive, loda sempre il governo per l’abbassamento del differenziale, vorrei sapere se lo loda anche in questa decisione! Bersani? Di Pietro (che io personalmente non stimo molto), Vendola? Uno, ci fosse uno che abbia alzato la voce.

Ignazio La Russa non osò prendere questa decisione senza l’avallo del parlamento e alla fine vi rinunciò.

Il ministro Di Paola si è limitato a comunicarla alle commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato, senza sottoporla alla minima discussione per un parere. Anzi, la cosa è venuta fuori in commissione solo perché il senatore Pd Gian Piero Scanu glielo ha esplicitamente chiesto, dopo che Di Paola aveva genericamente parlato di misure per rafforzare la sicurezza del contingente italiano in Afghanistan.

Lo stesso senatore Scanu, che aveva inizialmente dichiarato a La Repubblica che “ogni cambiamento dei caveat deve essere deciso in modo formale davanti alle Camere e non notificato durante un’audizione”, ha più voluto parlare dell’argomento. E online l’ha ripetutamente sollecitato un suo ulteriore commento, ma ci ha risposto che prima doveva capire quale fosse, se vi fosse, una posizione ufficiale del suo partito. Visto che la posizione alla fine è stata quella del “silenzio-assenso”, è rimasto silente anche lui.

Sono veramente schifato!

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Tagliati 25 Eurofighter

27 luglio 2010 Pubblicato da du hängst

Oggi vi do una notizia positiva, il governo italiano taglierà di venticinque aerei l’ordine per Eurofighter, per un risparmio totale di 2 miliardi di euro.

L’ordine finale sarà di sessantanove aerei anziché 121. L’ha annunciato lo stesso ministro della guerra, della difesa La Russa.

E’ sicuramente una notizia positiva per tutte quelle persone che si erano mobilitate sul fronte del disarmo.
Un taglio è meglio di niente, ma io continuo a pensare che anche quei sessantanove aerei sono soldi buttati via! Quante cose si sarebbero potute fare se avessero tagliato del tutto l’acquisto degli Joint Strike Fighter?

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Il primo agosto, cluster bomb al bando

22 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst

Il primo agosto entrerà in vigore la convenzione che proibirà l’uso delle bombe a grappolo, le famigerate “cluster bomb”.
Grazie, infatti, alla ratifica di Burkina Faso e Moldova sono state raggiunte le 30 ratifiche necessarie perché il trattato entri in vigore.

La Convezione, siglata a Dublino nel dicembre 2008, vieta la produzione, l’uso e anche il possesso di bombe a grappolo.

Questo tipo di ordigni spesso sono lasciati nelle ex zone di guerra per anni, sono ordigni letali soprattutto per la popolazione civile.
Le cluster bomb sono state usate dalla guerra del Vietnam e anche nei recenti conflitti in Iraq, Libano e Georgia.
Tra i Paesi firmatari figurano Francia, Germania e Spagna che, a differenza di Inghilterra e Italia, l’hanno anche ratificato. Restano fuori dall’accordo potenze come Russia, Cina, Stati Uniti e Israele.

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Più controlli sui finanziamenti per le armi di distruzione di massa

12 gennaio 2010 Pubblicato da du hängst

La Banca d’Italia ha emanato delle indicazioni per le banche, sul sostegno alle armi di distruzione di massa.
La Rete Italiana per il disarmo, in un comunicato stampa, approva la decisione della Banca d’Italia, che in questo modo alza il controllo sugli istituti di credito.
Il provvedimento è stato emanato a maggio, ma è venuto alla ribalta delle cronache solo ultimamente. In pratica si prevede una serie di controlli contro il finanziamento dei programmi per le armi di distruzione di massa.

E’ importante partire dalle armi di distruzione di massa ma non bisogna dimenticare che la problematicità esiste anche su altri sistemi d’armamento. La legislazione italiana (legge 185/90 e modifiche successive) ci fornisce degli strumenti importanti e indica precisamente quali siano le operazioni che si svolgono all’interno del commercio di armi ad uso militare. Noi chiediamo che i criteri impostati da Banca d’Italia per un rafforzamento del controllo siano implementati anche per queste armi, oltre che per i programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa. E’ importante poi creare anche degli strumenti (interni ed esterni) di controllo per non rendere le indicazioni solo parole su un foglio.

Giorgio Beretta di Rete Disarmo

Le armi leggere sono le responsabili della maggior parte dei morti in tutto il mondo, sia per quanto riguarda le guerre che per quanto riguarda le azioni criminali.

Le armi leggere sono le vere armi di distruzione di massa.

Kofi Annan.

L’italia è il secondo esportatore mondiale di questo tipo di armi.

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Banche: solo investimenti sicuri

5 maggio 2009 Pubblicato da du hängst

La crisi non l’hanno creata i paesi più poveri, ma come al solito loro pagheranno molto di più di noi.
Le banche in tutto il mondo sono state aiutate dai governi, altrimenti si sarebbe aperto un scenario da “medioevo economico”.
Le banche ora puntano ad investimenti sicuri, remunerativi e a basso rischio, semplicemente le banche si armano.

Le autorizzazioni per le banche nel 2008 importazioni ed esportazioni sono state di 4.285 milioni di euro, nel 2007 erano meno di in terzo pari a 1.329 milioni.

Le banche italiane sono tra le più grandi finanziatrici di questo mercato.

Da notare che l’anno scorso in fase di cambiamento di governo è sparita misteriosamente, dalla Relazione della Presidenza del Consiglio, il lungo e dettagliato elenco delle singole operazioni effettuate dagli istituti di credito, risulta impossibile giudicare l’operato delle singole banche.

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