Vogliono costruire un rigassificatore e piazzarlo in mare davanti alla costa di Porto Recanati.
La posizione è molto infelice perché è a ridosso del Parco del Conero, che è una delle zone costiere più belle della mia regione, inoltre, cosa molto più importante, la gente non lo vuole.
Ho parlato con amici che vivono a Porto Recanati, il sunto di tutto il discorso è questo: “La gente non lo vuole, è solo il sindaco a volerlo”.
La gente non lo vuole, ma i politici sì, eppure hanno un mandato popolare ed è a quella gente che dovrebbe chiedere la politica o no?
Uno dei tubi per portare il gas alla costa dovrebbe passare sotto un tratto di spiaggia, che d’estate è frequentatissima, se capitasse un incidente come quello del fiume Pecos come andrebbe a finire? Perché dubito fortemente che quella spiaggia sarà chiusa per la sicurezza dei bagnanti!
Il rigassificatore sarà a 34 km (18 miglia nautiche) dalla costa. Nel 1975 ci fu il primo studio effettuato dal MIT, il test prevedeva la perdita di una nave (100.000 metri cubi di GNL sversato), il risultato dei calcoli furono 110 Miglia Nautiche, pari a 203 km. La nave rigassificatrice proposta di fronte al Conero può contenere 160.000 metri cubi di GNL. Molti di questi studi sono stati criticati perché fatti negli anni ’70, quindi ritenuti ormai obsoleti.
Nel 2004 i Laboratori SANDIA (ente di ricerca americano sulla sicurezza) hanno invece calcolato una distanza di sicurezza pari 3,5km (1,9 miglia nautiche). Il calcolo è stato eseguito non sulla peggiore ipotesi possibile (la perdita dell’intera nave) ma solo su due fori di 5 m per 2 che pertono gas per 8 minuti. Nel 2006 aumentando la dimensione dei fori (7 metri per 2) la distanza aumentò a 11 km (6 miglia nautiche.)
In molti hanno sollevato dubbi sulla validità di questi calcoli e la maggioranza degli scienziati è in disaccordo con questi calcoli.
Io mi sono organizzato e voi? La luce sarà generata da candele, Il PC sarà spento e anche la televisione.
Sta prendendo sempre più piede una consapevolezza energetica o per lo meno c’è chi con queste iniziative, cerca di rendere consapevoli più persone possibili. L’energia può essere usata in maniera intelligente evitando gli sprechi, è importante inoltre, avere sempre più attenzione alle fonti alternative di energia.
L’energia non è infinita, perché le sue fonti attuali non lo sono e molte di queste sono anche molto inquinanti.
In tutto questo s’inserisce il nostro lungimirante governo, che a breve dovrebbe indicare i siti nucleari, ma dubito che lo farà prima delle elezioni, inizieranno a costruire centrali nucleari che produrranno energia, se va bene, tra dieci anni.
Ci sarà abbastanza uranio per tutti tra dieci anni? O dalle guerre del petrolio si passerà a quelle dell’uranio?
Mi raccomando per un giorno illuminatevi (energeticamente non intellettualmente) di meno anche voi.
La biodiversità celebrata e ricordata, ma così fastidiosa per alcuni, non è forse la biodiversità che molte multinazionali combattono in agricoltura, cercando di standardizzare tutti i prodotti agricoli? A che potrà servire l’anno delle biodiversità?
La redenzione del nucleare iniziò nel 2006 quando Tony Blair la indicò come una soluzione per evitare gli effetti del riscaldamento globale, da allora l’International Energy Agency, l’equivalente dell’Opec in Europa, non fa che ripetere che l’unico modo di abbattere le emissioni è di mettersi a costruire immediatamente delle centrali nucleari.
Peccato che nessuno parli di quanto uranio ci sia in questo momento a disposizione. Il primo a fare una ricerca in tal senso, è stato l’esercito USA nel 2005, le riserve di uranio secondo questo studio basteranno appena per venti anni, giusto il tempo di farci costruire le nostre in italia.
Nel 2009 una ricerca indipendente del Mit, condotta da Michael Dittmar, indica come data di fine esaurimento scorte il 2013, in questa maniera tutti i paesi importatori di uranio rimarranno senza combustibile, intanto le guerre per l’approvvigionamento dell’uranio sono già in atto in Darfur come nell’Africa Sahariana, riserva di caccia dell’industria nucleare francese.
Un altro enorme problema riguarderà le scorie, ora come ora in nessun paese al mondo è stato risolto questo problema, né negli Usa né in Francia o in Russia.
Per rendersi conto di quanto sia complicato il problema delle scorie, basta pensare che in Italia ci sono voluti due decenni per risolvere il problema delle scorie prodotte dalle centrali attive prima della loro abolizione.
Ilaria Alpi sarebbe stata uccisa proprio perché stava indagando su un traffico di scorie verso la Somalia. Le nostre scorie sembra che siano finite in Russia, dove qualche politico corrotto le ha seppellite all’insaputa dei suoi cittadini.
In sostanza, se si costruissero tutte le centrali progettate nel mondo e ci fosse il combustibile per farle funzionare, ci ritroveremmo migliaia di tonnellate di scorie radioattive da smaltire e il problema sarebbe equivalente a quello del riscaldamento globale.
In italia intanto sono apparse diverse cartine, dove dovrebbero sorgere i nuovi siti nucleari, un elenco parlava di Monfalcone (Gorizia), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano, Chioggia (Venezia), Caorso (Piacenza), Trino Vercellese (Vercelli), Montalto di Castro (Roma), Termini Imerese (Palermo) e Termoli (Campobasso), in altri casi sono state ripescate le carte del Cnen degli anni ’70. La realtà è che informazioni precise e ufficiali sono state rimandate a dopo le elezioni regionali, perché questa scelta se il 75 per cento delle persone sta con il governo? Perché non affermare la verità e tradire il clima di amore?
Il sito unico di stoccaggio dovrà essere individuato dalla Sogin tra le aree potenzialmente idonee, la Sogin gestirà anche la realizzazione e la gestione del sito nell’ambito del “Parco tecnologico”..
Parco? o_O
Avevo un’altra idea di parco..
Altre informazioni sul nucleare lo trovate su questo sito.
Nel 1990 le migrazioni contavano 25 milioni di “profughi ambientali”, oggi sarebbero 50 milioni, nel 2050 200 milioni!
Gente disperata in cerca di futuro, gente che non potrà tornare a casa o non vorrà, perché le loro terre saranno state sconvolte da uragani o tempeste, da siccità o alluvioni, da guerre per il controllo dell’acqua, gente che non potrà essere respinta, senza essere moralmente responsabili del loro destino.
Il 2050 è così distante, magari qualcuno si preoccuperà per una volta di prevenire e non di porre rimedio a quella che per ora è una previsione, ma ho paura che l’umanità non sarà così lungimirante ed allora, purtroppo, non resta che sperare che queste previsioni siano sbagliate, perchè almeno quei duecento milioni di persone resteranno tali e non verranno disumanizzate con la parola clandestino.
Ci si aspettava un segnale, ma la realtà dei fatti è che quel segnale non c’è stato.
Il mondo affronta una tragica crisi di leadership. Invece di unirsi per garantire il futuro di centinaia di milioni di persone nel mondo, raggiungendo un accordo storico per evitare il caos climatico, i Paesi più potenti hanno tradito le future generazioni. Rimediare sarà ora molto più difficile
Direttore Esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo
Io, che sono maligno, sono convinto che il punto sugli stanziamenti dei fondi, sia stato inserito appositamente per “costringere” a firmare l’accordo ai paesi non allineati, infatti il rappresentante di Tuvalu ha commentato:
30 denari per distruggere il nostro popolo e il nostro futuro
Ancor più duro è stato il rappresentante del Sudan:
Il 7 ottobre 1994 gli argini naturali di un lago formato dal ghiacciaio Luggye cedettero, un onda di acqua si abbatté sullo stato del Bhutan uccidendo 21 persone.
Il Bhutan si rese conto, improvvisamente, che il cambiamento climatico comportava numerosi rischi anche per il piccolo stato himalayano e da allora ha cercato di provvedere al nuovo stato di cose, ma i soldi sono veramente pochi per uno degli stati più poveri del mondo.
Sono 210 milioni di persone che vivono nei pressi dell’Himalaya.
Sono un miliardo e 300 milioni le persone che vivono degli alimenti forniti dai terreni irrigati dall’acqua dei fiumi, che sono alimentati dai ghiacciai dell’Himalaya, cifre che dovrebbero farci riflettere, ma non sarà l’unica parte del mondo a subire le conseguenze, le subiremo tutti, chi più o chi meno, ma le subiremo tutti.
Se il vertice di Copenaghen non darà frutti, se non si prenderanno decisioni vincolanti per gli stati, il vertice sarà stato inutile e il mondo potrà diventare solo un posto più difficile dove vivere, le carestie aumenteranno, così come le migrazioni, forse solo la lega sarà contenta perché avrà modo di divertirsi con i respingimenti..
Tck Tck Tck, il tempo passa e il momento cruciale si avvicina, saranno pronti i nostri leader a pensare diverso, a guardare le cose in modo diverso, a sganciarsi da quello che è stato fino adesso?
Tck Tck Tck, il tempo passa e voi siete pronti a volere un cambiamento? Tck Tck Tck, are u ready?
Ovviamente siete invitati ad iscrivervi alla campagna Tck Tck Tck.
Questo popolo è stato sterminato per mano degli allevatori di bestiame e dei loro killer. Hanno invaso e distrutto la loro foresta natale. Un vero e proprio genocidio.
Questi criminali hanno tentato di nascondere le prove dei loro omicidi, ma il Funai (Dipartimento degli affari indigeni del governo brasiliano) ha rinvenuto i resti delle case distrutte.
Oggi vivono in un territorio ufficialmente riconosciuto dal governo brasiliano e il Funai li protegge dai tentativi di invasione degli allevatori.
A differenze degli stermini di massa della Germania nazista e del Rwanda, il genocidio dei popoli indigeni continua oggi negli angoli più remoti del mondo, sfuggendo alla vista e alla condanna dell’opinione pubblica. Anche se i numeri sono inferiori, il risultato non cambia. Le speranze di salvezza dei popoli indigeni cominceranno solo quando le loro persecuzioni saranno state finalmente riconosciute gravi tanto quanto la schiavitù o l’apartheid.
Stephen Corry, direttore generale di Survival.
E’ sempre troppo tardi quando se ne parla, sempre troppo tardi quando si fanno sapere queste notizie, riescono sempre a tenerle nascoste e soprattutto i colpevoli non pagano mai. Perchè, nessuno riesce a trascinarli davanti ha un tribunale internazionale?
Tra le 3.20 e le 8.40 oltre la metà dell’energia elettrica prodotta in Spagna veniva dall’eolico.
Il 53% per la precisione.
Secondo “El Pais” il record è dovuto ai forti venti che soffiavano sul paese e probabilmente aggiungo io, anche dal fatto che il quell’orario non ci sono picchi di consumo di energia elettrica.
Comunque sia sono stati prodotti 11500 megawatts, una quantità gigantesca se si considera che in altri paesi ci vogliono 11 centrali nucleari per ottenere lo stesso risultato.
La Spagna è da diversi anni che punta sulle energie rinnovabili e può produrre fino a 17700 megawatts, l’obbiettivo finale sarebbe quello di raggiungere i 40000 megawatts entro il 2040.
Il governo Zapatero ha deciso di uscire progressivamente dal nucleare e non costruire nuove centrali, una politica esattamente agli antipodi da quella del Sig. B. e la sua cricca.
Lo scopo del canale sarebbe di portare l’acqua dalla regione dello Yang Tze sino “all’assetata Pechino”, il costo del progetto è di 62 miliardi di dollari, i lavori sono già in ritardo di circa quattro anni rispetto ai programmi del governo cinese.
Intanto però il programma va avanti, le comunità che si trovavano a vivere sul percorso del canale, circa 330 mila persone, concentrate soprattutto nelle provincie dell’Hubei e dell’Henan verranno reinserite forzatamente in altri luoghi.
Il ministro cinese Wang Shucheng parlando all’università di Hong Kong ha detto che secondo lui per risolvere il problema dell’acqua sono sufficienti i normali progetti e non il monumentale progetto che si vuole realizzare.
Rimane il fatto che 330 mila persone intanto saranno sradicate dal loro territorio.