Birmania Giugno 2012
2 luglio 2012 di du hängst
Nell’ultimo mese, ci sono stati violenti scontri religiosi tra mussulmani e buddhisti nell’ovest della Birmania, tanto che l’ONU ha iniziato l’evacuazione del personale internazionale. La capitale dello Stato di Rakhine, in Birmania occidentale, è stata posta sotto il coprifuoco dopo le violenze tra buddisti e musulmani che hanno provocato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre 17.
L’hanno annunciato i media locali spiegando che la misura sarà in vigore anche in altre città dello stato durante la notte.
Gli stati uniti allentano le restrizioni agli investimenti in Birmania, la Coca Cola tornerà così dopo 60 anni nel paese. L’azienda di Atlanta ha annunciato di essere pronta a “investimenti importanti” nel Paese nei prossimi tre – cinque anni e si è impegnata a rispettare le norme etiche, i diritti umani e a non versare tangenti. Chissà perché in un paese dove i diritti umani sono in sostanza inesistenti, non riesco a credere alle promesse di questa multinazionale.
Dopo più di due decenni Aung San Suu Kyi è tornata in Europa, ovunque è stata accolta con calore, a Ginevra all’Organizzazione Internazionale del Lavoro, a Oslo, a Londra e Parigi.
A Ginevra, la signora, ha chiesto, in un intervento di 20 minuti, ai delegati dell’Organizzazione internazionale di investire in Birmania, favorendo uno sviluppo democratico che non ignori i diritti dei lavoratori.
Per favore, incoraggiate i vostri governi ad aiutarci a costruire una nuova società”. Sono consapevole che le aziende straniere non vengono soltanto per altruismo, ma mi auguro che non solo i loro profitti siano condivisi con il nostro popolo ma si rendano conto di tutto il potenziale rappresentato dalla gioventù del suo paese, vittima di un’enorme carenza educativa.
L’arrivo di Aung Suu Kyi coincide con l’abolizione dell’Ilo di alcune delle restrizioni imposte al governo birmano fra il 1999 e il 2000. La nuova giunta insediata nel marzo 2011 ha avviato una serie di riforme, fra cui una legge sul lavoro che autorizza la creazione di sindacati, riconosce il diritto di sciopero e si impegna a porre fine al lavoro forzato entro il 2015. In un comunicato del ministero del Lavoro birmano pubblicato oggi dal quotidiano ufficiale La nuova luce del Myanmar, si legge: “Grazie al sollevamento delle restrizioni il Paese potrà ottenere speciali benefici nel commercio con l’Ue”.
Non dimentichiamo però che la strada è ancora lunga, in Birmania ogni settimana vento arruolati due bambini, venduti per 40 dollari e un sacco di riso o una tanica di benzina….
La leader Birmana si dice pronta, intanto, a dirigere nel 2015 il paese.
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Questo articolo è stato pubblicato il lunedì, luglio 2nd, 2012 alle 09:56 ed è archiviato in Birmania SDRENG. Tags: Atlanta, Aung San Suu Kyi, bambini, Birmania, buddisti, Coca Cola, diritti dei lavoratori, diritti umani, Europa, Ginevra, ilo, investimenti, Londra, Myanmar, organizzazione internazionale, organizzazione internazionale del lavoro, Oslo. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.




2 luglio 2012 alle 11:39
è un buon inizio
2 luglio 2012 alle 20:37
Paesi che non trovano pace.
A me sta a cuore anche la situazione del Mali che è tornato in guerra. Certo è che se il simbolo d’una possibile tregua debba essere il rientro della CocaCola nel paese, beh… anche NO!
4 luglio 2012 alle 10:26
Da qualche parte bisogna pur sempre iniziare ma quel che più conta è il cammino che poi si riesce a fare e che io a quel popolo auguro lungo e, finalmente, pacifico!
4 luglio 2012 alle 21:09
mi unisco al commento di claudio. un augurio affincè tutti i paesi possano vivere in pace, non solo la birmania!