L’oscuro mondo dell’immigrazione
16 luglio 2008 di du hängst
Davanti al cancello stanno registrando i passeggeri di un nuovo sbarco. E i carabinieri stanno ancora picchiando i ragazzi che perquisiscono. E’ cambiato il turno.. I primi a prenderle sono due immigrati di mezza età. Vengono scelti perché non si sono seduti all’ordine dei militari.. Prendono a schiaffi un ventenne che non capisce che cosa deve fare. E altri due ragazzi che all’ordine sit-down non si sono seduti. Li picchiano violentemente come non hanno mai fatto prima. Per poi scoprire che non avevano capito, perché i due ragazzi parlano soltanto arabo e francese.
Tutto questo non è successo nei campi di concentramento nazisti o nei gulag sovietici e nemmeno in un paese dittatoriale, ma nel cpt o cpa, come li chiamano adesso, di Lampedusa, quello che fu definito dall’Europarlamentare Borghezio un hotel a 5 stelle dove anche lui dormirebbe.. In un paese quindi, come l’Italia, che si definisce civile e democratico.
Il pezzo è tratto dal libro Bilal, scritto da Fabrizio Gatti, un giornalista che ha fatto un viaggio da infiltrato nel mondo dell’immigrazione e nel mercato dei nuovi schiavi. Un viaggio che parte dalle rotte dell’Africa sub-sahariana e arriva nella penisola italica, dove molti divengono schiavi per i vari faccendieri italiani. Un libro da leggere, che evidenzia quanto sia cinica e ipocrita la politica italiana ed europea di fronte al problema dell’immigrazione. Si scopre un mondo più grande e crudele di quello che possiamo immaginare, le vite, i sogni e le speranze di queste persone diventano merce e la disperazione di alcuni, diventa moneta sonante per mercanti di esseri umani senza scrupoli e questo avviene, con la connivenza di dittature nord africane e democrazie europee. Dopo aver letto il libro, sono veramente felice che la mia regione si sia opposta all’apertura ad una di queste carceri, dove si entra da essere umani e una volta attraversato il cancello si diventa animali di uno zoo.
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16 luglio 2008 alle 8:17 am
Per chi non ha scrupoli da vendere, questo “mercato” umano rqappresenta una merce preziosa.
E guarda caso il tutto avviene sotto gli occhi di tutti, occhi che non si sono mai abituati a voler vedere il vero!
Che schifo!
16 luglio 2008 alle 8:26 am
…
16 luglio 2008 alle 9:30 am
@Jorge: Sì, è un vero proprio schifo, per che ti accorgi che loro su in alto sanno.. Ma dicono solo quello che fa comodo.
@ammiragliok: …
16 luglio 2008 alle 12:33 pm
E’ sicuramente una vergogna.
Ma la cosa che mi fa più incazzare è che altri Stati (per nominarne due: Spagna e Francia) fanno cose peggiori e vengono pure a farci la morale.
Come si dice, se Atene piange, Sparta non ride. Solo che nel nostro caso noi dovremmo piangere e cercare di mettere a posto le cose e gli altri dell’Ue evitare inutili risatine e provocatorie accuse.
16 luglio 2008 alle 12:39 pm
se l’italia fosse veramente un paese civile ci sarebbero molti meno problemi. dalla mafia (sia rossa che nera), ai rifiuti, alle mazzette, alla corruzione, alla discriminazione..
16 luglio 2008 alle 12:52 pm
purtroppo quello dei cpt è un brutto problema. E temo sarà duro da debellare.Persino nella rossa provincia modenese se non sbaglio ne possiamo trovare uno, ma al di la di qualche sparuta protesta nessuno ha alzato la voce
16 luglio 2008 alle 2:17 pm
@MaD: Oltre all’Italia in particolare, il libro parla appunto di come tutta l’UE si giri e guardi da un altra parte evitando di sollevare scomode problematiche.
@BECA: Hai ragione, ma scendere a patti con la Libia di Gheddafi e disinteressarsi di come questa controlli i flussi migratori e con quali mezzi e in che maniera rimandi a casa gli immigrati, ci rende complici di crimini gravissimi.
@paz83: Credo che l’idea dei Cpt sia nata con la Turco/Napolitano, non vorrei sbagliarmi.. Quindi i Cpt dovrebbero essere una creatura del centro sinistra..
16 luglio 2008 alle 4:52 pm
lo so che mi ripeto… e che ormai i miei commenti sul tuo blog sono sempre uguali, ma oltre a non sapere che dire leggendo ste cose… beh mi scende una tristezza…
16 luglio 2008 alle 5:20 pm
@curly: Se per questo viene la tristezza anche me leggendole ste cose, però credo che sia fondamentale conoscerle, almeno quando i politici ci sparano le loro cavolate sappiamo di cosa parlano e al limite delle nostre possibilità protestare, anche se la tristezza rimane lo so bene..
16 luglio 2008 alle 6:41 pm
Penso che MaD abbia già commentato anche per me…
16 luglio 2008 alle 6:46 pm
A mio parere la questione immigrazione non è un problema da poco e non si risolve nè rendendo umani i cpt nè togliendoli.
Lode a Fabrizio Gatti per il suo reportage ma non possiamo parlare di cpt senza pensare che questa è solamente l’ultima fase di un problema mooolto più grande.
La questione immigrazione va risolta negli stati dai quali partono i “gommoni”, investendo in diplomazia, in aiuti che i governi devono dimostrare di utilizzare in maniera trasparente, in tecnologie per l’agricoltura (ad esempio) che dobbiamo far funzionare dove possibile ed in loco, in redistribuzione del reddito che se in Italia è un problema non voglio pensare quanto sia più grande nella maggior parte dei paesi Africani.
Poi, da non dimenticare mai, c’è l’annoso problema dell’usura che le banche e le multinazionali applicano a questi stati.
Dire che ci sono problemi da risolvere nei nostri cpt può essere corretto ma è come parlare di pulviscolo atmosferico.
16 luglio 2008 alle 9:10 pm
Avevo letto ogni suo articolo, della sua vita da “Bilal”. Mi sono ripromessa di leggere il libro ma in questo momento della mia vita, ho bisogno di letture amene pertanto, insieme a Gomorra, posticiperò quelle apgine di lettura
16 luglio 2008 alle 9:28 pm
@Enrico: Infatti la parte dei CPT è quella minore nel libro. Il libro parla molto bene di come l’UE e in particolare l’Italia concluda accordi con le nazioni interessate, senza preoccuparsi delle medologie usate nel fermare questi disperati. Parla del perchè non vengono dati maggiori visti per l’ingresso e questo viene sfruttato a vantaggio del lavoro nero. Ma di fronte a tutto questo rimango del parere che anche se i CPT non sono una soluzione, che almeno non diventino campi di concentramento, che le persone vengano trattate in quanto tali.. Visto che i campi di concentramento li facciamo costruire per nostro conto su territorio straniero in cambio del rinnovo tecnologico dei siti di estrazione.(Libia).
@Saamaya: Ti capisco non è una lettura semplice, soprattutto non adatta sei hai bisogno di relax
16 luglio 2008 alle 10:11 pm
@du hängst: certo, la dignità dell’uomo prima di tutto, su questo non posso che essere d’accordo.
Rimango però fermo nel considerare ancora la buona gestione di grossi flussi migratori come una utopia.
16 luglio 2008 alle 10:18 pm
@Enrico: Forse è un utopia hai ragione, ma cercare di migliorarla per quanto possibile credo sia un dovere morale, anche se purtroppo gli interessi in gioco sono molto più grandi di noi..
16 luglio 2008 alle 10:40 pm
Beca brava!
16 luglio 2008 alle 11:33 pm
ora proporranno di usare l’esercito anche per i clandestini….
vedrai….
17 luglio 2008 alle 12:06 am
Non ne so molto sull´argomento e non ho letto il libro. Ma comunque penso che l`ímmigrazione clandestina sia per forza un affare per qialcuno. Altrimenti, con gli stipendi che girano in Italia, si sarebbe già esaurita da un pezzo