2011 aprile - SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

SDRENG

Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Archivio del mese aprile 2011

Birmania Aprile 2011

29 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Il regista francese Luc Besson ha finito di girare il film The lady. Il film è dedicato alla leader birmana Aung San Suu Kyi. Il regista non ha potuto incontrare la donna, ma la ha solo sentita telefonicamente, ottenendo dettagli sulla storia d’amore tra lei e il marito, durante i lunghissimi anni della prigionia, che il regista francese definisce più incredibile di quella di Romeo e Giulietta.

Il governo thailandese vuole rispedire in Birmania oltre 100 mila rifugiati. Stime ufficiali parlano di 142 mila rifugiati birmani, la maggior parte dei quali sono di etnia Karen.

Molti di questi rifugiati vivono in Thailandia dagli anni ’80 quindi da più di venti anni. La decisione sarebbe stata presa perché in Birmania si è avviato un processo democratico, infatti, ci sono state elezioni lo scorso novembre, di recente è entrato in carica un governo civile sotto il presidente Thein Sein (un ex generale), e contemporaneamente è stata sciolta la giunta militare alla guida del Paese dal 1962.

C’è da rilevare che l’intero processo è poco più di una farsa, ma gli enormi affari che diversi Paesi asiatici hanno con la Birmania, li spingono a porre un accento di comodo sul “cambiamento” in atto nel Paese

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Shopping all’Ikea

28 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

La lega non appoggia il Sig. B. sulla guerra in Libia e ripete anche per bocca di Maroni che sarà d’obbligo un passaggio parlamentare per prendere questa decisione.

Il Sig. B. risponde: Il voto no mi fa paura.

Evidentemente prevede altre giornate di shopping parlamentare.. o_O

In tutto questo casino, chi sta meglio di Giovanardi? Il cui unico scopo è di criticare le pubblicità dell’Ikea..

Quell’ “uomo” a me preoccupa molto, vede attentati alla famiglia ovunque, senza rendersi conto che il vero attentatore è lui, che per salvare un suo ideale di famiglia ne vuole far fuori altri quattro o cinque modelli diversi..

Sicuramente non siam messi bene, uno vede comunisti ovunque, uno attentati alla famiglia ogni cinque secondi..

Che l’italia si trovi in questa situazione perchè governata da pazzi visionari? o_O

P.S: A proposito l’armadio Pax è proprio bello..

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Bombardiamo la Libia

27 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Senza colpo ferire l’italia entra in guerra, poi i politici la chiamino come vogliono, ma quella libica è una guerra.

Senza colpo ferire mi ritrovo d’accordo con la lega e questo mi fa già sentir male!

Senza colpo ferire l’italia partecipa a questa guerra, perché è noto, aldilà delle richieste Nato, Onu, e qualsiasi altra sigla del cacchio, che le bombe portano la pace, che gli ordigni sanno distinguere chi è nel giusto e chi ha torto, che sono il metodo più democratico che conosce l’occidente per portare la libertà.

Si può discutere quanto se ne vuole, ma la realtà è un’altra, l’italia si adegua alla legge economica non scritta; “Più distruggi, maggiore parte avrai nella ricostruzione e quindi maggiori profitti..” E penso sia questo quello che abbia ricordato il premio nobel per la pace al Sig. B.

Chi avrebbe protetto la popolazione libica?

Non saprei sinceramente, chi bombarda il Brasile per gli indios? Chi sta proteggendo la popolazione siriana? Quella cecena? Quella tibetana? Quella birmana? E quella della Costa d’Avorio? Qualsiasi altra popolazione che in questo bastardo mondo è messa in pericolo?

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Chernobyl: 25 anni dalla tragedia

26 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Alle prime luci dell’alba del 26 aprile 1986, una squadra di operai stava eseguendo un test di sicurezza sul reattore numero quattro dell’impianto nucleare di Cernobyl, nella regione ucraina dell’ex Unione sovietica. Un errore innescò l’esplosione del reattore e la conseguente fuoruscita di una nube radioattiva che fu stimata 100 volte maggiore di quella liberatasi dalle due bombe atomiche sganciate dagli Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki durante la seconda guerra mondiale. I detriti radioattivi si sparsero sull’area circostante l’impianto ucraino, ma parte della nube interessò anche le repubbliche limitrofe di Russia e Bielorussia e radioattività fu rilevata nei giorni successivi anche su molti altri stati europei. L’esplosione uccise due operai, mentre altre ventotto persone, tra staff e squadre di soccorso, perirono nei mesi successivi per la forte esposizione agli agenti radioattivi.

Sono passati venticinque anni dal quel disastro e, ironia della sorte o più probabilmente stupidità umana, quest’anno a ricordarci quella tragedia in maniera più forte c’è la centrale di Fukushima.

Le sostanze radioattive disperse nell’ambiente circostante alla centrale, hanno raggiunto livelli elevati da indurre gli esperti a classificare l’incidente allo stesso livello della centrale ucraina.

Ci saranno molte manifestazioni nelle prossime ore, una si terrà sul Pont de l’Europe. Gli attivisti richiameranno l’incidente di Fukushima, dicendo che i venticinque anni dal disastro di Cernobyl sono trascorsi invano e punteranno il dito contro il vetusto impianto nucleare di Fessenheim, in servizio dal 1977, in un’area densamente popolata della Francia che si trova a meno di due chilometri dalla Germania e a circa quaranta chilometri dalla Svizzera.

L’incidente a riportato paura tra le persone, timori che poi il nucleare non sia così sicuro. Sento dire che la paura è irrazionale, forse sarà anche così, ma la paura è un allarme, un avvertimento che permette all’essere umano di essere prudente ed evitare di farsi del male, quindi sarà anche irrazionale, ma alla parola “nucleare” a me quell’allarme ha sempre suonato.

E poi sarà anche vero che le centrali sono sicure, ma la natura a volte non lo è e quella non la possiamo controllare.

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Il gioco delle tre carte

20 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Colpo di scena, ma neanche tanto, era nell’aria la mossa del governo.

Il governo per voce del Ministro Tremonti fa un passo indietro sul nucleare. Le motivazioni sono più che valide e riguardano i costi di costruzione e di messa in sicurezza delle centrali nucleari.

Con questa decisione il governo di fatto potrebbe portare al superamento del referendum sul ritorno all’atomo in calendario il 12-13 giugno.

Qui sta la nota dolente, si parla di abrogazione di alcuni punti del testo del governo sulla moratoria nucleare, ma è un’abrogazione a tempo, in pratica una sospensione.

Ccon questo governo mi sembra di giocare al gioco delle tre carte.. Riesce sempre a fregarti in qualche maniera.

Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Consiglio dei Ministri adotta la strategia energetica nazionale nella definizione della quale il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione Europea e a livello internazionale in materia di scenari energetici e ambientali.

In pratica si ha l’impressione che la procedura sia sospesa e che sia solo un altro stratagemma per evitare il referendum, che questa volta, molto probabilmente sarebbe arrivato al quorum.

Certo non la trovo una scelta molto etica e democratica, poiché, di fatto, in questo modo il governo rifiuta un confronto con i suoi cittadini, sperando di ripresentare la norma in tempi migliori.

E per un governo che si vanta di ascoltare gli italiani, mi sembra una presa di posizione molto discutibile.

La mia paura ora è che l’interesse per i referendum cada e si rischi seriamente di non arrivare al quorum, bisogna andare a votare perché d’importante c’è anche il referendum sulla privatizzazione dell’acqua. L’acqua deve rimanere pubblica non può essere privatizzata. Andiamo ugualmente a votare.

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Cuori d’acciaio

19 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

La sentenza della Thyssenkrupp è stata storica.

La multinazionale tedesca ha ordinato di non dire nulla la riguardo, ma il presidente della Thyssenkrupp in italia rilascia delle dichiarazioni:

Noi vogliamo vedere come reagisce il vostro Paese a questa sentenza, e poi, nell’ambito che ci compete, daremo il nostro contributo alla discussione. Il problema è sapere quale sarà la giurisprudenza in tema di sicurezza sul lavoro. Noi restiamo in Italia, ma dopo la situazione che si è venuta a creare con il verdetto di Torino sarà difficilissimo lavorare da voi. Ci aspettiamo una riflessione su queste condanne, ma per ora non vogliamo rimanere coinvolti nel dibattito. Noi siamo una delle aziende più importanti d’Italia. Siamo regolarmente associati a Confindustria, e abbiamo bisogno di avere garanzie per il nostro futuro. Confindustria ci deve rappresentare, deve reagire a questa sentenza. Dall’associazione degli industriali italiani ci aspettiamo tutela e passi ufficiali. Purtroppo in Italia ci sono state tante tragedie sul lavoro, tante morti bianche. Ma questa sorte giudiziaria è toccata solo a noi. Il punto cruciale è questo: non vorremmo diventare un pretesto, noi come azienda, e Espenhahn come persona. Con un verdetto di questo tipo, alcune persone pensano di poter cambiare l’attitudine di questo Paese in tema di sicurezza sul lavoro. Proprio per questo, prima di decidere come comportarci in futuro e quali strategie adottare, abbiamo bisogno di capire come l’Italia valuta la sentenza e la novità che ha introdotto.

A parte il fatto che c’è sempre chi apre la strada e non vedo perché se un’azienda è leader del suo settore non possa essere la prima a subire questo tipo di condanna, soprattutto poi se tutto è stato provato.

Una cosa mi è chiara da queste dichiarazioni, una non tanto velata minaccia; la sentenza non piace e quindi potrebbe diventare difficile lavorare in italia!

Beh c’è chi con questi tipi di ricatti ha ottenuto molto, quindi anche la Thyssen prova a battere quella strada.

Evidentemente in certi casi le strade nuove non danno così fastidio..

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La famiglia ai tempi del Sig. B.

18 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Le sparate del Sig. B. nel fine settimana hanno dell’incredibile.

Anzi no, non sono incredibili, sono ordinaria amministrazione, ormai ha la sindrome di accerchiamento e ovunque vede comunisti cattivi che vogliono farli lo scalpo, se mai ne avesse più uno.

L’Europa, probabilmente, non tratta male o trascura l’italia, forse è semplicemente riluttante a confrontarsi con un personaggio de genere, forse in Europa c’è qualcuno che veda il Sig. B. per quello che è, uno che attacca le istituzioni del suo paese, uno che toglie alla scuola pubblica e da scuola privata.

L’Europa vede un uomo che governa un paese, per i propri ed esclusivi interessi e non lo valutano affidabile e per questo molte richieste sono rimandate al mittente.

Dovrebbe lodare gli insegnati che lavorano in queste condizioni nella nostra scuola pubblica e se avesse un pochino di buon senso, darebbe quei soldi per migliorarla e non per aiutare le scuole private, ma se avesse buon senso e non solo faccia tosta, dalla sua bocca non dovrebbe uscire mai la parola; famiglia, poiché non mi sembra che sia il massimo rappresentante di quest’ultima.

Si sa, lui il buon senso lo ha, ma solo per difendere i suoi interessi privati, che non sono stati mai gli stessi del paese che così male rappresenta nel mondo.

Volevo sottolineare che queste cose non me le ha dette nessun giudice o magistrato, ma le ho pensate con la mia mente malata.

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La Madre di tutte le acque

15 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Finalmente in Laos

Il Mekong, in Laos è conosciuto come “Me Nam Khong”, la madre di tutte le acque.
Il nome lascia intuire come questo fiume sia la vita per molti laotiani e non solo.

Partendo da Huay Xay fino a Luang Prabang, ho passato due giorni a navigare questo fiume, con una sosta, circa a metà strada nella cittadina di Pak Beng. Sono stati due giorni splendidi, soprattutto il secondo, dove ho avuto una posizione privilegiata per osservare il fiume, mi sono accomodato sul tetto dell’imbarcazione, ma questo sarà un altro post.

Finalmente in Laos

Il Mekong porta acqua per dissetare le popolazioni, per le risaie, per la giungla e per le piantagioni di frutta e verdura, sostenendo nel suo lungo cammino ogni specie di vita.

La valle del Mekong è rimasta inalterata fino agli anni novanta, da quel momento in poi un exhalation in nome dello sviluppo tecnologico ha messo seriamente a rischio questo fiume e il suo habitat.

Uno degli esempi più eclatanti è quello del pesce gatto del Mekong, esemplare che può arrivare a pesare anche 300 kg, che è sempre più raro, forse a causa della distruzione dei luoghi dove andava a deporre le uova, nella parte cinese del fiume.
Oggi una decina di barriere di cemento interrompono il corso del fiume in diversi punti per produrre migliaia di megawatt di energia elettrica. Con le dighe sono nate le tensioni per il controllo delle acque: soprattutto quelle cinesi nell’alto Mekong non sono ben viste dagli altri Paesi del bacino, perché consentono di mutare portata e direzione dell’acqua che arriva a valle.
La madre di tutte le acque

La portata d’acqua del fiume è diminuita fino a rendere difficile la navigazione e nella stagione di secca la situazione si complica ancora di più.
Per il futuro non si prospetta nulla di buono. I dirigenti cinesi vorrebbero rendere il Mekong navigabile per le grandi imbarcazioni, cancellando a scoppi di dinamite rapide e scogliere.

Nelle valli del Mekong, in una regione dove un terzo delle persone vive con pochi dollari al giorno, è in gioco la sopravvivenza di oltre 100 popolazioni: riso e pesce costituiscono l’alimento base per le famiglie dei villaggi semi-galleggianti del grande fiume.

L’allarme viene dalla Mekong River Commission (Mrc), l’organizzazione che ha redatto nel 2003 il Challenge Programme, con l’obiettivo di attuare sfruttamento delle risorse e sviluppo economico sostenibili nel Mekong.

Il MRC ha però un ruolo a dir poco contradditorio, secondo l’ong ambientalista, IRN (International Rivers Network) è stato proprio MRC insieme all’Asian Development Bank a proporre la costruzione di 100 dighe negli ultimi dieci anni, molti di questi progetti sono già realizzati e una delle più grandi minacce è il piano cinese di erigere otto dighe nell’alto Mekong.Viste dal Mekong

Tutto questo progresso tecnologico non allevierà la miseria degli abitanti ma con tutta probabilità peggiorerà le loro condizioni.
Vita sul Mekong

Vita sul Mekong
Viste dal Mekong
Vita sul Mekong
Pak Beng
Coltivazioni in riva la fiume

Vita sul Mekong
Vita sul mekong
Pak Beng
La Madre di tutte le acque

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Post Breve

14 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

Ne abbiamo avuto sempre il sospetto, da oggi ne siamo sicuri, visto la legge che è stata ieri approvata in parlamento:

Questo non è un paese per onesti!

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No Fly zone

13 aprile 2011 Pubblicato da du hängst

La parola No Fly Zone è diventata tristemente famosa ormai, tutti sanno che cosa significhi.
Generalmente dove c’è una No Fly Zone c’è una guerra..

La Lega Araba chiederà all’Onu una no fly zone su Gaza.

La Lega Araba l’aveva chiesta anche per la Libia ed è stata accontentata, ora come si giostrerà l’ONU? Israele non è la Libia e non credo proprio che l’Onu approverà una mozione del genere.

Evidentemente la sicurezza dei civili dipende sempre dalle materie prime che contiene il sotto suolo dove vive!

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