Archivio del mese ottobre 2010
31 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Quattro, adoro questo numero, mi ricorda il periodo scolastico! Devo dire che molto spesso era anche periodico in alcune materie ma vabbè tra “incitamenti” di mio padre e qualche scopiazzatura a destra e manca, sono riuscito a diplomarmi, anche se ci ho messo un pochino più di tempo del previsto. o_O
Bando alle ciance, non era il curriculum scolastico l’argomento di questo post, ma era per dirvi che oggi, in questo preciso momento sono quattro anni che scriviamo, tra alti e bassi, ma sempre quattro anni sono.
Eppure mi sembra ieri quando timidamente iniziava quest’avventura.
Quattro anni e li dedico a me e ai miei amici SDRENG, che in questo periodo hanno dato vita a questa discarica di notizie indifferenziate! E speriamo che il Sig. B. non le mandi nell’inceneritore..
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29 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Nell’ultimo anno le due camere hanno approvato settantaquattro leggi. Bella cifra eh? La realtà però è un’altra, fra trattati, regolamenti comunitari, decreti e proposte dell’esecutivo, sono solo dodici le leggi venute dalle due camere.
Delle dodici leggi fanno poi parte provvedimenti a uso e consumo dei partiti e della politica, come la legge sul legittimo impedimento che ha consentito al premier di non partecipare per motivi istituzionali ai processi che lo vedono imputato, o come la sanatoria delle liste elettorali per le Regionali.
Nelle altre dieci ci sono sicuramente leggi di un certo spessore sociale, come le disposizioni per i malati terminali, per sordo ciechi o gli alunni dislessici, ma ci sono anche leggi come quella che consente di nominare un finanziere comandante delle Fiamme Gialle.
In quest’articolo trovate anche le tre motivazioni di questa paralisi italiana:
La prima è che il governo ha preso il monopolio della decisione politica, forzando la Costituzione materiale e attentando a quella formale, approfittando anche della massa anonimi di deputati cooptati in parlamento grazie al fantomatico Porcellum.
La seconda ragione è legata alla crisi economica: non ci sono soldi e quindi nessuno è motivato a proporre leggi che non porterebbero nessun tornaconto a lui o alle sue clientele. Si è tutti in attesa che il guru Tremonti sganci qualche benefit.
La terza motivazione è «politica»: la maggioranza parlamentare non si mette d’accordo su nulla e quindi il miglior modo per non aggiungere benzina polemica al fuoco del disfacimento del centrodestra è non fare nulla.
Meritocrazia, governo del fare, produttività, quanti paroloni in questi mesi. La meritocrazia in Italia non si sa neanche cosa sia, tanto meno in politica e con questa legge elettorale, anzi si può parlare tranquillamente di “conoscenzocrazia”. Governo del fare? Sembra sì un governo del fare, ma che fa solo gli affari propri. Produttività, che vi posso dire, sono un metalmeccanico, se avessi la produttività di uno di questi signori, Marchionne mi avrebbe giù fatto il culo, avere la lettera di licenziamento!
Dodici leggi! Chissà se l’unto del signore si senta appagato perchè suo padre ne fece solo dieci.. Che poi erano comandamenti neanche leggi..
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28 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Il 25 ottobre è scoppiato un incendio in un pozzo petrolifero, non si conoscono le cause, ma nella disgrazia hanno perso la vita 14 persone e 58 sono rimaste ferite, il bilancio per adesso è provvisorio e sembra che le fiamme non siano ancora state domate.
Il ciclone Giri ha colpito la costa occidentale della Birmania e migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case. Le informazioni sono state riferite da alcuni residenti. Dopo un periodo di silenzio da parte della giunta, i suoi media hanno diramato notizie ufficiali, sembra che i morti a causa del ciclone sia almeno 27 e i dispersi 15. Il tifone, con venti fino a 193 km orari ha distrutto 2800 case.
La Toyota, dopo tre anni di pressioni da parte di investitori responsabili, ha venduto tutte le sue quote di partecipazione in una joint venture automobilistica con Suzuki e il governo del Myanmar. Brava Toyota.
La giunta militare a poco più di due settimane dalle elezioni, ha cambiato nome ufficiale al paese, la bandiera e l’inno nazionale. Il nuovo nome è Repubblica dell’Unione di Myanmar; sostituisce il precedente Unione di Myanmar introdotto nel 1989. La nuova bandiera, una stella bianca su sfondo a bande orizzontali giallo, verde e rosso, è stata issata davanti al municipio di Rangoon.
L’avvocato Khin Htay Kywe ha presentato un nuovo appello contro la condanna della dissidente Aung San Suu Kyi. La corte suprema birmana ha accettato di esaminare l’appello, ma la data dell’udienza non è stata ancora annunciata. La condanna della San Suu Kyi scadrà il 13 novembre, alcuni giorni dopo le elezioni del 7 novembre. I suoi avvocati sperano di vederla libera per quel giorno, ma intanto continuano a dar battaglia per far annullare la sua condanna.
La giunta militare ha comunicato che non sarà ammessa la stampa durante lo svolgimento delle elezioni. Nulla di strano purtroppo, per un paese che è sotto la guida di una giunta militare capeggiata dal generale Than Shwe. Il generale ha tutti i poteri nelle sue mani e può a suo piacimento compiere rimpasti di governo. Le ultime elezioni, che erano state vinte dal partito guidato da Aung San Suu Kyi furono invalidate, correva l’anno 1989.
Le autorità birmane hanno informato Aung San Suu Kyi, che era stata iscritta sulle liste elettorali. Aung San Suu Kyi inizialmente non era iscritta ma il suo nome figurava su una lista supplementare. La leader birmana considera questo scrutinio non democratico, il 6 maggio scorso il suo partito ha perso lo status legale, nonostante fosse regolarmente registrato per elezioni di novembre e per questo motivo rinuncerà a votare.
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27 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Nel 2007 è stata ratificata la dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni.
La dichiarazione stabilisce i diritti individuali e collettivi dei popoli indigeni, così come i loro diritti a cultura, identità, lingua, lavoro, sanità, istruzione e altri problemi. Inoltre sottolinea i diritti dei popoli indigeni di mantenere e rafforzare le loro istituzioni, culture e tradizioni, e di perseguire il loro sviluppo in armonia con le proprie esigenze e aspirazioni. Essa proibisce la discriminazione contro popoli indigeni , e promuove la loro piena ed effettiva partecipazione in tutte le questioni che li riguardano e il loro diritto a rimanere distinti e di perseguire le proprie visioni di sviluppo economico e sociale.
La dichiarazione fù votata con soli quattro voti contrari, quelli di USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda.
La Nuova Zelanda e l’Australia hanno cambiato idea, il Canada dovrebbe essere prossimo a farlo e sembra che finalmente anche gli USA siano pronti a cambiare la loro posizione, mi sembra una bellissima notizia questa.
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26 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Il presidente filippino Benigno Aquino ha promesso una legge che renda accessibili i contraccettivi a coppie sposate e instauri corsi di educazione sessuale nelle scuole pubbliche e l’aborto.
La chiesa cattolica si sta opponendo con tutte le sue forze ed è arrivata a minacciare la scomunica per il presidente.
Il Presidente Aquino dovrebbe essere consapevole del fatto che l’aborto è “un grave peccato e coloro che aiutano a eseguire aborti sono oggetto di scomunica automatica.
Il vescovo Odchimar.
L’ottanta per cento dei filippini è cattolico ma secondo un sondaggio il settanta per cento sostiene il presidente, cosi come diversi intellettuali.
Ma la chiesa non dovrebbe preoccuparsi delle anime dei suoi fedeli? E non dovrebbe interferire nelle decisione di uno stato?
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25 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Il governo non ha ripristinato i fondi per l’editoria.
Molte cooperative dell’editoria non saranno più in grado di programmare il loro futuro.
La possibilità di comunicare senza subire ricatti degli inserzionisti pubblicitari, padroni o dei referenti politici è un diritto che è andato perso. E’ un diritto che andrebbe difeso e riconquistato, in questa fase nulla è più garantito.
Molte delle notizie che avete letto o trovato in questo blog, sono state prese da una di queste riviste: Carta, da settimana prossima non sarà più in edicola.
Via Carta N. 36
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22 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
La camera in data 19 ottobre ha approvato definitivamente il disegno di legge n. 1141 quater, il famoso ‘collegato lavoro’.
Famoso anche perché è stato uno dei pochi decreti che il Presidente della Repubblica non ha firmato, Napolitano aveva rinviato il provvedimento alle Camere con messaggio motivato, in cui aveva posto l’accento su alcune criticità.
I diritti dei lavoratori con questo decreto sono limitati, in particolare per ciò che concerne il cosiddetto “arbitrato, secondo equità” che, nei fatti, costringerà il lavoratore a non avere a disposizione la libera scelta tra arbitrato e magistratura ordinaria. Inoltre “l’arbitrato secondo equità” consegna al collegio arbitrale la facoltà di derogare da leggi e contratti.
Andiamo con ordine, in pratica il lavoratore quando sta per essere assunto dovrà decidere se ricorrere al magistrato o all’arbitrato in caso di controversie sul lavoro (resta escluso il licenziamento), e una volta fatta la scelta, avrà rinunciato per sempre o a ricorrere alla magistratura o all’arbitrato e questa scelta dovrà farla nel momento in cui è più debole.
Non solo quindi, abbiamo il Sig. B. che si da dei privilegi per legge, ma abbiamo anche il governo del Sig. B. che toglie diritti agli altri cittadini, non c’è solo una forbice reddituale ormai, c’è anche una forbice di diritti in questo paese.
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20 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
“Europe Hands Off Our Medicine” è una campagna di MSF.
Ci sono persone, infatti, che rischiano di vedersi negato l’accesso a farmaci generici salvavita.
Milioni di persone nei paesi in via di sviluppo, per rimanere in vita, hanno bisogno di accedere ai farmaci generici prodotti in paesi come l’India.
L’UE sta applicando delle politiche aggressive che limitano l’accesso di persone a questi farmaci salva vita.
L’UE sta colpendo in maniere diverse: con accordi di libero commercio, trattati internazionali e regole doganali, se l’Ue riuscirà nel suo intento, milioni di persone non avranno più farmaci a prezzi accessibili e molte società produttrici di genereci dovranno con tutta probabilità chiudere.
L’Ue sta proteggendo di fatto le grandi multinazionali, mettendo il profitto prima dell’essere umano. A volte mi domando, se in un futuro in nei libri di storia si parlerà di genocidio in nome di un libero mercato, che ormai è assodato, strutturato in questa maniera far arricchire pochi e morire molti.
Qui, potete inviare un e-mail all’UE, per tentare di impedire questa vergogna.
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19 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
Ricordate quando Gheddafi, a fine agosto, nella sua “vacanza italiana” aveva chiesto 5 miliardi di euro per fermare definitivamente l’immigrazione? La richiesta è stata ritenuta esagerata dalla UE, ed è stata respinta, anche se l’italia pur senza avallare la cifra, non spegne le speranze del dittatore : vuole che la questione sia discussa al vertice euro-africano di novembre, che si farà in Libia.
L’UE ha raggiunto un altro accordo con la Libia, nel triennio 2011-2013 l’UE darà 60 milioni di Euro per per migliorare le strutture sanitarie, favorire lo sviluppo delle Pmi libiche e contribuire alla modernizzazione della pubblica amministrazione.
L’accordo si sviluppa in cinque punti:
1) Dialogo e cooperazione panafricana: piu’ fondi per i paesi dai quali partono i flussi migratori, scambio di informazioni sulla tratta di esseri umani, lancio di campagne informative, sviluppo di progetti nell’africa subsahariana.
2) Mobilita’: possibilita’ di facilitare la concessione di visti di breve soggiorno per i cittadini libici nello spazio Schengen, con ipotesi di abolizione in futuro della necessita’ di visto per i cittadini Ue in entrata in Libia.
3) Gestione efficace dei flussi migratori: sostegno delle capacita’ libiche per l’assistenza degli emigranti clandestini e per la loro eventuale formazione al lavoro, con previsione di regimi di accoglienza ed assistenza adeguati agli standard internazionali e possibile offerta di assistenza per rientri volontari dei clandestini intercettati, riammessi o rispediti dalle autorita’ libiche.
4) Controllo delle frontiere: rinforzo dei controlli contro gli ingressi irregolari dalle frontiere meridionali della Libia, con condivisione di informazioni e cooperazione per il pattugliamento delle frontiere.
5) Protezione internazionale: sostegno alla Libia per gestire le richieste di asilo in linea con gli standard internazionali e aiuto per il riconoscimento dei requisiti per la concessione dello status di rifugiato, da accogliere successivamente in uno dei paesi membri della Ue.
A me sembra che in pratica l’UE abbia dato “solo” 60 milioni di euro ad un pazzo, che non ha nessuna intenzione di riconoscere i diritti umani di qualcuno.. Ormai l’Europa fa veramente accordi con tutti, anche con regimi come quelli di Gheddafi.
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18 ottobre 2010 Pubblicato da du hängst
La manifestazione della CGIL c’è stata ed è stata pacifica, questa è una grande vittoria, avevo il timore di disordini, che avrebbero fatto delegittimare la protesta.
Certo il tentativo di sminuire una manifestazione del genere c’è stata comunque:
Una piazza ”inadatta a governare”, un ”retaggio di cose passate”, degli anni Settanta.
Maurizio Sacconi, ministro del lavoro e delle politiche sociali.
Io non capisco quest’affermazione sinceramente. C’è un altro modo per far sentire la propria voce, a parte scendere in piazza? Se si tenta lo sciopero bianco all’interno delle aziende, sono problemi, per cui non vedo alternative a queste manifestazioni, forse io ho una limitata fantasia e magari Sacconi mi può suggerire qualche altro modo.. O forse il Sig. Ministro ci preferisce semplicemente, silenziosi, a lavorare a testa bassa, ringraziando tutto e tutti di avere un lavoro, qualunque siano le condizioni in cui lo dobbiamo svolgere. Mi domando poi, se le proteste di piazza sono un retaggio degli anni ‘70, il suo modo di pensare si avvicina molto alle condizioni lavorative di molto tempo prima degli anni ’70, in un tempo in cui il lavoro non andava di pari passo con i diritti dei lavoratori..
Un’ultima cosa, ma chi ha detto che quella piazza vuole governare? Quella piazza vuole solo difendere i propri diritti di lavoratori e questi si possono difendere, anche se non si governa..
C’è ancora la possibilità di difendere i propri diritti?
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