Amnesty international - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

SDRENG

Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Non mi rallegro affatto

2 settembre 2010 Pubblicato da du hängst

Gheddafi è arrivato in italia come un uragano e non sono mancate le polemiche. Effettivamente la cosa è rivoltante, un dittatore che non rispetta i diritti di nessuno, è stato accolto con tutte le onorificenze.
La realtà è che per il Sig. B., l’italia è una sua azienda e come tale la gestisce. Mr. G. per lui non era un capo di stato in visita, ma un cliente e si sa i clienti hanno sempre ragione. Neanche gli omini verdi del nord hanno strepitato più di tanto di fronte al “folklore” del dittatore libico.

Nessuno ha fiatato, neanche davanti al ricatto di 5 miliardi di euro l’anno chiesti all’Europa,  per fare il cane da guardia del mediterraneo. La formula sarebbe quella già in vigore con l’italia, controlli e respingimenti gestiti dalla Libia, ma con i soldi italiani ed eventualmente europei in un prossimo futuro.

Tutti dovrebbero rallegrarsi della nuova amicizia tra Italia e Libia, chi critica i rapporti di amicizia con la Libia di Muammar Gheddafi appartiene al passato, è prigioniero di schemi superati.

Sig. B.

Schemi superati? Dovremmo rallegrarci? E di che cosa? Di aver stretto amicizia con un carnefice? Di avere patti economici con un sadico, che per continuare a fare il suo “gioco preferito”, quello di massacrare dei disperati, chiede 5 miliardi di euro l’anno?
Beh mi spiace Sig. B. ma allora sono prigioniero di schemi superati, anzi preistorici direi.

Non capisco che cosa ci sia da rallegrarsi,  nel dimenticarsi della situazione dei diritti umani in Libia, la cosa viene fatta presente anche da Amnesty International, che ha anche chiesto di inserire il tema dei diritti umani al centro delle relazioni italo libiche.
Amnesty con un rapporto a giugno aveva denunciato che in Libia si praticano la tortura, (tra i metodi più utilizzati vi sono le bastonate, le scariche elettriche, la sospensione per le braccia e il diniego deliberato di assistenza medica), la fustigazione e la pena di morte.

L’Uhncr, l’alto commissariato dell’ONU per i rifugiati, denuncia come l’agenzia non riesca a lavorare in Libia e se lo fa, trova grandissimi ostacoli. Le autorità libiche hanno, infatti, decretato la chiusura dei suoi uffici a inizio giugno, definendo illegale la presenza dell’Onu, le stesse autorità hanno permesso, poi, una parziale riapertura, ma con molte restrizioni.

Dopo un incontro tra una delegazione inviata da Ginevra ed esponenti del governo di Tripoli, il nostro ufficio è stato parzialmente riaperto ma ci è stato detto che ci dobbiamo occupare solo dei vecchi casi e non acquisirne nuovi. Comunque L’UHNCR non ha accesso ai centri di detenzione libici.

Laura Boldrini portavoce italiana UNHCR.

Se siete arrivati a leggere fino qui e vi state chiedendo che cosa ci sia da rallegrarsi, ve lo spiego sinteticamente in due parole: interessi economici. Analizzando analiticamente la questione non è difficile notare che sono libiche delle finanziarie che hanno investito i loro capitali in Fiat e Unicredit e che Finmeccanica ha ottenuto un appalto, per la costruzione per un sistema di controllo delle frontiere libiche nel sud del paese, inoltre importiamo sempre più petrolio e gas dalla Libia, è questo mette Mr.G. in una posizione di forza e nessuno si azzarda ad aprire un confronto sui diritti umani, ma con tutta probabilità nessuno neanche ci pensa.

Se ancora trovate qualche cosa di positivo in questi accordi, leggetevi la storia di Mohamed, somalo in fuga da una guerra civile. Mohamed affronta un viaggio attraverso l’Etiopia, il Sudan, il Sahara. In Libia è arrestato e a Ganfuda torturato e le sue “compagne di viaggio” stuprate, subisce cinque mesi di detenzione, per poi pagare per la sua libertà.

Tenete anche ben presente, che la storia di Mohamed finisce a marzo del 2009 in Sicilia, con lo sbarco a Portopalo, ed è stato poi accolto nel nostro paese con diritto di asilo, se fosse arrivato con un paio di mesi in “ritardo”, la sua storia non sarebbe finita così. Nel maggio del 2009 infatti, il governo italiano ha avviato la pratica dei respingimenti verso la Libia dei barconi carichi di migranti fuggiti dai propri paesi di origine. Paesi come la Somalia, da cui proviene Mohamed Abdinor Abdikadir, ora ospite del centro per rifugiati politici del Comune di Perugia.

A me sembra che ci sia ben poco di cui rallegrarsi, anzi tengo a ribadire fieramente di essere un uomo prigioniero del passato, di essere anacronistico e magari anche preistorico, perché non vi possono essere accordi di cui rallegrarsi, se sono fatti sulla pelle di disperati, tutto il resto è solo vergognosa propaganda di questo insulso piccolo regime creato dal Sig. B., che evidentemente ama frequentare persone sue pari, per principi e moralità.

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 10 Commenti »

La giustizia nel mondo

9 giugno 2010 Pubblicato da du hängst

Il rapporto annuale di Amnesty International è stato stilato passando in rassegna 159 paesi.

In 111 paesi sono stati documentati torture e maltrattamenti, in almeno cinquantacinque ci sono stati processi iniqui, restrizioni della libertà di parola in novantasei paesi, in quarantotto paesi ci sono detenuti di coscienza, ma non solo, in tutto il mondo ci sono stati sgomberi forzati di massa, violenza contro le donne, sfruttamento, razzismo e xenofobia.

Il Rapporto descrive la mancanza di equità e verità per chi è stato torturato o arrestato solo per aver espresso pacificamente le sue opinioni, per i civili bloccati nel fuoco incrociato dei belligeranti, per le vittime di sgomberi forzati, per i milioni di migranti in cerca di una vita migliore, per le donne e ragazze che hanno subito violenza di genere o che sono morte perché troppo povere per poter accedere a cure sanitarie, per le vittime di razzismo, xenofobia e intolleranza.
Via Amnesty International.

Il quadro è estremamente negativo,  ma ci sono state anche cose positive, come il mandato di cattura del presidente sudanese Omar Al Bashir, come la condanna per crimini contro l’umanità di Alberto Fujimori, ex presidente del Perù e quella che ha condannato a 25 anni di carcere l’ultimo presidente argentino, Reynaldo Bignone.

Certo è, che la strada da fare è moltissima, anche qui in italia, basta pensare a respingimenti in Libia..

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 Commenti »

E io pago.. Ma anche il no profit!

9 aprile 2010 Pubblicato da du hängst

Copio e incollo il Post di Chit perchè questa notizia non deve passare assolutamente in secondo piano.

In data 30 marzo 2010 il nostro governo del fare ha fatto! In silenzio, non ha pubblicizzato troppo la cosa ma ha fatto un’altra porcata bella e buona. Con decreto interministeriale del 30 marzo 2010 pubblicato a tempo di record sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2010 n. 75 ha pensato bene di sopprimere le tariffe agevolate postali per tutte le organizzazioni del settore non profit.

Risultato?

Amumento del 500% spedizione per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica, cioè per tutte quelle comunicazioni che tali associazioni mandavano ai suoi soci. Insomma, un bel colpo ad un settore, quello delle organizzazioni e associazioni no profit, ve ne cito qualcuna che, tra l’altro, s’è incazzata e sta promuovendo la petizione: Amnesty International, Save the Children, ActionAid, AIRC, Amref Italia, CESVI, COOPI, FAI-Ambiente Italiano, Fondazione “aiutare i bambini” onlus, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Greenpeace, LAV, Lega del Filo d’oro, Lega italiana per la Lotta contro i Tumori-Milano, Medici Senza Frontiere, Telefono Azzurro, Terre des Hommes, Telethon, Unicef Italia, Un Ponte per, WWF Italia e l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

QUI c’è il link se volete firmare l’appello on-line (p.s. so benissimo che non hanno “valore giuridico” ma visto che lasciate nome, cognome e email a destra e manca navigando sul web perchè non farlo anche per una cosa buona e giusta?)

Sarà anche il governo del “fare” ma stavolta mi sembra abbiano fatto una grande cazzata!

Ma è anche vero che di questi tempi dalle parti di Roma si firma di tutto e di più…

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , | 7 Commenti »

Regali per Natale

17 dicembre 2009 Pubblicato da du hängst

Siete in crisi con i regali di Natale, non sapete bene che cosa regalare.
Fortunatamente il buon Du Hangst vi viene incontro :-)
Ad essere sincero non è assolutamente merito mio, il merito va tutto a Franz dal quale copierò e incollerò il post. e magari se anche voi avete dei lettori indecisi, potreste fare lo stesso e far girare la voce, (linkate Franz, che è lui che ha fatto tutto il lavoro e non io) è sempre bello regalare qualche cosa che poi si rivelerà utile anche per altre persone meno fortunate di noi.

Un calendario è un regalo simpatico, che è bello fare o ricevere, o anche solo fare a sé stessi; e un oggetto di questo genere si fa perdonare, da parte di chi lo riceve in dono, anche un eventuale piccolo ritardo, dovuto ai tempi di spedizione, rispetto alle feste di fine d’anno.

Scegliere fra le varie proposte, poi, è divertente: lo si può fare in funzione della particolare stima per l’associazione proponente, o per l’aspetto estetico o comunque comunicativo dell’oggetto, o più facilmente da una miscela dei due fattori; anch’io ho fatto la mia scelta, ma per ora non la rivelerò, per non condizionare nessun potenziale ‘giocatore’, e magari per incuriosire qualcun altro.

Posso solo dire che mi sono lasciato guidare maggiormente dal secondo criterio, cioè estetica e messaggio.
Bando alle ciancie, e via con la rassegna.

Ad ogni immagine è linkata la pagina che guida all’acquisto on line.

Come sempre Greenpeace riesce a sposare, nel calendario che propone, l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale (carta riciclata sbiancata senza cloro) con una resa di grandissimo effetto, relativa a soggetti naturali particolarmente spettacolari.
Il titolo della nuova opera è ‘Standing up for the Earth’, che, parafrasando vagamente il testo dell’italico ‘giro-giro-tondo’, potremmo tradurre: ‘Tutti su per la Terra’.

Di un bianco e nero di grande efficacia emotiva sono invece le immagini ad opera del fotografo Armando Di Loreto per Amnesty International.

Storie di donne della Sierra Leone e dei loro bambini, storie di migranti che attraversano il Niger, storie di rifugiati afgani in Pakistan, storie di vita nei villaggi di Soddo in Etiopia ma anche le storie di chi vive e lavora nel nostro paese senza vedersi riconosciuti i diritti fondamentali, a partire dal diritto di avere un’abitazione adeguata, senza veder rispettata la propria dignità.


Alla rivista settimanale ‘Carta’ si è affiancato da tempo l’omonimo giornale quotidiano gratuito on line, che offre una ricchissima rassegna di informazioni dal mondo dell’associazionismo e dei movimenti, “ma anche grandi reportage, inchieste sociali, approfondimenti sui temi più importanti e le notizie dei Cantieri sociali“.

Proprio come il calendario di Amnesty è in bianco e nero ed alterna immagini scattate in Italia e nel resto del mondo.

Si intitola ‘2010 – Dias de Resistencia !’ ; è stato realizzato in collaborazione con l’associazione ‘Ya basta !’ e grazie agli scatti di Simona Granati.


‘Cronache di pace’ è il titolo del nuovo calendario di Emergency: attraverso 12 fotografie riprese nei suoi ospedali, la meravigliosa associazione di Gino Strada racconta il suo lavoro, ma anche gli incontri con i destinatari delle cure: gli uomini, le donne e i bambini.

…Abbiamo collaborato con quanti la paura e la disperazione sospingevano ai margini dell’esistenza umana, perché riacquistassero speranza, futuro e dignità. E li abbiamo scoperti del tutto uguali a noi.

Anche questo dicono le immagini che proponiamo per accompagnare l’anno nuovo”.


Da Emergency a Medici senza frontiere il passo è breve.
Le immagini a colori che ci propone la ONG internazionale già Premio Nobel per la pace (speriamo l’anno prossimo in compagnia di quella di Gino Strada) sono straordinariamente vive; a differenza di tutti gli altri vengono proposte solo in formato da tavolo, come si può osservare nell’immagine iniziale di questo post, quella sotto il titolo.

Volevo arricchire la rassegna, e allora ho provato a chiedere a Google qualcosa intorno a ‘Calendari, 2010, Africa’.
La ricerca è stata fruttuosa: tre associazioni che non conoscevo, e con le quali può essere interessante familiarizzare, propongono gli oggetti seguenti:


‘Binario per l’Africa’ è nata in Lombardia, dall’unione di alcuni volontari che avevano già esperienze in quel continente. Con la nuova associazione sono già riusciti a realizzare varie opere, fra cui un Dispensario medico in Kenya; ora, anche grazie alla vendita dei calendari, il progetto è di portarvi l’acqua potabile. (Per sapere di più sull’associazione, puoi partire da qui).


‘Enzo B’ è un nome un po’ strano per un’associazione di volontariato.

In questa pagina ne sono spiegate l’origine e le finalità.

In collaborazione con l’associazione locale ‘Céu e Terras’, il ricavato dei calendari aiuterà la costruzione, in Guinea Bissau, “di un Centro di Trattamento Ambulatoriale (CTA) rivolto specialmente a madri e donne in gravidanza sieropositive, oltre che ad ammalati di AIDS. Il Centro verrà realizzato a Bissau, capitale del paese. Nella stessa area verranno allestite altre strutture sanitarie con l’obiettivo di formare una realtà multi servizio nell’ambito della salute. Attualmente, in tutta la Guinea, non esistono strutture analoghe“.


‘L’Africa chiama’, infine, è impegnata “a dare risposte diversificate e multisettoriali per affrontare la gravissima emergenza degli orfani dell’AIDS, dei bambini in difficoltà e dei ragazzi di strada in Africa, in particolare in Kenya, Tanzania e Zambia” (per saperne di più clicca qui).

Il calendario che propone è dedicato a tutte le donne africane “che abbiamo incontrato sul nostro cammino: le mamme dei bambini seguiti presso i centri nutrizionali, le insegnanti impiegate presso le scuole, le cuoche che quotidianamente preparano il cibo per le mense scolastiche, le donne che hanno ricevuto il prestito per avviare piccole attività commerciali, le donne della società civile e delle associazioni locali“.

C’è poi la lista dei desideri di Save The Children, dove manderete un cartolina con certificato di donazione al destinatorio del vostro pensiero.
Stesso metodo e stessa utilità i regali di Action Aid, sul sito apposito potrete regalare da una zanzariera, utile come non mai per prevenire la malaria, ad una pompa per l’acqua, altimenti sempre attraverso Action Aid potreste regalarvi un adozione a distanza.

Buona scelta !

Categorie: Blog - Siti SDRENG, Curiosità SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , | 14 Commenti »

La sete di Gaza

12 novembre 2009 Pubblicato da du hängst

Nel medioevo quando gli assedi duravano a lungo ed un sito risultava inespugnabile, una delle tecniche più usate era quelle di prenderlo per fame e per sete, venivano buttati carcasse di animali nelle falde e nei pozzi per avvelenare l’acqua.

Sono passati secoli ma evidentemente certe tecniche sono ancora valide.

Secondo l’ONU e Amnesty International, il sistema idrico di Gaza rischia il collasso, l’incuria, i mancati investimenti ma sopratutto Israele che chiude i rubinetti impedisce ai palestinesi di approvvigionarsi di quei materiali indispensabili per la manutenzione degli impianti, lo stanno mandando in tilt.

La conseguenza è disastrosa, l’acqua delle piscine di decantazione, che dovrebbe filtrare nella sabbia per andare ad arricchire le falde, risulta piena di liquami non trattati e quindi inquinano le riserve idriche. Le riserve sono sempre più esigue, la siccità a colpito duramente in questi ultimi anni e la costruzione di pozzi scavati dappertutto per raccogliere l’acqua ha svuotato le falde che ora vengono invase dall’acqua marina.

Amnesty International, in un rapporto di 112 pagine, mette in evidenza come il consumo medio dell’acqua di un israeliano è di 300 litri contro i 70 litri di un palestinese. L’80% dell’acqua del fiume giordano viene utilizzata da Israele, che impone ai palestinesi di scavare pozzi solo previa autorizzazione, mentre i serbatoi dell’acqua piovana sui tetti delle case di Gaza di norma vengono usati come bersaglio dai soldati israeliani.

Il blocco delle frontiere, inoltre, ha messo i palestinesi nelle condizioni di non poter fare neanche un minimo di manutenzione.

La sete in fondo è un nemico che non si può battere..
Anche questo è diritto all’autodifesa? O il solo risultato che otterà sara quello di alimentare l’odio.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , | 11 Commenti »

Il bus numero 15

6 ottobre 2009 Pubblicato da du hängst

Per il sindaco Moratti il bus galera rispetta la legge.
Amnesty International e altre associazioni anche cattoliche protestano per il modo con cui i vigili controllano gli stranieri senza documenti.
Io ho solo la nausea per quello che succede nell’indifferenza generale e non aggiungo altro

Immagine anteprima YouTube

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG, Video SDRENG | Tags: , , , , , , | 10 Commenti »

Birmania Luglio 2009

31 luglio 2009 Pubblicato da du hängst

Ashin Sopaka è un monaco buddista in esilio a Colonia in Germania.

Secondo Sopaka, il popolo birmano è al limite della sopportazione e non esclude che ci saranno nuovamente proteste ancor più clamorose di quelle del 2007, con la partecipazione in massa non soltanto dei monaci ma anche della popolazione.

Sopaka ha ancora i suoi contatti con la Birmania, infatti spiega che la prigione dove si trova Aung San Suu Kyi è inavvicinabile, bisogna rimanere a 300 metri di distanza, a proposito il verdetto è atteso per oggi e nonostante gli appelli probabilmente sarà di colpevolezza.

Nei giorni scorsi 1500 manifestanti hanno tenuto un presidio di fronte alla prigione, la polizia non è riuscita a respingere i manifestanti, ma hanno arrestato due attivisti della National League for Democracy, movimento fondato dalla stessa Aung San Suu Kyi, la quale nel frattempo ha ricevuto il premio “Ambasciatore della coscienza” da parte di Amnesty International.

Duranti il Festival di Cannes, Sopaka ha cercato di attirare l”attenzione dei media internazionali,

insieme a Milena Kaneva autrice del pluripremiato documentario sulla Birmania “Total Denial”, hanno esposto striscioni, pregato davanti alla stampa e distribuito materiale informativo.

I media sembrano essere stati interessati alla questione, ma secondo Sopaka l’occidente dovrebbe aumentare la pressione sulla Giunta, infatti nonostante l’occidente a parole pone pressione al governo birmano, gli investimenti tra il 1998 e il 2002 sono stati di quattro miliardi di dollari, miliardi che finiscono nelle tasche dei militari mentre la popolazione rimane in misere condizioni.

L’esempio del documentario racconta la costruzione di un oleodotto, dove sono coinvolte le aziende TOTAL (francese) e della Unocal (USA).

L’autrice Milena Kaneva ha denunciato più volte il disinteresse mostrato da molti media importanti, tra cui Bbc e Rai, i quali, dopo iniziali contatti, hanno rifiutato di trasmettere il documentario.

Categorie: Birmania SDRENG | Tags: , , , , , , , , , | 6 Commenti »

Giornata contro la tortura.

13 luglio 2009 Pubblicato da du hängst

Il 26 giugno è stata la giornata mondiale contro la tortura.

Nonostante l’esistenza di un esauriente quadro giuridico e istituzionale per la prevenzione della la tortura, questa è ancora largamente tollerata o addirittura praticata dai governi e l’impunità dei responsabili continua a persistere
Ban Ki Moon

L’italia non è esente da colpe, il rapporto di Amnesty International evidenzia come ha 20 anni dalla ratifica della convenzione ONU, l’italia sia priva ancora oggi di un reato di tortura. Quando ci adegueremo? In fondo per le leggi che servono ai nostri politici la velocità di promulgazione è pari a quella di un Ferrari Testa Rossa. Per il resto però..

La conseguenza è semplice, chi viene maltrattato o nel peggiore di casi subisce veri e propri atti di tortura, non può perseguire il suo aguzzino se non per reati minori come: lesioni, abuso d’ufficio e via discorrendo.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , | 13 Commenti »

Birmania Aprile 2009

30 aprile 2009 Pubblicato da du hängst

Il 27 maggio dovrebbe finire la detenzione di Aung San Sun Kyi, dovrebbe perché non è detto purtroppo che i generali proroghino questa scadenza.
L’UE intanto prorogherà di un anno, fino ad aprile del 2010 le sanzioni economiche contro la Birmania, lo scopo è quello di rendere trasparente il cammino verso le elezioni del 2010.

In Thailandia, alla fine di tre giorni di congresso, è risorto il Ftub (Federazione dei sindacati birmani). Il nuovo presidente è U Hla Oo e Maung Maung come segretario generale. Il sindacato a redatto un nuovo statuto e si propone di combattere lo sfruttamento schiavista dei lavoratori da parte della giunta.

Amnesty International lancia un appello per l’attore comico Zarganar, condannato a 59 anni di carcere, per aver violato la legge sulle comunicazioni elettroniche. È stato arrestato il 4 giugno 2008 per aver raccolto e distribuito aiuti privati seguiti al ciclone Nargis del mese prima, per aver duramente criticato la giunta per la gestione della crisi e per aver fatto conoscere la portata della devastazione che la stampa nazionale, controllata dal regime, non aveva denunciato.

È detenuto nel carcere di Myitkyina, nello stato di Kachin, a quattro giorni di viaggio dalla sua famiglia che pertanto non può fornirgli medicine e cibo necessari. Chi volesse può anche firmare l’appello qui.

Non possiamo finanziare compagnie che supportano la dittatura militare in Birmania attraverso la vendita di materiale militare

Con questo parole il ministro delle finanze norvegese ha annunciato che il fondo pensione governativo ha venduto le azioni del gruppo cinese Dongfeng Motor, che vende camion militari al regime della Birmania. Tanto di cappello alla Norvegia.

Categorie: Birmania SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , | 5 Commenti »

I diritti umani in Italia

15 maggio 2008 Pubblicato da du hängst

Aderisco all’iniziativa che vi avevo anticipato ieri, Blogger for Human Rights, di Blogcatalog. Non guarderò tanto lontano per parlare dei diritti umani quest’oggi, già altre volte ho parlato di Guantanamo e Waterbording. Ho deciso di guardare in casa nostra, in Italia. Non è così brutta la situzione nella nostra Italia, almeno rispetto ad altri posti, ma conoscere le nostre mancanze può aiutarci a migliorare.

In Italia non è previsto specificatamente il reato di tortura..

La legge Bossi-Fini sull’immigrazione, comprende clausole non in linea con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani.

È proseguita la pratica di detenere sistematicamente i minori migranti appena giunti sulle coste italiane, in violazione delle leggi internazionali sui diritti umani e sui rifugiati.

In molti casi non è stato rispettato il diritto dei minori di essere detenuti separatamente dagli adulti che non siano membri della stessa famiglia.

Frequentemente i minori non hanno ricevuto né assistenza legale, né informazioni sui loro diritti e, in alcuni casi, in mancanza di un’accurata valutazione della loro età, essi hanno rischiato di essere rimpatriati forzatamente.

Talvolta alcuni minori non accompagnati sono stati sottoposti a perquisizioni corporali, ispezioni e confisca di oggetti personali.

Ad alcuni non è stato garantito l’accesso immediato alle procedure di asilo, mentre altri sono stati ritenuti richiedenti asilo a loro insaputa e hanno ricevuto permessi di soggiorno di cui non comprendevano la natura.

Per lungo tempo Amnesty International e altre associazioni non sono potute entrare nei CPT, solo dopo che il ministro degli Interni ha dichiarato che le associazioni dovevano poter accedere ai centri di detenzione per migranti, sono state avviate le procedure per tutte le autorizzazioni del caso.

Tutto il rapporto completo lo potete trovare qui.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , | 9 Commenti »