Birmania Settembre 2009
30 settembre 2009 di du hängst
U Gambira è rinchiuso a 3 giorni da Mandalay, la madre per raggiungere questa prigione isolatissima, deve fare tre giorni di barca. U Gambira è il fondatore dell’alleanza dei monaci birmani e tra i protagonisti delle rivolte pacifiche del 2007, è condannato a 69 anni di carcere per avere invitato la popolazione a pregare per la liberazione di Aung San Suu Kyi.
La richiesta di appello di Aung San Suu Kyi è stata accettata e il 18 settembre si è aperto il nuovo processo, anche se lei non potrà parteciparvi. Per evitare sorprese intanto Aung San Suu Kyi sta facendo ristrutturare la sua casa, per evitare visite indesiderate.
Dopo l’offensiva di agosto contro l’etnia kokang, non si è ancora arrestata la fuga dei profughi nella regione cinese dello Yunnan, stime dell’Unhcr e delle autorità cinesi parlano di 40mila rifugiati, di cui 20mila sarebbero ancora nei campi di accoglienza allestiti dalle autorità locali. Scappano anche gli uomini d’affari cinesi, che nella regione commerciano pietre preziose e legname, per questo motivo dopo molti anni, Pechino ha rivolto decise rimostranze nei confronti della giunta, ma non sono servite a molto, ora i generali sono impegnati verso il voto del 2010 e non vogliono sorprese.
La Cina alza la voce, ma continua gli affari con la Birmania, sta costruendo un gasdotto che le consentirà di approvigionarsi dei giacimenti off-shore della Birmania.
Lo Shwe Gas Movement, un gruppo di attivisti in esilio in diversi paesi, ha chiesto alla Cina di fermare la costruzione del gasdotto.
La Birmania ha enormi problemi energetici e quindi il gasdotto non farebbe altro che peggiorare ancora di più la situazione. Il gasdotto sarà di 4000 km e dovrebbe essere realizzato dal China National Petroleum Corporation e garantire alla giunta 29 miliardi di dollari di introito.
La Birmania ha annunciato un amnistia per 7114 detenuti, non si sa se vi sono compresi anche prigionieri politici, evidentemente per il consiglio generale dell’ONU, la Birmania, o meglio i suoi generali avevano bisogno di un vestito di gala.. L’ultima amnistia concessa dalla giunta risale allo scorso mese di febbraio, quando 6.313 prigionieri, per lo più criminali comuni ma anche una ventina di oppositori politici, furono rilasciati.
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Questo articolo è stato pubblicato il mercoledì, settembre 30th, 2009 alle 07:03 ed è archiviato in Birmania SDRENG. Tags: Aung San Suu Kyi, Birmania, china national petroleum corporation, Cina, generali, giunta, Kokang, monaci, Myanmar, national petroleum corporation, ONU, rifugiati, shwe gas, UNHCR, Yunnan. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.




30 settembre 2009 alle 08:41
Una situazione politica a dir poco disastrosa,alimentata da interessi politici e false promesse.
Praticamente la sola politica del Denaro.
Che aggiungere se non indignarsi ad osservare questi potenti del mondo che altro non fanno che difendersi uno con l’altro!
Vergogna!
30 settembre 2009 alle 09:27
e noi, a parlare di escort e palinsesti tv…!
30 settembre 2009 alle 11:31
tanto sarà un appello farsa
30 settembre 2009 alle 11:45
Già di Birmania non si parla più da tempo. Così non si parla per niente di Honduras e poco della terribile situazione della Guinea.
E se almeno i blogger e i siti indipendenti non si occupassero più di escort e berlusconidi? Macché, sono i più assidui. Troppo complicato, troppo impegnativo scrivere di altro. Magari scendono le visite
L’Italia è un paese con governanti di merda, giornalisti di merda, per un popolo che, in gran parte, è una vera merda: http://www.youtube.com/watch?v=YT_TtzX35Bk
ciao, cometa
30 settembre 2009 alle 11:45
@Jorge: Praticamente la politica del danaro hai proprio ragione..
@Saamaya: Già.. Solo di escort e palinsesti TV
@Fulvia: Hai ragione, sarà una farsa, eppure lei non rinuncia a combattere.
30 settembre 2009 alle 18:20
concordo con Saamaya. Certe notizie in italia, e non solo, arrivano solo quando c’è il picco tragico. Leggersi anche l’ultimo post di Chit a tal proposito.
30 settembre 2009 alle 21:26
@paz83: Quando arriva il picco tragico si è sicuri di avere ascolto, allora ne parlano, altrimenti è il silenzio.