Birmania SDRENG - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

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Le tre principesse

8 settembre 2010 Pubblicato da du hängst

Le tre principesse della Birmania, è in queste maniera che sono chiamate in Birmania. Le tre donne sottolineano che per il regime loro sono piuttosto tre streghe.

Sono tre donne che sfidano il regime della giunta militare guidata dal generale Than Swe, le loro possibilità di vittoria sono pochissime, ma secondo loro l’importante è dare alla gente una possibilità di scegliere, di avere un’alternativa alla dittatura.

Le tre principesse: Cho Cho Kyaw Nyein, Nay Ye Ba Swe e Mya Than Than Nu sono le figlie di tre ex primi ministri, esponenti della generazione che ha combattuto per l’indipendenza della Birmania dalla Gran Bretagna. I loro genitori sono stati poi perseguitati dopo il colpo di stato che portò al potere il generale Ne Win nel 1962.

Oggi le tre donne, che sono amiche dall’infanzia e, dopo anni di esilio e di carcere, hanno deciso di riunirsi per continuare il lavoro dei loro padri. Hanno annunciato la loro candidatura alle elezioni e sono già diversi mesi che vanno di villaggio in villaggio a parlare con la gente e convincerla che è importante andare a votare.

Le tre principesse preferiscono partecipare che boicottare le elezioni, perché è l’unico modo per tentare di democratizzare il paese.

Voglio cambiare il sistema e il governo, ma non voglio più vedere spargimenti di sangue.

Cho Cho Kyaw Nyein.

La scelta delle tre principesse è diversa da quella della Lega Nazionale per la democrazia (Nld), infatti, il partito si è sciolto e boicotterà le elezioni, che giudica una truffa a causa della nuova legge elettorale, che proibisce la partecipazione di tutte le persone detenute e scritta su misura per tagliare fuori Aung San Suu Kyi.

Lei è la quarta sorella. Siamo cresciute insieme, i nostri padri erano grandi amici, dicono le tre signore, speravamo che potesse partecipare con noi alle elezioni.

Le tre principesse.

Le quattro sorelle hanno avuto lo stesso passato di persecuzione e violenza.

La mia vita è stata un’esperienza traumatizzante. Ogni parte del mio corpo è ricoperta di cicatrici.

Cho Cho che ha scontato 7 anni nel famigerato carcere di Insein, a Rangoon.

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Birmania Luglio-Agosto 2010

31 agosto 2010 Pubblicato da du hängst

Le prime elezioni, dopo venti anni, in Birmania sono state fissate per il 7 novembre 2010. In realtà la comunità internazionale considera queste elezioni non democratiche, infatti, il premio nobel per la pace e principale oppositrice del regime, Aung San Suu Kyi è stata esclusa dalle elezioni e il suo partito costretto allo scioglimento. La nuova costituzione, infatti, impedisce la candidatura della leader dell’opposizione, che comunque rimarrà agli arresti domiciliari durante la consultazione.   Alla consultazione parteciperanno all’incirca 40 formazioni politiche, anche se negli ultimi giorni, molti partiti hanno minacciato di non partecipare al voto, a causa delle continue intimidazioni subite dai loro membri.

La giunta ha poi annunciato tramite i media di stato, un regolamento restrittivo per la campagna elettorale. Il regolamento contiene tredici punti. I candidati che intendono parlare in pubblico devono chiedere il permesso con almeno sette giorni di anticipo e in ogni caso non devono turbare l’ordine pubblico o causare problemi al traffico.

Intanto l’amministrazione Obama ha deciso di sostenere la creazione di una commissione di inchiesta ONU, per i crimini di guerra e contro l’umanità in Birmania. Si tratta di un indurimento della politica contro il regime, si sta considerando anche l’ipotesi di un inasprimento delle sanzioni economiche e finanziarie contro il regime. Il problema è che rimane difficile mettere freno alla giunta, perché sia la Cina e la Russia hanno rilevanti interessi economici in Birmania, bisognerebbe dividere la politica dall’economia per porre un freno alla violazione dei diritti umani, ma questa divisione è quanto mai irrealizzabile, una semplice utopia.

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Birmania Giugno 2010

30 giugno 2010 Pubblicato da du hängst

Il 17 giugno Aung San Suu Kyi ha compiuto 65 anni, 14 dei quali passati agli arresti domiciliari. In Birmania, sono stati organizzati  veglie di preghiera e cortei. Sono stati organizzati manifestazioni anche in molto capitali mondiali. Nelson Mandela e Jimmy Carter hanno chiesto all’Asean (Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico) e a tutta la comunità internazionale di favorire la riconciliazione con la giunta militare.

Al G8 i capi di stato hanno esortato la giunta militare a rilasciare tutti i detenuti politici e a garantire lo svolgimento di elezioni libere ed eque.. Di fronte a questi appelli, improvvisamente mi rendo conto che il G8 ha una sua utilità!  Ma il premier cinese quando tornerà a casa, farà qualche cosa? O la situazione verrà considerata un fatto interno della Birmania, come tutte le altre volte?

Il generalissimo Than Shwe, è rimasto talmente impressionato da queste  richieste che ha ordinato e fatto catturare un elefante bianco, animale Rarissimo che è simbolo di cambiamenti politici, ricchezza e fortuna

Sembra che la Birmania stia cercando anche lei di avere la bomba nucleare, con l’aiuto della Corea del Nord.

Ammetto di aver trovato pochissime notizie questo mese purtroppo..



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Birmania Maggio 2010

31 maggio 2010 Pubblicato da du hängst

Il partito di Aung San Suu Kyi, alla mezzanotte del 06 maggio ha cessato di esistere, è stato sciolto per protesta contro le restrittive leggi promulgate dalla giunta, che costringevano a espellere il premio Nobel in caso di partecipazione, comunque sia i fuori usciti da NLD formeranno un nuovo partito.

Il 27 maggio è stato il ventesimo anniversario delle elezioni vinte dalla leader birmana e poi annullate. Un centinaio di persone si sono riunite a Yangon, presso la casa di Tin Oo, vice presidente dell’ex partito NLD per ricordare l’evento.

Il ciclone Nargis ha causato molti morti 140 mila e 800 mila sfollati. Sono passati due anni ma la popolazione ancora paga quella tragedia. Gli sciacalli sono sempre alle porte e soprattutto nel delta del fiume Irrawaddy, così approfittando dello spostamento di questi disperati, finisce che le donne vengono usate come prostitute nei bar o nei centri massaggi, mentre i bambini diventano lavoratori o forse è meglio dire schiavi, a bassissimo costo nelle fabbriche e nei ristoranti.

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Birmania Aprile 2010

29 aprile 2010 Pubblicato da du hängst

L’associazione delle nazioni del Sud est asiatico, per voce del primo ministro vietnamita, Nguyen Tan Dung, ha chiesto che le elezioni in Birmania si svolgano in modo corretto e democratico. Ha invitato, inoltre il partito della Aung San Suu Kyi a partecipare invece di boicottare le elezioni.

La mossa della giunta non si è fatta attendere, ventidue ministri birmani, tra cui il primo ministro Thein Sein, si sono dimessi dalle proprie cariche militari per potersi dedicare completamente al processo elettorale programmato dalla giunta militare.

Intanto però la popolazione soffre, infatti sarebbero in aumento i mendicanti per strada, infatti stando in strada giorno e notte si guadagnerebbe più di un impiegato statale.

La tensione comunque non scema, durante il festival dell’acqua, rito tradizionale per l’inizio del nuovo anno,  sono esplose 3 bombe provocando una strage. Fonti parlano di una strategia del terrore attuata dalla giunta birmana in vista delle elezioni politiche.

Burma VJ è un documentario sui concitati giorni di settembre 2007, i giorni della rivoluzione zafferano.

Il regista Anders Østergaard, ha montato i singoli filmati di reporter che hanno rischiato la vita e che nella stragrande maggioranza dei casi sono finiti in cella e torturati. Il documentario ha vinto più di quaranta premi in tutto il mondo.

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Birmania Marzo 2010

31 marzo 2010 Pubblicato da du hängst

La giunta birmana ha emanato la sua “par condicio”, ha stabilito nuove leggi per regolare la concorrenza dei partiti alle prossime consultazioni, ed ha stabilito che Aung Sun Suu Kyi non può candidarsi perché ha la fedina penale sporca.

La Aung Sun Suu Kyi si è detta contraria alla partecipazione alle elezioni del suo partito il Nld, ma ha lasciato al partito la libertà di decisione.

Il Ndl ha deciso di non registrare il partito in vista delle prossime elezioni.
Nyan Win

Il portavoce del partito al termine dell’incontro tra 100 rappresentanti tenutosi questa mattina a Rangoon, ha deciso di appoggiare la posizione della sua leader.

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Birmania Gennaio 2010

1 febbraio 2010 Pubblicato da du hängst

La minoranza Rohingya scappata in Bangladesh negli anni ’90, a causa della violenta repressione voluta dalla giunta nei loro confronti, potrà fare ritorno. La giunta birmana ha deciso che nove mila dei ventotto mila rifugiati potranno rientrare nel paese. Secondo molte associazioni, tra cui Amnesty International, il Bangladesh sarebbe pronto a qualsiasi compromesso pur di liberarsi della minoranza mussulmana Rohingya. Sembra che almeno 550 dei mille clandestini che nel corso degli ultimi tempi hanno tentato di abbandonare in barca, il Bangladesh siano morti in mare.

La giunta fissa le elezioni per il 2010, in realtà non sono indicate precisamente né la data delle elezioni né il modo di quest’ultime. L’unica cosa che è certa è che il voto si baserà sulla costituzione, che riserva un’ampia parte di seggi ai militari e ai loro fidati alleati, in qualsiasi caso la nuova costituzione esclude dai pubblici uffici chiunque sia stato sposato con uno straniero, Aung San Suu Kyi è vedova del britannico Michael Aris.. E’ comunque è sempre costretta agli arresti.

Chiarito che saranno indette le elezioni, inizia la campagna elettorale: tre attivisti del LND (Lega nazionale per la Democrazia), principale partito di opposizione, sono stati arrestati e condannati a tre anni di lavori forzati. I tre membri (Tin Shwe Gyo, Ma Cho e Sein Hlaing) sarebbero colpevoli di aver violato la legge sull’associazionismo, accettando denaro da un membro di un partito bandito dalle autorità birmane. Secondo l’avvocato Kyaw Ho, non c’erano c’erano né testimoni né documenti validi a sostegno delle accuse, ma sono stati condannati, nonostante i giudici non siano riusciti a provare nulla.

Aung San Suu Kyi tornerà libera a Novembre 2010 quando scadranno gli arresti domiciliari, l’ha detto il ministro degli interni Maung Oo, in pratica un mese dopo lo svolgimento delle elezioni.

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Birmania Dicembre 2009

5 gennaio 2010 Pubblicato da du hängst

Le foreste settentrionali della Birmania sono devastate dalle imprese cinesi, che importano illegalmente legnami pregiati. Nel 2006, alcuni investigatori della Global Witness, si sono presentati presso alcune di queste ditte, facendosi passare come clienti, tredici delle quattordici imprese erano in grado di avere rifornimenti di legname birmano, nonostante le restrizioni. Sono tutte industrie internazionali che esportano in tutto il mondo. La Cina controlla il 10% del traffico internazionale del legname e probabilmente circa la metà del teak è di origine illegale.

La relazione bilaterale con la Cina è, per la Birmania, di fondamentale importanza. La Cina “protegge” la Birmania da molte risoluzioni Onu, la Birmania a sua volta le permette di sfruttare tutte le sue risorse di materie prime: gas, petrolio e legname. Un altro grande progetto sta nascendo in questi giorni, sul suo sito, la National Petroleum Corporation, ha dato l’annuncio dell’avvio dei lavori per la costruzione di un oleodotto, che collegherà il porto birmano di Maday Island, sull’oceano indiano, con Ruili, città nello Yunnan, un’opera di 771 Km, che darà alla Cina uno sbocco sull’Oceano indiano.

La corte suprema birmana esaminerà l’appello di Aung San Suu Kyi contro il prolungamento degli arresti domiciliari, la quale è riuscita anche ad ottenere il permesso per vedere il leader del suo partito. L’incontro c’è stato con il permesso della giunta, alcuni dei leader sono gravemente malati e sono molto anziani. La leader birmana ha avuto poi l’ennesimo incontro, il terzo in due mesi, con il ministro del lavoro Aung Kyi, il colloquio è durato all’incirca quarantacinque minuti. La domanda di incontrare il generale Than Shwe, il numero uno del regime, nella richiesta era specificata la volontà della Aung San Suu Ky di voler collaborare con il governo nell’interesse della Birmania, non è rimsata senza risposta, infatti il regime attraverso i media di stato, ha definito la donna una disonesta:

Le sue lettere suggeriscono la sua disonestà e sono pensate per danneggiare l’immagine del governo, dando tutte le colpe al governo..

Un attentato ha colpito la parte nord orientale del paese, la colpa è stata attribuita ai separatisti Karen. Nelle notizie, però, non si citano prove che dimostrino la responsabilità del Knu (Karen National Union). Piccole esplosioni in luoghi pubblici, come i mercati o i templi buddisti, sono piuttosto comuni in Myanmar e il governo militare accusa spesso i guerriglieri del Knu.

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Birmania Novembre 2009

30 novembre 2009 Pubblicato da du hängst

Aung San Suu Kyi è riapparsa in pubblico dopo anni di prigionia, ha incontrato il segretario di stato statunitense, Kurt Campbell. Il riserbo sugli argomenti trattati è totale. C’è chi parla di una distensione fra gli USA e la giunta militare con a capo Than Shwe, che non era presente all’incontro, c’era il primo ministro Thei Sein, in pratica sembrerebbe essersi aperto uno spiraglio diplomatico, con gli USA impegnati a cercare di assicurare la regolarità delle elezioni del 2010.

Un responsabile governativo della giunta, Min Lwin, in visita a Singapore, ha annunciato che Aung San Suu Kyi, potrebbe essere rilasciata per permetterle di partecipare alle prossime elezioni generali. Speriamo solo che non siano dichiarazioni di facciata utile per raggiungere qualche altro scopo.

In una lettera data 11 novembre la leader dell’opposizione birmana ha chiesto un incontro con il capo della giunta. Nella lettera si dichiara disposta a collaborare per l’interesse della Birmania.

A muovere le acque, dovrebbe essere stato l’appello di Barack Obama, che ha offerto alla Birmania di riprendere i rapporti se farà’ aperture democratiche e libererà’ i prigionieri politici, tra cui la stessa Leader. Sarebbe il primo incontro con l’uomo forte della giunta, dopo il suo arresto nel 2003.

Il 13 novembre la leader dell’opposizione ha presentato l’appello contro l’ultima condanna a 18 mesi di arresti domiciliari. La condanna impedirebbe alla Aung San Suu Kyi di partecipare alle elezioni, nonostante le dichiarazioni di Min Lwin.
Nel 1990 il partito del premio nobel vinse le elezioni ma il risultato fu annullato dalla Giunta.

L’ONU condanna la Birmania per le violazioni dei diritti umani.
La motivazione della condanna parla di  “ sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali del popolo birmano”.
Le accuse sono state tutte ovviamente respinte dal generale Than Swe, che ha definito la risoluzione “carente in modo palese “ e “un mezzo per mantenere le pressioni insieme alle sanzioni”.

La mozione dell’ONU non è vincolante ovviamente.

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Birmania Ottobre 2009

30 ottobre 2009 Pubblicato da du hängst

Il ricorso in appello per Aung San Suu Kyi è stato accettato, ma come era prevedibile in appello sono stati confermati i 18 mesi di detenzione, con questa sentenza la leader birmana non potrà presentarsi alle elezioni del prossimo anno.

Aung San Suu Kyi ha anche incontrato diplomatici occidentali, chiedendo espressamente di revocare le sanzioni imposte dalla comunità internazionale contro la Birmania, sanzioni che ricadono anche sul popolo birmano.

La grande oppositrice della giunta ha quindi ammorbidito la sua posizione.
Non molto tempo fa era irriducibile ed invitava a boicottare la giunta e l’economia a quest’ultima legata. Gli USA, però, hanno cambiato atteggiamento, vogliono mantenere le sanzioni ma allo stesso tempo vogliono iniziare a dialogare con il regime, la donna ha accolto positivamente la nuova situazione, a patto che nel dialogo fosse coinvolta anche l’opposizione.
Aung San Suu Kyi ha scritto una lettera al generale Than Shwe dando la sua disponibilità a collaborare, ha poi incontrato per due volte il ministro del Lavoro Aung Kyi, suo unico interlocutore con il governo e che non incontrava dal 2008. Negli incontri ha ottenuto di vedere alcuni ambasciatori occidentali.
A questo punto non si esclude neppure un incontro tra la donna e il generale Twan Shwe, così come ha detto Nyan Win, uno dei più importanti esponenti del NLD.
Ovviamente la “nuova” Aung San Suu Kyi ha diviso gli attivisti birmani sparsi per il mondo, c’è chi pensa che sia ora di cambiare politica verso la giunta e chi vuole continuare ad isolare il regime. Il timore più grande di quest’ultimi, è che la disponibilità del premio Nobel, venga usata per dare un immagine moderata della giunta a livello internazionale e sfruttare il nuovo clima che si creerà, per consolidare il proprio potere.

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Il 26 settembre 2007 iniziava quella che poi sarebbe stata chiamata la “rivoluzione zafferano”, sono già passati due anni, forse parte del mondo ha dimenticato o accantonato il problema birmano che rimane in tutta la sua tragica realtà. 11 attivisti sono stati condannati con pene che vanno dai 5 ai 10 anni per aver tentato di organizzare manifestazioni in ricordo dell’anniversario. Tre degli attivisti, Ashin Sandimar, Wunna Nwe e Tun Lwin Aung stavano già scontando pene comprese tra gli 8 e i 13 anni per aver violato le norme sull’associazionismo.

Secondo poi l’agenzia birmana Irrawady, nell’ultimo mese molti attivisti anche reclusi hanno tentato di organizzare iniziative in ricordo del 26 settembre 2007, ma la repressione della giunta non si è fatta attendere, molti monaci buddisti sarebbero stati arrestati per evitare manifestazioni, ormai risultano 224 monaci tra i 2119 prigionieri politici detenuti. Nell’ultima amnistia concessa dalla giunta, tra i 7114 detenuti sono 127 erano da considerare prigionieri politici e tra i 127 solo 4 erano monaci.

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