Birmania Dicembre 2009
5 gennaio 2010 di du hängst
Le foreste settentrionali della Birmania sono devastate dalle imprese cinesi, che importano illegalmente legnami pregiati. Nel 2006, alcuni investigatori della Global Witness, si sono presentati presso alcune di queste ditte, facendosi passare come clienti, tredici delle quattordici imprese erano in grado di avere rifornimenti di legname birmano, nonostante le restrizioni. Sono tutte industrie internazionali che esportano in tutto il mondo. La Cina controlla il 10% del traffico internazionale del legname e probabilmente circa la metà del teak è di origine illegale.
La relazione bilaterale con la Cina è, per la Birmania, di fondamentale importanza. La Cina “protegge” la Birmania da molte risoluzioni Onu, la Birmania a sua volta le permette di sfruttare tutte le sue risorse di materie prime: gas, petrolio e legname. Un altro grande progetto sta nascendo in questi giorni, sul suo sito, la National Petroleum Corporation, ha dato l’annuncio dell’avvio dei lavori per la costruzione di un oleodotto, che collegherà il porto birmano di Maday Island, sull’oceano indiano, con Ruili, città nello Yunnan, un’opera di 771 Km, che darà alla Cina uno sbocco sull’Oceano indiano.
La corte suprema birmana esaminerà l’appello di Aung San Suu Kyi contro il prolungamento degli arresti domiciliari, la quale è riuscita anche ad ottenere il permesso per vedere il leader del suo partito. L’incontro c’è stato con il permesso della giunta, alcuni dei leader sono gravemente malati e sono molto anziani. La leader birmana ha avuto poi l’ennesimo incontro, il terzo in due mesi, con il ministro del lavoro Aung Kyi, il colloquio è durato all’incirca quarantacinque minuti. La domanda di incontrare il generale Than Shwe, il numero uno del regime, nella richiesta era specificata la volontà della Aung San Suu Ky di voler collaborare con il governo nell’interesse della Birmania, non è rimsata senza risposta, infatti il regime attraverso i media di stato, ha definito la donna una disonesta:
Le sue lettere suggeriscono la sua disonestà e sono pensate per danneggiare l’immagine del governo, dando tutte le colpe al governo..
Un attentato ha colpito la parte nord orientale del paese, la colpa è stata attribuita ai separatisti Karen. Nelle notizie, però, non si citano prove che dimostrino la responsabilità del Knu (Karen National Union). Piccole esplosioni in luoghi pubblici, come i mercati o i templi buddisti, sono piuttosto comuni in Myanmar e il governo militare accusa spesso i guerriglieri del Knu.
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Questo articolo è stato pubblicato il martedì, gennaio 5th, 2010 alle 7:04 am ed è archiviato in Birmania SDRENG. Tags: aung kyi, Aung San Suu Kyi, Birmania, buddisti, Cina, corte suprema, gas, giunta, global witness, karen, legnami pregiati, Maday Island, Myanmar, national petroleum corporation, ONU, petrolio, regime, Than Shwe, Yunnan. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.



5 gennaio 2010 alle 11:35 am
quanta sofferenza, ancora e quante ingiustizie senza voce.
5 gennaio 2010 alle 11:54 am
@saamaya: Hai ragione purtroppo, poi adesso la Cina essendo una potenza economica, riesce ancor più facilmente a condizionare le politiche interne dei vari paesi. E’ di fine dicembre la notizia che la Cambagia ha rimpatriato 20 rifugiati politici uighuri, non l’avesse fatto, tutti gli accordi economici pari ha 1,4 miliardi di dollari sarebbero saltati..
5 gennaio 2010 alle 7:02 pm
E’una filastrocca inventata da me sulla Befana: S.O.S.!! La Befana nel 2010, ragazzina vuol diventar, tira qua, tira là, senza rughe vuol restar. Giù la sottana lunga e rotta, su la gonna stretta e corta. E’ vero, …un po’ “alternativa” …è diventata!!! Ma quando vien il 6 gennaio …belle e brutte, giovani e vecchie, buone e cattive tutte insieme ci vuole accanto a se. E con la scopa ben accesa, giù stanotte a man bassa, a far baldoria per urlare a squarciagola, VIVA VIVA LA BEFANA. Un bacio. Lorena
5 gennaio 2010 alle 7:55 pm
Nell’augurarti buon anno (in ritardo) invito te e i tuoi lettori a votare i migliori film ed interpreti del 2009.
VOTA I MIGLIORI FILM ED INTERPRETI DEL 2009!
6 gennaio 2010 alle 10:13 am
Anno nuovo, ingiustizie e prevaricazioni vecchie… che tristezza!?!
6 gennaio 2010 alle 4:27 pm
Grazie per le notizie sulla Birmania, ormai il silenzio su questa e altre tragedie mondiali è veramente “assordante”!
6 gennaio 2010 alle 8:03 pm
Sconvolgente.. a volte sembra tutto cosí demoralizzante.
Grazie Du che porti queste cose alla nostra attenzione.
6 gennaio 2010 alle 10:35 pm
chissà quanta roba che compriamo arriva dalla Birmania
8 gennaio 2010 alle 9:02 am
Ti vorrei chiedere una cosa: secondo te, è possibile che, sotto pressioni internazionali, Aung San Suu Kyi possa essere liberata e possano essere indette elezioni? A qualcuno conviene fare il braccio di ferro con la Cina? E se questo avvenisse, porterebbe ad un cambiamento delle condizioni del Paese, oppure la Kyi sarebbe un’altra Betancourt?
Chiedo troppo?
8 gennaio 2010 alle 1:17 pm
@cometa: Le elezioni di facciata le faranno quest’anno. Io penso che la Suu Kyi sarà liberata solo e se la Cina vorrà, il legame tra i due paesi è molto forte soprattutto a livello economico e la giunta per reggersi ha bisogno dei soldi cinesi..
La Cina fin’ora in politica estera ha applicato una regola molto semplice non interferire nei problemi interni ma fare comunque affari con tutti, inoltre nessuno in questo momento credo sia in grado di imporre una qualsiasi volontà alla Cina, tanto meno le potenze occidentale per gli intrecci economici che si sono creati.
All’ultima domanda sincereamente non so rispondere