Birmania Luglio-Agosto 2012
31 agosto 2012 Pubblicato da du hängst
Aung San Suu Kyi ha preso per la prima volta la parola in parlamento, lo scorso luglio, ed ha lanciato un appello per la protezione dei diritti delle minoranze etniche del paese, sostenendo un progetto di legge presentato a tale scopo da un esponente del partito di regime.
Per fare diventare il Paese una vera unione democratica, mi appello a tutti i membri del Parlamento affinché mettano in atto delle leggi necessarie per proteggere i diritti delle minoranze etniche.
Aung San Suu Kyi
Aung San Suu Kyi ha rimarcato come le aree in cui si concentrano le minoranze, provenienti da oltre 130 etnie riconosciute, per un totale di circa un terzo della popolazione, siano più povere di quelle a maggioranza birmana.
In Birmania è partito un progetto di microcredito, promosso dalla Ong Pact, il progetto potrebbe risollevare le condizioni di vita del villaggio di Mawbi, a sud di Rangoon. Il villaggio vive di sola agricoltura ed è praticamente impossibile per i contadini ottenere prestiti per la semina dal sistema finanziario birmano. Il microcredito potrebbe rappresentare la strada per alleviare la piaga della povertà in Birmania.
Cinque anni fa – spiega la redattrice di un settimanale di Rangoon - non potevamo scrivere di politica. Aung San Suu Kyi non poteva avere copertura da parte nostra e l’espressione “regime militare” era vietata. Adesso possiamo fare tutto questo”
Sì, perché la Birmania ha deciso di abolire alla censura preventiva sui mass media. Dopo mezzo secolo di dura e attenta repressione, i fautori dell’informazione, e spesso anche della controinformazione, non avranno più l’obbligo di far passare i loro pensieri attraverso una lente d’ingrandimento capace di soffocare le libertà personali.
La scelta di ridurre la censura è sicuramente un passo importante per l’affermazione di un popolo che è sempre stato sfruttato e represso dal regime dittatoriale, il quale ha affermato la sua supremazia attraverso l’eliminazione fisica dei dissidenti e l’efferata censura con cui ha consolidato il proprio potere.
Il presidente della Birmania, Thein Sein, ha annunciato il 28 agosto, con una dichiarazione sul suo sito web, un profondo rimpasto di governo giudicato dagli analisti come una mossa fondamentale per far avanzare il processo delle riforme. 29 carche ministeriali subiranno variazioni.
Il nuovo Parlamento, a cui è stata ammessa anche la storica leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi (Premio Nobel per la Pace tenuta agli arresti domiciliari durante il dominio dei militari) ha avviato un importante processo di riforme che per radicalità e velocità ha stupito la comunità internazionale convincendola ad allentare le sanzioni. Da com’è stato annunciato il rimpasto di governo, dovrebbe prevedere 15 nuovi vice ministri.
Il cambiamento più espressivo è la sostituzione dell’ex ministro dell’Informazione, Kyaw Hsan, considerato come sostenitore della linea dura, un “falco” direbbero negli Stati Uniti della censura e del controllo. E’ stato sostituito da Aung Kyi, già ministro del Welfare e autore della mediazione tra il governo e Aung San Suu Kyi.
Il presidente Thein Sein ha informato che quattro ministri uscenti, tra i più riformatori, entreranno invece a far parte del gabinetto presidenziale.
Il rimpasto è un ulteriore indicatore del cambiamento in atto in Birmania, è stata portata una gran quantità di riformatori in ministeri chiave.
Bridget Welsh, professore associato di scienze politiche alla Singapore Management University.
Il presidente birmano ha anche annunciato, attraverso il suo portavoce, Nay Zin Latt, che il governo ha eliminato 2.082 persone dalla nota lista nera che comprende dissidenti, giornalisti e diverse figure considerate una minaccia per la sicurezza nazionale dall’ex giunta militare.
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