SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

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Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Il gettone per l’Iphone

27 ottobre 2014 di du hängst

Il posto fisso non esiste più. Art. 18? Come mettere il gettone nell’iPhone
Il bulletto della Leopolda.

Che il posto fisso non esistesse più era chiaro. Basta ricordare il decreto Poletti che permette contratti a tempo determinato della durata massima di 3 anni senza indicare la causale e rinnovabile per 5 volte. La somma è semplice 15 anni di precariato, più chiaro di così si muore.

Mettere un gettone nell’iphone è una figura di sicuro effetto e divertente per screditare se non deridere chi a idee diverse.

Il mondo del lavoro sarà anche cambiato, ma lo scopo di lavorare rimane lo stesso avere una vita dignitosa. Ora senza diritti, con l’introduzione del demansionamento e rendendo i lavoratori più deboli si raggiunge questo scopo? O lo scopo è quello di attirare le fantomatiche multinazionali servendogli su un piatto d’argento un costo del lavoro al ribasso? E con queste riforme si dovrebbe creare posti di lavoro? O si agevolerà gli imprenditori che avranno un potere maggiore sulle proprie maestranze?

Una domanda ma la Signora o signorina Guidi, Ministro dello Sviluppo Economico, sta facendo qualche cosa per la politica industriale di questo paese? No, perché con quella magari un po’ di lavoro lo si crea sul serio, ma mi sembra assente, come se non facesse parte del suo governo? Il ministero funziona ancora?

Ecco magari prima di insultare o cercare sempre di far fare la figura degli idioti a chi la pensa diversamente, potrebbe prospettarci un stralcio di politica industriale?

Ma come dissi mesi fa, se lei piace a Marchionne c’è veramente poco da stare allegri…

Un ultima cosa, l’Iphone non va a gettoni ma serve comunque una scheda per pagare le telefonate, così come non si può chiamare lavoro un qualche cosa che non prevede nessun diritto, ma solo obblighi che potrebbero essere anche mal pagati.

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La Buona Scuola

20 ottobre 2014 di du hängst

La “Buona scuola” è il documento del governo Renzi, ma nonostante i suoi proclami, il governo del bulletto abbassa la guardia sul fronte della dispersione scolastica.

Le cifre dei finanziamenti concernenti i contratti integrativi per progetti ad hoc nelle aree a rischio lo dimostrano. Nell’anno scolastico 204-2015 è stata messa a disposizione, secondo una nota del direttore generale del Ministero, una cifra complessiva pari a 18.458.933 euro.

Un finanziamento certamente inferiore a quello dell’anno passato che era stato di 29 milioni e 730 mila euro. Intanto non diminuisce il numero degli studenti che abbandonano la scuola prima del tempo.
La media del 17,6 per cento ci colloca tra gli ultimi in Europa. In alcune regioni, come la Sardegna e la Sicilia, non terminano la scuola dell’obbligo 35 studenti su 100.

La buona scuola…. Per iniziare non sarebbe una buona scuola quella che riesce a non disperdere i suoi studenti? Chissà perché il bulletto invece preferisce i proclami e poi i fatti invece…
Via Left 18 2014

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Ridotta la dentenzione dei CIE

13 ottobre 2014 di du hängst

Un emendamento approvato dal Senato riduce il trattamento massimo nei CIE da 18 a 3 mesi.
Novanta giorni invece di un anno e mezzo.

Un taglio che per essere definitivo deve passare anche alla camera. Il provvedimento riporterà i CIE alla loro funzione di luogo di transito in vista dell’identificazione e dell’eventuale rimpatrio, evitando lunghe detenzioni immotivate di chi non ha commesso reati.

Tra quanti sono trattenuti nei CIE, infatti, solo il 42 per cento è espulso, con tempi medi intorno ai 60 giorni.
L’emendamento approvato inverte il trend degli anni precedenti, con Berlusconi e Maroni che avevano triplicato il tempo massimo di detenzione, dopo averlo portato a 6 mesi.

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Sull’articolo 18

1 ottobre 2014 di du hängst

L’articolo 18 impedirebbe i licenziamenti e renderebbe rigido il mercato del lavoro, ma siamo sicuri?
In realtà l’art. 18 si limita a imporre il reintegro del posto di lavoro nel caso di un licenziamento individuale, su cui un giudice accerti l’assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

L’articolo 18 protegge “solamente” dal licenziamento individuale. Se un’azienda si libera di più di 5 persone la disciplina che si applica, è quella del licenziamento collettivo, la quale non prevede la verifica da parte di nessun giudice ma solo il rispetto di alcune regole (come scegliere gli sfortunati in base a criteri di anzianità e carichi familiari).

Il licenziamento individuale può avvenire in tre casi:

La giusta causa che si verifica quando c’è una gravissima carenza del lavoratore (danneggiamento di macchinari da parte di un operaio per esempio).

Il giustificato motivo soggettivo, in pratica quando il datore di lavoro ritiene che il dipendente non stia rispettando il contratto. (Ad esempio assenze ingiustificate, ritardi nella presenza del posto di lavoro).

Il giustificato motivo oggettivo (Ad esempio licenziare un addetto ad una mansione resa inutile da un nuovo macchinario o perché ha il bilancio in rosso).

L’articolo 18 viene sempre trattato in termini negativi, ma un licenziamento che non ha un giustificato motivo o una valida motivazione che licenziamento è? Forse nella maggior parte dei casi un licenziamento discriminatorio?
Cancellarlo non significherebbe legalizzare nei fatti i licenziamenti di questo tipo? Senza considerare che nei primi 9 mesi di prova, l’art. 18 non si applica.

Ho l’impressione che non potendo più svalutare la moneta, per recuperare competitività si voglia svalutare il lavoro… Se c’è, tanta offerta e poca domanda i prezzi scendono… In questo caso i prezzi sono gli stipendi…
Abolire le protezioni avrà un effetto diretto sul livello dei salari e sul conflitto salariale, chi farà assemblee o scioperi per avere un aumento?

Quindi perché Renzi continua a battere su questo tasto, soprattutto perché va sotto braccio con Marchionne, che si starà sfregando le mani potendo imporre senza troppi problemi salari sicuramente, per usare un eufemismo, non troppo adeguati? Perchè dice che l’art. 18 blocca il mercato del lavoro quando è praticamente falso?

Via Left N. 35 Anno 2014

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Frattaminore comune virtuoso

30 settembre 2014 di du hängst

Il comune più virtuoso d’Italia è Frattaminore. Un premio ottenuto dall’associazione Comuni Virtuosi, cui partecipano 78 città in tutta Italia. Ha battuto la concorrenza di grossi centri come Milano, Verona, Trento, Ravenna. Eppure si trova nel bel mezzo della Terra dei fuochi, ma si è aggiudicato il riconoscimento per le sue politiche che puntano sulla raccolta differenziata e sulle energie rinnovabili.

Sono state installate telecamere di sorveglianze per controllare meglio il territorio, il comune si è anche dotato di un drone, per ora è solo uno ma la flotta potrebbe aumentare, non appena un sottufficiale dei vigili avrà terminato il corso di pilotaggio. Perché spesso i roghi sono appiccati in zone di campagna difficili da raggiungere, persino per i mezzi delle forze dell’ordine. La gente è contenta, una signora spiega che ora si può passare, camminare anche con le biciclette e che si può respirare…

Per anni piccole aziende sconosciute al fisco sono venute qui a smaltire tonnellate di rifiuti. Tutto attorno è abitato da grandi condomini. Oggi è tutto pulito. Dalla centrale operativa allestita con grande urgenza nel comando vigili, le telecamere hanno iniziato a riprendere i primi trasgressori.

Sono partiti controlli a tappeto per tutti gli opifici, officine, gommisti, microaziende del territorio. Al posto delle discariche abusive ora ci sono parchi gioco, isole ecologiche, parchi cittadini. Sia sotto il cavalcavia che nei luoghi abitualmente utilizzati per incendiarli è quasi un anno che non ci sono cumuli di inquinanti.

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Ad ognuno la sua croce.

29 settembre 2014 di du hängst

Mario Adinolfi, ex deputato PD, annuncia la nascita nel gennaio 2015, del quotidiano “La Croce” che avrà lo scopo di contrastare aborto, nozze e adozioni gay.

Uno strumento, spiega Adinolfi “per dire a quelli come Roberto Saviano (che si era espresso a favore delle coppie gay e dell’omogenitorialità, ndr) che ci dipingono come “retrogradi” e “bigotti” e “barbari”, che la regressione è la loro perché vogliono portarci a duemila anni fa. Dotarci di strumenti per andare in battaglia contro questi regressisti serve a dire che non ci arrendiamo”.

Se per questo neanche noi ci arrendiamo e vogliamo pari diritti per tutti.

 

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Finanziere: Sequestrava merce contraffatta e la utilizzava

24 settembre 2014 di du hängst

A proposito di “Vù Cumprà”, visto che si è scatenata una lotta contro l’ultima ruota del carro della contraffazione, mi viene da pensare che la tolleranza Zero contro queste persone sia solo una mossa di “Marketing”.

Comunque sia, a Fermo, non distante da dove abito io, un maresciallo della guardia di finanza sequestrava i capi d’abbigliamento contraffatti agli ambulanti africani e poi li utilizzava a scopi personali.

Ora è agli arresti domiciliari. La denuncia è stata fatta dagli stessi ambulanti.

E chissà perché mi viene da pensare che non sia stato l’unico a fare delle cose del genere?

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Guardo il mondo da un oblò

22 settembre 2014 di du hängst

A Berlino, la polizia ha fermato un uomo per aver danneggiato alcuni prodotti Samsung in un negozio.
Non ci sarebbe nulla di strano sennonché l’uomo era un dirigente della LG, storica rivale Samsung.

Le telecamere l’hanno ripreso mentre rompeva gli oblò delle lavatrici. La LG ha respinto tutte le accuse al suo dirigente precisando che stava testando la resistenza degli oblò.

Perché non comprare le lavatrici e fare i test in maniera privata?

Il caso è stato chiuso, dopo l’acquisto delle lavatrici, ma non per Samsung che ha denunciato altri danneggiamenti di suoi prodotti compiuti ancora dagli impiegati LG.

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Tutti a scuola

16 settembre 2014 di du hängst

L’India ha un economia sempre più sviluppata, ma sono milioni le donne che non hanno mai ricevuto un istruzione.

Lo stato fa poco o nulla, anzi nulla, così Arati Devi una donna proveniente dal lo Stato di Orissa, ha fondato una scuola; è totalmente gratuita ed è riservata alle donne che non sanno ne leggere ne scrivere della zona dell’Orissa.

Perchè sono pienamente convinto che se si vuole cambiare una società l’unica chiave è l’istruzione, sopratutto quella delle donne.

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Più spese, anzi troppe spese per le armi.

15 settembre 2014 di du hängst

Nel vertice che si è svolto a Newpost nel Galles, la NATO ha deciso di costruire 5 basi militari nei paesi dell’Este, nonché pesanti sanzioni alla Russia. Il presidente del Consiglio Renzi ha approvato tutte queste decisioni e ha anche aderito alla coalizione dei dieci paesi, pronti a battersi contro l’ISIS, offrendo armi ai Curdi. Si è anche impegnato a mantenere forze militari in Afghanistan e a far parte dei finanziatori che forniranno a Kabul 4 miliardi di dollari.

Secono i dati SIPRI del 2013, i governi del mondo hanno speso in armi 1742 miliardi di dollari che equivale a quasi 5 miliardi di euro al giorno (1032 miliardi di dollari solo dagli USA e NATO. Il complesso militare industriale internazionale e in particolare USA ci tiene prigionieri, ci spinge sempre verso nuove guerre sempre più cruente e sanguinarie, tutto per la difesa degli interessi vitali, in particolare della “sicurezza economica”, come afferma la Pinotti nel Libro Bianco. Come la guerra contro l’Iraq, dove hanno perso la vita 4000 americani e mezzo milione di iracheni, con un costo solo per gli USA di 4000 miliardi di dollari. Ed è stata la guerra che è alla base dell’attuale disastro in Medio Oriente, che fa ripiombare il mondo in una paurosa spirale di odio e di guerre. Papa Francesco ha parlato di terza guerra mondiale.

Il silenzio intorno a questa situazione e surreale, come si può dimenticare l’art. 11 della Costituzione: “L’italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”
Com’è possibile accettare che Renzi spenda soldi in armi, mentre lo stesso governo da lui guidato non ne trova per la scuola, per la sanità, per il terzo settore?

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