Quello che non viene detto.
4 maggio 2009 di du hängst
Riprendo il post di Gwendaline, riporta la drammatica testimonianza diretta sul sisma in Abruzzo: la lettera inviata da Luca D’Antonis, terremotato aquilano, a Maurizio Blondet, direttore del giornale online EFFEDIEFFE.com. Vorrei che, dopo averla letta, anche tu facessi quanto ti è possibile per diffonderne notizia.
Stimato direttore, a distanza di diversi giorni, anzi di oltre due settimane dal sisma che ci ha messo in ginocchio, a L’Aquila c’è già qualcuno che ha il modo di riutilizzare internet e scrivere a EFFEDIEFFE. Con tutte le cose che ci sono da fare… non è una cosa scontata, ma il troppo è troppo. In pochi giorni a L’Aquila, sono arrivati tutti… il presidente del consiglio e tutta la pletora di figuranti di destra sinistra e centro… martedì verrà il Santo Padre… e ora… anche il G8.
Cosa siamo diventati? Un luogo di pellegrinaggio? So che siamo pittoreschi… lo vedo coi miei occhi… gente vestita di stracci o abiti usati distribuiti dalla caritas, che sguazzano in campi di fortuna allestiti in ex campetti di calcio di periferia o paese… scarpe lorde di fango, occhi spauriti, anziani malati, donne incinte, bambini… ammassati in tende da 12, come animali da stalla, o in palloni ad uso sportivo. Donne anziane che debbono spogliarsi e lavarsi davanti a decine di persone, mamme che debbono fare la fila anche per portare in bagno i bambini, poi bagno… che parola grossa… un lurido cesso di plastica piazzato alla meno peggio… con il serbatoio chimico, puzzolente, malfermo, stretto… Intanto sui giornali tutto va bene… è tutto ripartito… sembra abbiano riaperto le scuole… gli uffici… … la verità è che siamo come eravamo dopo tre giorni dal sisma: “in mezzo alla m…!!!”.
Intanto i media dopo i primi giorni di pietismo e lacrimuccie stanno spegnendo le luci… la gente sui loro salotti cambia canale, perché ci sono le finali di qualche “reality”… (ahahahah che cosa è la realtà???). La gente nei discoris da bar dice già: “Cambiamo discorso ti prego… non ci voglio pensare…” … ebbene lo si faccia… lasciateci in pace se non volete o potete aiutarci… almeno lasciateci in pace… viviamo in una città distrutta… l’intero centro storico è devastato, presidiato dall’esercito e blindato. Non possiamo tornare neppure a scavare sulle nostre case alla ricerca delle foto dei nostri figli o del nostro gatto di casa… io ho la casa ridotta ad una bottiglia rotta… inagibile… l’ufficio devastato… oltre un decennio di mutui da pagare su immobili da rottamare… una attività in proprio che non beneficerà dei mega appalti che già si stanno approntando a Roma, e qualche poveraccio di dipendente… disperato… spacciato… come me… come noi tutti.
Ma il governo che fa??? Ci rompe i c… invece di mandare container e baracche… che sono brutte; i cialtroni che ci governano… ci fa stare accampati, lontani da telecamere indiscrete e filtrando interviste non allineate… la città già blindata diventa totalmente bloccata … ora pure il G8… perché??? Per avere ancora più disagi…??? Per far arrivare anche qualche altro elemento di dissesto??? Non basta quello che ci ha riservato la vita? Il nostro destino non è già abbastanza miserando??? Dobbiamo rassegnarci anche alle più sordide e becere strumentalizzazioni bipartisan???
Sono arrivati a decine… a centinaia di volontari… con le loro telecamerine e fotocamere amatoriali… ridevano quando arrivavano… poi iniziano a parlare con noi… il loro sorriso sparisce… ne ho visti molti piangere… pediatri nelle tende pediatriche… piangere come vitelli, davanti a bambini che svengono ad ogni minima scossa dello sciame sismico che continua inesorabile… ho visto due bambini un bimbo di sei e una bimba di 8, che hanno perso la parola… semplicemente… non parlano più… Ho visto il terrore negli occhi di mio figlio, mentre i suoi giochi e i suoi mobili gli crollavano addosso, mentre le pareti si frantumavano e la polvere invadeva la casa, ho sentito le grida di terrore di mia moglie che nel buio del black out che è arrivato quasi subito non riusciva ad aprire la porta finestra che dà in giardino perché gli infissi si sono deformati…
Mi sono spaccato i piedi camminando scalzo sui vetri della sala… bottiglie di vino, pezzi di mobili, ho dovuto sfondare tutto usando il mobile su cui allora mettevamo i CD… siamo usciti che la terra aveva smesso di tremare… e intorno la gente urlava nelle scale o fuori in strada… mentre l’odore di metano dalle condutture spaccate aveva invaso il quartiere. Ho visto tutto questo… e ringrazio il Signore, lo ringrazio perché pur avendo perso tutto, non ho perso nulla… ho con me mia moglie e mio figlio, non ho avuto lutti tra i parenti più stretti… m’è andata di lusso… e la cosa assurda è che non ho perso né la lucidità, né il disincanto… né il coraggio… andremo avanti… siamo vivi… ripartiremo dal niente…. Se mai ci daranno soldi per ricostruire o meglio rabberciare quel che è scomparso per sempre… passeranno per banche, interessi agevolati, bonifici, fatture autorizzate da periti e finanzieri… siamo terremotati… non possiamo chiedere… possiamo solo accettare… o meglio subire… ma subire il nostro destino… non essere strumentalizzati in modo indegno… C’è chi di noi ha subito morti strazianti… poche dicono… sul totale delle popolazioni… (che bravi esperti…) poche… perché solo 300 morti… non sono niente…
…ma Cristina.. faceva l’infermiera nell’ospedale che è crollato… era al pronto soccorso… e ora è sotto terapia psichiatrica… non lavora più… è sconvolta… ha visto gente lasciata morire in rianimazione… perché era troppo malmessa… o anziana… mettevano a questi disgraziati un foglio di carta addosso attaccato col cerotto… e una X rossa a pennarello… il segno della condanna… c’erano troppi bambini… emorragie… teste spaccate, toraci schiacciati… e ora lei non dorme più… piange… piange sempre… non mangia… non sa più sorridere… Un mio vicino di casa, si è convinto di essere il prefetto questore… chiama i ministeri… parla da solo… è alloggiato in un campo nello stadio! del rugby… e veste lo stesso vestito doppio petto che indossa un dirigente in ufficio… con scarpe da ginnastica rosse però… da settimane… dice di non poter andare da altre parti o con parenti… perché come prefetto è sempre reperibile…
Il dottore del terzo piano lavorava al sert… ora lavora in una tenda blu… dorme in macchina da settimane… lavora a turni, gira i campi a somministrare droghe ai tossici mischiati alla gente comune, per tenerli buoni… e somministra psicofarmaci a palate… neppure per lui ci sono posti in container… e ora però arriva il G8.
Non è giusto tutto questo… questo è troppo… scrivo da una roulotte davanti casa… ho collegato un tubo di acqua e un cavo di fortuna, passano attraverso una delle crepe che si sono squarciate sul mio muro di casa… ho collegato internet ricollegando la mia linea dalla chiostrina in strada… ho un bambino che mi ha detto: “papà… quando aggiusti la casa rotta???” Io gli ho risposto… che è troppo rotta… verranno dei signori tra un po’… e ne faranno scempio… hanno già iniziato le demolizioni… ruspe enormi… che spianano tutto… vicoli antichi… ricordi… suoni… mio figlio ha fatto quattro anni… e dice per telefono ai nonni… “nonno… nonno… io abito nella casa di plastica… perché la casa di mattoni è troppo rotta… domani forse papà torna in casa coi pompieri e mi riprende il cartone dei mostri pelosi…”.
Capite il nostro nuovo mondo surreale??? No… so che non potete e forse non volete… so anche che in fondo è inesorabile… persino giusto… chissà… ma almeno chiedo il rispetto del nostro dolore… e per la p… … lasciateci in pace… lasciateci dignitosamente abbandonati a decisioni più grandi di noi… soli coi nostri drammi, le nostre paure… i nostri rimpianti… ma almeno ci si lasci la dignità. Gli aquilani non hanno l’indole dei piagnoni… non siamo un popolo di sciatti questuanti… siamo un popola chiuso, malfidato, ma onesto, coraggioso… saremo ex pecorai transumanti e contadini di pedemonte… ma non siamo gente vile… rivendichiamo il diritto alla verità… alla dignità… porca p…!!!
Io direttore le chiedo un favore… venga a L’Aquila anche Lei… venga a vedere… usi la sua redazione perché non si spenga la luce su questa nostro unico bisogno… non chiedo una raccolta fondi del c… … non chiedo aiuti per me o per la mia famiglia in roulotte… (ho dovuto pagarla in contanti… usata… settemilatrecento euro e per fortuna che li ho racimolati tra parenti e amici…) chiedo un suo articolo… dopo che avrà visto i nostri sguardi… sentito le nostre voci… se vorrà venire… cercherò di farla stare meglio che si potrà… magari non in tenda… perché ci sono già gastroenteriti e polmoniti virali… ma la prego… prego la redazione… non dimenticateci… date voce alla nostra prima necessità… la dignità di esseri umani.
Grazie per quello che vorrà fare.
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4 maggio 2009 alle 09:51
Non avrei mai pensato di vedere il nome di Maurizio Blondet sul blog
e comunque le considerazioni della lettera sono per la maggior parte anche le mie considerazioni!
4 maggio 2009 alle 10:07
Già ne stanno parlando poco… E poi ci dicono che manterranno i riflettori puntati… Sì, come no…!
4 maggio 2009 alle 11:34
I riflettori sono Silvio e consorte altro che..
4 maggio 2009 alle 13:49
Infatti Re, questa storia del divorzio mi sembra giungere a fagiuolo… I problemi dell’Abruzzo ormai non fanno più audience
4 maggio 2009 alle 18:02
Ora che hanno fatto la propaganda che gli fa comodo…sono disposti a lasciarsi alle spalle tutti..ora è tempo che comincino a spartirsi gli appalti, e le “cose loro”.
Questo è veramente troppo!
Non dovranno ne dimenticare ne continuare a fare i fatti loro!
4 maggio 2009 alle 20:38
senti ho fatto un link al tuo articolo mi ha davvero colpito fimalmente c’è chi parla veramente e dice le cose come sono, grazie sisifo
4 maggio 2009 alle 21:03
Arrivo qi dal blog di Sisifo: testimonianza agghiacciante. Perché scritta con parole di cruda dignità da un grande uomo qualunque.
Grazie.
4 maggio 2009 alle 21:42
lettera toccante, effettivamente il governo potrebbe evitare di usare queste tragedie per fare propaganda :-\
4 maggio 2009 alle 21:43
Eccomi qua, sono passata semplicemente per dire grazie per aver aderito, a te e anche a Sisifo… e a chiunque altro contribuirà a dar voce a chi rischia di finire nel silenzio.
5 maggio 2009 alle 20:44
… lo immaginavo, purtroppo tutto quello che viene toccato dalla politica si insozza. Pubblico anch’io la lettera perchè giuga a più persone.
6 maggio 2009 alle 21:15
Arrivo anch’io da Sisifo, gran lettera che merita tutti i miei complimenti.
17 maggio 2009 alle 17:22
ciao mi sono soffermata a laggere la tua lettera….
ho pianto…. e mi continuano a salire le lagrime se ripenso a ciò..
anche se nn ti conosco e concretamente nn ti sono vicina il mio cuore è con voi…
31 maggio 2009 alle 01:50
LETTERA STRUGGENTE…MA VERA…NON COME TUTTE LE STRONZATE CHE SENTIAMO IN TV!
RICORDO L’INTERVISTA DOVE FU DETTO, NATURALMENTE DA UN PERSONAGGIO MOLTO MOLTO IMPORTANTE, CHE TUTTAVIA ERA ANDATA BENE PERCHE’ SECONDO LUI IL NUMERO DELLE VITTIME SAREBBE POTUTO ESSERE PIU’ ALTO……IO … CON GLI OCCHI SBARRATI LO GUARDAVO E DICEVO ….MA CHE STA A DI QUESTO!….MA LO SA CHE SIGNIFICA PERDERE UNA PERSONA CARA? E QUI C’E’ ANCHE CHI HA PERSO PIU’ DI UNA PERSONA….E TUTTO TUTTO CIO’ CHE AVEVA COSTRUITO FINO AD ORA CON SACRIFICIO!
POI C’ERA ANCHE QUELLA RAGAZZA CHE INTERVISTAVA CHI DORMIVA IN MACCHINA E CHIEDEVA……COME MAI DORMITE IN MACCHINA?
SENSIBILITA’ ZERO!
CI TENGO A DIRTI CHE NON TUTTI SONO COSI’…CI SONO MOLTE PERSONE CHE VI SONO MOLTO VICINE, CHE HANNO PARTECIPATO AL VOSTRO DOLORE E CHE SE POTESSERO FARE QUALCOSA PER FARVI STARE MEGLIO LO FAREBBERO….UN ABBRACCIO