SDRENG - Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

SDRENG

Gruppo SDRENG o gruppo di pazzi?

Osimo, il prof insegna “Bella ciao”, scoppia la polemica (Povera la mia città).

24 aprile 2014 di du hängst

Immagine anteprima YouTube

 

L’insegnante fa cantare ai bambini “Bella ciao” in classe, i genitori protestano.

Una maestra fa imparare in classe il testo di “Bella ciao” e scoppia la polemica. La cerimonia per la Festa della Liberazione del 25 aprile organizzata dal Comune ha messo in imbarazzo alcuni genitori degli alunni della scuola elementare Bruno da Osimo.
Una delle insegnanti, che è componente della Banda musicale cittadina, ha fatto cantare dei brani agli alunni, tra questi “Bella ciao”.
Una iniziativa che non è andata giù ad alcuni genitori che si sono lamentati di eccessiva politicizzazione in classe dell’evento.
La preside Monticelli Cuggiò spiega:

Non è stata una scelta della scuola, sono testi proposti dal Comune. Una delle nostre docenti fa parte della Banda cittadina che suonerà il 25 aprile e ha chiesto ad alcuni alunni se vogliono partecipare. A quel punto ha fatto cantare la canzone, ma non c’entra nulla la politica, anche perché non mi pare che l’amministrazione comunale sia di quell’area.

Per la precisione, l’amministrazione comunale, non è di sinistra, anzi…

Io credo che solo in questa specie di triste e smemorato paese poteva succedere che “Bella ciao” suscitasse le proteste dei gentori. E’ come se in Francia un genitore lamentasse il fatto che ai suoi figli a scuola hanno fatto cantare la “Marsigliese.

Una canzone che è simbolo della resistenza al Nazifascimo, una canzone che è di tutti o sarebbe di tutti a meno che non si voglia fare del pessimo revisionismo storico.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , | 1 Commento »

Favelas militarizzate prima del mondiale

23 aprile 2014 di du hängst

Tra due mesi inizieranno i Mondiali di calcio in Brasile, dove sta avvenendo un’ampia militarizzazione della vita quotidiana delle comunità più povere delle grandi città che ospiteranno le partite.

Il 5 aprile Marè, un complesso di 16 comunità povere in cui vivono 132 mila abitanti, situata a Rio de Janeiro, vicino all’aeroporto internazionale e a 8 km dallo stadio Maracanà, è stato occupato da 2700 militari.

Rimarranno a Marè sino al 31 luglio, due settimane dopo la fine dei mondiali, poi verranno sostituite da unità della Polizia pacificatrice, un bel nome senza dubbio, ma i suoi agenti pochi mesi fa sono stati incriminati per la tortura e la morte di un residente di Rocinha, la più grande favela di Rio.

Gli abitanti di Marè vivono in povertà estrema, senza servizi e in coabitazione forzata con bande criminali e milizie formate in gran parte da ex agenti di polizia.
Lo scopo, secondo le autorità, sarebbe di allontanare i trafficanti di droga, ma gli abitanti sono preoccupati perché troppo spesso, le loro comunità sono viste come un territorio nemico, dove viene attuata una criminalizzazione collettiva.

I precedenti interventi militari nelle favelas sono nefasti, nel giugno 2007 nel complesso di Alemão vi furono 19 morti e un’inchiesta rivelò che in alcuni casi furono vittime di esecuzioni sommarie ed extragiudiziali; nel giugno 2008, nel complesso Morro de Providencia, i soldati consegnarono tre ragazzi a una banda criminale, che li fece fuori.
Amnesty International Brasile ha lanciato l’allarme sul rischio che l’occupazione militare di Maré possa essere il punto di partenza per altre operazioni del genere.

Le forze armate non sono addestrate per attività di questo tipo e hanno poca esperienza nel dialogo e l’interazione con la società civile e le comunità. Il timore è che alla violenza delle bande criminali si sostituisca quella dell’esercito.

Atila Roque, direttore esecutivo di Amnesty International Brasile.

Hanno un approccio aggressivo e violano i diritti umani. La nostra comunità vuole essere coinvolta e dire la sua su queste operazioni, che senza stabilire un clima di fiducia tra residenti e forze di sicurezza sono destinate al fallimento.

Osmar Camelo, rappresentante dell’Associazione degli abitanti di Morro do Timbau, una delle comunità di Maré.

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , , | 1 Commento »

Fermare il cemento.

22 aprile 2014 di du hängst

Oggi, preso atto del disastro ambientale dovuto alle scellerate politiche edilizie italiane, anche i poteri che hanno imposto negli ultimi anni il totale annullamento delle regole che impedivano il “pieno dispiegarsi dell’economia”, si sono riconvertiti nei ruoli di paladini del consumo di suolo zero.

E’ così che il ministro Lupi e l’Associazione dei costruttori sono ora contro il consumo di suolo.
Presso la commissione Ambiente della Camera dei deputati è in discussione la proposta di legge “Valorizzazione delle aree agricole e contenimento del consumo di suolo”.

Il provvedimento è ancora gravemente insufficiente, infatti, prevede che il consumo di suolo sia azzerato, ma dal 2050: altre due generazioni dovranno subire l’opera criminale della macchina del cemento, che ha sfigurato paesaggi e reso orribili periferie.

La legge governativa non stabilisce nulla sulle immense previsioni edificatorie previste nei piani urbanistici comunali. La moratoria delle previsioni urbanistiche è l’unico strumento che può consentire un severo esame della realtà di fatto e la definizione di politiche urbane efficaci. A favore della moratoria è anche il capo della Protezione Civile Gabrielli che conosce bene lo stato del dissesto idrogeologico del paese.

Siamo alle solite, di fronte ad un emergenza, si preferisce proteggere gli interessi di un ristretto gruppo di speculatori, invece di guardare al futuro…

Via Left N. 14

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , | 1 Commento »

Buona Pasqua

20 aprile 2014 di du hängst

pasqua.jpg Buona Pasqa a tutti :-)

Categorie: Vita SDRENG | Tags: , , | 2 Commenti »

La lobby più potente del mondo.

17 aprile 2014 di du hängst

I lobbisti che affollano le istituzioni europee sono 1700 per un fatturato di 120 milioni di euro l’anno.
Sono alcuni dei dati riassunti nel rapporto pubblicato il 9 aprile da Corporate Europe Observatory – Ceo e intitolato “La potenza di fuoco della lobby finanziaria”
Non c’è da sorprendersi per la notizia che- il mondo finanziario eserciti questa pressione sulle istituzioni europee, ma è sorprendente rendersi conto che ogni regola, direttiva, o ricerca passi da Parlamento, Commissione, Bce o qualsivoglia altra istituzione europea è soggetta a questa potenza di fuoco.

Probabilmente la lobby più potente del mondo
Commissario europeo Algirdas Semeta.

Decine di parlamentari europei di diversi partiti e schieramenti già a giugno 2010 sottoscrivono un appello nel quale testualmente si segnala che «pos-siamo vedere ogni giorno la pressione esercitata dall’industria bancaria e finanziaria per influenzare le leggi che li governano. Non c’è nulla di straordinario se queste imprese fanno conoscere il proprio punto di vista e hanno discussioni con i legislatori. Ma ci sembra che l’asimmetria tra il potere di questa attività di lobby e la mancanza di una esperienza opposta ponga un pericolo per la democrazia».
Questo pericolo diventa purtroppo evidente scorrendo il rapporto di Ceo. In sede europea il mondo finanziario supera la spesa in attività di lobby di ogni altro gruppo di interesse per un fattore di 50 a 1.
Per fare un esempio tra i molti possibili, una recente discussione al Parla-mento europeo su una Direttiva riguardante hedge fund e private equity, 900 emendamenti sui 1.700 totali sono stati redatti non da parlamentari ma da lobbisti del mondo finanziario.
Al Parlamento europeo sono attivi gruppi come il European Parliamentary Financial Services Forum (EPFSF) che comprende membri del Parlamento e lobbisti finanziari per «promuovere un dialogo tra il Parlamento europeo e l’industria dei servizi finanziari».
Questo dialogo comprende ad esempio inviti ai parlamentari per «seminari educativi sul trading dei derivati». Il forum è finanziato principalmente dai suoi 52 membri, tra i quali JP Morgan, Goldman Sachs International, Deutsche Bank, Citigroup e altri. E’ possibile saperlo perché ad oggi è l’unico gruppo di rilievo in ambito finanziario a rivelare il nome dei propri membri. Il “Registro per la Trasparenza” delle attività di lobby, istituito in Ue nel 2008 per provare a fare chiarezza, è infatti unicamente volontario, lasciando a imprese e lobbisti la scelta di registrarsi o meno. Sta di fatto che un singolo parlamentare europeo rivela di avere ricevuto qualcosa come 142 inviti in due anni dal mondo finanziario per “eventi”, “seminari” o simili.
Secondo il rapporto, dopo lo scoppio della crisi la lobby finanziaria ha partecipato ad almeno 1.900 incontri e consultazioni con la Commissione e le altre istituzioni europee. Un numero da mettere in relazione con il centinaio d’incontri che coinvolgevano reti e organizzazioni della società civile e con gli 84 con il mondo sindacale.
Analogamente, il dato (prudenziale) di 120 milioni di euro l’anno speso per le lobby finanziarie è da mettere a confronto con una disponibilità intorno ai 2 milioni per Ong, società civile e sindacati. Un rapporto di 60 a 1 che fa impallidire i pur evidenti squilibri presenti in altri settori. Ad esempio per quanto riguarda l’agro-alimentare, la stima è di 50 milioni di euro dell’industria a fronte di 12 milioni per associazioni di consumatori, Ong e sindacati.
Lo squilibrio è se possibile ancora più impressionante quando si va a vedere la composizione dei “gruppi di esperti” ovvero gli organi consultivi ufficialmente costituiti da Commissione, Bce o agenzie di supervisione finanziaria per rice-vere consigli e pareri su aspetti e normative specifiche. In molti casi la rappresentanza supera abbondantemente il limite della decenza, se non quello del ridicolo. Nel De Larosière Group on Financial supervision in the European Union 62 membri dal mondo finanziario, 0 da società civile, sindacati o altri gruppi di interesse; sulla Mifid, direttiva fondamentale sul funzionamento dei mercati finanziari europei, 77 contro 5; nel gruppo di esperti sui Derivati, 86 esperti del mondo finanziario, 0 tra Ong, consumatori o sindacati. Secondo il rapporto, in totale oltre il 70% dei consulenti e degli esperti nei gruppi della Commissione ha legami diretti con il mondo finanzia-rio, a fronte di uno 0,8% delle Ong e del 0,5% dei sindacati.
Se possibile va ancora peggio alla Bce, che ha promosso degli Stakeholder Groups. La parola stakeholder viene solitamente tradotta in italiano con “portatore di interesse” e dovrebbe indicare chiunque ha appunto un qualche interesse in una determinata impresa o istituzione. Il gruppo presso la Bce prevedeva 95 membri provenienti dal settore finanziario, e 0 (zero!) tra organizzazioni della società civile, consumatori, sindacati. Veniamo così a scoprire che le politiche della Banca centrale europea non hanno evidentemente nessun interesse per cittadini e lavoratori europei.
I risultati? Qualsiasi proposta di regolamentazione va avanti nel migliore dei casi con il freno a mano tirato, e le legislazioni in materia finanziaria vengono diluite fino a renderle spesso totalmente inefficaci. Il mondo finanziario in massima parte responsabile dell’attuale crisi continua a lavorare indisturbato, mentre al culmine del paradosso sono Stati e cittadini che la stessa crisi l’hanno subita a ritrovarsi con il cerino in mano e a dovere accettare sacrifici e austerità.
La burocrazia europea procede a ritmi impressionanti quando si tratta di imporre vincoli e controlli, se non una vera e propria ingerenza, sugli Stati sovrani, i loro conti economici e le loro politiche. Ma dall’altra parte la bozza di Direttiva sulla tassa sulle transazioni finanziarie rimane impantanata tra infinite discussioni e veti incrociati. La separazione tra banche commerciali e banche di investimento, che tutti gli studi riconoscono come un passo essenziale per evitare il ripetersi di disastri come quello degli ultimi anni, è ancora un vago progetto. A settembre 2013 il Commissario europeo Barnier annuncia tranquillamente in un comunicato stampa che «dobbiamo ora affrontare i rischi posti dal sistema bancario ombra». Mentre gli Stati sono sottoposti a un controllo strettissimo, per il gigantesco sistema bancario ombra che si muove al di là di qualsiasi regola o controllo, a cinque anni dal fallimento della Lehman Brothers e oltre sei dallo scoppio della crisi, la Commissione, bontà sua, dichiara che è tempo di mostrare un qualche interesse.
Se le istituzioni europee avessero dimostrato verso il gigantesco casinò finanziario che ci ha trascinato nella crisi solo una frazione dell’impegno messo per imporre sacrifici e austerità a chi ne ha pagato le conseguenze, probabilmente oggi i cittadini europei starebbero leggermente meglio. In una recente intervista, Luciano Gallino ricorda che «il paradosso è che la crisi, fino all’inizio del 2010, è stata una crisi delle banche. Poi è iniziata una straordinaria operazione di marketing: si è fatta passare l’idea che il problema fossero i debiti pubblici degli stati». Da oggi riusciamo a capire un po’ meglio con quali mezzi e risorse tale straordinaria operazione di marketing sia stata e continui ad essere realizzata.

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento »

Il Jobs Act del giovane R.

16 aprile 2014 di du hängst

Annunciando il Jobs Act alla direzione del PD, il giovane R. disse che la priorità era far crescere la produttività e l’innovazione delle imprese italiane, per portarle a competere sulle produzioni di maggiore qualità e a maggior valore aggiunto.

Il suo primo decreto da capo del governo è invece l’esatto opposto: lasciare le nostre imprese nella fascia bassa della produzione di merci e servizi, quella che compete quasi esclusivamente sul costo del lavoro e sulla diminuzione delle tutele dei lavoratori.

I contratti temporanei “liberalizzati” non creano più occasioni di lavoro. La voce.info ha pubblicato una ricerca relativa alla Spagna, in cui l’aumento esponenziale dei contratti temporanei ha prodotto meno giornate di lavoro e salari più bassi. Spagna che è presa come esempio riformatore, nonostante la deflazione e la disoccupazione giovanile in crescita.

I contratti temporanei liberalizzati, uccidono il contratto d’inserimento a tutele crescenti, la sola tipologia di contratto che può giustificare il superamento della giusta causa sui licenziamenti nel periodo d’ingresso.

I contratti temporanei liberalizzati rendono il mercato del lavoro più “flessibile” se non addirittura “liquido” per un periodo di tempo lunghissimo.

C’è da capire che il miglioramento della competitività delle imprese passa dalla valorizzazione del capitale umano di cui dispongono (Visco governatore di Bankitalia), quindi rendere più facile il ricorso a forme di lavoro precario, è un freno per lo sviluppo, si preferisce ottenere poco nel breve periodo, sacrificando lo sviluppo futuro.

Via Left N. 13

Categorie: Economia SDRENG, Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento »

Birmania Aprile 2014

15 aprile 2014 di du hängst

Fuori dal Myanmar ormai si pensa che i problemi siano risolti e tutto vada bene. Il cammino verso la democrazia è di certo iniziato, ma non si è ancora arrivati al traguardo, occorre che l’attenzione internazionale resti viva fino al completamento di questo difficile percorso.

Phyu Phyu Thin, stretta collaboratrice di Aung San Suu Kyi, mette in guardia contro l’illusione che con la liberazione del premio Nobel e di altri oppositori la Birmania abbia definitivamente chiuso con il passato.

Il potere dei militari è ancora enorme, tagliato su misura da una costituzione che assegna un quarto dei seggi in parlamento alla giunta e con l’articolo 59 impedisce l’elezione alla presidenza di qualsiasi cittadino che abbia sposato una persona straniera, l’articolo ha il solo scopo di impedire ad Aung San Suu Kyi di diventare presidente, visto il probabile trionfo elettorale quando nel 2015 si voterà per il nuovo presidente.

Phyu Phyu Thin sottolinea che la cosa più urgente da fare, sarebbe una modifica della costituzione.

Via Unità N. 93

Categorie: Birmania SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , | Nessun commento »

No stranieri o Sud italia.

14 aprile 2014 di du hängst

L’annuncio è stato pubblicato su eBay da un’azienda enogastronomica di Firenze.

L’offerta di lavoro è stata rimossa dal web non appena è scoppiata la polemica.
L’avviso era questo:

Cerchiamo banconieri settore enogastronomico, richiesta conoscenza del settore. Indispensabile conoscenza lingua inglese. Grande voglia di e passione per il lavoro. No stranieri o Sud Italia.

A volte quando leggo queste notizie, penso sempre di essere ritornato un secolo indietro…

L’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del dipartimento per le pari opportunità ha aperto un’istruttoria e spero anche che siano presi provvedimenti molto duri.

Categorie: Economia SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , | 5 Commenti »

Bike for peace

10 aprile 2014 di du hängst

BIKE FOR PEACE è un’iniziativa internazionale per la Pace, da parte del ciclo-attivista norvegese Tore Naerland, ipovedente. L’obiettivo è la messa al bando delle armi nucleari.

In tutte le tappe dell’edizione 2014 del suo viaggio Tore Naerland ha portato con sé una bandiera arcobaleno con la scritta “Pace”, in italiano. Anche per prepararsi alle tappe italiane che hanno interessato l’intera costa Tirrenica dal confine francese fino a Roma, con pernottamenti ad Albenga, Genova, La Spezia, Pisa, Follonica, Tarquinia con arrivo nella Capitale nel pomeriggio di lunedì 7 aprile.

Durante il percorso Bike for Peace ha salutato i Comuni che sono già membri di Mayors for Peace: oltre a Genova, Pisa, Roma, anche Arnasco, Vado Ligure, Sestri Levante, Riccò del Golfo, Castelnuovo Magra, Viareggio, Cerveteri. E a tutti è stata offerta la Pergamena ricordo di questa importante iniziativa.

Bike for Peace 2014 ha come principale messaggio l’abolizione delle armi nucleari anche grazie all’incontro dello scorso anno di Naerland a Hiroshima con l’associazione Mayors for Peace (presieduta dal Sindaco di Hiroshima), che ha come obiettivo la realizzazione di un mondo libero da armi nucleari. Per questo nel tour 2014 in Europa, Tore Naerland ha attraversato i due paesi del vecchio Continente che possiedono armi nucleari, il Regno Unito e la Francia, ma anche l’Italia che ne ospita alcune decine sul proprio territorio. L’obiettivo è di dimostrare quanto la maggioranza della popolazione e gli Enti Locali siano convinti della necessità di arrivare ad una convenzione che le metta al bando. Tutte le altre armi di distruzione di massa (biologiche, chimiche) sono già oggetto di convenzioni internazionali che ne proibiscono il possesso e l’uso: risultato ottenuto sempre con una spinta “dal basso” per il raggiungimento della proibizione giuridica.

L’iniziativa ha preso il via a Manchester (Regno Unito) lo scorso 15 marzo.

Subito dopo l’attraversamento dell’Italia Bike for Peace si prenderà una pausa per la trasferta in Asia. Proseguirà poi il suo percorso per il resto di aprile in Oriente, per arrivare a maggio negli Stati Uniti e rientrare in Scandinavia per le ultime tappe a metà maggio.

La richiesta che Tore Naerland e i ciclo-attivisti che lo accompagnano porteranno all’attenzione di Autorità ed opinione pubblica in tutte le loro tappe è quella di una messa al bando delle armi nucleari. Armi di distruzione di massa la cui sola esistenza configura un pericolo umanitario per miliardi di persone sul nostro pianeta: una minaccia che decine di Stati hanno già scelto di affrontare e che sarà oggetto di una Conferenza internazionale convocata a Vienna a dicembre 2014 dal Governo Austriaco.

Categorie: Politically incorrect SDRENG, Sociale SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , | 1 Commento »

La rossa corte europea.

9 aprile 2014 di du hängst

Questa rossa, rossa, rossa e ancora rossa Europa! Piena di comunisti antidemocratici, invidiosi del suo successo e bolscevichi.
Magistrati antidemocratici, rossi anche se europei hanno detto no al Sig. B. (l’uomo della liberta e della rivoluzione liberale), all’ultima iniziativa per salvarsi e permettergli di candidarsi alle Europee.

La Corte europea dei diritti umani, (mi viene da ridere solo a pensare che la corte dei diritti umani si sia dovuta occupare del Sig. B.), ha rifiutato la richiesta di imporre allo Stato italiano di applicare con urgenza misure che possano consentire all’ex premier di candidarsi per le Europee, come invece avevano richiesto le parlamentari di Fi Deborah Bergamini ed Elena Centemero, membri della delegazione italiana all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, e l’avvocato Ana Palacio, in qualità di legale di Silvio Berlusconi.

Per me la corte dei diritti umani dovrebbe imporre al Sig. B. di smetterla di perseguitare i suoi poveri concittadini, allora sì che avrebbe tenuto fede al suo nome.

Categorie: Deliri - SDRENG, Politically incorrect SDRENG | Tags: , , , , , , , , , , | 1 Commento »