Energia Nucleare
30 maggio 2008 Pubblicato da du hängst
9 Novembre 1987, con questo referendum, il nucleare fu abolito in Italia, sicuramente l’onda emotiva di quello che successe il 26 aprile 1986, il disastro di Chernobil, fu determinante.
Mi sono domandato, come può uno stato non tener conto della volontà espressa con il voto dal popolo italiano, poi scopro che già l’Enel sta contravvenendo a una delle indicazioni di quel referendum, il terzo quesito, che ha abrogato la norma che consentiva di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all’estero. So già che al confine con la Francia ci sono molte centrali nucleari e quindi è stupido avere paura a tenerle in casa, tanto se fa patatrac in Francia e un disastro anche qua, ma la scelta del nucleare non va guardata solo da punto di vista emotivo, perchè comunque ci sono delle problematiche che vanno attentamente valutate:
I costi innanzitutto, il nucleare non è economicamente sostenibile, lo diventa solo se è sovvenzionato dallo Stato. Negli Usa infatti, non costruiscono centrali da trenta anni e comunque le banche come garante vogliono sempre lo stato federale. Il caso British Energy, alla compagnia privata inglese fu dat
a la gestione, nel 1996, di otto impianti nucleari, ma a causa degli alti costi operativi, in sei anni arrivò al collasso finanziario. In questo momento in Europa sono solo due le nazioni che stanno costruendo centrali nucleari, la Finlandia, ad Olkiluoto, ma la centrale in pratica è già fuori mercato. La società, formata da un gruppo di grandi industrie finlandesi, si è impegnata a garantire l’acquisto dell’energia elettrica prodotta, anche se si prevede che costerà tre volte tanto rispetto a una centrale a gas… L’altra nazione è la Francia, dove il ruolo dello Stato nel sostenere l’industria nucleare è sempre stato fondamentale. La Francia sembra intenzionata a costruire nuove centrali, la scelta però, qui è dettata anche da scopi bellici e quindi dal bisogno di mantenere la filiera nucleare attiva. Lo stesso motivo che spinge i governi di Cina e India, che sono i due Paesi dove nei prossimi anni si costruiranno il maggior numero di centrali nucleari.
Secondo punto, nessuno è ancora in grado di escludere la possibilità di incidenti gravi, questo dato è evidenziato dal fatto, che nessuna e sottolineo nessuna, compagnia assicurativa è disponibile a stipulare una polizza che copra interamente eventuali danni arrecati alle popolazioni interessate. I famosi reattori di quarta generazione, sono ben lungi dall’essere realizzati, ci vorranno almeno una trentina d’anni.
Terzo problema, le scorie radioattive. Le centrali nucleari producono scorie sia durante il funzionamento, che al momento della loro chiusura. Non si è ancora riusciti a costruire un deposito sicuro per contenerle, queste infatti, rimangono radioattive per migliaia di anni. È semplicemente impossibile garantire la custodia in sicurezza per un tempo così lungo, si possono ridurre i rischi sotto un livello accettabile, ma che diritto abbiamo di decidere, quale rischio è accettabile anche per le generazioni future..
Quarto, il nucleare produce meno CO2. La fase di fissione del combustibile nel reattore, non produce emissioni, ma le producono tutte le altre fasi, di estrazione e lavorazione del minerale, trasporto, arricchimento. È probabile comunque, che nel complesso le emissioni siano minori rispetto alle centrali termoelettriche. Il problema però è un altro. Il nucleare produce solo energia elettrica per meno del 20 % dell’energia consumata nel mondo, quanti reattori si dovrebbero costruire per avere una sensibile riduzione delle emissioni di Co2?
Quinto, l’uranio non è un metallo molto diffuso, potrebbe esaurirsi in pochi decenni.. Basti pensare che la Nigeria ha imposto alla Francia, che importa il 100% dell’uranio, aumenti anche del cinquanta per cento. Dopo le guerre per il petrolio, non sarebbe utopico immaginarsi le guerre per l’uranio.. A meno che i nuovi reattori non fossero autofertilizzanti, ma il programma dei reattori francesi veloci autofertilizzanti, Superphoenix è stato un fallimento e si è arrestato.
Chiedo scusa se vi ho annoiato, ma parlare di nucleare in termini sintetici mi è risultato impossibile e anche così non sono pienamente soddisfatto di quello che ho scritto, quindi vi invito quando avete un po’ di tempo, a leggere con attenzione altre informazioni che potete trovare qui, questa è invece l’analisi fatta da Angelo Baracca docente di fisica dell’Università di Firenze. Sono i due articoli da cui ho scopiazzato preso spunto per fare questo post.
Dando un giudizio strettamente personale, per me il referedum ha motivo di esistere ed essere rispettato.. Ancora oggi a distanza di venti anni..
Categorie: Politically incorrect SDRENG, Scienza/Tecnologia | Tags: energia nucleare, governo, PDL, referendum, Scajola | 43 Commenti »

Un nuovo sindaco viene festeggiato con il saluto romano, non mi sembra molto bello. Leggi 







