Se scade la tessera muori, soprattutto se non sei italiano
15 aprile 2010 di du hängst
L’altro giorno l’ho solo accennata questa notizia alla fine di questo post, ma merita sicuramente un approfondimento.
Immaginiamo di essere costretti a portare in ospedale uno dei nostri figli. Sta male e vomita in continuazione. In ospedale, la visita è breve e vi rimandano a casa con il referto medico che indica “Buone condizioni generali”. Siamo genitori apprensivi.. e vedendo che le condizioni non migliorano torniamo in Ospedale, ma la tessera sanitaria del nostro bambino scaduta, probabilmente se siamo italiani, davanti alle nostre suppliche di fare una visita approfondita e di ricoverare il bambino, i medici cederebbero, ma siamo nigeriani e davanti alle vostre insistenze chiamano i carabinieri, ritardando il ricovero e forse provocandone la morte..
La paura del diverso sta vincendo, ma non vince la sicurezza, non vince nessuno, la negazione di diritti fondamentali, porterà solo all’imbarbarimento delle relazioni sociali. L’indicare sempre un pericolo nell’altro, nel rumeno, nell’egiziano, nell’albanese, nel nigeriano, nel marchigiano o di qualsiasi altra nazione o etnia, ci farà vivere peggio, ci farà vivere con la paura, che creerà mostri che in fondo non esistono o non sono così pericolosi. E’ questo che vuole la società italiana? Se sì, non si può chiamarla società e non ho un nome su come chiamarla sinceramente! Una cosa è sicura in questo modo saremo governati dalla terrorcrazia.
La cosa che più mi fa pensare è che in italia siamo pieni di obiettori di coscienza, che non vogliono praticare l’aborto, perché sono per la vita o che si scandalizzavano e urlavano per Eluana, ma dove sono quegli stessi obbiettori se c’è da soccorrere una bambina di tredici mesi! Dove erano e perché nessuno ha protestato? E perché Zaia e Cota non urlano contro l’interruzione di una vita? Perché non è provocata dalla RU486?
Sono sempre di più gli stranieri che si rivolgono all’ambulatorio del Naga, perché non sono riusciti ad accedere alle cure sanitarie nelle strutture sanitarie lombarde.
Stefano Dalla Valle, medico del Naga.
Il tutto accade in contrasto con le leggi italiane. La tutela della salute nel nostro paese deve essere garantita a ogni individuo a prescindere se migrante e senza considerare la sua condizione di regolarità o meno sul territorio.
Valerio Neri, di Save the Children per l’Italia.
Related posts
Questo articolo è stato pubblicato il giovedì, aprile 15th, 2010 alle 07:07 ed è archiviato in Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG. Tags: aborto, barbari, carabinieri, figli, genitori, Italia, italiani, Lega Nord, Luca Zaia, medici, mostri, obiezione di coscienza, razzismo, Roberto Cota, save the children, sicurezza, società italiana, Stefano Dalla Valle, stranieri, tessera sanitaria, tutela della salute, xenofobia. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.




15 aprile 2010 alle 08:45
Siamo un paese di burattini.
Dove la coerenza è solo una parola da guardare sul vocabolario.
Ci si indigna quando si ha voglia o ci si ricorda, e poi per una settimana si ha la coscienza a posto e si ricomincia il tram tram quotidiano.
Il rispetto per il prossimo è solo un atteggiamento che ci deve far fare il “punto zero” con la coscienza.
Poi si ricomincia, e ci si assopisce fino al prossimo rinnovo.
Tristezza.
15 aprile 2010 alle 08:51
Se ne parlava ieri al lavoro… il centro del nostro discorso non era tanto rivolto ai migranti, ma a che cosa sta diventando la sanità italiana e che cosa sono alcuni dei nostri medici “italiani”: si ha l’impressione che la vita conti sempre meno e che i medici badino sempre più alla burocrazia e sempre meno al paziente e alla sua integrità. Si sta istaurando un clima di indifferenza all’interno dei nostri ospedali (che, ricordiamo, oggi non sono più semplici luoghi di cura, ma aziende e, quindi, gestiti come tali…)e di qualunquismo. Si rifletteva: forse perchè tutti noi stiamo sempre più “scadendo” come persone umane e questo viene messo bene in rilievo in un posto di lavoro (l’ospedale) dove il paziente, e quindi “l’uomo” dovrebbe essere al di sopra di tutto….questa bassa concezione della vita emerge poi in tutto l’operato del personale: dallo straniero che non viene curato perchè senza tessera o perchè clandestino, alla esaltazione maniacale del concetto di vita più o meno ipotetita, senza avere la capacità di mettere l’essenza (e la scienza) al di sopra del nostro qualunquismo…. ecco, non è la sanità, ma la nostra società tutto e la nostra umanità che sta diventando sempre più “poverella”…..
15 aprile 2010 alle 18:41
l’ho pensato anch’io appena letta la notizia,dove sono quelli che urlavano assassini per l’eutanasia e per l’aborto
un saluto triste
15 aprile 2010 alle 19:26
Si vede e si citano gli States come “modello” e poi si lavora nella direzione opposta, ennesimo bel esempio di coerenza tra parole ed azioni!?
15 aprile 2010 alle 23:09
infinita tristezza..
16 aprile 2010 alle 08:46
Allucinante, sono senza parole!