Passaporto Biometrico
26 gennaio 2009 di du hängst
Il 29 giugno nella UE, con i più Norvegia, Svezia e Islanda, entreranno in funzione i nuovi passaporti europei biometrici, nei passaporti saranno presenti anche le impronte digitali.
I minori di 12 anni non saranno più ospitati sul passaporto dei genitori, ma non dovranno fornire le impronte perché le impronte dei bambini sono ancora in evoluzione.
Sì vede che per Maroni le impronte digitali dei bambini Rom non sono in evoluzione come quelle degli altri bambini..
Il passaporto biometrico diventerà realtà anche nella UE dunque, ma molte associazioni della difesa delle libertà civili sono contrarie, sia perché ritengono pericoloso creare un unico database che contenga così tante informazioni personali su cittadini innocenti, sia perché ritengano che i nuovi passaporti non siano, in ultima analisi, più sicuri di quelli vecchi.
L’opinione è condivisa anche da Richard Clayton, secondo il quale c’è il rischio che la polizia si affidi troppo alla tecnologia:
Con i passaporti attuali, la polizia di frontiera osserva attentamente i volti delle persone. Se l’accento viene posto sulle impronte digitali c’è il rischio che venga eliminato l’elemento umano, come la possibilità di cogliere se una persona è inquieta o sembra nervosa mentre è sottoposta al controllo
C’è da tener presente che la verifica delle impronte digitali non è infallibile, si possono avere molti casi di falsi positivi, come è accaduto nel 2004, quando un avvocato americano fu arrestato con l’accusa di essere uno degli attentatori di Madrid, proprio a causa delle impronte digitali scambiate per quelle di uno dei terroristi.
Sarebbe un inconveniente veramente spiacevole da affrontare..
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Questo articolo è stato pubblicato il lunedì, gennaio 26th, 2009 alle 07:14 ed è archiviato in Politically incorrect SDRENG, Scienza/Tecnologia, Sociale SDRENG. Tags: Islanda, libertà civili, Madrid, Maroni, Norvegia, passaporto biometrico, richard clayton, Rom, Svezia, UE. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.




26 gennaio 2009 alle 08:43
Sono contrario a questo tipo di passaporto!
Rimango dell’idea che non ci aiuteranno a sconfiggere il terrorismo o la delinquenza in generale.
E poi scusate, come verranno protette ed utilizzate le informazioni?!
Chi controlla, farà la verifica dei dati (ed impronte) registrate sul passaporto, o con una rapida occhiata (visto che il sistema di allarme elettronico non è scattato) dirà di proseguire?!
Quale garanzia in più ci sarà?!
Insomma, a farla breve, secondo me non serviranno a molto, ma forse l’aiuto in cui sperano è soltanto psicologico!
P.S. Ho saputo che Maroni farà poi rifare le impronte ai bambini Rom, tutti gli anni?! Ma è vero?! Oppure si affiderà al software del Maiale di Calderoli, per eseguire un controllo sulla probabilità della modifica delle stesse?!
Fatemi sapere in merito, visto che la cosa mi ha profondamente turbato!
26 gennaio 2009 alle 08:45
Ricordo di avere letto che le impronte digitali sono ritenute uniche in quanto non é mai stato rilevato un caso di un doppione. Questo basato sul fatto che fino ad ora hanno mappato soltanto criminali. Ma se cominciano a prendere le impronte digitali di 6 miliardi di persone voglio vedere che casino che ne esce.. magari sbaglio.
26 gennaio 2009 alle 10:08
Caspita! Mi sembrerà di entrae in prigione, con la mia impronta schiaffata sul documento!
26 gennaio 2009 alle 10:37
@Jorge: Concordo sul tipo di passaporto, mi spaventa che qualcuno abbia miei dati, così come mi sono posto anche io il problema di chi li gestisce e come.
Per quanto riguarda le impronte dei bambini Rom, non ne son niente, ma farò una ricerca per verificare, anche se solo al pensiero di quello che hai scritto mi è salita una rabbia..
@oby: Non posso darti assolutamente torto.
@Fabioletterario: Si la sensazione è quella di essere constatemente sotto controllo.
26 gennaio 2009 alle 13:16
Ma quando ci prenderanno queste impronte?
26 gennaio 2009 alle 13:30
L’estate scorsa ho letto un interessante articolo in merito su Punto Informatico. Condivido la preoccupazione per la sicurezza dei dati personali in un Paese come il nostro, che non ha mai brillato (eufemismo) per oculatezza e trasparenza nell’adozione di tecnologie e software.
Per dare il via al passaporto biometrico è necessario dotarsi di un database centrale adeguatamente dimensionato, robusto, che sia ben protetto non solo da incursioni esterne, ma anche da accessi autorizzati non strettamente finalizzati alle finalità isttituzionali di immissione e comparazione dati. Inoltre, la trasmissione dati verso/ dal database dovrebbe avvenire sotto forma di stringa criptata inutilizzabile in caso di intercettazione.
Visualizzate la faccia di Bobo Maroni o dell’ineffabile Calderoli e poi chiedetevi se ve la sentite di scommettere che tutte queste condizioni verranno scrupolosamente rispettate in Italia??
26 gennaio 2009 alle 13:43
Personalmente sono favorevole: è per tutti e non solo per qualcuno come vuol farsi in Italia. Ben venga: si parla tanto di sicurezza è questa è un’idea che mi trova d’accordo.
26 gennaio 2009 alle 16:28
@alberto: Entrano in vigore il 29 giugno c’è tempo fino al 2012 perchè gli stati si adeguino. Forse le impronte le prenderanno nel momento in cui uno richiede il passaporto ma non ne sono sicuro. Sicuramente aumenteranno le spese per farlo.
@copyman: Come non darti ragione.
@XPX: Non saprei, a me l’idea di essere schedato senza motivo non mi va proprio giù..
26 gennaio 2009 alle 18:19
…e pensi che non avverrà ancora uno scambio di impronte? Incrociamo le dita . Il prossimo potresti essere tu !
Suona minacccioso ,ma è una battuta
26 gennaio 2009 alle 18:27
la solita storia, prima ci incutono la fobia del terrorismo e la criminalità e poi cercano di tranquillizzarci prendendoci le nostre impronte, magari per darci quella sensazione di sicurezza di cui tanto si discute e forse anche per controllarci meglio… ma non è cosi che si combatte la criminalità e lo sanno benissimo
27 gennaio 2009 alle 21:43
meglio le belle foto segnaletiche di una volta….
31 gennaio 2009 alle 20:48
chi è richard clayton, il fratello di michael?

scherzi a parte, ho trovato tempo fa una vecchia carta d’identità di mia madre, e c’era l’impronta digitale del pollice. una idea non proprio nuovissima, dunque. però se dovesse servire per essere più sicuri, perchè no?