Xinjiang
15 luglio 2009 di du hängst
La Repubblica del Turkestan, fu fondata nel 1945 con l’aiuto dei sovietici, che cercavano di fare dello Xinjiang uno stato satellite tipo la Mongolia, ma a Jalta il protettorato russo passò e fu riconosciuto come parte integrante della Cina, Stalin non voleva dispiacere agli americani e neanche ai cinesi.
Lo Xinjiang (in cinese vuol dire Nuovi Domini) confinava all’epoca per 1935 Km con l’Unione Sovietica, quando i rapporti tra le due super potenze divennero tesi, era da qui che i cinesi si aspettavano un invasione sovietica, in particolare nel 1979 quando la Cina invase il Vietnam, i quadri del partito comunista cinese non esclusero la possibilità che i sovietici, per solidarietà verso gli alleati di Hanoi, iniziassero un operazione nello Xinjiang.
Era il tempo in cui la propaganda cinese antisovietica, attraverso varie forme anche quella di rappresentazioni teatrali, narrava delle gesta delle genti dello Xinjiang, gesta valorose nelle quali venivano fermate e catturate le spie sovietiche.
La porta Proibita – Tiziano Terzani – Editore Tea.
Oggi l’unione sovietica non c’è più, i rapporti con la Russia sono molto più distesi e la Cina è diventata o sta diventando una super potenza economica.
Le genti dello Xinjiang: Uighur e Kazac non servono più per la propaganda, oggi quello che serve di questa parte di Cina, sono le sue ricchezze: Oro, Uranio, Petrolio e Carbone. Anche oggi sono continue le migrazioni forzate verso questa zona degli Han ( che non sono altro che i cinesi), per lo sfruttamento della terra e sopratutto per il controllo delle minoranze. Il controllo avviene con migrazioni forzate perchè le minoranze non sono obbligate a rispettare la politica di un figlio per famiglia.
La Cina non si può permettere di perdere questa regione e non lo permetterà mai, troppo importante per la sua crescente economia, ed è così che mentre in Italia si riceveva la delegazione cinesi con non so quanti imprenditori e si parlava di grande successo commerciale e futuro sviluppo di rapporti economici, in Xinjiang si moriva.
Il mondo teneva sotto osservazione l’Iran, cercava di aumentare la pressione sul governo di Teheran con velate minacce, ma non una parola per il governo cinese, neanche un ma, o un però.
Nessun governo vuole vedere offuscate le sue possibilità di rapporti commerciali, per difendere qualche minoranza e allora cala il silenzio.
I diritti umani sono soggetti alla crescita del PIL di questi tempi, altro che inalienabili diritti dell’uomo, tutto si piega di fronte alla crescita economica.
Related posts
Questo articolo è stato pubblicato il mercoledì, luglio 15th, 2009 alle 6:45 am ed è archiviato in Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG. Tags: carbone, Cina, diritti dell'uomo, diritti umani, economia, hanoi, Iran, jalta, kazac, mongolia, petrolio, propaganda, Russia, stalin, Teheran, tiziano terzani, Uighur, uranio, vietnam, xinjiang. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.



15 luglio 2009 alle 8:41 am
la cosa è persino più complessa. Non solo i rapporti tra ex urss e cina sono solo “molto più distesi”, Russia e Cina ( insieme ad India e con un occhio al Brasile)stanno fomando una alleanza politico-economica nuova destinata a mettere in ginocchio le economie occidentali. in tutto questo l’Iran è solo una pedina nel processo di avvicinamento statunitense ai confini cinesi. Sarà infatti in asia che verranno giocati i destini del mondo, ed in asia gli USA sono già presenti in Afghanistan, Iraq mentre il Pakistan non rappresenta un gran problema, al momento. Da queste nazioni si potrà comunque controllare l’asse Russia, Cina India. In quest’ottica si riesce anche a capire meglio quello che accade in Birmania ed altri paesi del sud est asiatico, dove peraltro gli USA non vogliono più rimanere invischiati ( Vietnam docet)
15 luglio 2009 alle 9:32 am
@ammiragliok: Anche se in Sud Est Asiatico hanno delle basi in Thailandia, dove sono rimasti finita la guerra in Vietnam e un piedino quindi lo hanno anche lì, senza dimenticare le esercitazioni militari che Cina e Russia annualmente svolgono insieme.
15 luglio 2009 alle 4:24 pm
Il mio correttore ortografico quando trova “diritti umani” e “cina” nello stesso post mi va in crash!?
15 luglio 2009 alle 9:04 pm
Ciao duh!
Mi sto godendo l’estate . ….ma ti controllo sai?
15 luglio 2009 alle 9:17 pm
Ho un libro di Terzani sul mio comodino proprio in questo momento
Certo che trovarsi a parlare di diritti umani all’alba del 2009 fa capire quanto ancora siamo arretrati.
16 luglio 2009 alle 1:43 am
purtroppo è così. Quando ci si mette di mezzo il tornaconto economico di uno o più stati i diritti delle minoranze e più in generale i diritti vanno a quel paese
16 luglio 2009 alle 8:54 am
@Chit: Il mio se trova economia e diritti umani mi dice che sono due aggettivi contrari..
@ReAnto: Ciao! Detto così però sembra una minaccia
@Oby: Ma dai? Quali dei libri che ha scritto tieni sul comodino?
@paz83: Tutto è sacrificabile di fronte al PIL.