Profili SDRENG - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

SDRENG

Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Archivio della categoria 'Profili SDRENG'

Tom Tom

1 dicembre 2006 Pubblicato da du hängst

La novella, che sto per decantare a voi, è alquanto singolare, perché avrà inizio con la fine, percepisco del turbamento in voi, non vi date ansia per me, il mio senno non mi ha ancora abbandonato, non del tutto per lo meno, ma siate coscienti, che la fine di un leggendario guerriero è sempre l’inizio della leggenda del suo rivale….

Parecchie lune erano trascorse, il Re Scorpione, sanguinario e formidabile guerriero, era riuscito nel suo intento, battersi con questo nuovo giovane guerriero dal buffo nome.
Non è dato sapere, quale fu la cagione che lo spinse, plausibile è la tesi che mal sopportava i racconti riguardo le leggendarie gesta del suo rivale, mai, il suo orgoglio, gli avrebbe permesso di essere oscurato in fama e terrore da qualchedunaltro.
Stratagemmi, né escogito una miriade per costringerlo a battersi con lui, ma strano tipo si dimostrò il suo mortal nemico, non cadde mai in provocazione alcuna, non si prendeva cura di mostrare chi dei due fosse il più forte.
Le origini del giovine guerriero, erano misteriose, come può esserlo la notte o la volta celeste, alcuna memoria vi era di lui fin quando non apparve sui campi di battaglia, ancor più stravagante era la sua indole, non amava la lotta, benché in lei eccellesse, non né abusava, lottava solo per la sua salvezza o per nobili e giusti ideali, il mistero intorno a lui, nutrì le storie delle gesta da lui compiute, come una giumenta nutre i suoi piccoli.
Minacciando la distruzione, della sua amata Cameranum, a mezzo del suo esercito, il Re aveva raggiunto il suo scopo. Ora, uno di fronte all’altro si scrutavano, il Re nella sua armatura imponente, tutta d’oro e d’argento, sembrava un Dio, i nomi cesellati su di essa erano quelli dei guerrieri da lui sconfitti, un uomo zelante, un lustro avrebbe impiegato a leggerli tutti. Lo sguardo del Re era carico di rabbia, scherno e impavida sicurezza, da troppo tempo desiderava codesto momento, studiò con attenzione il rivale, non vi era traccia alcuna di paura o rabbia, ma una determinazione smisurata. Non vi furono testimoni allo scontro, ma il giovine né usci vittorioso… Non si udirono ne canti né novelle, né lui raccontò mai come andò… finché un giorno non fu rinvenuto il diario del guaritore di palazzo del Re, ove aveva trascritto le sue ultime parole agonizzanti…

“Io ne ho sentite di storie che non potreste immaginarvi.
Corpi smembrati in un sol colpo al largo dei bastioni di Nippur…
Sentii raccontare che si muoveva alla velocità con cui il fulmine attraversa il cielo…
Udii che ogni suo colpo era mortale..
Udii che era invulnerabile…
Udii d’eserciti in fuga di fronte a lui…
Udii di leggende ove si stagliava in cielo e piombava sul cranio dei suoi nemici…
Udii delle sue imprese….
Mi sembravano impossibili…
Finalmente udii il suo nome…
Era buffo il suo nome…
Buffo, si, ma solamente nel nome, io l’ho veduto ora, con i miei occhi!
Non è invulnerabile, ma si può colpire qualche cosa che si muove più veloce della pupilla?
Udii di quelle che avrebbero dovuto essere leggende… ma ora so, erano il vero!
E’ stato un attimo! Un soffio! Un lampo! L’ho visto sparire con un salto in cielo! Troppo tardi era, quando l’ho sentito! Il suo ginocchio colpiva già la mia testa!
La mia testa! La mia povera testa! Sta scoppiando! Le mie tempie battono e sembrano emettere un rumore cupo, una musica di morte, Tom! Tom! Tom! Tom!. Ora mi è dato, mio fidato servitore, di conoscere il senso del suo nome! Ora non mi sembra più buffo! Al contrario, per me ora è un nome terrificante….
Ma tutti questi miei ricordi, andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
E’ tempo di morire….”
Ora fanciulli, conoscete le ultime parole del Re, dopo lo scontro per lui mortale con Tom Tom, e per me è giunto il momento di riposare le mie povere membra stanche.

Categorie: Profili SDRENG | Tags: , , , , , | Nessun Commento »

La leggenda di Jorge

24 novembre 2006 Pubblicato da du hängst

La mia stanca mente ricorda ancora il diletto, che provavo a sistemarmi intorno al sacro fuoco con gli altri fanciulli ad ascoltare il Grande Vecchio, è lo stesso diletto, che ora io sento, nel raccontare a voi quelle stesse storie, voi che siete i fanciulli, che io ero, e sarete i vecchi, che io sono.
Quella che vò, ora a narrarvi, è “La leggenda di Jorge”.
Leggenda o storia, lascio a voi che l’udite la sacra decisione, ma trattasi in ogni caso di un personaggio straordinario.
Là, dove la terra scende dolcemente ad abbracciare il mare e prende la forma di un gomito, là, sorgea un piccolo villaggio di pescatori chiamato Ankon. Villaggio pacifico, non avea conosciuto ne guerra, ne violenza alcuna, durante il suo esistere. Un giorno orde selvagge, colpirono il villaggio come un violento temporale in agosto, gli Urremanni, popolo crudele che viveva a nord delle grandi montagne, era disceso fino ad Ankon, saccheggiando e distruggendo tutto quello incontrato lungo il loro cammino, disseminando sangue, distruzione e morte. Ankon non fu distrutta, ma invasa, gli Urremanni l’avevano scelta come loro nuova dimora.
Jorge, giovanissimo all’epoca dei fatti,  riuscì a scappare e giurò sulla tomba dei suoi antichi e nobili avi, che un giorno sarebbe tornato a liberare il suo villaggio e a bagnare con il sangue la propria vendetta. Incessante e instancabile fu il suo peregrinare, durante il quale si prodigò a fare qualsiasi lavoro per sopravvivere, danzò perfino, alla corte di un re…
Dopo di cotanto girovagare, il suo scopo fu raggiunto, trovare il famoso maestro Ray.
Fu così, che in giovane età iniziò a praticare, una delle forme più misteriose delle arti marziali, la Muay Thai stile Nanto. Si dimostrò, subito, molto determinato e capace, la sua carriera da ballerino rimase un ricordo, voleva essere un guerriero. Il suo maestro mai incontrò un giovane così deciso e di tanto talento dotato, mai lo vide saltare una lezione, mai lo sentì emettere alcun lamento, lo allenò con costanza in ogni posto, a casa, per strada o dovunque capitasse. Jorge non fu allenato solamente nel fisico, non fu allenato solo ad essere guerriero, ma il suo maestro, allenò la mente perfino, infatti, studiò il pensiero filosofico di Budda, Confucio, Lao Tzu, e dei fondatori del Taoismo.
Filosofo e guerriero, questo divenne Jorge, non s’era mai visto un guerriero di tale specie, non v’era solo istinto per il combattimento in lui, ma anche spiritualità. Fu il primo di un nuovo genere di guerrieri. La sua profonda spiritualità, influenzò il proprio modo d’essere letale nei campi di battaglia. Mistico e misterioso era il suo modo di combattere, il suo spirito sembrava invadere ed elevarsi sopra il campo di battaglia, differente fu il suo modo di porsi davanti all’avversario: non fu solo violenza, non fu una corrente selvaggia carica d’odio e di rabbia, Mai combatté la violenza dell’avversario con la propria, questa scorreva su di lui, veniva assorbita, contrattaccando con essa. Micidiali i suoi contrattacchi, più l’attacco portato era potente più la sua risposta era devastante. Il suo stile di combattimento fu definito come lo “Stile dell’acqua cheta”. Il suo maestro, lo definì una diga, “anche se si riesce a romperla un’ondata di piena poi ti spazzerà via….”
Imparò tutto dal suo Kru, divenne talmente potente da sconfiggere il proprio maestro negli allenamenti. Fu il segnale che aspettava, poteva tornare per liberare il suo popolo e il suo villaggio. Arrivò il giorno in cui si presentò alle porte d’Ankon, sfidò da solo l’esercito degli Urremani, la battaglia fu epica e sanguinaria, mai tanto sangue si vide scorrere in una sola battaglia, un intero esercitò spazzato via da un sol esile uomo, il sangue aveva tinto di rosso la pianura e formato un fiume che si gettò in mare per giorni, in quel punto vi fu costruito, il “Ponte Rosso”, a ricordo della tremenda e sanguinaria battaglia con cui Jorge liberò dalla tirannia la sua gente.
Ankon fu libera, ma di Jorge si persero le tracce, non si sa se tornò ai suoi studi filosofici tanto amati, o alle danze che lo avevano tanto dilettato in giovine età…

Categorie: Profili SDRENG | Tags: , , , , , | Nessun Commento »

Monstrum

17 novembre 2006 Pubblicato da du hängst

Nel mio villaggio si soleva, prima di coricarsi, radunarsi intorno al fuoco ad ascoltare canti narrati dal vecchio saggio. Erano canti mitici, epici, si narravano gesta d’eroi, di battaglie sanguinarie e di gloriosi guerrieri. Una novella in particolare, rimembro, dove leggenda e realtà erano un tutt’uno.
Udii narrare in giovane età, in una sera d’inverno talmente buia che l’oscurità sembrava inghiottirsi tutto il mondo a me conosciuto, di una valle nascosta….
Un luogo aldilà delle colline nebbiose, un luogo chiamato Aspius. Un luogo vessato da venti gelidi, eruzioni devastanti e da tempeste senza fine, un luogo, dove sembrava che il mondo finisse.
L’Aspius era diviso in quattro contee, LA CONTEA PRIMA DEL GRANFOSSO, LA CONTEA A DESTRA DEL GRANFOSSO, LA CONTEA A SINISTRA DEL GRANFOSSO e LA CONTEA DOPO IL GRANFOSSO.
Questa terra inospitale era abitata da una tribù leggendaria, formata da valorosi guerrieri, tra di loro vi era “Monstrum”, colui che grazie alle sue gesta, era conosciuto in tutte le terre e da tutte le genti.
Mezzo uomo e mezzo dio per la sua tribù, mezzo uomo e mezzo demone per i suoi nemici.
“Monstrum” era forgiato nel fisico dai potenti eventi della natura, era veloce come un lampo, la potenza del tuono attraversava le sue membra, aveva la forza di un orso, l’agilità di una scimmia e la determinazione dell’acqua che lentamente consuma la roccia.
Usava tecniche di lotta misteriose, il CHAP-KO era la più temibile tra tutte quelle da lui conosciute, con codesta tecnica poteva proiettare a terra i suoi avversari con una tale potenza da polverizzarli.
Il Dio Hanuman, chiese il suo aiuto per sconfiggere il gigante, il Dio Marte, si avvalé dei suoi servigi per disperdere i propri nemici e di Conan non vi è più memoria alcuna dopo che lo affrontò in battaglia.
Mai, la mia mente potrà dimenticare le parole con cui il vecchio saggio chiudeva questa storia:
“Ricordate, per sconfiggere “Monstrum” ci vorrebbero 1000 vite voi n’avete soltanto una!”

Categorie: Profili SDRENG | Tags: , , , , , | 3 Commenti »

Van Damme

10 novembre 2006 Pubblicato da du hängst

Un altro membro del gruppo “Sdreng” è Van Damme, il più giovane della squadra, ma certamente non il meno “Sdreng”!.

Il Van Damme è residente ad Osimo Stazione, abita a poche centinaia di metri dal Meticcio, di cui abbiamo parlato pochi giorni fa.

L’alta percentuale di “Sdreng” in Osimo Stazione fa di questa “metropoli”, per la propietà transitiva, una città molto “Sdreng”.

Il Van Damme è naturalmente dotato per le arte marziali, anche lui pratica la Muay Thai, questa disciplina è talmente connaturata in lui che anche quando va in bagno sta in posizione di guardia per difendersi da possibili attacchi a sorpresa (abbiamo raccolto al riguardo testimonianze fotografiche che non pubblicheremo per il rispetto della legge sulla privacy).

L’anno scorso, non contento del livello tecnico raggiunto, è andato a fare un corso di aggiornamento ad Amsterdam, alla MUAY COFFEESHOP THAI ASSOCIATION, dove ha imparato la tecnica del MAHD TRHONG ROLLED, tecnica difficilissima da portare a bersaglio.

Il Van Damme la  applica con una naturalezza disarmante.Il suo avversario quando viene colpito rimane stupefatto, stordito e rallentato ed è in sua copleta balia.

Nello stesso anno prosegue poi, verso Berlino e Praga per affrontare avversari di fama internazionale.

Il Van Damme con il tempo ha subito una sorta di mutazione genetica, una volta era un lavoratore instancabile, preciso e solerte, ora la sua velocità nelle operazioni lavorative è paragonabile a quella di un bradipo….

Il Van Damme è munito di un ironia molto sottile, sembra sia stato lui a batezzare il Meticcio come tale….

Categorie: Profili SDRENG | Tags: , , , , , | 1 Commento »

Il meticcio

6 novembre 2006 Pubblicato da du hängst

Ogni gruppo che si rispetti, è eterogeneo, così anche il gruppo “sdreng”, non potrebbe essere altrimenti…

Tra le nostre fila, vi è però una persona dalle origini “particolari”.

Soprannominato il “meticcio”, termine da noi usato quando lui non può sentirci, ha delle origini alquanto bizzarre che qui riassumo brevemente:

  1. Nato a Jesi
  2. Vissuto ad Ancona
  3. Residente ad Osimo Stazione.

Il suo soprannome, come si può ben intuire, deriva dal fatto che le sue origini sono molto molto particolari….

Le dimensioni di questo meticcio sono 185 cm d’altezza, 85kg di peso, presenta un udito eccezionale, per questo stiamo attenti a parlare di lui, è un bravo lavoratore, agile e veloce; a volte passa le giornate a riposarsi con la playstation, in natura ha un carattere abbastanza amichevole, ma se stuzzicato diventa permaloso a volte aggressivo…

Categorie: Profili SDRENG | Tags: , , , , , | 6 Commenti »