26 agosto 2009 Pubblicato da du hängst
Settimana scorsa con l’amico Marz stavamo ammazzando il tempo o forse il tempo stava ammazzando noi di noia, non saprei dirlo con precisione.
Sta di fatto che da buoni perditempo ci siamo inventati un giochino, guardare le macchine che passavano, vedere in quanti parlavano al telefonino.
Lo so, siamo fulminati, ma che volete farci ci divertiamo con poco.
Nel periodo di osservazione abbiamo fatto caso che in molti parlano al telefono, qualcuno mandava o leggeva messaggi.
Ad un certo punto tutti e due all’unisono siamo saltati in piedi a ridere come pazzi ed urlare:
“Guarda quello! E’ da ergastolo! Da lavori forzati!”
Il tizio guidava tranquillamente leggendo il giornale, che aveva aperto sul volante!
Visto il caldo, aveva il finestrino aperto e credo ci abbia sentito sia ridere che urlare, tanto che ha anche provato a tornare indietro, ma noi saggi quali siamo ci eravamo già dileguati, in maniera discreta, indifferente e soprattutto molto veloce.. Non era paura eh.. o_O
Resta una considerazione da fare: ma in questo paese c’è una regola che tutti rispettiamo? Ho l’unica vera regola che rispettiamo è quella di non rispettare le regole?
Perché se certe cose si notano dai piccoli indizi, non stiamo messi benissimo!
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26 maggio 2009 Pubblicato da du hängst
La Bignardi ha dato dell’antipatico a Brunetta.
Io lo darei sicuramente a Sacconi, è una questione di pelle, ma lo scrivo anziché dirglielo, almeno risparmio ossigeno per il mio cervello già duramente provato.
E voi a chi lo dareste il premio dell’antipatico?
Potete colpire in qualunque versante della politica ovviamente, una votazione trasversale insomma
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10 novembre 2008 Pubblicato da du hängst
Gli Stati Uniti sono il paese delle opportunità
L’Italia è il paese degli opportunisti..
Spiegazione data da un vecchietto che dovrebbe avere quasi novant’anni, al barista che gli domandava il perché in Italia non nasceva e non si intravedeva nemmeno all’orizzonte, un personaggio come Barack Obama..
E’ affascinante e scolvongente allo stesso tempo, come queste persone riescano a rispondere e a dare spiegazioni con una semplicità e un pragmastismo unici. Adoro questa loro filosofia schietta e contadina.
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10 dicembre 2007 Pubblicato da du hängst
Rimango sempre sorpreso da come le persone anziane con la loro filosofia spicciola, schietta e senza tanti fronzoli, riescono a farti sentire meglio, mettere nella giusta prospettiva tutti i problemi che uno può avere.
Sto parlando della mia nonnina, terza di quattordici fratelli, l’unica ancora in vita della sua famiglia, nata in Argentina tornata in Italia da adolescente, come tutte le persone di quell’epoca ha dovuto lottare e soffrire durante la sua vita, ha visto andarsene uno ad uno i suoi fratelli. Un suo fratello addirittura morì investito da un autovettura, quando nel suo paese ne circolavano al massimo una decina, eppure quando racconta della sua vita chiude sempre con questa frase:
Sono stata fortunata, sono sempre stata bene ed ho sempre avuto un pezzo di pane e una tazza di latte per mangiare..
Un pezzo di pane e una tazza di latte, mi sono impresso in mente questa frase, mi aiuta a dare la giusta prospettiva a tutte le cose.
Grazie nonnina.
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25 settembre 2007 Pubblicato da du hängst
Nel mondo sono ancora molti gli stati che applicano per legge l’esecuzione capitale, i dati ufficiali di “Nessuno tocchi Caino” parlano chiaro.Qualcosa si sta muovendo, ci sono paesi, che hanno abolito la pena di morte, come il Ruanda e il Kyrgyzstan, il Marocco invece, ha una commissione che sta valutando la possibilità di abolirla.
Non basta, purtroppo, gli stati più importanti a livello mondiale non rinunciano, Cina e Stati Uniti, almeno in questo caso, sono d’accordo, continuano le esecuzioni e non intendono sospendere questa pratica. In tutto questo si inserisce il premio come abolizionista dell’anno, premio che viene dato a Paul Kagame, presidente del Ruanda. E’ una decisione che lascia abbastanza perplessi a dir la verità, Kagame è un personaggio molto discusso, non si riesce a capire il suo ruolo nel genocidio ruandese, ha condotto una guerra contro la Repubblica del Congo dal 1998-2003, soprattutto il suo modo di gestire il paese somiglia molto a una dittatura, sono in molti a non essere d’accordo con questa premiazione.
Credo che un gesto come quello fatto da Kagame, sia stato fatto solo per trovare una certa credibilità internazionale e noi ci siamo caduti in pieno.
Romano Prodi e Franco Marini erano entrambi presenti alla premiazione dando così una legittimazione internazionale, a un personaggio che sembra essersi macchiato di reati contro l’umanità e sospettato di attentati contro i suoi avversari politici.
Un dittatore che toglie la pena di morte, rimane sempre un dittatore, ben venga il suo gesto, ma mi sembra una piccola cosa in confronto a quello di cui si è macchiato e noi lo premiamo pure, mi gira un po’ la testa.. Certi meccanismi sono fuori dalla portata della mia comprensione.
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11 settembre 2007 Pubblicato da du hängst
L’11/9, è una data che nessuno potrà dimenticare, una data piena di dolore e tristezza, era l’11/09/2001 quando vi fu l’attentato alle torri gemelle, era l’11/09/1973 quando Pinochet andò al potere con un golpe. Negli ultimi anni 11/09 ha un significato nefasto.L’11/09/1903 era anche il giorno in cui Ghandi, a Johannesburg propose agli immigrati indiani, di applicare il suo metodo di lotta non violenta per emanciparsi, per sfuggire all’oppressione e allo sfruttamento.
Ghandi dimostrò come si poteva cambiare il mondo senza usare la violenza, conquistare quei diritti che ci spettano dalla nascita, senza dichiarare guerra a nessuno, senza fare attentati, senza spargere sangue di chiunque esso sia. Ricordo ancora, quanto mi colpì il film della sua vita così esageratamente straordinaria, eppure nessuno che è venuto dopo ha seguito la sua strada, una strada che abbiamo perso troppo presto e che nessuno si impegna a ritrovare.. L’India la sua patria, ha addirittura l’atomica.
Io, però, oggi voglio ricordare l’11 settembre di Ghandi, mi voglio illudere per un giorno solo che forse un domani potremo vivere tutti come sognava Ghandi e lo voglio fare proprio oggi, il giorno che ormai per tutti è sinonimo di tristezza e paura.
Oggi uscirà anche il libro l’11 settembre di Ghandi.
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3 luglio 2007 Pubblicato da du hängst
L’uomo ha imparato ad orientarsi e muoversi su questa terra fin dall’antichità. All’inizio usava le stelle come punto di riferimento, poi è stato inventato il sestante e la bussola e ha imparato a fare carte geografiche, oggi abbiamo il Gps, con il quale è praticamente impossibile perdersi, sappiamo sempre dove ci troviamo, e anche se ci siamo sbagliati, veniamo riportati subito sulla strada giusta.
A volte penso che ci vorrebbe un gps per la vita. Per non perderci, per capire, da subito, quale sia la via da percorrere. Ogni volta all’idea sorrido. Sorrido perché in fondo so, che un tale sistema di navigazione, toglierebbe tutto il fascino al nostro percorso. L’insieme delle nostre decisioni, anche sbagliate, e delle nostre esperienze ci hanno fatto diventare le persone che siamo oggi, saremmo persone così ricche senza tutto questo bagaglio?
Capita però, di andare alla ricerca frenetica di qualche cosa, senza sapere in realtà che cosa vogliamo, capita perché molte volte ci portiamo dentro un problema, ma finché non avremo il coraggio di guardarci dentro e affrontare quello che ci turba, qulasiasi cosa troveremo, non ci darà mai piena soddisfazione, sarà sempre è solo una ricerca per fuggire da qualche cosa..
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18 maggio 2007 Pubblicato da Monstrum
Se eri un bambino negli anni 50-60-70…
1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.Non avevamo cellulari…cosicché nessuno poteva rintracciarci, impensabile oggi!
9.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12.- Condividevamo una bibita in quattro…bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet…Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità…e imparavamo a gestirli.
La grande domanda allora è questa:
“Come abbiamo fatto a sopravvivere, a crescere e diventare grandi?”
PS: questo testo mi è arrivato da un’amico tramite e-mail, non so chi lo abbia scritto, ma secondo me è stato bravo!
L’ho trovato molto carino e soprattutto tristemente veritiero, quindi ho voluto girarverlo…scusate se l’avete già letto!
Ciao a tutti…
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24 aprile 2007 Pubblicato da du hängst
Il micro credito arriva anche in Italia, è per la precisione nella regione Lazio. La regione Lazio, ha studiato una forma di finanziamento in tutto e per tutto simile a quella applicata dal premio nobel Mohamed Junus. (Potete leggere l’articolo qui.)
La soluzione studiata da Junus, con la sua Graemen Bank, permette hai più disagiati di accedere ai finanziamenti, creando così, di fatto, uno sviluppo economico dal basso.
L’iniziativa è molto interessante a parer mio, un modello economico non nato nel mondo occidentale, che viene applicato in un paese considerato una tra le potenze economiche mondiali, non capita tutti i giorni.
In Bangladesh, la Graemen Bank, creava con i suoi clienti, un rapporto basato sul principio di responsabilità, non un rapporto esclusivamente economico, ed è stato questo il motivo del suo successo..
Io ora, non voglio sembrare sempre troppo scettico e negativo, ma questo principio funzionerà anche in Italia, o come al solito, noi ci approfitteremo? Sarebbe un peccato rovinare questa iniziativa, che ripeto, mi sembra molto interessante e in grado di aiutare parecchie persone, solamente per l’oramai celebre furbizia italica..
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12 aprile 2007 Pubblicato da du hängst
In questi pochi giorni di vacanza, ho avuto modo di rilassarmi e di riflettere su alcune cose. Non ho fatto riflessioni filosofiche degne di essere riportate ai posteri, ma io ve le dico lo stesso!Sabato stavo sistemando alcune foto e mi sono capitate tra le mani quelle dell’ultima vacanza da me fatta.. La metà era la Thailandia, ho visitato altri posti in vita mia, ma questa terra, vuoi perché è il viaggio più recente che ho fatto, vuoi per le esperienze fatte, mi ha lasciato un sacco di ricordi piacevoli e d’amici. A dire il vero, non so se si possono definire amici, degli “Indigeni locali” con cui ho passato al massimo due settimane, sta di fatto, che siamo rimasti legati e ogni tanto via e-mail ci scriviamo, con il nostro inglese maccheronico.
Ho conosciuto delle persone veramente speciali, speciali perché pur non avendo niente a livello materiale o avendo molto meno di quello che abbiamo noi, avevano una serenità d’animo e un modo di affrontare la vita che mi ha lasciato sconcertato, sembravano, anzi erano molto più felici di come lo siamo noi, affrontavano le cose con un dignità che ti lascia a bocca aperta. Avevano una gentilezza, che poche altre volte ho incontrato in persone appena conosciute, aprire l’uscio di casa a degli sconosciuti e condividere con loro quel poco che c’era nel frigo, non è da tutti..
Sono dovuto entrare in casa loro a piedi scalzi e dopo una giornata in giro a visitare tempi e monasteri, avevo il terrore di sterminarli tutti! Ho dovuto mangiare, come loro usanza, seduto in terra con le bacchette, facendoli ridere come dei pazzi per le mie acrobazie culinarie.. Ma mi sono adeguato.. Ho anche parlato con loro in un idioma, che era un misto di Thai-Inglese-Mimica (Che costituiva la parte maggiore dei nostri colloqui). Mi hanno fatto conoscere un lato della loro terra e del loro stile di vita, che mai avrei avuto l’occasione di conoscere, se non li avessi incontrati.
Sono tornato un po’ più ricco da quest’esperienza, ho capito che la serenità cammina a braccetto con la felicità, non si può essere felici se non si è sereni, ho capito che il nostro stile di vita, che crediamo così perfetto, ci fa perdere il senso vero delle cose, noi corriamo tutti come dei pazzi, ma per andare dove? Raggiunto un obiettivo non sappiamo neanche gioirne perché n’abbiamo già un altro da raggiungere! Siamo un po’ come delle automobili che corrono con il motore fuori giri, rischiamo di fondere.. Non credo che il nostro stile di vita sia quello giusto, anche se in un modo o nell’altro lo stiamo imponendo a tutti.. Spero per voi, cari amici Thai, che la vostra “occidentalizzazione” avvenga il più tardi possibile!
P.s. : Cavolo questa settimana l’ho proprio buttata sull’introspezione!
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