SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

SDRENG

Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Tutti a scuola

16 settembre 2014 di du hängst

L’India ha un economia sempre più sviluppata, ma sono milioni le donne che non hanno mai ricevuto un istruzione.

Lo stato fa poco o nulla, anzi nulla, così Arati Devi una donna proveniente dal lo Stato di Orissa, ha fondato una scuola; è totalmente gratuita ed è riservata alle donne che non sanno ne leggere ne scrivere della zona dell’Orissa.

Perchè sono pienamente convinto che se si vuole cambiare una società l’unica chiave è l’istruzione, sopratutto quella delle donne.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , | 1 Commento »

Più spese, anzi troppe spese per le armi.

15 settembre 2014 di du hängst

Nel vertice che si è svolto a Newpost nel Galles, la NATO ha deciso di costruire 5 basi militari nei paesi dell’Este, nonché pesanti sanzioni alla Russia. Il presidente del Consiglio Renzi ha approvato tutte queste decisioni e ha anche aderito alla coalizione dei dieci paesi, pronti a battersi contro l’ISIS, offrendo armi ai Curdi. Si è anche impegnato a mantenere forze militari in Afghanistan e a far parte dei finanziatori che forniranno a Kabul 4 miliardi di dollari.

Secono i dati SIPRI del 2013, i governi del mondo hanno speso in armi 1742 miliardi di dollari che equivale a quasi 5 miliardi di euro al giorno (1032 miliardi di dollari solo dagli USA e NATO. Il complesso militare industriale internazionale e in particolare USA ci tiene prigionieri, ci spinge sempre verso nuove guerre sempre più cruente e sanguinarie, tutto per la difesa degli interessi vitali, in particolare della “sicurezza economica”, come afferma la Pinotti nel Libro Bianco. Come la guerra contro l’Iraq, dove hanno perso la vita 4000 americani e mezzo milione di iracheni, con un costo solo per gli USA di 4000 miliardi di dollari. Ed è stata la guerra che è alla base dell’attuale disastro in Medio Oriente, che fa ripiombare il mondo in una paurosa spirale di odio e di guerre. Papa Francesco ha parlato di terza guerra mondiale.

Il silenzio intorno a questa situazione e surreale, come si può dimenticare l’art. 11 della Costituzione: “L’italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”
Com’è possibile accettare che Renzi spenda soldi in armi, mentre lo stesso governo da lui guidato non ne trova per la scuola, per la sanità, per il terzo settore?

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Commento »

Viaggio in Mongolia

12 settembre 2014 di du hängst

In nessuna parte del mondo la vita nomade è presente come in Mongolia. Da millenni i mongoli vivono di pascoli nelle Ger, dove l’ospitalità è sacra.

La natura è la regina incontrastata di questa terra, una terra stupenda e incontaminata o quasi, se vi piace la natura, questo è un paese che va assolutamente visitato, a me è piaciuta tantissimo.
Appena arrivato a Ulan Bator, un milione e mezzo di abitati sui tre totali della Mongolia, sono rimasto stupito per il dinamismo con cui la capitale e unica grande città del paese sta crescendo. Ulan Bator come ogni grande città ha il suo lato oscuro, non tutti i nuovi abitanti hanno prospettive rosee, così può capitare di vedere bambini che raccolgono bottigli per guadagnare qualche soldo o di imbattersi in periferia in quartieri degradati dove ex nomadi in cerca di fortuna o perché hanno perso tutto il loro gregge vivono nele Ger.

C’è poi l’industria mineraria, grandi multinazionali stanno arrivando per sfruttare l’abboddanza di materie prime, rame, ore e carbone, ma stanno devastando il territorio, stravolgendolo, nei loro contratti di sfruttamento c’è anche la clausola per risanare i territori sfruttati, ma alcuni nomadi mi hanno riferito che, molto semplicemente, queste aziende arrivano, sfruttano tutto quello che è possibile e se ne vanno senza praticamente preoccuparsi dei danni provocati.

La Mongolia a oggi ha il 15% del suo territorio riservato a parchi naturali, il progetto sarebbe di portare il territorio protetto al 30%, così mi ha riferito la guida, In uno di questi parchi scorazza beato l’unico cavallo selvaggio insieme all Zebra, è la razza più antica di cavallo sulla terra, il Taki. Sono stato fortunato a poterlo vedere, perhcè non è semplicissimo.
Ulan Bator
Ulan Bator
Flaming Cliff
Gobi Desert
Gobi Gurvansaikhan
Saikhan Ovoo
Mongolia
Lotta Mongola
Mongolia
Famiglia Nomade
Naddam Festival
Khorgo Terkhiin Tsagaan Nuur
Khorgo Terkhiin Tsagaan Nuur
Chuluut Gorge
Mongolia
Khorgo Terkhiin Tsagaan Nuur
Rapaci
Amoreggiando

Ovgon Khiid
Mongols Els
Mongolia
Sciamanesimo
Mongolia
Mongolia
Hustai National Park
Przewalski's horse
Mongolia
Sleeping Snake

Categorie: Vita SDRENG | Tags: , , , , | 3 Commenti »

Louisiana: bloccata la legge che limitava il diritto di aborto

11 settembre 2014 di du hängst

Un giudice federale della Louisiana ha bloccato l’entrata in vigore di una legge approvata a maggio che, secondo alcune organizzazioni, potrebbe limitare il diritto delle donne ad abortire.

La legge prevedeva, che i medici che vogliono praticare gli aborti debbano ottenere delle licenze presso ospedali situati entro trenta chilometri dalla loro clinica. Secondo alcuni attivisti, il provvedimento potrebbe causare la chiusura de almeno tre delle cinque cliniche che praticano aborti nello stato, perché la decisione di concedere o meno la licenza sarebbe totalmente arbitraria.

Il 29 agosto il tribunale federale di Austin, in Texas, ha bocciato un provvedimento simile.
Il New York Times spiega che negli ultimi anni molti stati del sud governati da politici repubblicani, hanno approvato leggi che in modi diversi limitano il diritto di aborto.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , | 1 Commento »

Esproprio dopo la tregua

10 settembre 2014 di du hängst

I palestinesi di Wadi Fukin hanno ricevuto brutte notizie: Israele ha annunciato che un’area di 400 ettari diventerà “Terreno di Stato”.
I terreni potranno essere usati, quindi, per costruire nuovi insediamenti.

E’ il più grande esproprio di terra, secondo il movimento “Peace Now”, dagli anni ottanta.

Abbiamo scoperto con grande sorpresa che l’amministrazione civile e quella militare israeliane stavano distribuendo avvisi e piantando cartelli che annunciavano l’esproprio di 200 ettari di terreni per l’espansione di tre insediamenti che circondano Wadi Fukin
Ahmad Sukkar, capo del consiglio del villaggio.

Ho ereditato questo pezzo di terra da mio padre, e lui da mio nonno. Viviamo in una prigione e non possiamo espanderci quanto ne avremmo bisogno.
Un abitante.

L’esproprio non aiuta le forze palestinesi moderate che si stanno dando da fare per risolvere il conflitto con mezzi pacifici. Il messaggio sembra essere: se cerchi una soluzione pacifica, Israele aumenta gli insediamenti. Se invece sei Hamas, che lancia razzi contro Israele, allora Israele è disposto a parlare con te.
Yariv Oppenheimer, leader di Peace Now.

Gli abitanti di Wadi Fukin e dei villaggi vicini hanno 45 giorni di tempo per fare ricorso. Nel 1948 avevano 12 mila dunum di terreni agricoli. Oggi ne sono rimasti 2600 e hanno il permesso di coltivarne solo 250.

Categorie: Deliri - SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , | 1 Commento »

Messico, un altro sì alle nozze gay

9 settembre 2014 di du hängst

Il primo settembre il parlamento dello stato di Coahuila, nel nord del paese, ha approvato con diciannove voti a favore e uno contrario alcune riforme al codice civile che danno alle coppie omosessuali il diritto di sposarsi e di adottare dei bambini.

In Messico le leggi sulle unioni tra le persone dello stesso sesso sono di competenza statale, per questo ogni stato ha regole differenti.

Nel 2009 il Distretto federale di Città del Messico aveva autorizzato i matrimoni gay, legali anche nello stato meridionale di Quintana Roo, dove il codice civile non specifica il genere di chi può sposarsi.

Categorie: Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , | Nessun commento »

Fermi i beni confiscati alla mafia.

8 settembre 2014 di du hängst

Sono più di 900 i beni confiscati alla criminalità organizzata ancora in attesa di essere destinati.

Da gennaio di quest’anno, infatti, nessun bene è più stato consegnato. L’associazione Libera denuncia che tutto è causato da lentezze burocratiche e dalla mancanza di un decreto del presidente del consiglio.

Ci sono voluti tre mesi e mezzo per nominare il nuovo direttore dell’Agenzia, dopo che il prefetto Giuseppe Caruso è andato in pensione. Con la nomina in Umberto Postiglione tutto sembrava risolto, ma senza un consiglio direttivo al completo, per il quale serve il decreto di Renzi, l’Agenzia rimane senza poteri.

Il 29 agosto in Consigli dei ministri è stato presentato un ddl in merito. Speriamo che sia approvato presto.

Via Left N. 34 Settembre 2014.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , | Nessun commento »

Birmania Agosto 2014

3 settembre 2014 di du hängst

Anni fa sarebbe stato impensabile quello che sta succedendo oggi in Birmania, l’insediamento del primo governo “democratico” dopo 50 anni di repressione da parte della giunta militare, ha trasformato il Myanmar in paese attraente per gli investitori esteri. Dopo decenni di controllo sistematico di tutti i settori, negli ultimi mesi si è assistito al processo inverso, una liberalizzazione quasi sfrenata.

Le perplessità sul paese restano tutte, il futuro politico è incerto, sopratttuo riguardo la candidatura a presidente di Aung San Suu Kyi (ostacolata dalla Costituzione che le impedisce di essere eletta).

Naturalmente, non poteva che essere la Cina la prima ad approfittare di tale apertura economica, la quale ha già pompato nelle casse del paese oltre $14 miliardi, mentre sono ancora lontane le altre potenze mondiali con Stati Uniti e India che hanno investito rispettivamente “solo” $242 e $278 milioni. Il dragone rosso è, infatti, seguito nella graduatoria degli investimenti esteri dalla confinante Thailandia con oltre $10miliardi. C’è da registrare anche la presenza italiana con Eni che si è assicurata due contratti di esplorazione. La maggior penetrazione dei paesi asiatici, oltre all’ovvia vicinanza geografica, è dovuta al fatto che alcuni settori chiave per l’economia quali quello bancario e assicurativo non sono stati ancora completamenti liberalizzati. Infatti, per ora si è pensato a costruire le infrastrutture di base per lo sviluppo, ovvero strade e edifici, e in questo si sa, la Cina la fa da padrona. A pesare sono inoltre le sanzioni economiche imposte da Europa e America, che saranno probabilmente ammorbidite solamente a seguito di un miglioramento promesso dei diritti umani, cose delle quali i cinesi non hanno la fama di preoccuparsi molto. Lo stesso Segretario di Stato americano John Kerry, in una recente visita nel paese, ha avvertito i leader di governo birmani che gli USA non tollereranno passi indietro sui diritti umani e sul processo di transizione democratica.

Certamente, il governo dovrà essere molto bravo a regolamentare l’afflusso di questi enormi capitali esteri facendo sì che i benefici siano distribuiti anche tra la popolazione locale. Infatti, la storia è già piena zeppa di “colonizzazioni celate”, dove a godere dei vantaggi economici derivanti dallo sviluppo di un paese sono solo i pochi “soliti noti” e, dove la corruzione dilaga. Il governo dovrà inoltre evitare di essere schiacciato dall’arrivo delle grosse multinazionali, che sebbene apportino capitale e know-how molto spesso s’impadroniscono di veri e propri settori strategici dell’economia relegando le meno avanzate aziende locali a ruoli secondari, e c’è il rischio che questo accada anche in Myanmar dove il settore più sviluppato e quello dell’attività mineraria e dell’agricoltura (con la produzione di riso in testa). Secondo uno studio McKinsey, infatti, la crescita dell’economia birmana è destinata a quadruplicare entro il 2030 se il paese investirà maggiormente in industrie più hi-tech.

Tutti nel paese sono consapevoli dell’enorme potenzialità di crescita dell’economia come del fatto che gli investitori non verranno a far beneficienza. La stessa Aung San Suu Kyi qualche tempo fa ha affermato che gli investitori sono i “benvenuti” purché conducano il proprio business con senso di responsabilità e con un occhio di riguardo alla popolazione locale. Dunque ci sono tutte le carte in regola, anche grazie all’integrazione del mercato unico dell’Asean, del quale Myanmar fa parte ed è presidente di turno, affinché il paese diventi un vero e proprio motore di sviluppo per l’intera regione.

Categorie: Birmania SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento »

Newspryng

2 settembre 2014 di du hängst

Esiste un sito per raccogliere fondi per il giornalismo d’inchiesta.
A lanciare la piattaforma è stato un inglese che a luglio ha messo online la versione beta di newsprying.co.uk.
Il sito è dedicato al crowd funding del giornalismo indipendente e mira ad aiutare i free lance con buone idee ma senza fondi.
“Un posto dove chiunque abbia una buona storia possa raccogliere finanziamenti direttamente dai lettori.”
Spiega il fondatore Matthew Chapman.
L’obiettivo di Newspryng è un giornalismo che torni a mettere al centro la qualità, liberandolo dall’ossessione della pubblicità e di click.

Categorie: Blog - Siti SDRENG, Economia SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , | 5 Commenti »

Un mese fa chiudeva L’Unità

1 settembre 2014 di du hängst

Non ritiene che se un giornale non riesce a stare sul mercato sia giusto che chiuda?
Non crede che la crisi de l’Unità sia legata alla crisi in generale della sinistra?

Sono interrogativi sorprendenti, ma anche illuminanti.
La prima domanda rivela, infatti, che persino tra i colleghi è ormai passata l’idea che l’informazione sia solo e soltanto un prodotto commerciale e, come tale, soggetto alle regole dure ma pure del mercato: i giornali sono aziende e come tali vivono o riescono a sopravvivere solo se i bilanci sono in attivo o se c’è qualcuno che copre il passivo. Altrimenti chiudono.
Il ragionamento non fa una grinza, se non fosse che l’assunto di partenza è incompleto, pertanto sbagliato. I giornali, e l’informazione in generale, non sono soltanto un prodotto: sono anche, forse soprattutto, uno strumento indispensabile per il corretto svolgimento della vita democratica. E infatti esiste un articolo della che protegge ed il diritto alla libertà di espressione (e dunque di informazione). Colpisce in questo senso l’attenzione che gran parte della stampa e del mondo politico hanno dato al tema del finanziamento pubblico all’editoria senza che eguale attenzione sia stata più rivolta ai grandi temi del conflitto di interessi, delle concentrazioni editoriali, della mancanza di tetti alla raccolta pubblicitaria. Togliere i finanziamenti pubblici è ovviamente possibile, ma farlo senza introdurre regole di mercato più eque significa eliminare dalla scena i giornali più deboli e le voci meno protette. Un’informazione per pochi milionari: nemmeno Orwell sarebbe arrivato a tanto.

La seconda domanda riguarda l’idea che il successo di un giornale politico sia legato a quello dell’area politica di riferimento. E siccome la sinistra è in crisi (troppo incerta e divisa, persino superata dice qualcuno) ecco che l’Unità subisce lo stesso destino. Questa chiave di lettura significa molte cose. La prima che il PD (che in tutta evidenza non è in crisi) non viene avvertito come partito di sinistra. La seconda che L’Unità che viene indicata come “giornale del PD”, non viene vista come giornale vicino al PD. La terza che un giornale politico viene inteso più come una bandiera da sventolare, che come strumento per capire il mondo e magari cambiarlo, dimenticando che è proprio nei momenti di passaggio, dunque di crisi, che l’informazione, soprattutto quella politica, diventa ancora più utile e preziosa.

Di Luca Landò
Via Left N. 30 del 9 agosto

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , | 19 Commenti »