Cluster bombs: gli investimenti continuano
9 dicembre 2009 di du hängst
20 miliardi di dollari sono il totale di prestiti e servizi finanziari ,che istituti di credito e banche occidentali, hanno fornito a otto industrie che producono le bombe a grappolo, le famigerate cluster bomb.
Tutto questo nonostante nel dicembre scorso sia stato vietato il sostegno e il finanziamento di queste armi nella Convezione di Oslo.
Lo rivela il “Worldwide investments in cluster munitions: a shared responsability”.
Metà delle industrie che producono questa temibile arma hanno sede negli USA, due in Corea del Sud, una in Turchia e una a Singapore.
C’è anche una banca italiana tra le finanziatrici, si tratta di IntesaSanPaolo che tiene rapporti con la statunitense Lockheed Martin, una delle più grandi produttrici di armi al mondo.
In attesa che la Convenzione di Oslo sulle cluster bombs sia legalmente vincolante, per arrivare al limite di 30 mancano sette ratifiche da parte di 100 dei Paesi firmatari, ci sono però già Stati e istituzioni che hanno deciso di seguire i dettami dell’accordo internazionale. I Parlamenti di Belgio, Irlanda e Lussemburgo hanno già approvato delle leggi che vietano gli investimenti nelle cluster bombs, mentre i fondi pensione di Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia e numerose banche etiche di tutta Europa già da tempo hanno troncato qualsiasi legame con le compagnie produttrici.
Si riuscirà a mettere una volta per tutte al bando questa terribile arma, si riuscirà a far rispettare la convenzione una volta diventata vincolante o come sempre prevarranno altri interessi?
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Questo articolo è stato pubblicato il mercoledì, dicembre 9th, 2009 alle 6:30 am ed è archiviato in Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG. Tags: cluster bomb, cluster bombs, cluster munitions, Europa, investimenti, Irlanda, istituti di credito, Italia, lockheed martin, Norvegia, Oslo, singapore, Svezia, Turchia, USA, worldwide investments. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.



9 dicembre 2009 alle 8:38 am
Spero vivamente che la convenzione “vincolante” sia tale da arrestare questo tipo di forma di investimento.
Purtroppo devo però temere, che troveranno altri modi ed altre armi per continuare a sperperare denaro, energie, vite umane!
9 dicembre 2009 alle 12:18 pm
Nel nome di San Paolo, e d’Intesa con lui, anche le bombe di più perversa fabbricazione diventano cosa buona e giusta…
Pensa che potere avremmo noi “consumatori”, nel boicottare traffici così schifosi, se si diffondessero maggiormente queste notizie, questa coscienza, e un po’ di iniziativa.
9 dicembre 2009 alle 1:24 pm
Gli interessi prevarranno sempre, purtroppo!
9 dicembre 2009 alle 5:37 pm
le convertiranno in altri tipi di bombe, non saranno a grappolo ma faranno male lo stesso…
9 dicembre 2009 alle 6:26 pm
je ce vorrebbero bombe a grappolo sulla testa…
10 dicembre 2009 alle 11:52 am
@Jorge: Trovano sempre strade alternative per aggirare le convenzioni purtroppo.
@Franz: Hai ragione Franz, perfettamente ragione.
@stella: Anche se costano vite umane purtroppo.
@mauro: Purtroppo penso proprio che sarà così..
@Fulvia: O anche sotto le loro scrivanie..
10 dicembre 2009 alle 9:10 pm
“santa” lady diana una cosa buona la stava facendo nella sua vita, quella di mobilitare l’opinione pubblica contro le mine antiuomo. l’hanno incidentata e pace. che io sappia non si scandalizza più nessuno del ” bel mondo ” se tante persone saltano in aria, tanti bambini rimangono storpi a vita. tanto uno più o uno meno! una cluster bomb saprei bene dove metterla!