Birmania Dicembre 2008
23 dicembre 2008 di du hängst
Il Center for Peace and Human Rights, per mezzo del suo presidente Kjell Magne Bondevik, ha reddatto e firmato con altri 112 ex capi di stato un appello da consegnare alla giunta birmana, dove si chiede che vengano liberati per la fine dell’anno tutti i 2100 detenuti politici imprigionati, di cui la più famosa rappresentante è Aung San Su Kyi.
Intanto la UE prevede altri 40,5 milioni di euro in aiuti umanitari per la sfortunata popolazione.
Per concludere vi lascio il link della lista nera delle aziende che lavorano ancora con la giunta birmana e ringrazio AmmiraglioK per avermela inviata via e-mail.
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Questo articolo è stato pubblicato il martedì, dicembre 23rd, 2008 alle 06:42 ed è archiviato in Birmania SDRENG. Tags: Aung San Suu Kyi, Birmania, giunta, Human rights, kjell magne bondevik, lista nera, UE. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.




23 dicembre 2008 alle 08:11
Oggi non impersono lo spirito natalizio, pertanto vorrei consigliare di spendere una cifra minore, per “togliere di mezzo” il regime……..tolto il dente, via con gli aiuti!
23 dicembre 2008 alle 08:50
Quest’anno non ho speso quasi niente per i pensierini natalizi.
Mi sono accontentata di fare beneficenza.
23 dicembre 2008 alle 10:18
Siamo nel 2008 e parliamo ancora di detenuti politici.
Sono proprio senza fiducia nel futuro.
23 dicembre 2008 alle 10:44
E io ti lascio i miei auguri di Natale…
23 dicembre 2008 alle 11:40
tanti auguri a tutti quanti!
speriamo in un 2009 più libero, anche se qui ce la stanno mettendo tutta per fotterci
23 dicembre 2008 alle 12:54
@Jorge: Concordo.
@stella: Anche io ho fatto la stessa cosa.
@cherry: Purtroppo la situazione è questa e possiamo solo sperare che cambi.
@Fabioletterario: Grazie ricambio.
@ammiragliok: Speriamo che sia veramente così.
23 dicembre 2008 alle 13:11
Hanno firmato i capi di Stato in pensione, il che è tutto dire.
Carissimi auguri di buone feste, malgrado tutto.
23 dicembre 2008 alle 23:26
Grazie per la lista delle aziende che ci hai segnalato. Ci sono moltissime aziende conosciute. Ora me la leggerò con attenzione.
Tanti auguri!
24 dicembre 2008 alle 22:36
Articolo interessante come sempre! Ho letto con interesse la lista nera delle aziende ma ahi ahi qui incappo proprio in una cosa che mi vede molto contrario, ovvero il boicottaggio del turismo, in quanto penso proprio che questi sia solo un vantaggio per il regime, è sì vero che purtroppo visitando il paese si danno soldi al regime ma si crea anche molto indotto necessario alla popolazione ormai alla fame, permette di vedere e capire con i proprio occhi e magari di fare incontri con persone che ti fanno presente come la realtà sia peggio di quello che si sa, che la repressione è bestiale ecc. ecc. Ti permette anche di vedere che la lista nera mette la Lonely Planet malgrado quest’ultima in tutta la sua guida di viaggio ponga l’attenzione sul “perchè andare e perchè non andare” mentre mancano le tante aziende di moda italiane nonchè le nostre italiche compagnie energetiche e petrolifere, ecc.ecc.
Sono favorevolissimo ai boicottaggi ma sono sempre più convinto che vanno ben ragionati in modo che il danno alla popolazione non sia maggiore di quello al regime.
Proprio in Birmania una nota ditta di abbigliamento italiano si forniva da una ditta con più di cento ragazze dipendenti che lavoravano 12 ore al giorno tutti i giorni e con pochi o nessun diritto per 1 Dollaro al giorno, la ditta è stata boicottata, ha abbandonato la commessa e la ditta birmana ha chiuso … adesso l’80% delle ragazze è finita nel giro della prostituzione mentre il restante si arrabatta. Basterebbe forse obbligare la ditta a continuare il lavoro facendola rispettare i diritti del lavoro ma nel caso appena descritto, io che ho boicottato la ditta come mi sento adesso?